• Ilaria Introzzi

Corpo come emozione: una conversazione con Gloria Ghiani, ovvero Misamore / Body as emotion: a conve


Tutto pesa la metà (she's gone), 2017

Istinto, sentimento, emozione. È di matrice stilnovista la fotografia di Gloria Ghiani, conosciuta artisticamente come Misamore. E anche in questo nome d’autore si capisce qual è il cuore della sua produzione d’immagini: l’amore. Ma non quello da commedia rosa, piuttosto quello della ricerca del sé, dell’Io. Di quell’anima che attraverso il corpo gentile ritratto, comunica allo spettatore la sua storia, la sua poetica. Incontro l’autrice di questi scatti a Milano, città in cui vive da tempo dopo un’infanzia e un’adolescenza vissute a Cagliari, città in cui è nata.

Instinct, feeling, emotion. It is a stilnovista (literary genre coined by Dante Alighieri, ndr) photography that of Gloria Ghiani, artistically known as Misamore. And even in this author's name, one understands the heart of her image production: love. But not that of pink comedy, rather than the search for the self, of the ego. Of that soul that through the gentle body portrayed, communicates to the spectator its story, its poetics. I meet the author of these shots in Milan, the city where she lives long after a childhood and adolescence lived in Cagliari, the city where she was born.

Gloria, ti sei avvicinata alla fotografia nel 2013 con l’esigenza di comunicare. Sei riuscita oggi a esprimere quello che era il tuo messaggio quattro anni fa?

- Posso dire di sì, soprattutto con i miei ultimi lavori, con Diaframmazero. Tutto il percorso nasce dalla mia passione per la fotografia che è sempre stata molto forte, ed è su questa che ho sempre basato la mia produzione. Quello che mi impegno a catturare con le fotografie che realizzo è l’essenza, l’istante, di un movimento, di un volto. La “non - volatilità” del momento. -

Gloria, you approached photography in 2013 with the need to communicate. Have you ever been able to express what your message was four years ago?

- I can say yes, especially with my latest jobs, with Diaframmazero. All the way is from my passion for photography that has always been very strong, and that is what I have always based on my production. What I engage in capturing with the photographs I realize is the essence, the instant, of a movement, of a face. The "non-volatility" of the moment. -

Self-portrait, 2017

Dici che il tuo modo di lavorare è basato sull’istinto che si realizza però attraverso una ricerca costante sull’essenza della persona rappresenti nei tuoi scatti. Ma come fanno due elementi in antitesi come questi, uno basato sull’attimo e l’altro sulla “necessità” del tempo a coesistere nella tua fotografia?

- Ho iniziato con degli autoritratti, e lì era tutto molto più semplice in un certo senso. Quando invece ho deciso di fotografare altri soggetti ho puntato tutto sulla spontaneità: scatto a casa mia, in un luogo tranquillo e sicuro, in cui i miei modelli possano sentirsi a loro agio, mostrando le loro movenze, paure e forze, uniche per ciascuno di loro. Per prima cosa infatti, viene la loro conoscenza, poi tutto il resto, quasi naturalmente. Venendo alla tua domanda quindi, diciamo che l’istinto, sia da parte mia nel sceglierli che da parte loro nell’accettare di posare, viene prima della ricerca. Questa si realizza durante e dopo la sessione, quando osservo il risultato della giornata. -

You say that your way of working is based on the instinct that is achieved, however, through constant research into the essence of the person in your shots. But how do two elements in antithesis like these, one based on momentum and the other on the "need" of time to coexist in your photography?

- I started with self-portraits, and there it was all a lot easier in a way. When I decided to photograph other subjects, I focused on spontaneity: I shot at my home, in a quiet and secure place where my models can feel comfortable, showing their movements, fears and strengths, unique to each of them. First, in fact, comes to their knowledge, then everything else, almost naturally. So coming to your question, let's say that the instinct, both on my part and also their when they accept to be pictured, comes before research. This is done during and after the session, when I look at the result of the day. -

Ilaria, 2017

Come selezioni le persone da ritrarre?

- Vado molto a sensazioni, tratto caratteriale che ho sin da piccola, oppure a livello di attrazione, sia fisica che mentale. Quello che è certo e necessario è la sintonia, senza di essa non sarebbe possibile lavorare. -

How do you select people to portray?

- According to my feelings, a characteristic trait that I have since childhood, or at the level of attraction, both physical and mental. What is certain and necessary is the tuning, without it it would not be possible to work. -

Quale tecnica utilizzi?

- Premetto che la mia è una fotografia “di pancia”. Senza la tecnica però non potrei mai esprimermi come vorrei: utilizzo la lunga esposizione, e la applico in due modi: chiedendo alla persona di lasciarsi andare oppure mi muovo io liberamente intorno a lui o lei. Non adopero luci professionali, ma delle lampade semplici o quelle che usavano i minatori, di queste ne ho un paio in casa. -

Which technique do you use?

- I state that mine is a "belly" photography. Without the technique, however, I could never express myself as I wish: I use long exposure, and apply it in two ways: asking him or her to let go or I move freely around them. I do not use professional lights, but simple lamps or those used by miners, I have a pair of them in my place. -

Torniamo alla genesi della tua produzione: l’autoritratto. Come mai questa scelta, dal momento che non si vede esattamente che sei tu?

- Esatto. Nessuno dei miei soggetti è riconoscibile completamente. Questo perché a me non interessa rappresentare il corpo nella sua dimensione fisica. Sono partita dal ritrarre me per conoscermi, per individuare la mia essenza, per cercare di accettarmi attraverso la fotografia. -

Let's go back to the genesis of your production: self-portrait. How come this choice, since you do not see exactly what you are in the pictures?

- That's right. None of my subjects is fully recognizable. This is because it does not interest me to represent the body in its physical dimension. I started to portray me to know me, to find my essence, to try to accept me through photography. -

Uno dei tuoi ultimi progetti è Feelingsoverworked, in quali aspetti ti senti “sotto sopra” e come li comunichi attraverso le fotografie?

- È un sotto sopra di sensazioni ed emozioni. La fotografia in questo senso entra in gioco sotto forma di transfer tra i turbamenti interiori e l’ambiente esterno. Per me, il suo essere un “ponte” è un’altra delle straordinarie funzioni di questo medium. -

One of your latest projects is Feelingsoverworked, in what aspects do you feel "underneath" and how do you communicate it through the photos?

- It's a about sensations and emotions. Photography in this sense comes into play as a transfer between inner turmoil and the outside environment. For me, its being a "bridge" is another of the extraordinary functions of this medium. -

iI primo tuffo, 2017

Progetti futuri?

- Dal 26 giugno tre delle mie ultime opere saranno in mostra presso la galleria RossoCinabro a Roma. Dal 25 luglio fino al 7 agosto, invece, alcuni dei miei lavori saranno esposti a Londra presso The Brick Lane Gallery, all’interno di una collettiva. Sto scattando molto e spero di riuscire a presentare entro fine anno una personale a Milano. -

Future projects?

- From June 26, three of my latest works will be exhibited at the RossoCinabro gallery in Rome. From July 25 until August 7, some of my works will be on show in London at The Brick Lane Gallery, within a collective. I'm doing a lot of works and I hope to be able to present a solo exhibition in Milan by the end of the year. -

Gloria Ghiani

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