Lucio Vanotti autunno-inverno 2019 / Lucio Vanotti autumn-winter 2019

22 Feb 2018

Lucio Vanotti autunno-inverno 2019

 

 

 

Kazimir Malevich, Wassily Kandinsky, Joan Miró , Le Corbusier. Tutte le caratteristiche semiotiche delle opere di questi artisti e dei loro omologhi sono l’archetipo su cui si fonda la collezione per l’autunno-inverno 2019 disegnata da Lucio Vanotti, andata in scena - o forse dovrei scrivere esposta - ieri mattina durante la seconda giornata della Settimana della Moda di Milano. 

Niente sfumature, nessun tranello cromatico: i colori sono plastici e diventano i veri protagonisti, non gli abiti, i quali fungono da puro supporto al gioco inventato dallo stilista bergamasco. Tuttavia, come per un’architettura o un dipinto - al quale per esistere non basta la mera rappresentazione di pensieri o soggetti in forme, ma necessita di una struttura fisica perché tale meccanismo si espliciti - entrambi gli elementi sono fondamentali e resi possibili dai materiali utilizzati, perlopiù i soliti e amati da Vanotti come tweed, lane gessate, per non parlare dei cotoni camiceria e dei tessuti tecnici. 

 

Kazimir Malevich, Wassily Kandinsky, Joan Miró, Le Corbusier. All the semiotic characteristics of the works of these artists and their counterparts are the archetype on which the collection for autumn-winter 2019, designed by Lucio Vanotti, was staged - or maybe I should write exposed - yesterday morning during the second day of Milan Fashion Week.

No nuances, no chromatic tricks: colors are plastic and become the real protagonists, not the clothes, which act as a pure support to the game invented by the designer from Bergamo. However, as for an architecture or a painting - to which the mere representation of thoughts or subjects in forms is not enough to exist, but the needs of a physical structure because this mechanism is explicit - both elements are fundamental and made possible by the materials used, mostly the usual and loved by Vanotti as tweed, pinstripe wool, not to mention cotton shirts and technical fabrics.

 

 

 

Lucio Vanotti autunno-inverno 2019

 

 

 

Donne e uomini si alternano in passerella sfidandosi sottilmente a chi indossa la migliore versione di una camicia, una giacca, un abito o una rilettura della tipica tuta da lavoro. Ma la vera novità è l’introduzione di uno sportswear marcato, ai limiti del ready to wear usuale del creativo, in cui a emergere sono soprattutto le uscite maschili, le quali funzionano meglio sotto l’aspetto della vestibilità e dell’estetica. 

La collezione femminile appare come dicotomica: se da un lato sfilano dei look davvero interessanti, e tra questi rendono bene l’idea sia l’uscita in total white, molto elegante, che l’ultima in fucsia, accompagnata da un bomber/kway over abbinato a una minigonna, dall’altro si alternano delle estetiche maggiormente sottotono, caratterizzate da sovrapposizioni un po’ troppo lineari se comparate a quelle più concettuali e costruite, anche se solo a livello timbrico.

 

Women and men alternate on the catwalk, subtly challenging the wearer to the best version of a shirt, jacket, dress or a reinterpretation of the typical tracksuit. But the real news is the introduction of a marked sportswear, at the limits of the creative's usual ready-to-wear, in which especially the male outfits emerge, which work better under the aspect of wearability and aesthetics.

The female collection looks dichotomic: while on the one hand some really interesting looks parade, and among these they make the idea well both the total white, very elegant, and the last one in fuchsia, accompanied by an over bomber/kway combined with a miniskirt, on the other hand, they alternate aesthetics most subtle undertones, characterized by overlaps that are a bit too linear compared to the more conceptual and constructed ones, even if only at the tonal level.

 

 

Lucio Vanotti autunno-inverno 2019

 

 

 

Un passaggio, una transizione. È questo che rappresenta l’ultima fatica di Lucio Vanotti? E se sì, verso quali silhouette? L’invito alla moda sportiva non è da abbandonare, anzi, potrebbe pensare di enfatizzarlo con il suo sapere sartoriale, messo talvolta da parte con questa collezione, o comunque non tanto in risalto come con le precedenti, e limitarlo all’uomo. 

Quello che invece è sempre apprezzabile - e da non dare per scontato oggigiorno - è l’indipendenza creatrice dello stilista, il quale fornisce ogni volta degli spunti artistici e culturali di spessore, come a voler indirizzare idealmente verso un ritorno a quella moda fatta di input e non solo di output commerciali, in cui si sceglie un tessuto piuttosto che un altro perché meno dispendioso, un blu al posto del verde perché più in voga, e tutti gli altri dettami da seguire per stare a galla oggi nel settore. Bisogna dargli atto di aggiungere qualcosa in più rispetto al prodotto fine a se stesso. E per coloro che anelano a un ritorno di un’industria consapevole, e non solo dal punto di vista etico-ambientale, il lavoro di Vanotti è da seguire, con attenzione. 

 

A passage, a transition. Is this what the latest work of Lucio Vanotti represents? And if so, to which silhouettes? The invitation to sport fashion is not to be abandoned, on the contrary, it might think to emphasize it with its sartorial know-how, sometimes put aside with this collection, or in any case not as prominent as with the previous ones, and limit it to man’s.

What is still appreciable - and not to be taken for granted nowadays - is the creative independence of the designer, who provides each time artistic and cultural ideas of thickness, as if to ideally direct towards a return to that fashion made of input and not just commercial output, in which one chooses a fabric rather than another because it is less expensive, a blue instead of green because more in vogue, and all the other dictates to follow to stay afloat in the sector today. We must give him the act of adding something more than the product as an end in itself. And for those who yearn for a return of a conscious industry, and not only from an ethical and environmental point of view, Vanotti's work is to be followed, carefully.

 

 

 

 

 

 

 

 

luciovanotti.com

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on Google +
Please reload

  • Black Icon Instagram
  • Nero Twitter Icon
  • Nero Facebook Icon

WEB DESIGN by Annamaria Maisto

Copyright © Nouvelle Factory