Forza delicata: il prossimo autunno - inverno secondo Marianna Cimini / Gentle strength: next fall - winter according to Marianna Cimini

30 Jan 2017

 

 

 

 

 

 

 

Il passo avanti. Il movimento necessario che segna la chiusura di un percorso e ne apre un altro, quello della professionalità. Ha un forte potenziale la sfilata che ha visto protagonisti gli abiti disegnati da Marianna Cimini per il prossimo autunno inverno. Presentata ad AltaRoma, luogo che l’aveva già ospitata come finalista di “Who Is On Next?” nel 2014,  all’interno del Guido Reni District, “La Teoria del Bambù” - questo è il titolo scelto dalla designer -, sarà ricordata come la collezione che ha segna la fine del percorso primario di Cimini per aprire quello più maturo, soprattutto dal punto di vista creativo.

 

Il Mediterraneo non è più il protagonista visuale delle proposte in passerella: la mentis incitatio è il Giappone e la sua cultura legata a tradizioni millenarie. A oriente la natura è da sempre un fonte d’insegnamento e il bambù ne rappresenta l’icona. Invero l’apparente fragilità può trarre in inganno, poiché questa pianta è caratterizzata da radici forti e nel folclore nipponico, questo aspetto è sinonimo di tenacia, vitalità ed equilibrio. 

 

 

 

 

 

 

Marianna Cimini ha voluto tramandare questo costume per rappresentare il suo ideal tipo di donna con l’ausilio delle stampe all-over che hanno arricchito con sobria ironia la maggior parte degli abiti. Un’altra novità è l’utilizzo del velluto come uno dei materiali usati per comporre la collezione che apre con abiti e tute da sera in total black e arricchite da graziose rouches e impunture. Velours anche nella tonalità rosso bordeaux, brillante e seducente, che si adagia delicatamente su ampi pantaloni, blouse e morbide giacche. Stesso colore ma dipinto sopra una materia diversa, il cotone, che ne rinnova l’effetto visivo, accompagnando così eleganti completi contemporanei. Dicotomia. Positivo e negativo, bianco e nero, purezza e rigore. Fragilità e forza. 

 

 

 

 

 

 

Non mancano le proposte avant six dove protagonista è una nuova idea di silhouette caratterizzata da pantaloni che cadono alla caviglia e giacche in nylon dalla linea ad “a” e dal volume over. Un gioco stilistico dall’alto effetto creativo ed estetico ma concreto: il saper “vestire” degli abiti firmati Cimini è la costante di ogni sua collezione, da quando ha fondato il suo eponimo marchio nel 2012 fino a oggi. 

In un mondo che ha da poco inaugurato una fase politica, sociale ed economica cruciale, nella quale si alzano muri e si fa lustro del cattivo gusto, Marianna Cimini è stile senza imporlo, imperfezione fatta di dettagli inappuntabili, sobrietà mista a una delicata eccentricità. 

Il prossimo inverno sarà all’insegna del buon gusto, ma solo per chi avrà la saggezza di coglierlo, per chi ama la rivoluzione (femminile) fatta di piccoli aspetti. Così essenziali però, che hanno, probabilmente inconsciamente, portato la creativa su un altro livello nel panorama del prêt-à-porter e del made in Italy contemporaneo.

 

 

 

 

 

 

 

 

The step forward. The necessary movement that marks the closure of a path and opens another, that of professionalism. It has a strong potential the runway that has seen protagonists the clothes designed by Marianna Cimini for next autumn-winter. Presented at AltaRoma, a place that had already hosted her as a finalist of "Who Is On Next?" In 2014, within the Guido Reni District, “La Teoria del Bambù” - this is the title chosen by the designer - it will be remembered like the collection that marks the end of Cimini’s primary path to open the more mature, especially from a creative point of view.

 

 

 

 

 

 

 

The Mediterranean is no longer the visual character of the proposals on the catwalk: the mindset incitatio is Japan and its culture linked to ancient traditions. To the east, nature has always been a source of precept and bamboo represents the icon. Indeed, the apparent fragility is deceptive, because this plant is characterized by strong roots and in Japanese folklore, this aspect is synonymous with tenacity, vitality and balance.

 

Marianna Cimini wanted to pass on this habit to represent her ideal type of woman with the help of all-over prints that have enriched with understated irony most of the clothes. Also new is the use of velvet as one of the materials used to make up the collection that begins with total black evening dresses and suits and embellished with pretty ruffles and seams. Velours also in the red burgundy tones, brilliant and seductive, that gently rests on wide trousers, blouse and soft jackets. Same color but painted over a different matter, cotton, which renews its visual effect, thus accompanying contemporary elegant suits. Dichotomy. Positive and negative, black and white, purity and rigor. Fragility and strength.

 

 

 

 

 

 

No shortage of avant six proposals where the protagonist is a new idea of ​​silhouette characterized by tight pants to the ankle and “a” line - over sized nylon jackets . A stylistic game with a high creative and aesthetic effect but practical: the knowing how to "dress" of Cimini’s clothes is the constant of each collection, since she founded her eponymous brand in 2012 until today.

 

 

 

 

 

 

In a world that has just inaugurated a political, social and economic crucial phase, in which they get up walls and bad taste shine bright, Marianna Cimini is style without imposing it, imperfection made of impeccable details, mixed sobriety to a gentle eccentricity.

Next winter will be in good taste, but only for those who have the wisdom to catch it, for those who love the (female) revolution made of small issues. So essential, however, that, probably unconsciously, led the creative to another level in the ready-to-wear and made in  Italy contemporary panorama.

 

 

mariannacimini.it

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on Google +
Please reload

  • Black Icon Instagram
  • Nero Twitter Icon
  • Nero Facebook Icon

WEB DESIGN by Annamaria Maisto

Copyright © Nouvelle Factory