Illustrare il presente attraverso il passato: una conversazione con Eleonora Fiori / Illustrate the present through the past: a conversation with Eleonora Fiori

17 Jan 2017

 

 

 

 

 

 

 

 

Non pensa troppo al futuro, ama le connotazioni estetiche del passato e vive il presente. Lei è Eleonora Fiori, illustratrice e designer di gioielli che, fino al 20 novembre, è stata protagonista della mostra “Gioielli alla Moda” curata da Alba Cappellieri presso il Palazzo Reale di Milano. In questo dialogo racconta della sua infanzia con il nonno artista, fino ad arrivare al sua amore per il Giappone. 

 

 

Eleonora, quando è nata la tua passione per l'arte in generale, e le illustrazioni in particolare?

 

- La passione per l'arte è nata tanti anni fa quando ero piccola e ammiravo i dipinti di mio nonno; adoravo i racconti che si celavano dietro a questi quadri. Poi, al liceo artistico ho imparato le tecniche di disegno: non ero la più brava. Secondo una professoressa avevo la mano pesante. Ovvero, tutto ciò che disegnavo era molto nero, cupo con tratti molto pesanti. Vedendomi oggi noto tante differenze. Ho cercato di staccarmi soprattutto dall'arte classica, dal disegno a matita e dalla pittura, avvicinandomi a qualcosa di più contemporaneo, dove riesco ad esprimere al meglio le mie sensazioni: l'arte digitale, che in questo momento sento appartenere di più al mio mondo interiore. -

 

 

Non realizzi solo prodotti figurativi. In seguito all'esperienza da Marni hai sviluppato il tuo approccio creativo verso il mondo del bijoux, creandone di tuoi. Qual è il significato che attribuisci a questo accessorio?

 

- Durante il periodo da Marni ho sviluppato un interesse e una passione che mai avrei pensato di avere, quella per le collane: proprio io che non porto neanche il più piccolo degli accessori. Direte che è un po’ un controsenso vista la grandezza delle mie creazioni. E lo è effettivamente. Ma io le collane le vedo come un qualcosa da indossare insieme ad un outfit studiato: non amo i gioielli classici come anelli, bracciali e catenine. Prediligo la collana perché la vedo più come arte, dove ci si può sbizzarrire nel creare delle storie. Quasi come portarsi dietro una scultura o un quadro. -

 

 

 

 

 

 

Le tue creazioni, peraltro, sono state tra le protagoniste di recente presso la mostra “Gioielli alla Moda" tenutasi al palazzo Reale di Milano.  Come ti sei sentita quando hai saputo che il tuo nome sarebbe stato tra quelli che, come Marni, Missoni e Krizia, hanno fatto la storia della moda?

 

- Benissimo! All'inizio non ci credevo, poi quando ho pensato al mio percorso fatto di sacrifici e di momenti bui, ho capito che questo era il mio riscatto e sono molto fiera di essere stata lì con i miei pezzi. È stata una soddisfazione enorme e ho capito che se ci si impegna a fondo prima o poi qualcosa di bello accade. -

 

 

Torniamo alle tue illustrazioni. Benché moderne ed elegantemente ironiche, richiamano per certi aspetti alcuni elementi estetico-storici del passato o luoghi lontani. Come mai questa scelta?

 

- Amo fortemente il gusto estetico del passato, credo avessero più ricercatezza e più attenzione ai dettagli. Per questo motivo mi ispiro alle vecchie illustrazioni vittoriane, alle pubblicità degli anni 50 e tante altre cose. Naturalmente, intervengo con un processo di "svecchiamento" utilizzando colori contemporanei e simboli in contrasto con l'immagine. Lo faccio al dine di creare un disordine di epoche con un risultato estremamente ordinato. Il Giappone, per esempio, lo utilizzo come ispirazione perché trovo sia molto onirico, magico e comunicativo con i suoi colori delicati e la sua eleganza. -

 

 

Se dovessi vedere te stessa tra 10 anni, a che punto della tua vita saresti?

 

- Ho l'ossessione del tempo, tendo a non pensare troppo a immaginare me stessa nel futuro. Non che mi spaventi, penso solo che sia una perdita di energia e di concentrazione perché accadono così tante cose in un giorno che ti cambiano, figuriamoci tra una decina di anni. Comunque, rispondendo alla tua domanda posso dire che mi vedrei bene nell’essere sommersa di impegni ma felice del mio lavoro, magari all'estero. -

 

 

 

 

 

 

 

 

She doesn't think too far into the future, she loves the aesthetic connotations of the past and lives in the present. She is Eleonora Fiore, illustrator and jewelry designer that, until November 20, was one of the star of the exhibition “Gioielli alla Moda“ 

curated by Alba Cappelli held at Palazzo Reale in Milan. In this dialogue, tells of her childhood with her artist grandfather, until her love for Japan.

 

 

Eleonora, when did your passion for art in general, and the illustrations in particular come about?

 

- The passion for art started many years ago when I was little and I admired the paintings by my grandfather; I loved the stories that were hidden behind them. Then, at art school I learned drawing techniques: I was not the cleverest. According to a professor I used to have a heavy hand. That is, everything that I drew was very black, gloomy with very heavy strokes. Seeing my works now, I discover many differences. I tried to detach myself especially from classical art, from pencil drawing and painting, approaching to something more contemporary, where I can best express my feelings: digital art, which at this moment I belong more to my inner world. -

 

 

You do not realize just figurative art. Following the experience from Marni you developed your creative approach towards the jewelry world, by creating your own. What is the meaning you attribute to these accessories?

 

- During the period at Marni I developed an interest and a passion that I never thought to get, the one for the necklaces: personally, I do not harbor even the smallest accessories. You will say that is a bit a contradiction given the size of my creations. And it is indeed. But I see necklaces as something to wear along with a previously studied outfit : I do not like the classic jewelry like rings, bracelets and chains. I prefer necklace because I see it more as art, where you can indulge in creating stories. Almost like carrying a sculpture or a painting. -

 

 

 

 

 

 

 

Your creations, however, were among the protagonists at the recent exhibition “Gioielli alla moda“ held at the Palazzo Reale in Milan. How did you feel when you heard that your name would be among those who, like Marni, Missoni and Krizia, have made the history of fashion?

 

- Very well! At first I did not believe, then when I thought about my path of sacrifice and dark moments, I realized that this was my own and I am very proud to have been there with my pieces. It was a great satisfaction and I understand that if you engage in depth, sooner or later something good happens. -

 

 

Let's go back to your illustrations. Although modern and elegantly ironic, they reminiscent some certain aesthetic and historical elements of the past or distant places. Why this choice?

 

- I strongly love the taste of the past, I think it has more refinement and more attention to detail. For this reason I am inspired by the old Victorian illustrations, the advertising of the 50s and many other things. Of course, I am speaking with a "rejuvenation" process using contemporary colors and symbols in contrast to that image. I do it to the order of creating a mess of times with an extremely tidy result. Japan, for example, I use it as an inspiration because I find it very dreamlike, magical and communication with its delicate colors and elegance. -

 

 

 

 

 

 

 

If you were to see yourself in 10 years, at what point in your life would you be?

 

- I have the obsession with time, I tend not to think too much to imagine myself in the future. Not that scares me, I just think it's a waste of energy and concentration, because they happen so many things in a day that will change you, figure it in ten years. Anyway, to answer your question I can say that I would see me submerged in good commitments but happy with my work, perhaps abroad. -

 

 

eleonorafiori.it

 

Mostra consigliata: “Mattotti, sconfini”, dedicata all’illustratore Lorenzo Mattotti a Villa Manin (UD), fino al 19 marzo 2017.

 

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