Su Tempo di Libri, la fiera dell’editoria di Milano / About Tempo di Libri, Milan’s publishing fair

1 May 2017

 

 

 

 

Quello che bisogna chiarire è l’importanza della lettura. Non sempre infatti risulta definito quale sia il suo valore sociale, ma è un punto fermo il suo essere forza generatrice di consapevolezza, e quindi di cultura, data dall’apertura di un libro, dal suo approfondimento fino alla sua conclusione. Così era almeno fino a qualche decennio fa - anche a seguito delle censure fasciste -, quando sono nati editori capaci e audaci. Grazie a loro e a mirabili mediatori infatti, una su tutti Fernanda Pivano, in Italia sono arrivati autori come Edgar Lee Masters, i beat e molti altri. 

E allora che senso ha oggi parlare di letteratura quando negli ultimi anni si è discusso perlopiù di acquisizioni, di titoli borsistici, di propaganda ovvero, di questioni economiche? Una risposta a questo quesito si propongono di offrirla eventi come Bookcity a Milano (dal 16 al 19 novembre 2017) e le fiere del settore, come il Salone Internazionale del Libro di Torino (dal 18 al 22 maggio 2017 presso Lingotto Fiere) e la prima edizione di Tempo di Libri, tenutasi a Milano dal 19 al 23 aprile 2017, annunciata nell’estate 2016 con un incontro a Palazzo Marino tra il sindaco Giuseppe Sala e gli editori dell’AIE (Associazione Italiana Editori).

 

What needs to be clarified is the importance of reading. It is not always defined what its social value is, but it is a point of its being a generating force of awareness, and hence of culture, given the opening of a book, from its deepening to its conclusion. So it was at least a few decades ago - also following fascist censorship - when capable and audacious publishers were born. Thanks to them and to the delightful mediators in fact, one on all Fernanda Pivano, in Italy came authors like Edgar Lee Masters, the beat and many more.

So what is the meaning of literature today when, in the last few years, most of the acquisitions, stock exchanges, propaganda, or economic issues have been discussed? An answer to this question is to offer events such as Bookcity in Milan (from 16 to 19 November 2017) and industry fairs, such as the Salone Internazionale del Libro di Torino (from 18 to 22 May 2017 at Lingotto Fiere) and the first Edition of Tempo di Libri, held in Milan from 19 to 23 April 2017, announced in summer 2016 with a meeting at Palazzo Marino between Mayor Giuseppe Sala and the publishers of the Associazione Italiana Editori.

 

 

 

 

 

Un po’ di numeri di ciò che è stato l’evento milanese ideato e realizzato da La Fabbrica del Libro (società creata da AIE e Fiera Milano): 720 appuntamenti, 16 sale in cui sono avvenuti gli incontri con il pubblico, uno Spazio Education, e l’auditorium, 2000 ospiti, tra cui figurano Roberto Saviano, Luis Sepúlveda, Simonetta Agnello Hornby e Abraham Yehoshua, e 552 espositori tra grandi case editrici (in maggioranza), biblioteche e startup. Queste erano le premesse di Tempo di libri, aspettative che però già dall’alba dell’ultima giornata, prima che i dati ufficiali dei visitatori e delle vendite fossero disponibili, sono state deluse, almeno in parte. 

Nel primo pomeriggio di domenica 23 aprile 2017, presso la press room si è tenuta la conferenza stampa di chiusura dell’evento con ospite il sindaco Sala il quale, dopo averne celebrato la rilevanza per la sua città e le persone che vi hanno lavorato, ha dovuto rispondere a non poche domande, come quella di un cronista circa la prevedibile e legittima associazione di questa fiera con quella di Torino. - Non c’è e non ci sarà alcuna gara con Torino, questo è imperativo -, dichiara il primo cittadino di Milano, il quale annuncia che - Ancora non si conosce la data per il prossimo anno, ma è certo che si terra in primavera -. Lo conferma anche Renata Gorgani, presidente della Fabbrica del Libro: - I giorni non sono ancora stati decisi, ma sicuramente dal 2 maggio ripartiremo con l’organizzazione della seconda edizione -. 

La prima si è chiusa con un numero di spettatori pari a 60.796 in Fiera a cui si aggiungono i 12.133 del Fuori Fiera, mentre l’obiettivo era di arrivare tra i 75.000 e gli 80.000. Poco male per essere la prima stagione, direbbero gli ottimisti. Quello che è certo è che non tutti gli obiettivi iniziali si sono realizzati. Lo dichiara la stessa Gorgani: - Il fatto che qualcosa non abbia funzionato è per via delle date (il 9 aprile si era concluso il Salone del Mobile, ndr). Inoltre, avendolo organizzato in breve tempo, non abbiamo dato molto risalto a un pubblico per noi molto importante, quello delle scuole, comprese le università. Avremmo voluto lavorare di più con loro, è stato un buco grosso. La soluzione, in vista della prossima edizione, potrebbe essere quella di prolungare l’orario sfruttando i servizi e la struttura della fiera -, conclude Gorgani. A questo proposito, in un’ottica rivolta al futuro, dichiara l’Assessore alla Cultura di Milano Filippo del Corno: - L’auspicio che dobbiamo tutti impegnarci a fare è un migliore coordinamento tra fiera e comune per l’anno prossimo -.

 

A few numbers of what was the Milan event created by La Fabbrica del Libro (company founded by AIE and Fiera Milano): 720 appointments, 16 halls where meetings with the public took place, a Space Education , And the auditorium, 2000 guests, including Roberto Saviano, Luis Sepúlveda, Simonetta Agnello Hornby and Abraham Yehoshua, and 552 exhibitors between major publishing houses (in the majority), libraries and startups. These were the premises of Tempo di Libri, but expectations from the dawn of the last day, before the official visitors and sales figures were available, were disappointed, at least in part.

In the first afternoon of Sunday, April 23, 2017, at the press room was held the closing conference of the event with as a guest the mayor Sala, who after having celebrated the importance for his city and the people who worked there, had to answer a few questions, such as that of a reporter about the foreseeable and legitimate association of this fair with that of Turin. - There is no and there will be no race with Turin, this is imperative - declares the first citizen of Milan, who announces that - The date for next year is still unknown, but it is certain that you will land in the spring -. This is also confirmed by Renata Gorgani, chairman of the La Fabbrica del Libro: - The date has not yet been decided, but we will certainly start organizing the second edition from 2 May -.

The first closed with a total of 60,796 spectators at the Fair plus 12,133 of the Fuori Fiera, while the goal was to reach between 75,000 and 80,000. Not bad for being the first season, the optimists would say. What is certain is that not all premises have been respected. The same Gorgani declares: - The fact that something has not worked is due to dates (on April 9, the Fiera del Mobile ended). Moreover, having organized it in a short time, we did not give much emphasis to a very important audience for us, that of schools, including universities. We wanted to work harder with them, it was a big hole. The solution, in view of the upcoming edition, could be to extend the time by exploiting the services and structure of the fair - concludes Gorgani. In this regard, in a perspective aimed at the future, declares the Councilor of Culture of Milan Filippo del Corno: - The hope that we must all commit ourselves to do is better co-ordination between the fair and the municipality next year -.

 

 

 

 

 

Cifre e dichiarazioni diventano superflue però quando si cerca di analizzare il valore di eventi come questo. Il punto, banalmente, è: perché un lettore dovrebbe andare in un grande complesso fieristico (lo spazio dedicato a Tempo di Libri era di 35 mila metri quadrati, ndr) per acquistare dei libri e ascoltare dei dibattiti? Queste azioni le si compiono quotidianamente nelle città. E quindi dove risiede la motivazione di un cittadino ad andarci? Soprattutto quando si parla di fiera dell’editoria e non del libro, come invece specifica il titolo della kermesse. E poi, come si fa a non pensare a un pubblico come quello scolastico come dovrebbe essere il primo destinatario di questi eventi? Forse è proprio questo il punto: non è stata un fiera del libro, della lettura, della conoscenza degli autori contemporanei pubblicati dalle case indipendenti, ma piuttosto un aggregato di aziende che hanno riprodotto le loro librerie in un luogo comune. Sono stati tuttavia organizzati alcuni incontri di approfondimento di grande interesse, come quello dedicato all’architetto scomparso nel 2016 Zaha Hadid, al quale sono intervenuti Stefano Boeri e Mario Coppola, omologo della Hadid che ha avuto l’opportunità di lavorare con la regina delle curve fautrice di opere come il Maxxi di Roma (1998-2010) e il ponte Sheikh Zayed Bridge di Abu Dhabi (1997-2010) e che ha pubblicato a riguardo un libro presentato proprio durante la cinque giorni di fiera, o ancora, per gli appassionati del genere thriller e per i fan di Stephen King è stato organizzato un reading con la voce e la presenza dell’attore Filippo Timi di alcune pagine di Shining, in occasione dei 40 anni dalla pubblicazione. Non è mancato nemmeno il tema della donna e il ruolo di essa nella società con un interessante dibattito sulle scrittrici inglesi Virginia Woolf e Jane Austen organizzato dal Corriere della Sera. Questi esempi tuttavia non sono sufficienti a dare lustro alla prima edizione di Tempo di Libri. 

 

Figures and statements become overwhelming however when trying to analyze the value of events like this. The point, trivially, is: why should a reader go to a large exhibition complex (the space dedicated to Tempo di Libri was 35 thousand square meters, en) to buy books and hear debates? These actions are performed daily in cities. So where is the motivation of a citizen to go there? Especially when it comes to publishing and not to the essence of a book, as it specifies the title of the kermesse. And then, how does one not think of an audience as school as it should be the first recipient of these events? Perhaps this is exactly the point: it was not a book fair, a place of reading and to reach the knowledge of contemporary authors published by independent houses, but rather an aggregate of companies that have reproduced their libraries in a common place. However, a number of in-depth meetings were organized such as the one dedicated to the architect who disappeared in 2016 Zaha Hadid, to whom Stefano Boeri and Mario Coppola, Hadid's homologue who had the opportunity to work with the queen of curves, the author of works such as the Maxxi of Rome (1998-2010) and the Sheikh Zayed Bridge in Abu Dhabi (1997-2010) and who published a book about it during the five days of the show or, for the enthusiasts of the thriller genre and for Stephen King fans a reading was arranged with the voice and the presence of actor Filippo Timi of some Shining pages, for the 40th anniversary since the first release. The theme of women and their role in society was not lacking, with an interesting debate on the British writers Virginia Woolf and Jane Austen organized by Corriere della Sera. These examples, however, are not enough to shine on the first edition of Tempo di Libri.

 

 

 

 

 

“I libri mi riempivano il cranio e mi allargavano la fronte. Leggerli somigliava a prendere il largo con la barca, il naso era la prua, le righe onde”, così ha scritto Erri De Luca. Ed è proprio questo che dovrebbero fare le fiere come questa anziché navigare tra le righe, non visibili ai più, per ambiti estranei alla purezza della cultura, certamente imprescindibili oggi ma che comunque dovrebbero servire esclusivamente per ottimizzare la divulgazione di un’opera badando bene, però, a non imporla. Il libro dovrebbe tornare a essere funzione del sapere consapevole. Per una fiera della cultura libera.  

 

“My books filled my skull and widened my forehead. Reading them was like taking off with the boat, the nose was the bow, the rows the waves”, said Erri De Luca. And it is precisely this that they should do fairs like this, instead of navigating between the lines not visible to the most for areas beyond the purity of culture, certainly indispensable today but which however should only serve to optimize the divulgation of a work by looking good, however, not to impose it. The book should become a function of a conscious knowledge. For a free culture fair.

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