• Ilaria Introzzi

Amore tra genio e solitudine: è “A solo” il nuovo romanzo di Annalisa Pardi / Love between genius an

“Nessuno aveva sfidato la morte per donargli la gioia di vivere,

come il cavaliere dell’antica fiaba.

Nessuno aveva guardato l’uomo al di là del sublime artista”.

La purezza dell’amore, la paura di essere se stessi nell’Inghilterra degli anni ’20 e il genio che, al pari dell’anima gemella, si trova sì e no, una o due volte nella vita. Ed è così difficile riconoscerli entrambi, figuriamoci quando è lo stesso soggetto a doversene rendere conto. Queste sono le sfumature che definiscono “A solo” di Annalisa Pardi, nelle librerie dallo scorso ottobre. Il romanzo racconta le vicende del pianista Albert Hall, già protagonista di “Trio”, uscito nel 2014.

Hall è un musicista di fama mondiale, sposato con Eliza e protagonista di una vita apparentemente perfetta. Ma il suo presente è solo la superficie esterna dell’intreccio. L’artista è infatti custode di un grande e inconfessabile segreto, che si appresta a rifiorire incontrollato durante un evento importante per la sua carriera: un concerto in una sala gremita di pubblico e di critici spietati per suonare uno spartito insidioso - “Le quattro ballate” per pianoforte di Chopin-. Questo episodio lo porta a mettersi nuovamente in discussione come uomo, marito, amante e professionista acclamato.

E poi c’è John Boselli. L’amico incontrato e vissuto durante gli studi di conservatorio a Londra. L’anima chiave di tutta la vicenda, l’uomo che porterà Albert Hall a chiedersi: “Chi sono?”.

“A solo” è un’opera coraggiosa perché indaga ciò che avviene quando un’anima non ha la forza di leggersi, di identificarsi. Perché si sente “sola” certamente, ma anche perché non ha mai avuto una famiglia che le abbia mai concesso questa opportunità, prevedendo per lei un futuro già scritto e dunque inutile da comprendersi. Il percorso di Hall, benché vissuto nel 1927, non è così distante dal nostro mondo, in cui oggi - anche a causa dell’omologazione dei pensieri, dei desideri e quindi delle personalità -, venire a patti con se stessi è sempre più difficile. Egli è per tutti il musicista famoso accompagnato da una splendida moglie che vive con i suoi levrieri nella villa di famiglia. Pardi si chiede se basta questo a definire una persona nella sua totalità, e la risposta è chiaramente rovinosa. E Hall è interprete inconscio ma calzante di questo messaggio.

Cosa si nasconde nel cuore di un’anima tormentata? Questa domanda, alla quale Hall cerca di dare una risposta con l’aiuto dell’analista Alexis Schwert, rimane aperta anche quando il romanzo si avvia alla sua conclusione. Di nuovo, l’obiettivo della scrittrice pisana è quello di sensibilizzare a non cadere nel tranello insidioso della mera apparenza. “Facile” non è un aggettivo consono, pare suggerire, per definire l’umano, le nostre piccole storie.

“A solo” è anche e soprattutto una storia d’amore. Una tra le più pure, delicate e sensuali lette nella lettura contemporanea degli ultimi anni. Non perché melensa, non ci sono “cuori e fiori” qui. Ma bensì perché vissuta con pienezza d’animo, forse anche per compensare il suo essere indicibile, un tabù.

Se dobbiamo pensare all’arte in generale, ivi compresa la scrittura, come “funzione sociale”, allora “A solo”, scritto con gusto eleganza, fa parte di quelli libri che hanno l’utilità e la possibilità di spiegare la vita senza pretenderlo, di scoprire il talento senza imporlo e di invocare l’amore senza urlarlo.

"No one had defied death to give him the joy of living,

as the ancient fairy tale knight.

No one had looked at the man beyond the sublime artist”.

The purity of love, the fear of being themselves in England during the 20s and the genius who, like soul mate, is discovered, yes and no, once or twice in a lifetime. And it is so difficult to recognize them both, let alone when it is the same subject who needs to figure them out. These are the nuances that define “A solo“ by Annalisa Pardi, in bookstores since last October. The novel tells the story of the pianist Albert Hall, former star of "Trio", released in 2014.

Hall is a world famous musician, married to Eliza and protagonist of a seemingly perfect life. But his present is only the outer surface of the plot. The artist is in fact guardian of a great and unspeakable secret, which is preparing to flourish unchecked during an important event for his career: a concert in a hall full of audience and merciless critics to play an insidious score - "The four ballads" for piano by Chopin -. This episode led to put into question himself as a man, husband, lover and acclaimed professional.

And then there is John Boselli. The friend met and lived during his conservatory studies in London. The key core of the whole affair, the man who will lead Albert Hall to ask: "Who am I?".

“A solo” it is a courageous work that explores what happens when a soul does not have the strength to read, to identify itself. Because it feels "alone" of course, but also because it never had a family that has ever awarded this opportunity by providing for it an already written future and so needless to understand it. Hall’s path, although experienced in 1927, is not so distant from our world, where today - also because the approval of the thoughts, desires, and so the personality -, come to terms with oneself is increasingly difficult. He is for all the famous musician accompanied by a beautiful wife who lives with his greyhounds in the family villa. Pardi wonders if this is enough to define a person as a whole, and the answer is clearly negative. And Hall is the unconscious but in point interpreter of this message.

What lies at the heart of a troubled soul? This question, to which Hall tries to give an answer with the help of analyst Alexis Schwert, also remains open when the novel draws to its conclusion. Again, the goal of the Pisan writer is to raise awareness to not to fall into the insidious trap of mere appearance. "Easy" is not an appropriate adjective, seems to suggest, to define the human being, our little stories.

“A solo" is above all a love story. One of the most pure, delicate and sensual read in the contemporary lectures of recent years. Not because of its sweetness, there are no "hearts and flowers" here. But rather because is lived with fullness of mind, perhaps to compensate its to be unspeakable, a taboo.

If we think about art in general, including the writing, such as "social function", then “A solo”, written with taste and elegance, it is one of those books that have the utility and the ability to explain life without realizing it, to discover the talent without imposing it and to invoke love without shout about it.

“A solo” di Annalisa Pardi è edito da Leone.

leoneeditore.it

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