Rachele Amadori
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Rachele Amadori, nome d’arte Regen Oh, nasce tante volte. Non solo quel giorno di 33 anni fa in quel di Cinisello Balsamo, quando è venuta alla luce da una madre logopedista che l’ha aiutata con l’arte a uscire dalle balbuzie. E così Regen comincia a guardare il mondo con i suoi occhi azzurri e dipingerlo, fotografarlo, unirlo, trasportando la sua conoscenza, unita a una forte componente emotiva, su carta o tela, usando media diversi. Perché uno solo, mettiamo l’olio, non basta a rappresentare un simbolo, una mano o una donna allo specchio. La terza artista protagonista di Artists x Nouvelle presenta in anteprima 4 lavori realizzati nel 2022, frutto di esplorazioni on the road e intime, che attingono dal passato meta-ritratti dell’artista, delle sue esperienze e, forse, anche delle nostre.

Rachele Amadori, aka Regen Oh, was born many times. Not only that day 33 years ago in Cinisello Balsamo, when she was born by a speech therapist mother who helped her with art to get out of stuttering. And so Regen begins to look at the world with her blue eyes and paint it, photograph it, unite it, conveying her knowledge, combined with a strong emotional component, on paper or canvas, using different media. Because just one, let's add oil, is not enough to represent a symbol, a hand or a woman in the mirror. The third leading creative of Artists x Nouvelle presents a preview of 4 works created in 2022, the result of on-the-road and intimate explorations, which draw on the artist's meta-portraits, her experiences and, perhaps, also ours.

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Timanfaya 

Mio padre ha questa macchia fotografica degli anni 70, ovviamente un’analogica. Faceva passare la luce nel rullino.. spesso le foto si bruciavano e si è arreso. Tenuta in una scatola delle scarpe di qualche anno successivo al suo acquisto, è rimasta li.

Non ci siamo parlarti per anni io e mio padre. Poi ci siamo ri connessi e ri trovati più simili del previsto. Un incontro tra luci e ombre. Tra un inizio e una fine. Due anime delicate, che dopo “tempesta e impeto” hanno deposto le armi abbracciate, hanno guardato il tramonto.

Scatto
_ lato bocca Volcán El Cuervo - Parque Nacional de Timanfaya - appostata, in attesa, con la mia analagica, dono di mio padre

My father has this photographic spot from the 70s, obviously an analogue. He let the light pass through the roll… often the photos burned and he gave up. Kept in a shoe box a few years after his purchase, it remained there.

 We haven't talked to you in years my father and I. Then we re-connected and found more alike than expected. A meeting between light and shadow.  Between a beginning and an end. Two delicate souls, who after “storm and impetus” laid down their arms embraced, watched the sunset.

Photo: Side of the mouth Volcán El Cuervo - Parque Nacional de Timanfaya - lurking, waiting, with my analogic camera, I belong to my father.

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Ombra

 

Come se un velo potesse nascondere.

Non poteva, o poteva solo lasciare il dubbio.

Lo faceva sembrare un uomo coraggioso, forte e

caparbio... ma è stato dopo, che ho compreso, che tra quelle pieghe c’era altro.

Paura, Orgoglio e Rabbia. Ma era lui.

Irraggiungibile.

Maledetto velo.

Scatto

_primo spettacolo realizzato da me a milano, 4 quadri

teatralizzati da 4 ballerini. A mia cura: luci, set e narrazione.

As if a veil could hide.

She couldn't, or she could just leave the doubt.

He made him look like a brave, strong and brave man stubborn... but it was later that I realized that there was more between those folds.

Fear, Pride and Anger. But it was him.

Unattainable.

Damn veil.

Shooting

_first show made by me in Milan, 4 paintings

dramatized by 4 dancers. By my care: lights, sets and narration.

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Madre

 

Per Cronos, per scelte, per dolore cresciuta da madre. Presente, forte e che sa dove andare… che nel generare, non per colpe, ma per umano essere, prova e insieme ad amore, dona, naturalmente, anche del buio. Buio alchemico, parte onerosa del processo.

 

Primo scatto:

Notte a Vieste, durante un momento di verità con mia madre.

 

Secondo scatto:

Monleale, vespro, collina appena seminata (sempre da mia madre).

 

For Cronos, for choices, for pain raised by a mother. She is present, strong and who knows where to go... who in generating, not through faults, but as a human being, feels and together with love, naturally also gives darkness.  Alchemical darkness, onerous part of the process.

 

First shot:

Night in Vieste, during a moment of truth with my mother.

 

Second shot:

Monleale, vespro, hill just sown (always by my mother).

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Vespro

In un secondo, è arrivato il buio.

Un passaggio di testimone tra due sfere, come una grande conoscenza tramandatile solo a voce.

Voce che sa che è il fatto concreto che fa evolvere, lasciando cosi il racconto sbrogliarsi tra le ossute dita che scorrono sagge tra quei luminosi fili.

 

Scatto: Monleale, primo giorno della nuova casa di campagna.

In a second, it was dark.

A passing of the baton between two spheres, like a great knowledge handed down only by word of mouth.

A voice that knows that it is the concrete fact that makes one evolve, thus leaving the story to unravel between the bony fingers that flow wisely among those luminous threads.

 

Snapashot: Monleale, first day of the new country house.