Atmosfere: Bologna / Atmosphers: Bologna

 

 

 

 

 

Nonostante tutte le critiche e i pregiudizi di chi vive al di fuori del gruppo, penso che esso  non possa mai essere qualcosa di negativo e se a volte percorriamo una strada che non è la nostra a causa dell'influenza che gli amici hanno su di noi, non importa, perché alla fine saremo noi ad accorgerci di aver sbagliato, noi rimedieremo al danno fatto e non loro. Questo è ciò che gli altri non riescono a capire.

 

dal libro "Jack Frusciante è uscito dal gruppo" di Enrico Brizzi

 

Despite all the criticism and prejudices of those who live outside the group, I think it is never a negative problem and if once we walk a path that is not our cause of the influence that friends have on us, it does not matter , because in the end we will be aware of having made a mistake, we will remedy the damage done and not them. This is what others can not understand.

 

from the book "Jack Frusciante came out of the group" by Enrico Brizzi

 

 

 

Jack frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi, 1994

 

 

 

 

Ogni città ha la sua storia e la sua arte e quella di Bologna la si respira ancora oggi per le vie della città, grazie ai grandi Signori che le hanno donato carattere e identità, trasformandola in una grande esempio di bellezza.

Bologna è stata protagonista negli anni Settanta di un’esplosione culturale che ha segnato le generazioni successive. Da sempre è una città contestataria, viva, sanguigna e fiera e si erige verso l’alto con le sue ventidue torri, delle quali  le più conosciute sono la Torre Garisenda e quella degli Asinelli, entrambe erette all’inizio del XII secolo. Certo, i 498 gradini per salire in cima a quest’ultima lasciano senza fiato, ma mai come la vista di cui si può godere da lassù. 

 

The city is its history and its art and that of Bologna is still breathed today through the streets of the city, thanks to the great Lords who have given it character and identity, turning it into a great example of beauty.

Bologna was the protagonist in the seventies of a cultural explosion that marked the following generations. It has always been a contested city, alive, sanguine and proud upwards with its twenty-two towers, of which the best known are the Torre Garisenda and the Asinelli Tower, both erected at the beginning of the 12th century. Of course, the 498 steps up to the top to be breathtaking scenary, but no more than the sight you can enjoy the panorama from up there.

 

 

 

Bologna pictured by Eleonora Gargantini

 

 

 

 

Il centro di Bologna è Piazza Maggiore, chiusa ad ovest da Palazzo d'Accursio, a sud  dal  Palazzo del Podestà, con di fronte  la facciata incompiuta della Basilica gotica di San Petronio con un portale decorato da bassorilievi di Jacopo della Quercia e lì accanto la statua del Nettuno, frutto della collaborazione tra Zanobio Portigiani, Tommaso Laureti e Giambologna, terminata nel 1566, che dona il nome all’omonima piazza. 

L’ho appezzata la sera tardi, illuminata e affollata, onesta e gioiosa, elegante ma anche provinciale, con un misto di eleganza e dolcezza. 

Ma è dal complesso  marcatamente romanico, misterioso ed affascinante di Santo Stefano che sono stata “rapita”, noto anche come "le Sette Chiese" a causa della sua articolazione in numerose chiese e cappelle collegate da un cortile e da un chiostro. Il nucleo originale risale al VIII secolo su un tempio pagano del II secolo dedicato alla dea egizia Iside, del quale resta un architrave con dedica alla dea, murato all'esterno, e alcune colonne di granito africano. 

 

The center of Bologna is Piazza Maggiore, closed to the west by Palazzo d'Accursio, to the south by the Palazzo del Podestà, facing the unfinished facade of the Gothic Basilica of San Petronio with a portal decorated with bas-reliefs by Jacopo della Quercia and near the statue “del Nettuno”, the result of the collaboration between Zanobio Portigiani, Tommaso Laureti and Giambologna, completed in 1566, which gives its name to the square of the same name.

I pared it late at night, light and crowded, honest and joyful, elegant but also provincial, with a mixture of elegance and sweetness.

But it is from the markedly Romanesque, mysterious and fascinating complex of Santo Stefano that I was "kidnapped", also known as "the Seven Churches" because of its articulation in numerous churches and chapels connected by a courtyard and a cloister. The classic dates back to the eighth century on a pagan temple of the second century dedicated to the Egyptian goddess Isis, of which remains a lintel with dedication to the test, walled outside, and some African granite columns.

 

 

 

Bologna pictured by Eleonora Gargantini

  

 

 

 

Ogni città ha la sua musica e per le vie di Bologna non posso che arrendermi a canticchiare la “Bologna, vecchia signora dai fianchi un po’ molli” di Francesco Guccini e farmi cullare dalle strofe pop di Lucio Dalla, che qui nacque e visse e che risuonano così, pacate e malinconiche: 

 

Dormo sull'erba e ho molti amici intorno a me,

gli innamorati in Piazza Grande,

dei loro guai, dei loro amori tutto so, sbagliati e no.

 

Every city has its own music and through the streets of Bologna I can only give up to humming the "Bologna, old lady with a little soft sides" by Francesco Guccini and be lulled by pop poems by Lucio Dalla, who was born and lived here and that resonate through these streets, calm and melancholic. 

 

I sleep on the grass and I have many friends around me,

the lovers in Piazza Grande, of their troubles,

their loves I all know, wrongs or not.

 

 

Lucio Dalla e Francesco De Gregori - Banana Republic - 1979 

 

 

 

Ogni città può essere raccontata e Bologna, che da sempre è sinonimo di cultura, grazie all’ospitalità che l’Alma Mater Studiorum concede a studenti  provenienti da tutto il mondo, è ed è stata una culla dove sono sbocciati molti romanzi, scrittori e letterati, primo tra tutti Giosuè Carducci, che qui insegnò letteratura italiana dal 1860 al 1906, incaricato dal Mamiani. 

Il Professore Umberto Eco è un assiduo frequentatore delle aule dell’Università e con suo romanzo “Il nome della rosa” è da sempre un grande esempio di un genere, quello del romanzo di formazione, che ha avuto felice seguito in un altro romanzo in cui il protagonista Alex D., diciassettenne, all’inizio degli anni Novanta, è all’ardua ricerca del suo posto nel mondo; Jack Frusciante è uscito dal gruppo, di Enrico Brizzi che all’epoca della pubblicazione era un vent’enne studente bolognese, oggi appartenente al gruppo degli psico-atleti, viaggiatori a piedi. 

 

Every city can be told and Bologna, which has always been synonymous of culture, thanks to the hospitality that the Alma Mater Studiorum grants to students from all over the world, is and has been a cradle where many novels and writers have blossomed , first of all Giosuè Carducci, who here taught Italian literature from 1860 to 1906, commissioned by Mamiani. 

Professor Umberto Eco is a frequent visitor to the university's classrooms and with his novel “The name of the rose” has always been a great example of a genre, that of the training novel, which had a happy following in another novel in which the protagonist Alex D., seventeen years old, at the beginning of the nineties, is in the arduous search for his place in the world; Jack Frusciante left the group, by Enrico Brizzi, who at the time of publication was a twenty-year-old student from Bologna, now belongs to the group of psycho-athletes, travelers on foot.

 

 

 

Bologna pictured by Eleonora Gargantini

 

 

 

Ogni città ha il suo profumo e camminando per Bologna non si può che essere investiti, fuori dalle panetterie, da quello del crescente bolognese, un pane arricchito con prosciutto o pancetta che trae origine dalla pasta che cresceva degli impasti fatti dal fornaio nella sua lavorazione quotidiana, dal soffritto del ragù, dal ripieno dei tortellini, piccoli e perfetti, grande esempio di opere d’arte culinaria e  nel periodo natalizio dal Certosino, detto anche panspeziale, un dolce arricchito da mandorle, pinoli, cioccolato fondente  e canditi. 

A Bologna si mangia e ci si rilassa, la domenica a pranzo, nelle piccole osterie con i tavolini al loro ingresso, riversati in strada, che ben si “sposano” con l’indole dei cittadini bolognesi, esuberanti e frizzanti, come le bollicine che amano abbinare ad un panino con la mortadella, pronto a catturare ogni palato.

 

Every city has its scent and walking through Bologna you can not but be invested, outside the bakeries, from that growing Bolognese, a bread enriched with ham or bacon that originates from the dough made by the baker in his daily work , from the meat sauce, the filling of tortellini, small and perfect, a great example of culinary art and in the Christmas period from the Certosino, also called panspeziale, a cake enriched with almonds, pine nuts, dark chocolate and candied fruit.

In Bologna we eat and relax, on Sunday at lunch, in small taverns with tables at their entrance, poured into the street, which are well "married" with the character of Bologna citizens, exuberant and sparkling, like bubbles where they love to combine a sandwich with mortadella, ready to capture every palate.

 

 

 

Bologna pictured by Eleonora Gargantini 

 

 

 

Amo Bologna; per i falli, gli errori, gli spropositi della gioventù che qui lietamente commisi e dei quali non so pentirmi. L'amo per gli amori e i dolori, dei quali essa, la nobile città, mi serba i ricordi nelle sue contrade, mi serba la religione nella sua Certosa. Ma più l'amo perché è bella. 

 

Giosuè Carducci

 

I love Bologna; for the fouls, the errors, the disproportions of the youth that I have happily committed and of which I can not repent. I loved the loves and the pains, of which, the noble city, keeps me the memories in its districts, I keep religion in its Charterhouse. But the I love her more because she is beautiful.

 

Giosuè Carducci

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on Google +
Please reload

  • Black Icon Instagram
  • Nero Twitter Icon
  • Nero Facebook Icon

WEB DESIGN by Annamaria Maisto

Copyright © Nouvelle Factory