Albino Teodoro autunno-inverno 2019 / Albino Teodoro autumn-winter 2019

22 Feb 2018

Albino Teodoro autunno-inverno 2019

 

 

 

“Come racconterebbe Diana Vreeland la moda contemporanea in un film ambientato nella sua epoca?” Da questa domanda muove la collezione autunno-inverno 2019 di Albino Teodoro, presentata ieri nel nuovo hub dedicato alle promesse della scena fashion, in via Tortona 58 a Milano. 

La risposta in abiti data dallo stilista è una sua interpretazione di silhouette iconiche, diventate un vero e proprio look dagli anni Sessanta - base estetica dell’intera presentazione - in poi, indossate da ragazze del nostro tempo, molto diverse rispetto a quelle dell’epoca. Sulla passerella sfilano dunque modelle aggraziate, vestendo perlopiù abiti couture à la Belle de Jour o, dalle forme geometriche ma estremamente femminili realizzati in opulenti tessuti jacquard e duchesse. Non mancano i materiali contemporanei, ovvero quelli tecnici, utilizzati per i piumini oversize dalle forme cocoon. A enfatizzare i capi-spalla sono gli importanti tagli sartoriali e i disegni di ispirazione deco, usati come stampe. 

 

"How would Diana Vreeland talk about contemporary fashion in a film set in her era?" From this question moves the autumn-winter 2019 collection by Albino Teodoro, presented yesterday in the new hub dedicated to the promises of the fashion scene, in via Tortona 58 in Milan.

The answer in clothes given by the fashion designer is his interpretation of iconic silhouettes, become a real look from the Sixties -aesthetic basis of the entire presentation - onwards, worn by girls of our time, very different from those of that era. On the catwalk, then, graceful models, are paraded, mostly dressing couture à la Belle de Jour or, with geometric but extremely feminine shapes made of opulent jacquard and duchess fabrics. There is no shortage of contemporary materials, or technical ones, used for oversized puffy jackets with cocoon shapes. To emphasize the shoulder-pieces are the important tailor cuts and deco inspired designs, used as prints.

 

 

Albino Teodoro autunno-inverno 2019

 

 

 

Osservando le creazioni, mentre si presentano di fronte al pubblico della stampa e dei buyer, si ha l’idea di aver già visto qualche capo qua e là, sulle passerelle di altri nomi con diverse storie da raccontare. Molti i riferimenti stilistici e cromatici a Prada, così come a Comme des Garçons e Martin Margiela con i loro iconici backpack dress e capi de-costruiti. Un punto negativo? Dipende. Perché se da un lato potrebbe far credere a una carenza di immaginazione da parte del designer, dall’altro lato questa sfilata si inserisce perfettamente in uno dei filoni attuali della moda: l’omaggio. O la libera re-interpretazione. 

“Tutto è già stato fatto nella moda”. Frase fatta, a tratti banale, ma mai così attinente allo zeitgeist del settore. Forse Miss Vreeland (storico direttore di Vogue America) inaugurerebbe proprio così il suo reportage; un paradosso, peraltro, se si considera il suo astio nei confronti di creatori di abbigliamento noioso, inutile. E non è il caso di Albino Teodoro, sia chiaro. Ma bisogna far chiarezza, ed è forse proprio questa la forza della collezione, sul fatto che più che riproporre attraverso il proprio stile ed eleganza, non è possibile fare altro per uno stilista della nostra epoca. Non si possono più creare da zero dei tubini neri perché c’è chi ci ha già pensato, lo stesso si può dire per lo smoking da donna e via discorrendo. Dovremmo tutti rassegnarci alla fine della parola creatività nella moda e concentrarci, piuttosto, su altre voci come: qualità, cultura, produzione, etica, sostenibilità e tecnologia. 

 

Looking at the creations, while they present themselves in front of the press and buyers, we have the idea of ​​having already seen some garments here and there, on the catwalks of other names with different stories to tell. Many stylistic and color references to Prada, as well as to Comme des Garçons and Martin Margiela with their iconic backpack dress and de-constructed pieces. A negative point? It depends. Because if on the one hand it could make believe a lack of imagination on the part of the designer, on the other hand this fashion show fits perfectly into one of the current trends in fashion: the tribute. Or free re-interpretation.

"Everything has already been done in fashion". A common phrase, sometimes trivial, but never so relevant as it is to the zeitgeist of the sector. Perhaps Miss Vreeland (historical director of Vogue America) would just inaugurate her reportage using this sentence; a paradox, however, if one considers her hatred towards creators of boring, useless clothing. And this is not the case with Albino Teodoro, let's be clear. But we need to clarify, and this is perhaps the strength of the collection, on the fact that more than proposing again through one's own style and elegance, it is not possible to do for a designer of our age. You can no longer create a little black dress from scratch because some people have already thought about it, the same can be said for the woman's tuxedo and so on. We should all resign ourselves to the end of the word creativity in fashion and focus, instead, on other items such as: quality, culture, production, ethics, sustainability and technology.

 

 

Albino Teodoro autunno-inverno 2019

 

 

 

“Il visionarismo contemporaneo non necessariamente deve portare ad una prospettiva anticipatrice della realtà futura per essere definito tale. Basta che ne dia una visione alternativa. Semplicemente diversa. I nudi della pittura romantica in contesti urbani realizzati dall’artista ucraino Alexey Kondakov possono essere di ispirazione ai coreografi dei tableau vivant, ma assaporare il contrasto della seduzione di un dipinto di Francesco Hayez inserito in una location normalmente degradata di una città moderna, è un’altra cosa.” È lo stesso designer a spiegarlo. E allora, cosa rimane? Una collezione donna inserita nel nostro momentum, fatta bene, pensata da uno stilista alla guida del suo marchio da quattordici anni, il quale ha vissuto in prima persona le difficoltà che hanno attraversato l’intera industria, senza rinunciare mai alla sua missione estetica ed eleganza, e di questo, non si può che dargli atto. 

 

"Contemporary visionism does not necessarily have to lead to an anticipatory perspective of future reality to be defined as such. Just give it an alternative vision. Simply different. The nudes of romantic painting in urban settings created by the Ukrainian artist Alexey Kondakov may inspire the choreographers of the tableau vivant, but savor the contrast of the seduction of a painting by Francesco Hayez inserted in a normally degraded location of a modern city is another thing.” Is the designer himself who explains it. So what is left? A woman collection inserted in our momentum, well done, designed by a creator at the helm of his brand for fourteen years, who has experienced in first person the difficulties that have gone through the entire industry, without ever giving up its aesthetic mission and elegance , and of this, we can not but acknowledge it.

 

albinoteodoro.it

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