L’invidia degli dei, il nuovo romanzo di Stefano Jacini / L’invidia degli dei, Stefano Jacini new novel

26 Sep 2017

 

 

 

Milano aristocratica. Un omicidio per mano di una donna. Una morte. Due nobili meneghini collezionisti d’arte. Un anello, l’io narrante. Sullo sfondo una città che si consegna al governo di Mussolini. Un finale inaspettato.

L’Invidia degli dei di Stefano Jacini (Bombiani) è un romanzo che interseca diversi temi: amore, politica, estetica, filosofia e fantasia. Non c’è un filo conduttore preciso o meglio c’è, ma è come se i diversi protagonisti del libro vivessero in modo disinteressato rispetto a questo. Il binario su cui scorrono le vicissitudini è certamente quello storico: il ventennio che separa l’Italia dalla fine della Grande Guerra all’inizio della seconda Guerra Mondiale, si fa narratore inconsapevole delle vicende espresse. Milano, in particolare, con gli attentati che la muovono e i concerti alla Scala di Toscanini, diventano pentagramma su cui il conte Uberto Bomporto e il principe Ercolino di Monsigliolo si rendono note alla ricerca del quadro di Ludovico il Moro, misteriosamente trafugato.

 

Aristocratic Milan. A murder by the hands of a woman. A death. Two noble art collectors. A ring, the self-narrating. In the background a city that is delivered to the government of Mussolini. An unexpected ending.

The L’invidia degli dei by Stefano Jacini (Bombiani) is a novel that intersects various themes: love, politics, aesthetics, philosophy and fantasy. There is no precise line or better there is, but it is like if the various protagonists of the book lived disinterested in this. The track on which the vicissitudes flow is certainly the historical one: the twenty years that separates Italy from the end of the Great War at the beginning of World War II, it becomes an unconscious narrator of the affairs expressed. Milan, in particular, with the terror attacks and the concerts at the La Scala conduced by Toscanini, became a pentagram on which count Uberto Bomporto and prince Ercolino di Monsigliolo became notes for the research of a Ludovico il Moro’s painting, mysteriously transfixed.

 

 

Gli intrecci, le vicende, sono raccontate da un anello color rubino. Questo manufatto, che durante la fabula viene gettato, segno di un rifiuto a una richiesta di matrimonio, diventa un eccellente espediente narrativo che omaggia per forma ed eleganza testi come I gioielli di Madame de scritto da Louise de Vilmorin (Sellerio) e I gioielli indiscreti di Diderot (Bur, Rizzoli)

- Questo monile - spiega l’autore durante la recente presentazione del libro avvenuta a Milano il 7 di questo mese presso la libreria Verso, - è uno degli elementi che simboleggiano l’essere distaccati dei protagonisti, rispetto alle vicende storico-politiche che andavano a riempire le pagine dei quotidiani durante quel particolare periodo. Sono impermeabili rispetto a quello che sta accadendo intorno a loro -.

Passioni, invidie, gelosie, sono dunque vissute al riparo dell’orrore del presente. Si tratta di un libro narrante vite che sia articolano in parallelo alla storia e non in essa. 

- I due nobili credono nell’arrivo dei marziani e non in quello della guerra: pensano solo a contendersi il dipinto - conclude l’autore. La storia è dunque una scenografia tenuta volutamente a distanza. 

 

The interlaces, the stories, are told by a ruby-colored ring. This artifact, which during the fabula is cast away as a sign of a refusal to a wedding request, becomes an excellent narrative genius that commands for shape and elegance texts such as the I gioielli di Madame de by Louise de Vilmorin (Sellerio) and I gioielli indiscreti by Diderot (Bur, Rizzoli)

- This jewel - explains the author during the recent presentation of the book that took place in Milan on the 7th of this month at the Verso library - is one of the elements that symbolize the detachment of the protagonists, compared to the historical-political events that went to fill the pages of the newspapers during that particular period. They are waterproof over what's happening around them -.

Passions, envy, jealousy, therefore, are lived sheltered from the horror of the present. It is a narrative book that is articulated in parallel to history and not in it.

- The two noblemen believe in the arrival of the martians and not in the war: they only think of fighting for the painting - the author concludes. History is therefore a scene held at a certain distance.

 

 

A riecheggiare tra i periodi del libro c’è un sentimento di sobria eleganza, tutt’oggi tratto distintivo delle famiglie bene di Milano, sicuramente conosciute all’autore, anche se non è dato sapere se il romanzo è tratto da un avvenimento realmente accaduto. Tracciano questo moto particolare sia il titolo, che la città stessa di Milano. E se il primo cita la Grecia e una delle Storie di Erodoto, quella in cui il principe tiranno di Samo Policrate deve liberarsi di qualcosa - ovvero di un anello - perché troppo ricco, pena l’ira degli dei, ça va sans dire; il corpo del romanzo vede da parte sua emergere una metropoli risalente agli anni venti, in cui Corso Matteotti era ancora Corso del Littorio; esisteva già la storica Pasticceria Cova, in via Montenapoleone (che quest’anno festeggia due secoli di attività, ndr), così come le vie più importanti della città, e luoghi come l’Hotel Diana e la Fiera. 

 

Ti echo in the period of the book is a feeling of sobriety elegance, still distinguished by wealthy families of Milan, certainly known to the author, even if it is not known whether the novel is taken from a really happening event. The title, and the city itself of Milan, trace this particular element. And if the first quotes Greece and one of Herodotus's Stories, the one in which the tyrannical prince of Samo Polycate must get rid of something - that is, of a ring - because too rich, penalty the wrath of the gods, ça va sans dire; the body of the novel sees the emergence of a metropolis dating back to the 1920s, where Corso Matteotti was still Corso del Littorio; there was already the historic Pasticceria Cova, in via Montenapoleone (which celebrates two centuries of activity this year, en), as well as the most important streets of the city, and places like Hotel Diana and the Fair.

 

 

Risulta difficile definire un genere specifico per questo volume: un thriller, un romanzo storico, un saggio. L’Invidia degli dei racchiude in sé tutte queste declinazioni, che si firmano con un ton tragicomico eccellente, da veri professionisti della penna. Quello che invece è certo risulta essere la fruibilità del testo: nonostante i complessi intrecci infatti, l’ultima opera dello scrittore milanese, giunto al suo quinto romanzo, è un prezioso esercizio letterario, in cui estetica e dialettica si svolgono facilmente, naturalmente, portando così in equilibrio il libro, rispetto alla difficoltà narrativa che deriva da un contesto storico come quello dell’Italia fascista. Da porre nella propria biblioteca personale. 

 

It is difficult to define a specific genre for this volume: a thriller, a historical novel, an essay. The L’invidia degli dei contains all these declinations, which are signed with an excellent tragicomic tone, by a true pens professional. What is certain is the usability of the text: despite the intricate plots, the last work of the Milanese writer, at his fifth novel, is a precious literary exercise in which aesthetics and dialectics are easily carried out naturally balancing the book, compared to the narrative difficulty that derives from a historical context such as that of fascist Italy. To put it in your personal library.

 

 

giunti.it/libri/narrativa/l-invidia-degli-dei

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