Flapper, esperimento contemporaneo: una conversazione con Genevieve Xhaet / Flapper, contemporary experiment: a conversation with Genevieve Xhaet

19 Sep 2017

 

 

 

 

Fondare un’azienda è come intraprendere una relazione: bisogna conoscerne i rischi e al tempo stesso evitare di scadere nella routine. In una realtà che si interfaccia con la moda e che produce accessori particolari come i copricapi questi due aspetti contano ancora di più, ed è la consapevolezza che ha raggiunto oggi Genevieve Xhaet, fondatrice di Flapper nel 2013. Una realtà del fatto a mano italiano che conosce bene cosa vuol dire sperimentare e al tempo stesso cercare di individuare l’estetica di mercato che verrà, senza nulla togliere all’anima con cui si è andata a generare. Stagione dopo stagione il marchio della designer italo-belga sta acquisendo sempre più coscienza e si appresta ad affrontare un autunno che lo vedrà coinvolto in tre eventi, il tutto con in sottofondo il mondo dell’arte. Inaugurerà infatti con l’artista Alessandro Agudio un progetto che trova protagonista l’iride di tre donne, e poi ancora la presentazione della collezione estiva per il prossimo anno durante la settimana della moda di Milano e, infine, la partecipazione alla prossima edizione di Artissima a Torino in quel di novembre. A raccontarci tutto questo è proprio Xhaet che ho raggiunto nel suo studio meneghino.

 

Establishing a company is like starting a relationship: you need to know the risks and at the same time avoid going into the routine. In a reality that is intertwined with fashion and produces special accessories such as headpieces these two aspects count even more, and is the awareness that Genevieve Xhaet, founder of Flapper in 2013, has reached today. Reality of the Italian hand made that knows well what it means to experience and at the same time try to find the market’s aesthetic that will come, with nothing to take away from the soul with which it has been generated. Season after season the brand of the Italian-Belgian designer is gaining more and more awareness and is preparing to face an autumn that will be involved in three events, all with the art world as a soundtrack. In fact, with the artist Alessandro Agudio will inaugurate a project that finds protagonist the iris of three women, and then the presentation of the summer collection for next year during the Milan Fashion Week and, finally, the participation in the next edition of Artissima in Torino in November. To tell us all this things is Xhaet herself which I reached in her milanese studio.

 

 

 

 

 

 

Genevieve a che punto si trova Flapper oggi, a distanza di quattro anni e otto collezioni?

 

- Se da un lato è un marchio nato per realizzare prodotti di nicchia, che mi ha permesso di vendere in store come Lafayette o 10 Corso Como, dall’altro lato mi rendo conto che devo riuscire a integrare più elementi all’interno della collezione, per rispondere alla domanda del pubblico che, per fortuna, cresce di anno in anno. -

 

Genevieve at what point is Flapper today, after four years and eight collections?

 

- On the one hand, it is a brand created to produce niche products, which allowed me to sell in stores like Lafayette or 10 Corso Como, on the other hand I realize that I must be able to integrate more elements into the collection, to answer the public demand that, fortunately, grows year after year. -

 

 

Ma in questo modo non c’è il rischio di perdere la natura estetica e di valori con cui hai iniziato?

 

- No perché il mio modus operandi rimane sempre lo stesso: fare tanta ricerca e non guardare il lavoro degli altri, ma piuttosto l’ambiente attuale in cui viviamo e agiamo. Bisogna trovare la giusta via di mezzo valorizzando gli elementi che rendono unico il brand e quelli che invece lo traducono in qualcosa di più fruibile per i clienti, la domanda. Creatività e aspetto commerciale devono necessariamente essere in equilibrio perché un marchio di moda funzioni. Non si tratta in questo caso di essere artisti e quindi potersi permettere di lasciarsi andare senza tenere d’occhio le tempistiche oppure cosa è di tendenza o meno, bisogna essere realisti e in un certo senso cercare di comprendere più che “cosa sta accadendo” quello che avverrà in futuro. 

 

But in this way is there a risk of losing the aesthetic nature and values with which you started?

 

- No, because my modus operandi always remains the same: I do a lot of research and I do not look at the others’ work, but rather the current environment in which we live and work. One must find the right way out by highlighting the elements that make the brand unique and those that instead translate it into something more usable for customers, the demand. Creativity and commercial aspect must necessarily be in balance to make a fashion brand successfull. It is not in this case to be artists and therefore to be allowed to let go without keeping an eye on the timing or what it is trendy or not, you must be realistic and in a sense try to understand more than "what is happening" what will take place in the future.

 

 

 

 

 

 

Parlami della collezione primavera-estate 2018 che presenterai il 24 settembre a 10 Corso Como:

 

- Fondamentale è stato il mondo di Lea Vergine, tutta la collezione è ispirata a lei: ho approfondito i suoi testi, il suo punto di vista, in particolare mi sono avvicinata a una delle sue più grandi passioni in termini artistici, ovvero l’arte cinetica, e quindi Enzo Mari. E poi Ettore Sottsass (ora alle Triennale di Milano c’è una mostra dedicata a lui, curata da Barbara Radice, ndr), il cui gusto estetico sta ritornando. - 

 

Tell me about the spring-summer 2018 collection that you will be presenting on September 24 at 10 Corso Como:

 

- The world of Lea Vergine was fundamental. The whole collection is inspired by her: I have deepened her texts, her point of view, in particular I have come close to one of her greatest passions in artistic terms, namely art kinetic, and then Enzo Mari. So as Ettore Sottsass (now at the Triennale di Milano there is an exhibition devoted to him, curated by Barbara Radice, ndr), whose aesthetic taste is coming back. -

 

 

 

 

 

 

Sottsass nella sua biografia Scritto di notte (Ed. Adelphi) intende attribuire la parola “arte” limitatamente alla pittura e alla scultura. Rispetto alla tua professione, quella di designer, qual è il tuo punto di vista?

 

- Concordo, anche se forse dovrei pensarla in modo diverso. Rispetto a quello che faccio io però, devo dire che gli artisti hanno proprio un modo diverso di lavorare: hanno la fortuna di potersi permettere dei momenti per loro stessi, mentre nel mio caso devo in un certo senso adeguarmi ai ritmi della moda e quindi rinnovarmi ogni volta, stagione dopo stagione. Forse è proprio per questo motivo che ho deciso di collaborare con Agudio (Alessandro, ndr): ho avuto più tempo per pensare e mi sono anche divertita a progettarlo insieme a lui. -

 

Sottsass in his biography Scritto di notte (Ed. Adelphi) intends to attribute the word "art" to painting and sculpture. Compared to your profession, that of designer, what is your point of view?

 

- I agree, though I might have to think differently. Compared to what I do, however, I have to say that artists have a different way of working: they are lucky enough to be able to afford moments for themselves, while in my case I have to adapt to the fashion rhythms and then renew myself every time, season after season. Perhaps that is why I decided to collaborate with Agudio (Alessandro, ndr): I had more time to think and I also had fun planning it with him. -

 

 

Approfondiamo allora Chrome X, il progetto che vede l’unione appunto di Flapper con l’artista milanese:

 

- Questa collaborazione ha protagoniste tre donne: Luisa Delle Piane, gallerista, Goshka Macuga, artista, e la schermitrice Nathalie Moellhausen. In particolare il progetto vuole concentrarsi sull’unicità di ognuna di noi, rappresentata simbolicamente dalle loro figure, in particolare dalla loro iride, diversa per ciascuna, come le impronte digitali. Abbiamo quindi fotografato questo dettaglio del loro volto e lo abbiamo stampato su sessanta copricapi Flapper (venti per ogni iride). Si tratta di una limited edition che verrà presentata il 22 settembre fino al 24 dello stesso mese presso lo spazio MEGA, in piazza Vetra 21 a Milano. -

 

Let's look at Chrome X, the project that sees Flapper's union with the Milan artist:

 

- This collaboration has three women: Luisa Delle Piane, gallerist, Goshka Macuga, artist, and fencer Nathalie Moellhausen. In particular, the project aims to focus on the uniqueness of each of us, represented symbolically by their figures, in particular by their iris, different for each one, such as fingerprints. So we photographed this detail of their face and printed it on sixty Flapper hats (twenty for each iris). This is a limited edition that will be presented on September 22 until 24 of the same month at the MEGA space, in piazza Vetra 21 in Milan. -

 

 

 

 

 

 

Come mai hai scelto di collaborare con Agudio?

 

- Ho visto una delle sue prime opere circa cinque anni fa alla Marselleria: super kitch, in vetro resina, ma con un grande significato dietro. Agudio si pone oltre le tendenze attuali del design e lo fa anche con una buona dose d’ironia, scegliendo con cura i materiali e i colori, che si sposano con il mio immaginario. La sua estetica, fredda, glaciale, mi colpisce sempre molto e attraverso la sua arte riesce a dare una risposta al mio concetto di moda, di stile, che si sintetizza in una ricerca non solo in termini di tessuti ma anche a livello se vuoi “sensibile” nei confronti di comprendere cosa oggi è contemporaneo, e di tradurlo successivamente nei miei copricapi. -

 

Why did you choose to collaborate with Agudio?

 

- I saw one of his first works about five years ago at Marselleria: super kitch, in resin glass, but with great meaning behind it. Agudio goes beyond current trends in design and also does it with a good dose of irony, carefully choosing materials and colors that marry me with my imaginary. His cool, glacial aesthetic always strikes me a lot and through his art he is able to respond to my concept of fashion and style, which is synthesized in a research not only in terms of fabrics but also at the level if you want " sensitive "to understand what is contemporary today, and to translate it later in my headpieces. -

 

 

Cos’è dunque il contemporaneo per te?

 

- Credo che l’unico modo per essere oggi “contemporanei” nella moda è farlo attraverso i materiali, sperimentando le varie combinazioni e tecniche a disposizione. Mi sto infatti indirizzando sempre di più su uno studio approfondito di fibre e di tessuti tecnici. Come vedi anche in questa collezione c’è molto nylon, ma anche fibre naturali, lavorazioni a mano complesse… Vengo da un’esperienza lavorativa nella moda maschile dove, per certi versi, il materiale con cui vengono imbastiti gli abiti è più importante della forma che si dà a questi. A Flapper, un marchio di copricapi femminili, sto cercando di adattare quel mondo materico creando così un punto di vista diverso e sperimentale. Il turbane stesso lo trovo contemporaneo se estrapolato dal contesto degli anni 20 e 30 e inserito nell’estetica, appunto, contemporanea dei film di Philip Dick o relativa al concetto di praticità, fondamentale per la donna di oggi. - 

 

So what is the contemporary for you?

 

- I think the only way to be "contemporary" in fashion is to do it through the materials, experimenting with the various combinations and techniques available. Indeed, I am increasingly focusing on an in-depth study of fiber and technical textiles. As you can see in this collection there is a lot of nylon, but also natural fibers, complex handmade machinations ... I come from a male-fashioned work experience where, in some ways, the material with which the clothe is faded is more important than the shape which is given to these. At Flapper, a female headpieces brand, I'm trying to adapt that material world, creating a different and experimental point of view. The turban itself I find contemporaneous if extracted from the context of the 20s and 30s and inserted into the aesthetic, in fact, contemporary of Philip Dick's films or the concept of practicality, which is fundamental to today's woman. -

 

 

 

Progetti per il futuro?

 

- Ho appena lanciato il nuovo sito, dove ora è disponibile la collezione autunno-inverno 2017. Dal 3 al 5 novembre sarò invece al Lingotto (Torino) in occasione di Dreamers 02 dove, insieme ad altri nove designer, ho avuto l’opportunità di collaborare con una delle sette aziende tessili italiane d’eccellenza del territorio biellese per realizzare un capo che verrà esposto durante l’evento. Qui ho avuto la fortuna di entrare nei loro archivi e utilizzare i loro tessuti. Inoltre, anche in questo caso, emergerà il concetto di futurismo (il tema dell’evento è infatti Future Memories, ndr), Bruno Munari e il suo lavoro Convavo-Convesso (esposto a Parigi nel 1946, ndr): l’idea sulla quale ho lavorato è proprio quella di studiare il turbante come un copricapo, una traccia, proveniente dal passato, da un’estetica che ora non c’è più, e di inserirlo nell’oggi con una forma un po’ alla Blade Runner, e vedere come si realizza questo processo. -

 

Projects for the future?

 

- I just launched the new site, where the autumn-winter 2017 collection is now available. From 3 to 5 November I will be at Lingotto (Torino) at Dreamers 02 where, along with nine other designers, I have had the opportunity to collaborate with one of the seven Italian textile companies par excellence in the Biellese territory to create a garment that will be exposed during the event. Here I was lucky to get into their archives and use their fabrics. Also, in this case, emerges the concept of futurism (the theme of the event is in fact Future Memories, en), Bruno Munari and his Convavo-Convesso work (exhibited in Paris in 1946, ndr): the idea on which I have worked is just to study the turban as a headpiece, a trace, from the past, an aesthetics that is gone now, and to put it in today’s with shape à la Blade Runner, and see how this process is realized. -

 

 

 

 

flapper.it

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