La Mechanical Art ai tempi di Instagram: il presente messo in discussione / The Mechanical Art at the time of Instagram: the present questioned

10 Feb 2019

 

 

 

Un po’ di storia. Nel 1960 a Milano si pubblica il Manifesto del Nouveau Réalisme, un movimento artistico fondato a Parigi qualche tempo prima. Gli esponenti di punta sono Yves Klein, l’italiano Mimmo Rotella, Niki de Saint-Phalle, Christo e Arman, mentre il concetto su cui lavorano e sul quale si esprime il trattato è quello di mettere in relazione l’arte con la realtà, quindi le tecniche del mestiere con gli strumenti comuni, recuperandoli per dare loro nuova vita e renderli l’opera d’arte stessa. Come scrive Loredana Parmesani in L’arte del xx secolo e oltre (Skira): «L’artista non è più colui che detiene il sapere tecnico ma colui che utilizza tutte le tecniche, tutte le immagini e tutti gli oggetti che il mondo moderno ha prodotto.»

 

A bit of history. In 1960 the Manifesto of Nouveau Réalisme was published in Milan, an artistic movement founded in Paris some time before. The leading exponents are Yves Klein, the Italian Mimmo Rotella, Niki de Saint-Phalle, Christo and Arman, while the concept on which they work and on which the document is expressed is to relate art with reality, then the techniques of the trade with the common tools, recovering them to give them new life and make them the work of art itself. As Loredana Parmesani writes in L’arte del xx secolo e oltre (Skira): «The artist is no longer the one who holds the technical knowledge but the one who uses all the techniques, all the images and all the objects that the modern world has product.»

 

 

Nikos Kessanlis, "Danil and Chryssa", 1965, phantasmagorias of identity, mec art on sensitized cloth, 95 Χ 200 cm

 

 

Supportato e coordinato dal critico francese Pierre Restany, il nuovo realismo parigino vede nascere al suo interno, negli anni Settanta, portando con sé i medesimi valori, la Mechanical Art, ossia l’arte meccanica. Si tratta di un’evoluzione ancora più spinta dei concetti del movimento d’origine, in cui si enfatizza il fatto che l’arte non può rimanere ancorata esclusivamente ai metodi di lavoro accademici e del passato, ma deve «rivolgersi a quelle del proprio tempo», prosegue Parmesani, «proponendo opere che prevedono l’impiego del mezzo tipografico, il riporto fotografico e l’assemblaggio di immagini prelevate dai media.» Conclude lo storico dell’arte. 

 

Supported and coordinated by the French critic Pierre Restany, the new Parisian realism sees born within it, in the seventies, bringing with it the same values, the Mechanical Art. This is an even more urgent evolution of the concepts of the original movement, which emphasizes the fact that art can not remain anchored exclusively to academic and past work methods, but must «address those of one's own time», Parmesani continues, «by proposing works that envisage the use of the typographic support, the photographic report and the assemblage of images taken from the media» concludes the art historian.

 

 

Mimmo Rotella, Vieni e Vai, 1965, mec art su tela

 

 

Oggi è possibile ritenere i social media, in particolare Instagram, non solo dei veicoli per trasmettere un messaggio, ma anche i messaggi stessi, quindi, sul piano artistico, delle opere d’arte, sfruttate e rielaborate ognuno a proprio gusto e modo? Saremo mica tutti degli artisti? No. Non c’è pericolo. Il lavoro di Rotella, Nikos Kessanlis e Bruno Di Bello, tra gli autori fondatori del (sub)movimento, è tanto significativo quanto impossibile da replicare. Tuttavia è funzionale a comprendere come molti artisti contemporanei stiano non solo sfruttando il web e le sue invenzioni per farsi conoscere a gallerie, collezionisti, critici e il resto del sistema in questione, ma anche per creare i loro artefatti, dialogando con il quotidiano e i suo mezzi tecnici di espressione.

 

Is it possible today to consider social media, in particular Instagram, not only vehicles to transmit a message, but also the messages themselves, therefore, on the artistic level, a works of art, exploited and reworked each to their own taste and manner? We'll all be artists? No. There is no danger. The work of Rotella, Nikos Kessanlis and Bruno Di Bello, among the founding authors of the (sub)movement, is as significant as it is impossible to replicate. However, it is functional to understand how many contemporary artists are not only exploiting the web and its inventions to make themselves known to galleries, collectors, critics and the rest of the system in question, but also to create their artifacts, dialoguing with the daily life and its technical means of expression.

 

 

 

Da Par Tibi, Roma Nihil, di Nico Vascellari

 

 

Maurizio Cattelan (1960) aderisce alla piattaforma in cui sono attivi, a livello mondiale, secondo alcuni dati usciti nel mese di giugno 2018, più di un miliardo di utenti mensili, in un modo tutto suo, creando una sorta di azione artistica intitolata The Single Post Instagram: pubblica una foto - spesso dal titolo acutamente provocatorio - e dopo un giorno la cancella. Se infatti si dà un’occhiata al sua pagina, a parte l’immagine pubblicata non sia ha più modo di vedere le altre. Carpe diem. 

L’artista veneto Nico Vascellari (1976) punta al coinvolgimento del pubblico quando dal 24 giugno al 18 settembre 2016 realizza una performance diffusa all’interno della mostra intitolata Par Tibi, Roma Nihil (curata da Raffaella Frascarelli) nella capitale, coinvolgendo anche il pubblico. O meglio, i follower. Vascellari, infatti, li invita a una sorta di caccia al tesoro, il cui oggetto da ricercare, spesso di origine naturale, viene postato su Instagram, ritratto nella sua stessa mano. Gli italiani.

 

Maurizio Cattelan (1960) adheres to the platform in which, globally, according to some data released in June 2018, more than a billion monthly users are active, in a way that is all his own, creating a sort of artistic action entitled The Single Post Instagram: he posts a picture - often titled acutely provocative - and after a day he erases it. In fact, if you take a look at his page, apart from the published image it is no longer possible to see the others. Carpe Diem.

The Venetian artist Nico Vascellari (1976) aims to involve the public when from 24 June to 18 September 2016 he creates a widespread performance in the exhibition entitled Par Tibi, Rome Nihil (curated by Raffaella Frascarelli) in the capital, also involving the public. Or better, his followers. Vascellari, in fact, invites them to a sort of treasure hunt, whose object of research, often of natural origin, is posted on Instagram, portrayed in his own hand. The Italians.

 

 

 

Una foto recente di Cindy Sherman pubblicata su Instagram nel febbraio 2019

 

 

 

La fotografa statunitense Cindy Sherman (1954) fa suo il concetto della deformazione dell’immagine. Non solo a livello concettuale, ma anche pratico, focalizzando l’attenzione sulla percezione che il pubblico/utente ha di sé e degli altri attraverso una fotografia, la quale non è più scattata per fermare il momento ed essere quindi solamente un medium tra passato e presente, ma viene concepita come mezzo di promozione del sé. Like alla mano. Sul social network fondato nel 2010 da Kevin Systrom con Mike Krieger e poi acquistato due anni dopo da Marc Zuckerberg, l’artista posta scatti della sua vita quotidiana, in cui si ritrae in una forma completamente diversa dall’originale. 

Le reazioni all’opera di Sherman sono spesso contrastanti: c’è chi commenta in modo negativo, dicendo che fanno schifo o che la sua non sia arte; altri invece sostengono il suo lavoro e apprezzano il fatto che l’artista non si mostri come la maggior parte degli utenti, ovvero editata da filtri anti-rughe o in pose ammiccanti. Irreali. Sherman, invece, come gli artisti della Mec Art, coglie la realtà e gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione per porre in discussione se stessa, l’arte e il mondo stesso.

 

The American photographer Cindy Sherman (1954) adopts the concept of image distortion. Not only on a conceptual level, but also practical, focusing attention on the perception that the public/user has of himself and others through a photograph, which is no longer taken to stop the moment and therefore be only a medium between past and present, but is conceived as a means of promoting the self. Likes at hand. On the social network founded in 2010 by Kevin Systrom with Mike Krieger and then bought two years later by Marc Zuckerberg, the artist posted shots of her daily life, in which she portrayed in a completely different form from the original.

The reactions to the work of Sherman are often conflicting: there are those who comment negatively, saying that they are disgusting or that her is not art; others instead support her work and appreciate the fact that the artist does not show up like most users, that is, edited by anti-wrinkle filters or in winking poses. Unreal. Sherman, however, like the artists of Mec Art, captures the reality and the tools that technology provides to question herself, art and the world itself.

 

 

 

Bacheca di @mauriziocattelan venerdì 8 febbraio 2019

 

 

 

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