• Stefania Carpentieri

Instagram è una mafia, parola di Sara Melotti / Instagram is a mafia, as said by Sara Melotti


“Instagram è una mafia. Non c’è nulla di autentico”. È la travel blogger Sara Melotti a confermarlo con una vena di malinconia che ha fatto riflettere in molti.

Melotti confida questo suo “malessere” sulle pagine del DailyMail Australia e la notizia, chiaramente, ha fatto il giro del mondo.

Seguita da più di 37 mila seguaci sul Social Network incriminato, la blogger italiana ha confidato senza tante remore di aver acquistato pacchetti di follone per incrementare le visite sulla sua vetrina web.

Insomma, sembra il cane che si morde la coda. Ovvero, senti da quale pulpito viene la predica. “So di essere un’ipocrita che ha giocato al gioco per gli ultimi sei mesi, e mi fa sentire una persona pessima. Credo sia giunto il momento di smetterla con le stronzate e dirvi cosa sta succedendo.”

"Instagram is a mafia. There is nothing authentic”. It is travel blogger Sara Melotti to confirm it with a melancholy vein that has reflected in many.

Melotti confides her bad mood on the pages of DailyMail Australia and the news, of course, has been around the world.

Followed by more than 37 thousand followers on the alleged Social Network, the Italian blogger confided with no hesitation that she had purchased bundle packages to increase visits to her web showcase.

In short, it looks like the dog bites the tail. That is to say, from what pulpit the preaching comes. "I know I'm a hypocrite who has played the game for the last six months, and makes me feel a bad person. I think it's time to stop the bullshit and tell you what's going on”.

E allora, confessa Sara: cosa sta succedendo su Instagram?

Nulla di nuovo rispetto a ciò che tutti sappiamo. I soldi fanno la felicità, la popolarità, i pacchetti di profili indiani che acquistate sui vari siti specializzati del settore.

Effimeri come fumo al vento. Ecco chi sono le nuove generazioni social.

Impiegati a seguire la strategia vincente, “per qualche dollaro in più” (e scusatemi se menziono la nota pellicola con Clint Eastwood, del 1965).

And then, Sara confess: what's going on in Instagram?

Nothing new about what we all know. Money makes happiness, popularity, Indian profile packages you buy on the various specialized sites in the industry.

Effects like smoke in the wind. Here are the new social generations.

Employed to follow the winning strategy, "for a few dollars more" (and sorry if I mention the famous film with Clint Eastwood, 1965).

I millennials sono depressi. Alcuni fashion blogger che giungono al “successo” grazie alle carte di credito del papi, lo sono. Melotti è chiara, non c’è spazio all’interpretazione: “La gente non vedeva più i nostri post, i numeri calavano velocemente e alcuni di noi, nel panico, hanno iniziato a pensare a soluzioni “creative” per ingannare questo algoritmo infernale. Come? Innanzitutto comprando “like” e commenti per avere più followers. Si falsifica la fama online pagando 5 dollari per 100 nuovi seguaci o centinaia di dollari per acquistarli in quantità dai robot che li offrono”.

E chi sono i pesci che abboccano l’amo? Le aziende chiaramente. O meglio ancora chi è ignaro del website Socialblade.

Quante belle sorprese ci offre il sito. Davvero tante.

Giovani bloggers, lo psicanalista costa tanto, forse due volte il doppio rispetto ai compensi che lo psicologo vi richiederà nella sua fattura (ammesso che la immetta).

Se non siete tagliati per il successo, trovatevi un lavoro serio.

Millennials are depressed. Some fashion bloggers who come to the "success" thanks to father’s credit cards are in this situation. Melotti is clear, there is no room for interpretation: "People no longer saw our posts, numbers dropped fast, and some of us, in panic, began to think of “creative” solutions to deceive this infernal algorithm. How? First and foremost, buying "like" and comments to have more followers. We falsely fame online paying 5 dollars for 100 new followers or hundreds of dollars to buy them in bulk from the robots that offer them”.

And who are the fish that catch the hook? The companies clearly. Or rather who is ignorant of the Socialblade website .

How many beautiful surprises gives us the site. Really many.

Young bloggers, the psychoanalyst cost a lot, maybe twice as much as the remuneration the psychologist will ask for on his invoice (as long as he enters it).

If you are not cut for success, you better find a serious job.

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