Borse da sogno Made in Molise. Una conversazione con Gaetano Pollice / Dreamy bags made in Molise. A conversation with Gaetano Pollice

 

 

 

 

 

 

Nelle sue creazioni, Gaetano Pollice trasmette tutto il suo sapere che parte da un percorso a ritroso nella sua infanzia, dove le immagini, come in un flashback, appaiono sbiadite ma intrise di significato. Una passione quasi impossibile da descrivere, quella per le tradizioni della sua terra (il Molise) che diventano il punto di partenza di un progetto che oggi porta il suo nome, Gaetano Pollice.

Il tombolo, questa tecnica di ricamo che conta i secoli che hanno visto transitare Beato Angelico e Raffaello o ancora Caravaggio e Tiepolo è la chiave per scoprire la creatività di Gaetano. Una scelta coraggiosa, quella del designer molisano, che ha saputo tramutare un suggestivo ricamo in un dettaglio che oggi disegna le sue borse e che viene apprezzato in tutto il mondo.

 

 

Gaetano, raccontaci come nasce la Tombolo bag.

 

- Ogni Tombolo bag è frutto di un lavoro manuale ed artigianale fatto in Molise, presso Argia Pelletterie, un laboratorio di artigiani pellettieri molisani che da più di 40 anni plasmano con le mani e creano piccoli gioielli del vero Made in Italy. Siamo un team e ci piace lavorare insieme, ragionare su nuove idee, su nuovi immaginari, ed il Molise da questo punto di vista ce ne offre veramente tantissimi. Quindi ogni borsa nasce da una illustrazione, da un disegno di particolari universi che desideriamo far poi indossare. E questo primo passaggio può durare anche dei mesi. Poi cominciamo a fare prove con la pelle, studiare dei volumi, delle forme, dei dettagli che ci affascinano. E da lì si va avanti. Il laboratorio è come un mondo parallelo, dove le idee prendono forma.

Quindi ogni Tombolo bag non è solo una borsa, ma sono i miei sogni realizzati che riescono a contenere i sogni di chi le indossa.-

 

 

Un legame con il Molise e con il suo folklore: ci piacerebbe che ci raccontassi i ricordi di te bambino a Guglionesi.

 

- Fortunatamente ho avuto l’infanzia più bella e felice che si possa desiderare. Sono cresciuto nel mio piccolo paese a 15 km dal mare, su una collina dove le tradizioni ancora oggi restano vive e forti. Sapevo quando arrivava il periodo della vendemmia, della raccolta delle olive, della conserva di pomodoro, della raccolta del grano perché il mio papà ci portava sempre in giro ad osservare come tutto ciò accadesse realmente. Ho la fortuna di avere una famiglia numerosa e molto unita, di avere una mamma che mi ha trasmesso la passione per il lavoro manuale e dei nonni che mi hanno insegnato a disegnare e a liberare la fantasia. Ricordo ancora che durante il periodo del carnevale disegnavo io stesso la maschera che volevo indossare e la nonna con la sua macchina per cucire la realizzava perfettamente.-

 

 

 

 

 

 

La tradizione del Tombolo è ancora viva nella tua regione oppure, come spesso accade, è andata perduta nel tempo?

 

- E’ ancora viva, soprattutto in alto Molise, nella città di Isernia c’è un piccolo museo che conserva tutte le vecchie tele ricamate a Tombolo. Ci sono ancora donne che realizzano questi preziosi ricami, che intrecciano fili color avorio con l’aiuto dei fuselli e, proprio guardandole mentre con grande abilità fanno scorrere tra le dita questi legnetti dalla forma allungata, decisi che la targhetta dorata all’interno delle mie borse, sulla quale è inciso il mio nome, dovesse avere la forma di un fusello.-

 

 

Perché trasferire tale tecnica su un accessorio moda?

 

- La tradizione per me è un’arte che bisogna tenere sempre viva e per questo motivo ho deciso di provare a riportare il ricamo a Tombolo sulle mie borse. È stata più che altro una sfida, poiché il ricamo viene di solito realizzato su tessuti molto sottili. Ma ero certo che con l’aiuto degli artigiani molisani saremmo riusciti a ricamare la pelle. Abbiamo fatto molte prove, spesso fallimentari. Ma non ci siamo scoraggiati e quando è venuto fuori il primo ricamo a Tombolo su una nappa nera non potevamo credere ai nostri occhi!

Questa particolarità rende le nostre borse ancor più uniche e preziose; mostrano in tutta la loro moderna bellezza un dettaglio la cui tecnica risale al 500.-

 

 

Il tuo omonimo brand a quale tipologia di donna strizza l'occhio?

 

- Non riesco a catalogare una donna in particolare che possa indossare le mie borse. Sono sempre felice quando viene acquistata da una giovane donna, da una mamma, da una nonna, da una ragazza. Vuol dire che ogni donna ci vede qualcosa di diverso. Sicuramente chi ne possiede una non la considera solo una borsa che possa contenere cose, ma è in grado di percepire quanta passione e lavoro c’è dietro. E quando dobbiamo spedirle alle nostre clienti oltreoceano, siamo emozionati sempre come la prima volta!-

 

 

 

 

 

Qual è il tuo sogno di felicità?

 

- Potrei dire di aver realizzato oggi il mio sogno di felicità. Ma la felicità non basta mai, ne vogliamo sempre di più. Io sinceramente sogno di poter portare avanti ancora per molto questo mio progetto di Made in Italy, ma soprattutto di continuare a far lavorare i professionisti del mio Molise, artigiani, fotografi, grafici, che considero oggi una grande famiglia allargata. Fino a quando questo succederà, avrò realizzato ogni giorno il mio piccolo sogno di felicità.-

 

 

Quel che vorresti essere.

 

- Voglio essere quello che oggi sono. Una persona normalissima che ha la fortuna di fare un lavoro straordinario.-

 

 

I tuoi designer preferiti.

 

- Sono molti, ma il mio punto di rifermento è Valentino. Il Valentino del passato e quello di oggi. Per me è sempre una certezza di eleganza e di stile.

Poi non posso non apprezzare i nuovi designer che come me stanno tentando di “fare” la moda del futuro: Benedetta Bruzziches, Irma Cipolletta, Giannico, Paula Cademartori, e tanti altri. Tutti grandi sostenitori del Made in Italy.-

 

 

 

 

 

 

Quel che detesti più di tutto.

 

- Non amo chi non mette passione nel fare le cose. Qualsiasi cosa si faccia nella vita.

Non amo alcuni atteggiamenti del mondo della moda, alcune personalità, alcuni sotterfugi, dai quali mi tengo lontano, a costo di dover fare mille sforzi in più per raggiungere degli obiettivi. -

 

 

Il dono di natura che vorresti avere.

 

- Mi piacerebbe avere il dono della praticità, di una mente commerciale. Ma ne sono totalmente sprovvisto!-

 

 

Il tuo motto.

 

- La pazienza è la necessaria calma, costanza, assiduità, applicazione senza sosta nel fare un’opera o una qualsiasi impresa.-

 

 

  

 

In his creations, Gaetano Pollice transmits all his knowledge drawn from a journey back in his childhood, where the images, as in a flashback, faded but imbued with meaning. A passion almost impossible to describe, that for the traditions of his homeland (Molise) that become the starting point of a project that bears his name, Gaetano Pollice.

The tombolo (bobbin), this embroidery technique that counts the centuries who have seen passing Beato Angelico and Raffaello or Caravaggio and even Tiepolo is the key to discover Gaetano’s creativity. A courageous choice, that of Molise designer, who has been able to transform a charming embroidery in a detail that today draws its bags and is appreciated all over the world.

 

 

Gaetano, tell us how did the Tombolo bag.

 

- Each Tombolo bag is the result of a manual and craft work done in Molise, at Argia Pelletterie, a laboratory of leather craftsmen from my homeland that for more than 40 years mold with their hands and create little gems of the real made in Italy. We are a team and we like to work together, think about new ideas, new imaginary, and Molise truly offers many point of view. So, each bag comes from an illustration, by a special design universes we want then to by wear. And this first step can last for months. Then, we start doing tests with skin, studying volumes, shapes, details that fascinate us. And from there it goes on. The lab is like a parallel world, where ideas become reality.

So every Tombolo bag is not just a handbag, but they are my dreams realized who manage to contain the dreams of the wearer.-

 

 

 

 

 

A bond with Molise and its folklore: we wish you to tell some memories of you as a child in Guglionesi.

- Fortunately I had the most beautiful and happy childhood that you could want. I grew up in my small village far just 15 km from the sea, on a hill where traditions still remain alive and strong. I knew when it came time for the wine and olive harvest, the tomato paste, also the grain harvest because my dad would take us all around to see how everything happens really. I'm lucky to have a large and very united family, to have a mom who gave me the passion for manual work and grandparents who taught me how to draw and to free the imagination. I still remember that during the carnival period I drew myself the mask that I wanted to wear and my grandmother, with her sewing machine,  perfectly realized it.-

 

 

The tradition of tombolo is still alive in your region or, as often happens, has been lost in time?

- It 's still alive, especially in the upper Molise, in the city of Isernia, there is a small museum that preserves all the old embroidered canvas in tombolo. There are still women who make these precious embroidery, braiding wire ivory with the help of the spindles, and just looking at them great skills while sliding through their fingers these elongated sticks, I decided that the golden plate inside of my bags, on which is engraved my name, were to have the shape of a spindle.-

 

 

 

Why transfer this technique on a fashion accessory?

 

- To me tradition is an art that we must always keep alive and for this reason I decided to try to bring the bobbin embroidery on my bags. It was more of a challenge, because the embroidery is usually made of very thin tissues. But I was sure that with the help of Molise craftsmen we could embroider the skin. We did a lot of tests, often unsuccessful. But we were not discouraged, and when it came out the first embroidery Tombolo on a black tassel could not believe our eyes! This feature makes our bags even more unique and valuable; show in all their modern beauty a detail whose technique dates back to fifth century.-

 

 

What type of woman fits the most your eponymous label?

 

- I can not catalog a particular woman who can wear my bags. I am always happy when it is purchased by a young woman, as a mother, a grandmother or from a girl. It means that every woman sees something different. Surely anyone owning, not only considers it a bag that can hold things, but something were she can sense how much work and passion is behind it. And when we ship them to our overseas customers, we are always excited as the first time!-

 

 

What is your dream of happiness?

 

- I could say that I have made today my dream of happiness. But happiness is never enough, we want more and more. I sincerely dream of being able to carry on for much longer my made in Italy project, but above all to continue to work with professionals artisans, photographers, graphic designers, form my Molise, I consider today a large extended family. Until this happens, I will have accomplished every day my little dream of happiness.-

 

 

What would you like to be?

 

- I want to be what I am today. A normal person who has the good fortune of doing an extraordinary job.-

 

 

 

 

Who are your favorite designers?

 

- Many, but Valentino is my maestro. The one in the past and also today. For me it is always a certainty of elegance and style.

Then I can not help but appreciate new designers like me who are trying to "do" the wave of the future: Benedetta Bruzziches, Irma Cipolletta, Giannico, Paula Cademartori, and many others. All great supporters of made in Italy.-

 

 

What you hate most of all?

 

- I do not like who does not put passion into doing things. Whatever you do in life.

I do not like some attitudes of the fashion world, some personality, some subterfuge, from which I keep far away, at the cost of having to do a thousand more efforts to achieve the objectives.-

 

 

 

 

 

 

The gift of nature that you wish you had?

 

- I would like the gift of convenience, a commercial mind. But they are totally lacking!-

 

 

Your motto?

 

- Patience is  necessary then calm, perseverance, diligence, application, relentlessly in making a work or any enterprise.-

 

 

 

 

www.gaetanopollice.it

 

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