• Ilaria Introzzi

Curare l’arte: una conversazione con Elena Bernardi / Take care of art: a conversation with Elena Be


Studiare e imparare un mestiere, farlo proprio e perseverare alla ricerca dell’unicità, della storia. Quella degli artisti. Questo è il mestiere del curatore d’arte, il cui fine ultimo, è quello di recuperare questo importante frammento di vita e comunicarlo nella maniera più semplice e al tempo stesso creativa al pubblico. Elena Bernardi, originaria dell’Emilia Romagna ma con sede a Londra, racconta qual è il significato più profondo di questo lavoro e qual è il suo punto di vista sull’ars curatoriale contemporanea, tra sogni (di mostre) e realtà.

Study and learn a metier, do it right and persevere to find the uniqueness, the story. That of artists. This is the profession of the art curator, whose ultimate goal is to recover this important fragment of life and communicate it in the most simple and at the same time creative way to the public. Elena Bernardi, native of Emilia Romagna but based in London, tells what is the deeper meaning of this work and what is its point of view on contemporary curatorship, between dreams (of exhibitions) and reality.

Elena, hai conseguito una laurea in lingue ma sei sempre stata attratta dal mondo dell'arte. Qual è stato il momento che ti ha fatto capire che dall'essere una semplice appassionata saresti diventata curatrice?

- Ho capito che avrei voluto fare la curatrice perché frequentando gallerie e musei mi chiedevo da chi e come nascesse l’idea, il progetto e, infine, la realizzazione di una mostra. Poi, e questo vale per le mostre collettive, ho voluto capire quale fosse il filo rosso che legava artisti apparenti distanti, sia per epoche che per lavori. Mi ha sempre affascinato quello che sta dietro a ciò che vediamo, una sorta di “dietro le quinte”. Quello che più mi interessa di questo lavoro è la possibilità di poter incontrare sempre artisti diversi, conoscere i loro lavori e pensare a un progetto che vada incontro alle loro opere e alla loro personalità, non dimenticando il luogo dove si realizzerà la mostra. -

Elena, you have a degree in languages, but you've always been attracted to the art world. What was the moment that made you understand that from being a simple passionate you would become a curator?

- I knew I wanted to be a curator because while attending galleries and museums I wondered by whom and how was born the idea, the project, and finally, the realization of an exhibition. Then, and this is true for group shows, I wanted to understand what was the common thread that bound apparently distant artists, both for the times they lived and worked. I have always been fascinated by what is behind what we see, a sort of "behind the scenes”. What most interested me about this job is the opportunity to be able to always meet different artists, learn about their work and think of a project that meets their works and their personality, not forgetting the place where you will realize the exhibition. -

Vito Bucciarelli - Strumento dello psiconauta, 1985

In questo percorso c'è stata anche la tua collaborazione con Artuner, progetto nato nel 2013 da un'idea di Eugenio Re Rebaudengo. Come hai vissuto questa esperienza?

- La collaborazione con Artuner è stata molto stimolante e utile, perché essendo la mia prima esperienza in una galleria mi ha permesso di entrare, con delicatezza, in questo nuovo mondo. Ho avuto la possibilità di poter partecipare alla realizzazione di due mostre (una a Londra - Giorgio Ciam e una a Torino- durante la settimana di Artissima) e di scoprirne tutti i passaggi: dalla nascita alla realizzazione vera e propria “trasportando” le opere dal vernissage al finissage. -

In this way there was also your collaboration with Artuner, a project born in 2013 from an idea by Eugenio Re Rebaudengo. How did you live this experience?

- The collaboration with Artuner was very exciting and useful, because it as my first experience in a gallery, allowed me to come, gently, in this new world. I had the chance to participate in the construction of two exhibitions (one in London - Giorgio Ciam and in Turin during Artissima) and discover all the steps: from the birth to actual construction "carrying" the works from vernissage to finissage. -

Formazione ed esperienza sul campo sono entrambe importanti. Ma quale di queste senti più significativa per il tuo percorso?

- Sì, penso che siano entrambe fondamentali, devono dialogare e coesistere. Per esperienza personale ritengo però che il secondo passo lo si debba fare dopo una breve formazione, anche solo limitata alla conoscenza degli artisti che si vogliono portare in mostra e a come poter concretamente promuovere e realizzare un’esibizione. -

Training and field experience are both important. But which of these do you feel more significant for your journey?

- Yes, I think they are both fundamental and should communicate and coexist. From my personal experience, however, I believe that you should do the second step after a short training, even just limited to the knowledge of the artists who will be in the show and how to effectively promote and implement a performance. -

Sissi- View from the exhibition “Istinti-Estinti", Galleria Tiziana Di Caro, Castaway: being drunk on the wave losing his head, driftwood, 300x200 cm, 2015

Da qualche tempo vivi appunto a Londra. Quali sono le differenze tra l'arte contemporanea inglese e quella italiana, anche dal punto di vista della gestione stessa delle mostre?

- Londra è sicuramente un luogo dove tutte le forme d’arte trovano spazio e l’arte contemporanea qui gode di un’importante vetrina. La particolarità di questa città è che oltre a esserci un alto numero di artisti e di gallerie ci sono anche importanti collezionisti. Tutte queste componenti la rendono una delle città più dinamiche e all’avanguardia per la scena contemporanea. In Italia, escluse alcune realtà come Milano, Torino e (forse) Bologna, è più difficile trovare spazio e stimoli per creare qualcosa. Il numero di gallerie è decisamente inferiore rispetto a una realtà come Londra e anche le iniziative e le proposte teoriche come ad esempio talk con artisti, workshop nei musei e altre iniziative, sono imparagonabili. Qui a Londra è possibile fare esperienza proponendosi come internship o volontario e la rete di contatti è notevole. Credo che in Italia ci sia un sistema molto più chiuso e lento. -

For some time you are living, precisely, in London. What are the differences between English and Italian contemporary art, even from the management point of view ?

- London is definitely a place where all the art forms find their space and contemporary art here has an important showcase. The peculiarity of this city is that in addition to have a large number of artists and galleries there are also important collectors. All these components make it one of the most dynamic and innovative place for the contemporary scene. In Italy, except some such as Milan, Turin and (maybe) Bologna, is more difficult to find space and stimuli to create something. The number of galleries is far lower than a reality as London and also the initiatives and the theoretical proposals such as talk with artists, workshops in museums and other initiatives, are incomparable. Here in London you can get experience serving as a volunteer or internship and the network of contacts is remarkable. I think that in Italy there is a much more closed and slow system. -

Quali sono gli artisti contemporanei che oggi meriterebbero a tuo avviso di partecipare in una biennale?

- Gli artisti contemporanei che secondo me oggi meriterebbero di partecipare a una biennale provengono da percorsi artistici differenti e realizzano opere d’arte con tecniche e materiali diversi, dalla ceramica alla fotografia passano per la pittura: Vito Bucciarelli (classe 1945) scultore e ceramista italiano che si definisce uno “psiconauta”, si immerge negli stati d’animo e riesce a riprodurli usando tecniche diverse (modella plastica, ceramica, terracotta). L’altra artista che meriterebbe un posto alla biennale è Daniela Olivieri, in arte Sissi. Alla base della suo lavoro c’è sempre una ricerca e uno studio del corpo. Ama provare diversi materiali: dalla ceramica ai tessuti ed esprime la sua arte utilizzando sculture, fotografie, installazioni e disegni. -

What are the contemporary artists who today deserve in your opinion to participate in a biennial?

- Contemporary artists that I think deserve today to participate in a biennial come from different artistic backgrounds and create works of art with different techniques and materials, from ceramics to photography go for painting: Vito Bucciarelli (born in 1945) Italian sculptor and ceramist who calls himself a "psiconauta", he immerses in moods and tried to play them using different techniques (plastic models, ceramics, pottery). The other artist who deserves a place at the biennial is Daniela Olivieri, aka Sissi. At the base of her work there is always a search and study of the body. She loves to try different materials: from ceramics to textiles and expresses her art using sculptures, photographs, installations and drawings. -

Ettore Sottsass - I had this in black once. Why, oh why didn't I keep it?, 1958

Da curatrice, come vedi oggi il rapporto tra creatori d'arte e pubblico?

- Anche se mi sono avvicinata da poco tempo al mondo dell’arte, ho avuto la fortuna di poter incontrare e conoscere alcuni artisti di fama internazionale come Nick Goss e Josh Kline. Devo dire che dialogandoci ho capito che il loro desiderio è proprio quello di essere capiti dal pubblico: sono felici di poter rispondere alle loro domande e la cosa che più mi ha colpita è che prestano particolare attenzione e interesse ai tanti modi di leggere e interpretare le loro opere. Purtroppo la fortuna di poter conoscere gli artisti dal vivo non è sempre possibile ed ecco che secondo me il curatore e il gallerista dovrebbero trovare un modo per poter avvicinare pubblico e artisti. Essendo l’opera d’arte una manifestazione concreta di uno stato d’animo, sarebbe interessante poter far passare questo messaggio anche al pubblico e di conseguenza tentare di abbattere quel muro virtuale che spesso esiste tra artisti e non artisti. -

As curator, how do you see today the relationship between art creators and the public?

- Although I approached recently to this world, I had the good fortune to meet some internationally renowned artists such as Nick Goss and Josh Kline. I must say that while having a dialogue with them, I realized that their desire is really to be understood by the public: they are happy to be able to answer their questions, and the thing that struck me is that pay particular attention and interest to the many ways they read and interpret their works. Unfortunately the chance to meet the artists is not always possible and I think the curator and gallery owner should find a way to bring the public and artists together. Being the work of art a concrete manifestation of a mood, it would be interesting to be able to pass this message to the public and consequently groped to break down the virtual wall that often exists between artists and non-artists. -

Il critico Renato Barilli ha scritto su flashart.com che i curatori oggi sono per la maggior parte "orientati al conformismo" per quanto riguarda la stesura dei testi e la scelta di quali nomi avere all'interno della mostra. In particolare l'accento è puntato sui "soliti noti" scelti per le varie biennali. Qual è il valore che dai a queste affermazioni?

- Sono d’accordo con Barillli: a volte purtroppo si mettono solo insieme alcuni bei nomi e si realizza una mostra. Sarebbe più affascinante (e giusto) andare negli studi degli artisti, conoscerli, instaurare con loro un rapporto, scoprirli e quando si sente di aver sufficiente dimestichezza con le loro opere e con la loro personalità, pensare a un progetto di mostra. Purtroppo però non sempre il lavoro ci permette di agire con la sola “ pancia” ed ecco che si mette da parte la poesia per accontentare altri tipi di necessità. -

Critic Renato Barilli wrote on flashart.com that the curators are now mostly "geared to conformity" with regard to the drafting of the texts and the choice of which have names in the exhibition. In particular, the emphasis is focused on the "usual suspects" chosen for the various biennials. What is the value you give to these claims?

- I agree with Barillli: sometimes unfortunately are only bring together some beautiful names and that’s it, an exhibition is realized. It would be more fascinating (and right) go to the artists' factories, know them, establish a relationship with them, discover them and when you feel that you have sufficiently familiar with their work and with their personality, think of an exhibition project. Unfortunately the work not always allows us to act with the only "belly" and here you put aside the poem to suit other types of need. -

Ettore Sottsass

Pensando agli artisti del passato, anche recente, che hanno lasciato un'impronta indelebile nella storia dell'arte, di quali di questi ti sarebbe piaciuto curare una personale e perché?

- Essendo quest’anno il centenario della sua nascita, mi piacerebbe moltissimo poter curare una mostra su Ettore Sottsass, artista poliedrico per antonomasia. Egli è stato anche ceramista, ed è proprio quel Sottsass che vorrei poter presentare in una mostra. Forse perché sono cresciuta tra le ceramiche e sono particolarmente sensibile al loro fascino che trovo, peraltro, una delle forme artistiche più vicine alle persone. -

Thinking to the artists of the past, even recently, that have left an indelible mark in the history of art, which of these would you have liked to cure a personal and why?

- Since this year is the centenary of his birth, I would love to curate an Ettore Sottsass exhibition, versatile artist par excellence. He was also a ceramist, and it is precisely that Sottsass I wish I could present in a show. Maybe because I grew up among the ceramics and are particularly sensitive to their charm which I find, however, one of the closest art forms to people. -

Quali saranno le prossime mostre curate da te?

- Una collettiva di fotografia e installazione video e una personale su un’artista che dipinge su nastri trasparenti da imballaggio. -

What are the next exhibitions that you will curate?

- A collective exhibition of photography and video installation and a personal of artist who paints on transparent packaging tapes. -

Libro consigliato: “Ettore Sottsass” di Philippe Thomé edito da Phaidon.

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