Fotografia da smartphone: l’incontro con Rosa Roth e il suo progetto The Smart View / Smartphone photography: an encounter with Rosa Roth and her The Smart View project

7 May 2018

 

 Rosa Roth

 

 

 

Ho incontrato Rosa Roth per la prima volta qualche mese fa, durante un talk di presentazione del suo progetto, The Smart View. Gli spazi erano quelli di Yatta, in viale Pasubio a Milano, i quali ospitano spesso eventi del genere. Mi sono recata lì con curiosità, perché l’invito spiegava in poche parole di come una ragazza nata ad Amburgo (Germania), ora a Milano, e laureata presso l’Accademia di Belle Arti della sua città, abbia fondato nel 2014 un modello editoriale e social tutto basato sulla fotografia realizzata con lo smartphone, spesso contestata dai puristi del settore. Non sono riuscita a scambiare qualche parola con lei durante quell’occasione, ma l’ho contattata poco tempo dopo per questa conversazione avvenuta in caffè di Milano, in cui racconta di come funziona la pagina di Instagram , del rapporto con i fotografi e dell’omonima rivista annuale, scritta in inglese e che vanta l’apporto contenutistico di accademici come quelli della rinomata Central Saint Martins di Londra, di cui è editor in chief. 

 

I met Rosa Roth for the first time a few months ago, during a presentation talk about her project, The Smart View. The spaces were those of Yatta, in Viale Pasubio in Milan, which often host such events. I went there with curiosity, because the invitation explained in a nutshell how a girl born in Hamburg (Germany), now in Milan, and graduated from the Academy of Fine Arts of her hometown, founded in 2014 an editorial and social model based all on photography made with the smartphone, often questioned by the purists of the sector. I could not exchange a few words with her on that occasion, but I contacted her shortly after for this conversation in Milan, where she talks about how the Instagram page works  of the relationship with the photographers and of the homonymous annual magazine, written in English and which boasts the contribution of content from academics such as those of the renowned Central Saint Martins of London, of which she is editor in chief.

 

 

Rosa, la prima volta che ci siamo incontrate mi hai detto che il tuo progetto The Smart View è nato con la tua tesi di laurea:

 

- Sì. Quando ho dovuto preparare la mia tesi di laurea in Fine Art Photography ho pensato di elaborare un qualcosa che non dovesse, col tempo, prendere polvere in una libreria. Ma soprattutto ho sentito un forte desiderio di condividere il mio lavoro anche con le altre persone, la collettività, e non sono con i professori. Insomma, non volevo che finisse tutto con un semplice voto, anche perché, le materie di studio che ho scelto inducono a una progettualità per il futuro. Mi ritengo da sempre una persona pratica, con la testa sulle spalle, forse è per questo che il l’idea si è concretizzata al termine di un percorso di studi, nel 2014, a cui è seguita la laurea nel luglio 2015 quando, parallelamente alla pagina su Instagram, ho lanciato il primo numero eponimo della rivista. -

 

Rosa, the first time we met you told me that your project The Smart View was born with your thesis:

 

- Yes. When I had to prepare my degree thesis in Fine Art Photography, I thought about working out something that should not, with time, take dust in a library. But above all I felt a strong desire to share my work with other people, the community, and not just with professors. In short, I did not want everything to end with a simple vote, also because the subjects I have chosen lead to make plans for the future. I always consider myself a practical person, with my head on my shoulders, maybe that's why the project was born at the end of a course of study, in 2014, graduating then in July 2015, when, parallel to the page on Instagram, I launched the first eponymous number of the magazine. -

 

 

The Smart View, issue 1

 

 

 

 

Dove viene distribuito?

 

- Si può trovare nell’e-commerce del sito, dove è disponibile anche una bibliografia di volumi legati alla fotografia con lo smartphone, oppure in librerie selezionate (sul portale esiste l’elenco completo) visto che è una pubblicazione di nicchia, per amatori e professionisti. -

 

Where is it available?

 

- It can be found on the e-commerce, where there is also a bibliography of volumes related to photography with the smartphone, or in selected bookstores (on the portal there is a complete list) as it is a niche publication, for amateurs and professionals. -

 

 

Nel momento in cui un fotografo ti invia una foto, come avviene la scelta della pubblicazione, ovvero l’editing? E, quanto contano i tuoi studi in questo processo?

 

- Durante l’accademia ho frequentato proprio un corso specifico di fotografia, dove il mio occhio si è abituato a vedere i capolavori dei maestri. Nel frattempo, sempre per motivi di studio, ho lavorato con artisti contemporanei ed è lì, credo, che ho imparato a fare l’editing, a comprendere bene quando un’immagine è valida esteticamente. La gavetta mi ha aiutata a definire il mio sguardo o punto di vista, quel passo empatico interiore che faccio quando scelgo: se vedo che c’è qualcosa in quello scatto io ti pubblico. Tuttavia, non è possibile giudicare una fotografia senza tenere conto delle regole: come la prospettiva, la luce, la struttura stessa. Questi sono gli aspetti che curo quando devo decidere chi condividere su Instagram o sulla rivista. I followers, la carriera in sé non hanno alcuna importanza. Ecco perché nella pubblicazione cartacea compaiono, distinte, le fotografie di amatori e professionisti. Ed è proprio grazie allo strumento dello smartphone che viene possibile unire i due mondi, dato che chiunque e in qualunque momento può accedere alla camera. Prima non era così: la si portava alle cerimonie, in vacanza… Trovo questa continuità molto utile perché induce, anche inconsciamente, a un continuo esercizio del mezzo: la tecnologia dà la possibilità a tutti noi di perfezionarci. -

 

When a photographer sends you a picture, how works the choice of publication, or editing? And how important are your studies in this process?

 

- During the academy I attended a specific course of photography, where my eye got used to seeing masterpieces of the masters. In the meantime, again for study reasons, I worked with contemporary artists and it is there, I think, that I learned to edit, to understand well when an image is aesthetically valid. The mess-tin helped me to define my gaze or point of view, that inner empathetic step that I make when I choose: if I see that there is something in that shot I'll publish you. However, it is not possible to judge a photograph without taking into account the rules: like the perspective, the light, the structure itself. These are the aspects that I take care of when I have to decide who to publish on Instagram or in the magazine. Followers, the career itself have no importance. This is why, in the printed publication, photographs of amateurs and professionals appear distinctly. And it is thanks to the smartphone tool that it is possible to join the two worlds, since anyone can access the camera at any time. It was not like that before: it was taken to the ceremonies, on holiday... I find this continuity very useful because it induces, even unconsciously, to a continuous exercise of the medium: technology gives the possibility to all of us to perfect ourselves. -

 

 

The Smart View, issue 2

 

 

 

 

Evidentemente appoggi Instagram e il suo utilizzo, ma, nonostante ciò, rilevi qualche aspetto negativo?

 

- Sicuramente, e lo riscontro soprattutto nella quantità di foto che vengono postate: sono troppe, ed è veramente difficile capire se chi posta è anche colui o colei che ha svolto il lavoro. Inoltre, noi non ne vediamo che una piccolissima parte, le altre rimangono nel buio, non le conosceremo mai. Inoltre, bisogna dividere chi usa il social in tre categorie: esistono persone che postano immagini personali o di altri creando un moodboard, senza la pretesa di dirsi fotografi; come potremmo fare noi due, ad esempio. Poi i fotografi, professionisti e non, i quali vogliono condividere i loro scatti e, infine, coloro che usano il mezzo solo per guadagnare, per fare marketing. Bisogna porre molta attenzione se si vogliono evitare errori di valutazione. -

 

Clearly you support Instagram and its use, but, despite this, do you notice some negative aspect?

 

- Definitely I do, and I find it especially in the amount of photos that are posted: they are too many, and it is really difficult to understand if the post is also the one who has done the job. Besides, we do not see that a very small part, the others remain in the dark, we will never know them. Furthermore, we must divide those who use the social network into three categories: there are people who post personal or other images creating a moodboard, without the pretension to be called photographers; how could we two do, for example. Then the photographers, professionals and not, who want to share their shots and, finally, those who use the medium only to earn, to do marketing. You must pay attention, if evaluation errors are to be avoided. -

Content, The Smart View

 

 

 

 

Mi pare che realizzi degli hashtag specifici per ovviare a questo rischio:

 

- Sì, servono a “scremare” un po’, così si evitano i gatti delle influencer. I fotografi che desiderano arrivare al progetto possono usare quello originale, il primo, ed è #thesmartview (che è arrivato a contenere più di ottantasei mila immagini) poi, quando creo progetti specifici ne realizzo di nuovi e, finché l’evento è in programma, li promuovo. Tra quelli più interessanti che propongo regolarmente c’è #tsvscout, il quale raccoglie le foto-location più belle del mondo. Ho pensato fosse un modo inedito di consigliare ai fotografi un luogo in particolare dove ambientare i loro shooting, soprattutto durante l’estate: vai in vacanza ma puoi scattare anche le tue foto. - 

 

I believe that you realize specific hashtags to overcome this risk:

 

- Yes, they are used to "skim" a little, so we can avoid the cats of the influencers. Photographers who want to get to the project can use the original one, the first one, and it is #thesmartview (which has more than eighty-six thousand images) then, when I create specific projects I make new ones and, as long as the event is scheduled, I promote them. Among the most interesting that I propose regularly there is #tsvscout, which collects the most beautiful photo-locations in the world. I thought it was an unprecedented way to recommend to photographers a place in particular where to set their shooting, especially during the summer: you go on vacation but you can also take your pictures. -

 

 

Smart come prima parola di smartphone, ma penso anche all’aggettivo intelligente: cosa, dunque, ritieni non abbia questa facoltà d’intelletto?

 

- Sì, ho voluto giocare con le parole per due motivi: il primo è che non è detto che la fotografia con i telefoni intelligenti sia meno interessante di quella realizzata con le macchine professionali; il secondo riguarda la rivista e i contenuti al suo interno. Oltre alle immagini, infatti, chiedo a professori universitari, provenienti non solo dall’ambiente fotografico ma anche quello sociale o legato alla comunicazione, di scrivere un testo, un articolo, da inserire nella pubblicazione. Vengono sia dalla Central Saint Martins di Londra che dai college australiani. Questo tipo di arte necessita di una dialettica professionale, acuta, se vuoi. Ma non per snobismo, piuttosto per creare un dibattito culturale, che magari verrà ripreso nel numero successivo. E pensa che i docenti della mia università, tranne quella con cui poi ho dato la tesi, rifiutavano l’idea della fotografia fatta attraverso lo smartphone! -

 

Smart as the first word for smartphones, but I also think of the intelligent adjective: what, then, do you think does not have this faculty of intellect?

 

- Yes, I wanted to play with words for two reasons: the first is that it is not said that photography with smart phones is less interesting than that made with professional machines; the second concerns the magazine and its contents. In addition to the images, in fact, I ask university professors, coming not only from the photographic environment but also the social or communication related, to write a text, an article, to be included in the publication. They come, for example, from Central Saint Martins in London and from Australian colleges. This type of art needs a professional dialectic, acute, if you want. But not for snobbery, rather to create a cultural debate, which will perhaps be resumed in the next issue. And you think that the professors of my university, except the one with whom I later gave my thesis, refused the idea of ​​photography made through the smartphone! -

 

 

Content, The Smart View

 

 

Noi italiani tendiamo a uscire dai nostri confini per cercare lavoro all’estero, tu, invece, hai scelto Milano come città da vivere, dopo gli studi: come mai?

 

- I motivi non sono strettamente legati a The Smart View, anche se tra i fotografi più interessanti che seleziono e posto o pubblico sul magazine molti sono italiani. Quindi, sono venuta qui per una serie di combinazioni: ho molti amici in questa città, dove il clima è molto più gradevole rispetto a quello di Amburgo. Inoltre, durante gli studi non ho potuto partire per l’Erasmus, a causa del lavoro. Ho colto l’occasione, però, subito dopo. -

 

We Italians tend to leave our borders to look for work abroad, but you have chosen Milan as a city to live after studying: why?

 

- The reasons are not strictly related to The Smart View, although among the most interesting photographers I select and place or publish in the magazine many are Italian. Then, I came here, for a series of combinations: I have many friends in this city, where the climate is much nicer than in Hamburg. Also, during my studies I could not leave for Erasmus because of my work. I took the opportunity, however, immediately afterwards. -

 

 

Tra i fotografi italiani con cui collabori, quali ritieni rappresentino meglio l’arte dello scatto con lo smartphone?

 

- Ce ne sono un po’. Certamente Iacopo Pasqui e Antonio d’Agostino, entrambi professionisti, insieme a Piero Percoco. Lui è nato proprio con il telefono in mano, non ha mai scattato con altri mezzi. Lui rappresenta proprio la generazione di fotografi con lo smartphone. -

 

Among the Italian photographers you work with, which ones do you think best represent the art of shooting with smartphone?

 

- There are many. Certainly Iacopo Pasqui and Antonio d'Agostino, both professionals, together with Piero Percoco. He was born with the phone in his hand, he never shoot with other techniques. He represents the generation of photographers with the smartphone. -

 

Content, The Smart View

 

 

Per te è pensabile l’idea di volere i cosiddetti millennial usare la macchina analogica? Quanto l’evoluzione (o involuzione) della società porta a modificare il modo attraverso il quale si può esprimere la propria arte?

 

- Molto, ma non per questo è da considerarsi un aspetto negativo. Il fatto che potenzialmente tutti possiamo essere dei fotografi non è negativo: i social, in questo caso, democratizzano l’arte. Prima, il mestiere, tendenzialmente, si tramandava da padre o madre in figli, oggi non è più così. Questo non significa che acquistare un medium analogico sia sbagliato, anzi, solamente non è più l’unica opzione. Io stessa sono cresciuta con la fotografia a rullino e da quella, successivamente, sono passata a quella con il telefonino, saltando completamente l’avvento delle macchine digitali. -

 

Is the idea of wanting the so-called millennials to use the analogue machine conceivable for you? How much does the evolution (or involution) of society lead to change the way in which one can express one's own art?

 

- Much, but this is not to be considered a negative aspect. The fact that we can all potentially be photographers is not negative: social media, in this case, democratize art. Before, the job, tendentially, handed down from father or mother to children, today it is not like that anymore. This does not mean that buying an analogue medium is wrong; on the contrary, just it is no longer the only option. I myself grew up with film photography and from that, later, I went to the one with the mobile phone, completely skipping the advent of digital cameras. -

 

 

Rosa, progetti per il futuro?

 

- Non appena concluderò l’ultimo numero della rivista, come sempre, ho in mente di lanciarla attraverso una mostra. Poi ho altre idee in testa, da sviluppare nel tempo, come quella di costruire un team di lavoro. -

 

Rosa, plans for the future?

 

- As soon as I finish the last issue of the magazine, as always, I plan to launch it through an exhibition. Then I have other ideas in mind, to be developed over time, like that of building a team of work. -

 

thesmartview.de

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