• Ilaria Introzzi

Fotografia infinita: una conversazione con Matilde Scaramellini di Twenty 14 Contemporary / Infinite


Matilde Scaramellini ed Elena Vaninetti

Lo spazio è grande quanto basta per farne un luogo di interesse artistico e culturale per gli anni a venire. La zona, il centro storico di Milano, contribuisce poi a dargli quel tocco estetico di sobria eleganza meneghina. In questo contesto sorge la galleria d’arte contemporanea Twenty 14 Contemporary, inaugurata nel dicembre 2014 e nata da un’idea di Matilde Scaramellini, laureata in Scienze e Conservazione dei Beni Culturali, che aggiunge al suo team nel 2015 la figura e le competenze di Elena Vaninetti, photo-editor. Incontro la fondatrice in un sabato pomeriggio di inizio primavera all’interno della galleria, qualche giorno dopo l’inaugurazione dell’ultima mostra Periodo Ipotetico.

Space is big enough to make it a place of artistic and cultural interest for years to come. The area, the historic center of Milan, also contributes to giving it the aesthetic touch of a classic milanese elegance. In this context, the Twenty 14 Contemporary art gallery was inaugurated in December 2014 and was born from an idea by Matilde Scaramellini, graduate in Science and Conservation of Cultural Heritage, who adds to her team in 2015 the figure and the skills of Elena Vaninetti, photo-editor. I meet the founder on a spring-early Saturday afternoon inside the gallery, a few days after the inauguration of the last exhibition Periodo Ipotetico.

Matilde, aprire una galleria d’arte contemporanea è sempre stato il tuo desiderio?

- Diciamo che l’idea è qualcosa che è arrivato con il tempo, soprattutto in seguito a delle esperienze precedenti avute nello stesso campo. Alla fine mi sono decisa a inaugurarla poco più di due anni fa consapevole del rischio che stavo prendendo. Nel 2015 è arrivata Elena, e oggi stiamo crescendo, nonostante le difficoltà. -

Matilde, opening a contemporary art gallery has always been your wish?

- Let's say that the idea is something that came with time, especially as a result of previous experiences in the same field. Eventually I decided to inaugurate it just over two years ago aware of the risk I was taking. Elena arrived in 2015, and today we are growing, despite the difficulties. -

Spesso, una parte dei fotografi che ho conosciuto in questi anni mi dice che è avvilente quando il loro lavoro per immagini, non viene considerato arte. In particolare sottolineano che non viene valutato il lato artigianale, manuale, che sta dietro uno scatto. Voi siete specializzate come galleria, proprio in fotografia. Qual è il vostro punto di vista a riguardo?

- Proprio per enfatizzare il lato artistico della fotografia cerchiamo di proporre mostre che evidenziano diverse chiavi di lettura inerenti a questa tecnica, sia dal punto di vista dell’allestimento che da quello dei contenuti. Privilegiamo il progetto che c’è dietro. Non sarebbe infatti molto sensato da parte nostra limitarci a dare un giudizio estetico. Ecco perché riteniamo la fotografia un’arte che ha molto da dire, in cui è ancora possibile fare della ricerca. L’aspetto più importante che vogliamo fare presente, mostra dopo mostra, è quello di sfatare il mito riguardante la facilità con cui una foto è riproducibile: non è così vero, se si presta attenzione. Le fotografie che presentiamo hanno una tiratura limitata e, così facendo, acquistano lo stesso valore indicale e iconico di un dipinto. -

Often, a part of the photographers I've known in these years tells me that it is downright when their work for pictures is not considered art. In particular, they emphasize that it is not evaluated the hand-crafted side that is behind a click. You are specialized as a gallery, just in photography. What is your point of view about it?

- To emphasize the artistic side of photography, we try to present exhibits that highlight different reading keys inherent in this technique both from the point of view of the layout and content. We privilege the project behind. It would not be very sensible for us to confine ourselves to giving just an aesthetic judgment. That is why we consider photography an art that has a lot to say, where it is still possible to do research. The most important aspect we want to make present, show after show, is to dispel the myth about the ease with which a photo is reproducible: that's not true, if you pay attention. The photographs we present have a limited edition and, in doing so, they buy the same iconic value of a painting. -

Mi parlavi prima di selezione e di quanto essa sia accurata da parte vostra. In generale, con Instagram e la digitalizzazione della persona, quanto è difficile notare il vero talento e qual è il lavoro che c’è dietro al processo di scelta?

- È molto difficile, oggi non ci si prende più del tempo per guardare un’immagine. Ecco perché seguiamo i fotografi sia prima che durante e dopo averli ospitati nel nostro spazio. Elena, in particolare, ha una grande esperienza in materia, sopratutto nel comprendere il valore degli artisti emergenti che le si propongono. La mia formazione in storia dell’arte mi porta ad assegnare poi loro un punto di vista più formale. Il nostro passato ci permette quindi di indirizzare le nostre scelte su un artista piuttosto che un altro, in modo equilibrato e senza farci trarre in inganno da quelle immagini che di primo acchito fanno molto appeal, ma che poi mancano di sostanza. È anche e soprattutto, ciò che c’è dietro al prodotto finale che ci interessa. -

You talked to me before about selecting and how accurate it is for you. In general, with Instagram and person digitization, how difficult is it to notice the true talent and what is the work behind the process of choice?

- It is very difficult, today people do not take more time to look at an image. That is why we follow the photographers before, during and after hosting them in our space. Elena, in particular, has a great deal of experience in this matter, especially in understanding the value of emerging artists who propose to her. As far as I'm concerned, trained in art history leads me to give them a more formal point of view. Our past allows us to direct our choices to an artist rather than another, in a balanced way and without making us deceive those images that first of all make a lot of appeal, but which are then lacking in substance. It is also and above all what is behind the final product that interests us. -

A questo proposito, nel 2016 avete fondato Modus Operandi

- Sì, è una piattaforma online di dibattito in cui spieghiamo l’iter che c’è dietro la produzione artistica attraverso delle studio visit a casa degli artisti. Crediamo sia un approccio chiarificatore sia per chi inizia ad approcciarsi al mondo dell’arte, sia per gli esperti come curatori e collezionisti. Detto questo, siamo comunque convinte della funzione empatica dell’arte, ma questo stato patemico non deve essere l’unico elemento di giudizio dell’opera. -

In this regard, in 2016 you founded Modus Operandi

- Yes, it is an online debate platform where we explain the way it is behind artistic production through the studio visit to the artists' home. We believe it is both a clarification approach both for those who start to approach the art world, as well as for experts as curators and collectors. That being said, we are still convinced of the empathic function of art, but this pathetic state must not be the only element of judgment of the work. -

Oltre alla fotografia, Twenty 14 Contemporary propone altre attività come workshop, letture…

- Sì, da una parte ospitiamo delle attività di formazione dove invitiamo dei professionisti a tenere dei corsi rivolti sia ai fotografi che agli appassionati. Tra gli ultimi, ne abbiamo organizzato uno con Massimo Mastrorillo (vincitore del World Press Photo Award 2006, categoria Nature,1°premio foto singola, ndr) relativo all’editing, ed è stato molto bello. Alla fine del 2016 abbiamo aperto un progetto di “show & tell”, sempre all’interno della galleria, legato all’editoria indipendente, per fare in modo che gli editori o gli artisti che desiderano promuovere i loro libri di fotografia, possano farlo in un contesto più informale, come se fossero nel loro salotto di casa. Crediamo che un approccio più spontaneo invogli anche di più all’approfondimento di un tema in particolare e la conoscenza con l’autore o editore. Abbiamo anche presentato Materia, un mostra di libri d’artista, curata da Magali Avezou fondatrice del progetto Archipelago. -

In addition to photography, Twenty 14 Contemporary proposes other activities such as workshops, readings ...

- Yes, on the one hand, we offer training activities where we invite professionals to take courses for photographers and fans alike. Among the latter, we organized one with Massimo Mastrorillo (winner of the World Press Photo Award 2006, Nature category, 1st photo award, ndr) for editing, and was very nice. At the end of 2016, we opened a “show & tell” project, always in the gallery, linked to independent publishing, to ensure that publishers or artists wishing to promote their photography book can do so in a more informal context as if they were in their living room. We believe that a more spontaneous approach involves even more in dealt with a particular topic and knowledge with the author or publisher. We also presented Materia, an exhibition of art books, curated by Magali Avezou, founder of the Archipelago project. -

Parliamo degli artisti e delle opere ora in mostra fino al 20 giugno 2017: Cesare Ballardini, Achille Filipponi, Massimiliano Rezza in Periodo Ipotetico…

- Questa mostra è stata un’idea dei tre fotografi, in particolare di Achille. Il concetto di base è mettere in discussione l’atto stesso della fotografare, se ha ancora senso la fotografia oggi, e il reputare significativa una singola opera. Ecco perché quelle che vedi sono delle serie. Osservandole si possono leggere come se fossero dei palindromi, riproducibili come delle “cellule”. Nonostante questo però, sono delle opere molto diverse: Filipponi e Rezza fanno emergere uno scetticismo fotografico, mentre Ballardini è un realista, viene dalla scuola di Guido Guidi, quindi in realtà sembrano e sono in antitesi. Tuttavia si completano e si legano perché a livello di concetto riescono tutti e tre a dare forza al dibattito fotografico che ti introducevo prima, questo anche grazie all’utilizzo dello stesso formato e il bianco e nero come chiavi di lettura plastica, che danno equilibrio alla storia proposta. Il volume in edizione limitata della mostra è invece arricchito da un saggio di Daniel Blight. -

Let's talk about the artists and works that are on show until June 20, 2017: Cesare Ballardini, Achille Filipponi, Massimiliano Rezza in Periodo Ipotetico...

- This exhibition was an idea of ​​the three photographers, in particular of Achilles. The basic concept is to question the very act of photographing, if photography still makes sense today, and meaning significant just a single work. That's why the ones you see are series. Observing them can be read as if they were palindromes, reproducible as "cells". Despite this, however, they are very different works: Filipponi and Rezza make a skepticism come out, while Ballardini is a realist, comes from Guido Guidi's school, so they actually seem and are different. However, they complement and bind because at the concept level all three are able to give strength to the photo debate I introduced before, this also thanks to the use of the same format and black and white as plastic reading keys, which give balance to the story proposed. The limited volume of the exhibition is instead enriched by Daniel Blight's essay. -

Qual è allora, alla fine, la risposta che vi siete date una volta organizzata e presentata la mostra: ha ancora senso la fotografia?

- È una domanda molto difficile. Tuttavia sì, ha ancora senso per noi, e non solo perché lavoriamo con essa. Questa è un’arte inesauribile che permette la nascita continua di domande su di essa e sull’arte in generale. Sicuramente la fotografia è dicotomica: da un lato è qualcosa di immediato, dall’altro è una spirale infinita. La ricerca su di essa e la soggettività che ne deriva, sia quella dell’artista che quella dell’osservatore, è ciò che noi come galleriste vogliamo mettere in risalto e su cui cerchiamo ispirare una riflessione. -

What is, then, the answer you gave after you organized and presented the exhibition: does photography still make sense?

- It's a very difficult question. However, it still makes sense for us, and not just because we work with it. This is an inexhaustible art that allows the continuous birth of questions about it and about art in general. Surely photography is dichotomous: on the one hand it is something immediate, on the other hand it is an infinite spiral. The research on it and the subjectivity that comes to it, both that of the artist and the observer, is what we as gallerists want to emphasize and on which we try to inspire a reflection. -

Twenty 14 Contemporary

piazza Mentana 7, Milano

twenty14contemporary.com

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