Materie d’arte: gli usi e i loro autori contemporanei / Art matters: the uses and their contemporary authors

13 May 2018

 

 

 

 

Olio su tela, acquarello, mosaico, bronzo, marmo, legno, e poco altro. Sono i materiali della tradizione artistica, quindi pittorica e scultorea. Si tratta degli elementi che hanno reso plastica l’idea del compositore da sempre. Almeno fino al Novecento, quando questo mondo ha iniziato a sperimentare con altri supporti materici, realizzando delle vere e proprie opere d’arte. Alcune di esse sono già ospitate nei più importanti musei del mondo, mentre altre, più contemporanee, vengono proposte in occasioni fieristiche, sui blog e le riviste del settore - con delle interviste ai loro autori o editoriali dedicati - o nelle gallerie private. 

Tra gli esempi più famosi, quotati e, si potrebbe aggiungere, provocatori, nella storia dell’arte si erge in tutta la sua singolarità la Merda d’Artista di Piero Manzoni, realizzata nel 1961. Ma l’autore dovrebbe essere ricordato anche per altri lavori, come gli Achromes, iniziati nel 1957 e terminati nel 1963. Essi sono, come ricorda il titolo, delle opere in cui egli esercita uno studio sull’assenza del colore. Tuttavia non si limita a tingere di bianco una tela, egli, del resto è divenuto noto alla critica per questo, sperimenta dapprima con il gesso o il caolino, fino ad aggiungere elementi come il cotone - spesso associato al cloruro di cobalto per enfatizzare delle sfumature particolari - le uova o il pane plastificato; le più semplici da concepire sono invece in carta o in polistirolo. 

 

Oil on canvas, watercolor, mosaic, bronze, marble, wood, and little else. They are the materials of the artistic tradition, therefore pictorial and sculptural. These are the elements that have made plastic the idea of ​​the composer. At least until the twentieth century, when this world began experimenting with other elements, realizing works of art. Some of them are already housed in the most important museums in the world, while others, more contemporary, are proposed on trade fairs, on industry blogs and magazines - with interviews with their authors or dedicated editorials - or in private galleries.

Among the most famous examples, quoted and, we might add, provocateurs, in the history of art stands in all its singularity Piero Manzoni's Merda d’Artista, created in 1961. But the author should also be remembered for others works, such as the Achromes, begun in 1957 and finished in 1963. They are, as the title recalls, works in which he exercises a study on the absence of color. However, he does not limit himself to dyeing a canvas white, he has become known to the critics for this, first experimenting with chalk or kaolin, to add elements such as cotton - often associated with cobalt chloride to emphasize the nuances details - eggs or plasticized bread; the easiest to conceive are in paper or in polystyrene.

 

 

 

Piero Manzoni, ID 129. Achrome, 1962 circa, panini e caolino, 39x39

 

 

 

Sarebbe impossibile elencare tutti gli artisti i quali nel secolo scorso hanno sfruttato la ceramica come medium tra idea e mondo tangibile. Tra gli italiani non è pensabile dimenticare di citare Ettore Sottsass. Coloro che conoscono bene il suo lavoro, sanno che questo elemento è solo uno dei materiali utilizzati dall’architetto e designer, nato nel 1917 a Innsbruck (Austria), tuttavia è da ritenersi uno degli strumenti imprescindibili della sua carriera. Tanto, che negli anni le si sono dedicate delle mostre monografiche in gallerie come quella di Antonia Jannone nel 1987, e nei musei, tra cui There is a Planet, presso la Triennale di Milano, terminata l’11 marzo 2018. 

Anche gli artisti del ventunesimo secolo abbracciano questo particolare materiale, spesso associato ai servizi da cucina. Tra coloro che stanno compiendo un ottimo lavoro a riguardo c’è Sissi, nome d’arte dell’artista bolognese Daniela Olivieri, che vive tra la sua città e Londra. L’autrice plasma la materia in argomento “per una ricerca - quasi scientifica per cura e meticolosità e poetica per interpretazione - sul tema del corpo, intesa sia come superficie su cui sperimentare durante le sue celebri performance, sia come interiorità da indagare negli aspetti identitari.” Così annuncia il comunicato stampa dedicato alla mostra personale Motivi Ossei svoltasi presso la Galleria d’Arte Maggiore (GAM) di Bologna e terminata il 29 gennaio 2017. 

 

It would be impossible to list all the artists who in the last century have used ceramics as a medium between idea and tangible world. Among the Italians it is unthinkable to forget to mention Ettore Sottsass. Those who know his work well know that this element is just only one of the materials used by the architect and designer, born in 1917 in Innsbruck (Austria), but it is considered one of the essential tools of his career. So much so, that over the years have been dedicated monographic exhibitions in galleries such as that of Antonia Jannone in 1987, and in museums, including There is a Planet, at the Triennale in Milano, ended on March 11, 2018.

Even the artists of the twenty-first century embrace this particular material, often associated with kitchen services. Among those who are doing a great job there is Sissi, the stage name of the Bolognese artist Daniela Olivieri, who lives between her city and London. The author shapes the subject in the subject "for a research - almost scientific for care and meticulousness and poetic interpretation - on the theme of the body, intended both as a surface on which to experiment during its famous performances, and as an interiority to be investigated in the identity aspects.” This is how the press release dedicated to the personal exhibition Motivi Ossei, held at the Galleria d'Arte Maggiore (GAM) in Bologna and ended on 29 January 2017.

 

 

 

Motivi Ossei – 2016, installazione dimensione variabili, ceramiche smaltate – courtesy l’artista e la galleria GAM

 

 

 

La carta. Se per i collezionisti di dipinti o disegni è il supporto più prezioso - perché più delicato, quindi rischioso - da acquistare, rispetto alla tela, questo materiale, in altri ambiti dell’arte, è così versatile che viene utilizzato anche nel mondo della gioielleria d’autore, sempre più presente nelle gallerie d’arte. La Galleria Rossini di Milano ha inaugurato giovedì 10 maggio la mostra Carte Preziose, a cura di Marina Chiocchetta e Bianca Cappello, la quale vede in mostra tutti pezzi unici realizzati con suddetto strumento. Tra i nomi presenti spiccano quelli di Caterina Crepax, Francesca Mazzotta, Michela Boschetto e Andres Recondo. Durante il vernissage, è stato presentato l’ultimo libro di Cappello Carta Preziosa, edito da Skira, a testimoniare di come il settore dei monili artistici sia tra i più sperimentali in circolazione. 

 

Paper. If for collectors of paintings or drawings it is the most precious support - because it is more delicate, therefore risky - to buy, compared to the canvas, this material, in other areas of art, is so versatile that it is also used in the world of artistic jewelry, increasingly present in art galleries. On Thursday 10 May the Galleria Rossini in Milan inaugurated the Carte Preziose exhibition, curated by Marina Chiocchetta and Bianca Cappello, which showcases all unique pieces made with the aforementioned instrument. Among the present names stand out those of Caterina Crepax, Francesca Mazzotta, Michela Boschetto and Andres Recondo. During the vernissage, the last book of Cappello Carta Preziosa, published by Skira, was presented to testify how the artistic jewelery industry is among the most experimental in circulation.

 

 

A B Y S S - Alane, papaer necklace by Andres Recondo

 

 

 

Cera e tessuto. Cera e cotone. Un connubio impossibile? No. Almeno secondo l’artista catalano Sergi Barnils, il quale usa entrambi gli elementi per realizzare alcune delle sue opere. Astratte e ricche di significati intrinseci, sono state presentate in diverse città del mondo, tra cui Milano, dove viene rappresentato dalla galleria Marco Rossi Artecontemporanea, in corso Venezia 29, la quale definisce i suoi lavori dei “graffiti primordiali”. Utilizza i due materiali perché uno serve all’altro al fine dell’espressione che Barnils vuole comunicare: la cera in sé, così come il cotone, non vogliono dire nulla; ma la prima, quando viene posta sul secondo, appena tinto, non solo ne modifica il colore, ma anche la trama stessa. Arte viva, verrebbe da pensare.  

Sempre di quadri si tratta, ma questa volta sono realizzati con l’ausilio di spezie. Cannella, buccia d’arancia, peperoncino, ma anche polline e frutti di bosco, sono le materie prime dell’arte organica portata avanti dalla giovane artista polacca, con sede a Londra, Magda Skupinska. Le sue opere, non solo risultano oggettivamente belle, dunque esteticamente funzionali all’occhio dello spettatore, anche non necessariamente sensibile all’arte in generale, ma riescono a esprimere lo stesso concetto di Barnils, circa l’arte che si rinnova con se stessa, con le sue stesse componenti. Ecco quindi un un’opera, la quale, se fosse realizzata con tinte a olio o acquarelli, non avrebbe il potere di emanare profumi, di instillare nella mente dell’osservatore ricordi passati. Quelle dell’artista esprimo questa funzione e tra i primi a capirlo sono stati i creatori della galleria nomade Maximillian William, che la rappresenta. 

 

Wax and fabric. Wax and cotton. An impossible marriage? No. At least according to the Catalan artist Sergi Barnils, who uses both elements to make some of his works. Abstract and rich in intrinsic meanings, they have been presented in several cities around the world, including Milan, where he is represented by Marco Rossi Artecontemporanea gallery, in corso Venezia 29, which defines his works as "primordial graffiti". He uses the two materials because one serves the other for the purpose of the expression that Barnils wants to communicate: the wax itself, like cotton, does not mean anything; but the first, when it is placed on the second, just dyed, not only it changes the color, but also the plot itself. Live art, one would think.

Always paintings are, but this time they are made with the help of spices. Cinnamon, orange peel, chilli, but also pollen and berries are the raw materials of organic art carried out by the young Polish artist, based in London, Magda Skupinska. Her works are not only objectively beautiful, therefore aesthetically functional to the viewer's eye, also not necessarily sensitive to art in general, but they manage to express the same concept of Barnils, about the art that is renewed with itself, with its own components. Here then is a work, which, if it were made with oil paints or watercolors, would not have the power to emanate perfumes, to instill past memories in the mind of the observer. Those of the artist express this function and among the first to understand it were the creators of the nomadic gallery Maximillian William, who represents her.

 

 

 

 

Magda Skupinska artwork

 

 

 

 

Sarà che le nuove tecnologie hanno indotto gli artisti a evolvere i loro progetti verso contenuti materici diversi. Sarà che lo sviluppo tecnologico ha permesso di poter lavorare alcuni di essi in modo più semplice e funzionale al raggiungimento del risultato finale, l’opera. Che sia forse questa la creatività oggi? Probabilmente sì, anche se in realtà il mondo là fuori si aspetta ancora che qualcuno si inventi qualcosa di impensabile. 

Gli artisti citati e i luoghi che li accolgono sono solo degli esempi di un più ampio portfolio di menti artistiche, le quali ogni giorno si districano nell’esprimere loro stessi attraverso opere d’arte uniche e autentiche. 

 

It will be that the new technologies have induced the artists to evolve their projects towards different material contents. It will be that the technological development has allowed to be able to work some of them in a simpler and more functional way to reach the final result, the artwork. Is it, perhaps, the creativity of today? Probably yes, even if in reality the world out there is still waiting for someone to invent something unthinkable.

The artists mentioned and the places that welcome them are just examples of a broader portfolio of artistic minds, which every day are distracted in expressing themselves through unique and authentic works of art.

 

 

Un particolare dell'opera «Blanquina» di Sergi Barnils 2016

 

 

sissisissi.com

galleriarossini.com

sergibarnils.net

www.magdaskupinska.com

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