Dicotomia generazionale: una conversazione con Raffaella Silvestri / Generational dichotomy: a conversation with Raffaella Silvestri

1 May 2017

 

Raffaella Silvestri portrayed by Francesca Cari

 

 

 

Milano è fredda, c’è la nebbia e il sole non ha incontrato l’alba negli ultimi giorni di febbraio. Ma nonostante questo, la città rimane piena di fascino, quella bellezza austera e decadente che la contraddistingue da sempre. Ed è in questo dipinto urbano, presso il Bar Luce alla Fondazione Prada, che incontro la scrittrice Raffaella Silvestri, in occasione dell’uscita del suo secondo romanzo La fragilità delle certezze

 

Milan is cold, there is fog and the sun did not meet dawn in the last days of February. But in spite of this, the city is full of charm, the austere and decadent beauty that has always characterized it. And it is in this urban painting, at the Bar Luce inside the Fondazione Prada, which I meet with the writer Raffaella Silvestri, on the occasion of the release of her second novel La fragilità delle certezze.

 

 

Raffaella, cosa è cambiato in questo tuo secondo romanzo rispetto al tuo approccio e rapporto con la scrittura?

 

- Molto. Ho iniziato a scrivere La fragilità delle certezze a giugno 2014. Rispetto a La distanza da Helsinki ( Bompiani) mi sono sentita più libera di raccontare piuttosto che di pensare alla scrittura in senso stretto, anche se è la parte dell’elaborazione di un testo quella che mi piace di più, su cui mi concentro maggiormente: lavoro molto sui suoni, sulla pagina. Mi sono divertita molto a scrivere questo secondo romanzo, forse perché nel primo ero meno consapevole, come del resto, credo, lo sono tutti gli autori che compongono il loro primo romanzo. Ho scritto le cinquanta cartelle iniziali, questa volta, con più consapevolezza e tranquillità, ormai avevo già fatto il primo passo. Detto ciò, la scrittura rimane la stessa, è solo più sciolta. -

 

Raffaella, what has changed in this second novel compared to your approach and relationship with writing?

 

- Very much. I started writing La fragilità delle certezze in June 2014. Compared to La distanza da Helsinki ( Bompiani) I felt more free to tell than to think about writing in the strict sense, although it is the part of the elaboration of a text what I like it most, on which I focus most: I work a lot on sounds, on the page. I had more fun writing this second novel, perhaps because in the first I was less aware, as I do believe are all the authors who make up their first novel. I wrote the initial fifty folders this time with more awareness and tranquility, by now I had already made the first step. That being said, writing remains the same, it is only melted.

 

 

Che cosa intendi per suoni?

 

- Intendo la musicalità della frase, ovvero leggerla ad alta voce. Se suona bene così, allora la costruzione sintattica ha un suo equilibrio. Voi editorialisti siete abituati a questo. E per quanto mi riguarda, non voglio riempire pagine in modo caotico, quindi le controllo in questo modo, bilanciando le parole. -

 

What do you mean by sounds?

 

- I mean the musicality of the sentence, that is read it aloud. If it sounds good this way, then the syntactic construction has its equilibrium. You editorialists are accustomed to this. And as far as I'm concerned, I do not want to fill pages in a chaotic manner, so I check them this way, balancing the words. -

 

 

Oltre al tuo approccio, è cambiata anche la città, ora è Milano. Che valore rappresenta per te e quale ruolo assume all’interno della storia?

 

- Nel romanzo è un personaggio vero e proprio: da lei parte e si svolge tutto l’intreccio. I personaggi esistono proprio perché c’è Milano. Non la descrivo, mai, la faccio vivere e i miei protagonisti si rapportano a lei naturalmente. Vedo questa città come se fosse un qualcosa per il tutto: quello che accade qui anticipa ciò che poi andrà a realizzarsi nel resto dell’Italia. Oggi, ma anche e soprattutto negli anni novanta, anche se poi le certezze sono crollate come la storia ci insegna: noi giovani appartenenti a quella generazione siamo cresciuti con l’illusione che l’istruzione classica fosse l’unica ricetta per ottenere successo, lavorando però venti ore al giorno. Ma questo, ovviamente, non si è verificato. Per quanto riguarda il mio rapporto personale, lo definirei ombelicale. Anche quando me ne sono andata a 21 anni, lo amata sempre di più. Se ti ricordi c’era un periodo in cui i milanesi stessi dicevano di odiare la loro città, ora invece sta vivendo un piacevole rinascimento. - 

 

In addition to your approach, the city has also changed, now it is Milan. What is the value for you and what role does it take in the story?

 

- In the novel, it is a real character: from it starts and runs all the interweaving. The characters exist just because there is Milan. I never describe it, I let it live and my protagonists relate to it of course. I see this city as if it were something for everything: what happens here anticipates what will then happen in the rest of Italy. Today, but also and especially in the nineties, even though certainties have collapsed as history teaches us: we young people belonging to that generation grew up with the illusion that classical education was the only recipe for success, working twenty hours a day. But this, of course, did not happen. As for my personal relationship, I would call it umbilical. Even when I was 21 and I left it, I loved it more and more. If you remember there was a time when the Milanese themselves said to hate their city, now they are enjoying a pleasant renaissance. -

 

 

Cosa è fragile per te e cosa, invece, è una certezza?

 

- Ciò che è certo è che non torneremo più all’epoca della sicurezza. Ad esempio la questione del precariato: non esistono di fatto più i precari. Il sistema è completamente cambiato rispetto a 20 anni fa: dobbiamo renderci conto che la certezza è impura e capire che faremo sempre esperienze diverse. Non c’è più la coperta di linus della linea retta. Bisogna sforzarsi di non piangerei addosso. Questo però non significa difendere lo status quo anzi, vorrei che ci incazzassimo! Bisogna proteggere ciò che ci appartiene ma senza lamentarsi mentre ci accingiamo a farlo. -

 

What is fragile for you, and what, is it a certainty?

 

- What is certain is that we will not be back at security. For example, the question of precariousness: there are in fact no more precarious. The system has completely changed since 20 years ago: we must realize that certainty is impure and realize that we will always experience different experiences. There is no longer the linus blanket of the straight line. We have to make sure to not crying at all. But this does not mean defending the status quo on the contrary, I would like to get angry! We have to protect what belongs to us but without complaining while doing it. -

 

 

 

 

 

Qual è il personaggio del romanzo che esprime maggiormente la contemporaneità e qual è quello che senti ti appartenga di più?

 

- La storia si regge su tre piani temporali in cui il principale è il presente, mentre gli altri due sono gli anni 1999 e 2005. Volevo raccontare due generazioni diverse, ovvero la nostra e quella dei nostri genitori, cosa ci hanno tolto e cosa ci hanno dato e anche cosa noi non siamo riusciti a cogliere e a prendere. Il passato rappresenta un peso. È tuttavia un romanzo che apre alla speranza, sia per i protagonisti della vicenda stessa che per l’Italia, la collettività. Entrambe infatti si intrecciano. Anna e Teo sono i trent’anni di oggi, coloro che nel libro difendo il nostro punto di vista. Due persone che hanno vissuto su e per le aspettative altrui, di quei personaggi che hanno un peso importante nella loro esistenza. E si tratta di quel tempo generazionale che non riusciamo a scalzare. In particolare qui è Valerio che lo rappresenta, ed è il personaggio a cui sono più legata o meglio, c’è tra noi due un rapporto di odio e amore. Lui è l’establishment, ed è vero che la sua relazione con Anna è una metafora sulla classe dirigente che non si leva dalla sua poltrona: lei non riesce a liberarsi di lui, perché è fermo, immobile, così come si conviene a quel mondo. Ma come dici tu, è altrettanto chiaro che noi usiamo loro come alibi, per giustificare quello che ti dicevo prima, ovvero la nostra mancanza nel capire cosa stava accadendo di negativo, per fermarlo, così come le opportunità positive che ci venivano offerte. Valerio è davvero decadente, non come Jep Gambardella. -

 

What is the character of the novel that expresses the most our times and what is the one that you belong the most?

 

- The story is based on three times in which the main is the present, while the other two are the years 1999 and 2005. I wanted to tell two different generations, namely ours and that of our parents, what they take us off and what they give instead and even what we could not grasp and take. The past represents a burden. However, it is a novel that opens to hope, both for the protagonists of the story itself and for Italy, the community. Both are intertwined. Anna and Teo are thirty years old today, those who in the book are defending our point of view. Two people who lived on and on the expectations of others, of those characters who have an important weight in their existence. And that is the generational time we can not cope. Particularly here is Valerio who represents it, and is the character to which I am most attached or better, there is between us a relationship of hatred and love. He is the establishment, and it is true that his relationship with Anna is a metaphor on the ruling class who does not stand out of its armchair: she can not get rid of him because he is stationary, motionless, as well as it suits his world. But as you say, it is equally clear that we use them as alibi, to justify what I was saying before, namely our lack of understanding what was happening to the negative, to stop it, as well as the positive opportunities offered to us. Valerio is really decadent, not like Jep Gambardella. -

 

 

Teo combatte il passato in modo diverso da Anna. C’è in qualche modo una sorta di manifesto femminile all’interno del romanzo?

 

- Diciamo che c’è sempre nel momento in cui si ha una particolare attenzione alla questione del cosiddetto genere gap. Quindi sì, Anna si confronta con ostacoli interni relativi alla sua condizione di donna a Milano nel 2016. Se fosse stata ad Helsinki probabilmente avrebbe avuto meno insicurezze, più fiducia in se stessa. Tratto che mi auguro possano avere le generazioni future. Anna è una impura che tenta di vivere ma facendo molta fatica, in particolare tra lei e il mondo. E in questo sforzo extra c’è anche la componente di essere donna, anche se non è quella principale ovviamente. È vero che Teo combatte diversamente, perché è uomo, e per il fatto che è nato - come dico io -, con il segno più, con la consapevolezza di poter essere sicuro di sé. -

 

Teo fights the past differently than Anna. Is there some sort of a female manifesto in the novel?

 

- Let’s say that there is always the moment in which one pays particular attention to the issue of the so-called gender gap. So yes, Anna is confronted with internal obstacles to her status as a woman in Milan in 2016. If she had been to Helsinki, she probably would have been less insecure, more confident in herself. A section that I hope will have future generations. Anna is an impure trying to live but doing a lot of effort especially between her and the world. And in this extra fatigue there is also the component of being a woman, although it is not the main one of course. It is true that Teo fights differently, because he is a man, and because he was born - as I say - with the sign plus, with the awareness that he can be sure of himself. -

 

 

Stiamo terminando questa conversazione all’interno del Bar Luce, un luogo dove si respira una certa estetica. Quanto questa è presente e importante nei tuoi romanzi?

 

- Io cerco sempre la bellezza. Sembra una frase scontata, ma a pensarci bene non è proprio una priorità per tutti. Tendo a essere una persona cupa, e compenso questo aspetto prestando una particolare attenzione a cose che altri solitamente non vedono per incuria. Tutto questo mi affascina, vado a rimestare nel torbido e così però scopro il bello. Quando scrivo, infatti, lavoro per immagini, e questo posto in particolare è un luogo così raro da trovare: qui ti vendono un caffè ma allo stesso tempo ti regalano un momento per te, allontanandoti dalla frenesia. È uno spazio che racconta una storia. -

 

We are ending this conversation inside the Bar Luce, a place where you breathe a certain aesthetics. How much important is it in your novels?

 

- I always seek beauty. It seems like a salient sentence, but thinking about it is not really a priority for everyone. I tend to be a gloomy person, and I reward this aspect by paying particular attention to things that others usually do not see by neglect. All this fascinates me, I'm going to stay in the turbid and so I find out the beauty. When I write, in fact, I work for pictures, and this in particular is such a rare place to find: here they sell you a coffee but at the same time give you a moment for yourself, moving away from the frenzy. It's a space that tells a story. -

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

 

- Al momento sono in promozione con il romanzo. Poi mi dedicherò alla stesura di un altro libro e cercherò di approfondire il mondo delle arti visive. -

 

What are your plans for the future?

 

- I'm currently promoting the novel. Then I will dedicate myself to writing another book and I will try to deepen the world of visual arts. -

 

 

raffaellasilvestri.it

 

La fragilità delle certezze di Raffaella Silvestri è edito da Garzanti.

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