• Ilaria Introzzi

L’a-temporalità dell’eleganza: una conversazione con Giulia Mori di Annagiulia Firenze / Elegance a-

Giulia Mori portrayed by Inna Zaytseva

Un mare d’arte, un viaggio di stile senza inizio così come privo di fine, eterno. È il mondo che Giulia Mori ha deciso nel 2016 di fare diventare la sua idea moda, sotto il nome di Annagiulia Firenze. E se la città rinascimentale è la sede operativa del marchio, il resto del pianeta è il luogo che si dona come fonte d’ispirazione. E poi c’è lei, la sua donna, che è un melange perfetto tra il fascino contemporaneo e quello iconico preraffaellita. Questo ritratto di sé e del suo stile, Mori lo racconta qui, in questa conversazione avvenuta qualche settimana fa via skype.

A sea of art, a journey of style without beginning or end, eternal. It is the world that Giulia Mori decided in 2016 to become her personal idea of fashion, under the name of Annagiulia Florence. And if the Renaissance city is the operating room of the brand, the rest of the planet is the place that gives itself as a source of inspiration. And then there is her, her woman, which is a perfect melange between contemporary and the iconic pre-Raphaelite charme. This portrait of herself and her style, Mori tells it here, in this conversation made few weeks ago via skype.

Giulia, perché hai deciso di fondare Annagiulia Firenze?

- Questo progetto è nato per esprimere un concetto di moda a-temporale. Ero arrivata a un bivio: dopo molta gavetta dovevo decidere se continuare a lavorare per marchi importanti o crearmi la mia personale realtà, cercando così di rendere concreto il tipo di donna che volevo rappresentare. Ho scelto evidentemente la seconda strada che, nonostante le difficoltà, per me si è rivelata anche ricca di soddisfazioni. -

Giulia, why did you decide to found Annagiulia Firenze?

- This project was born to express an a-temporal fashion concept. I had come to a crossroads: after a lot of experiences I had to decide whether to continue working for important brands or to create my personal reality, trying to make concrete the kind of woman I wanted to represent. I have obviously chosen the second road that, despite the difficulties, has also proved to me to be full of satisfaction. -

I capi comprendono sia modelli di prêt-à-porter che di lingerie. Come mai questa scelta?

- In parte per via dell’esperienze che ho fatto in passato e poi perché l’intimo femminile ha un modus operandi diverso da quello dell’abbigliamento, soprattutto per quanto riguarda i materiali: bisogna usare delle consistenze leggere e che non irritino la pelle. Tutto deve essere studiato con attenzione. È quindi un mondo di sensibilità che mi ha sempre affascinato, e che mi ha portato a volere tutta la collezione - dai capi più tipicamente intesi come “di moda” a quelli “da camera” -, creata secondo questo sistema. Trasformo i capi tipici del mondo della notte in quelli che rappresentano di più la femminilità contemporanea: con trasparenze, sete e pizzi, ma sempre molto femminili ed eleganti. Se scollo davanti non lo faccio sulla schiena, e viceversa. -

The garments include both prêt-à-porter and lingerie models. How come this choice?

- Partly because of the experiences I have done in the past and then because the feminine underwear has a different modus operandi from that of clothing, especially with regard to the materials: it is necessary to use lightweight consistencies and not irritating skin fabrics. Everything has to be carefully studied. It is therefore a world of sensitivity that has always fascinated me, and that led me to want the whole collection - from the most typically referred to as “wearable” to “in room" - created according to this system. Transform the typical night-time garments into those that represent more contemporary femininity: with transparencies, silk and lace, but always very feminine and elegant. If I knit in the front I do not do it on the back, and vice versa. -

Quindi quello che proponi è un abbigliamento per la donna da indossare tutti i giorni e portabile anche nella propria intimità?

- Sì esatto. È un approccio versatile. Detto questo c’è ancora tanto lavoro da fare: Annagiulia Firenze è un progetto che si finanzia da solo e per il riscontro che abbiamo mi ritengo già molto fortunata. Le nostre clienti sono libere di comunicare con noi e, soprattutto, di vestire i nostri abiti con il loro tocco personale. Questo aspetto è molto importante. -

So what do you suggest is a woman's wear to wear every day and portable even in her own intimacy?

- Yes, right. It's a versatile approach. That said, there is still a lot to do: Annagiulia Firenze is a project that is funded by itself and for the feedback we have already I feel very fortunate. Our customers are free to communicate with us and above all to dress our gowns with their personal touch. This aspect is very important. -

Dici di avere l’arte come passione. In quali aspetti delle tue collezioni è riscontrabile questo tema?

- Il rapporto con l’arte si origina dall’infanzia: all’età di sei anni mi sono iscritta a un corso di pittura, e per mia volontà. Ricordo che mia madre ha sempre cercato di aprire me e le mie sorelle a un percorso che stimolasse la parte creativa, quella più sensibile. È nato quindi tutto per gioco, Pratica che poi con il tempo è andata a svilupparsi, soprattutto quella della pittura. Tutt’oggi dipingo e mi ispiro nella vita ad artisti come Kahlo, Botticelli, Modigliani e Niki de Saint Phalle, pur essendo tra di loro completamente diversi. Ma questo conferma l’aspetto sociale e comunicativo dell’arte: se è valida, c’è sempre un messaggio dietro da cogliere, così come un’estetica capace di rimanere impressa nelle menti delle persone dopo aver visto appena due o tre opere, nonostante il modo unico in cui essa viene rappresentata. La pittura si ritrova nelle collezioni perché anch’essa per esistere prende ispirazione da qualche cosa, anche se di piccolo o di molto intimo. E anche il mio approccio, stagione dopo stagione è il medesimo: se non c’è la musa è impossibile imbastire l’intero processo. -

You say you have art as a passion. In what aspects of your collections can you find this theme?

- The relationship with art originates from childhood: at the age of six I enrolled in a painting course, and for my will. I remember my mother always trying to open me and my sisters to a path that stimulated the creative part, the most sensitive one. It was born then everything for game, Practice that then with time has developed, especially that of painting. Still today I paint and I am inspired in life by artists such as Kahlo, Botticelli, Modigliani and Niki de Saint Phalle, although they are completely different among them. But this confirms the social and communicative aspect of art: if it is valid, there is always a message behind it to capture, as well as an aesthetic that can remain imprinted in people's minds after seeing just two or three works, despite the unique way in which it is represented. The painting is found in the collections because it too is inspired by something, even if small or very intimate. And my approach, season after season is the same: if there is no muse, it is impossible to put the entire process. -

Come sono nate Jellifish, la tua collezione estiva per quest’anno, e l’invernale Lovers in Japan, che hai presentato a Parigi durante la settimana della moda?

- Jellyfish è la prima vera collezione. Ci siamo divertiti molto a farla, io e il mio team, anche perché siamo tutti molto giovani. Abbiamo voluto partire dall’idea di dare agli abiti un taglio fresco, ispirandoci al mare e con un focus specifico sulle stampe, per me molto importanti. Per quanto riguarda l’invernale ci siamo spostati verso est: il Giappone possiede una cultura che mia ha sempre affascinata e, inoltre, sono molto vicini alla nostra idea di femminilità, per cui abbiamo deciso di ampliare il discorso su questo paese, soprattuto dopo aver visto Kill Bill di Tarantino, in particolare il primo. -

How Jellifish, your summer collection for this year, and the winter Lovers in Japan that you presented in Paris during the fashion week were born?

- Jellyfish is the first true collection. We had a lot of fun, myself and my team, while doing it also because we're all very young. We wanted to leave the idea of giving clothes a fresh cut, inspiring us by the sea and with a specific focus on the prints, for me very important. As for the winter we moved eastward: Japan has a culture that has always fascinated me and is also very close to our idea of femininity, so we decided to expand the talk about this country, especially after having seen Tarantino’s Kill Bill, in particular the first one. -

Quindi, in realtà, più che di arte, ti rifai molto alla cultura nella sua totalità:

- Si, è vero. -

So, in reality, more than art, you made a lot of reminders to culture in its entirety:

- Yes, it's true. -

Come si articola il processo di creazione di una collezione per Annagiulia Firenze?

- Successiva alla produzione del mood-board, cerchiamo di avere in mente una palette di colori prima di andare al Première Vision di Parigi. Una volta trovato quello che serve per partire a livello concreto, cosa sempre più difficile se si tratta di tessuti di qualità - ma ci tengo dire che l’Italia è ancora tra i leader da questo punto di vista -, partiamo con la realizzazione dei prototipi, cuciti da noi. Tuttavia, per garantire la massima qualità, ci limitiamo a fare solo i modelli iniziali, perché ovviamente la produzione che va nei negozi è affidata ai laboratori fiorentini a cui noi ci rivolgiamo. -

How does the process of creating a collection for Annagiulia Firenze arise?

- Following the production of mood-board, we try to have a palette of colors in mind before going to the Première Vision in Paris. Once we have found what it takes to get off to a concrete level, it's getting harder for quality fabrics - but I keep thinking that Italy is still among the leaders from this point of view - we start creating prototypes, sewn by us. However, to ensure the highest quality, we limit ourselves to making only the initial models, because of course the production that goes to the stores is entrusted to the Florentine laboratories to which we turn to. -

Progetti futuri?

- Noi andiamo sempre molto step by step, l’intero sistema dei nuovi brand si trova in un momento molto particolare. Ora ci muoviamo attraverso il nostro show-room, anche per poter creare un rapporto più duraturo con i nostri clienti. Con l’invernale abbiamo fatto un passo avanti molto importante e loro l’hanno riconosciuto e apprezzato. L’importante è circondarsi di persone che credono nel progetto, dal fotografo al truccatore. Nessuno escluso. -

Future projects?

- We always go very step by step, the whole system of new brands is in a very special moment. Now we are moving through our showroom, even to create a more lasting relationship with our customers. With winter we took a very important step forward and they recognized and appreciated it. The important thing is to be surrounded by people who believe in the project, from the photographer to the makeup artist. No one excluded. -

annagiuliafirenze.com

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