Umoristicamente letteratura: guida alla sopravvivenza nel quotidiano / Humorously literature: a guide to survival in everyday life

17 Jun 2018

 

 

 

 

In effetti Luigi Pirandello se lo è domandato: “Ma, insomma, che cos’è l’umorismo?”. Al liceo insegnano diversi gradi di humor e se non si va errati essi vano dal più basso, l’ironia, fino al più alto, il registro comico. Il nostro soggetto si pone nel mezzo. Più o meno funziona così. Ad ogni modo non pare facile definirlo. Il vocabolario Treccani lo fa così: s. ingl. [voce di origine normanna, equivalente all’ital. umore], usato in ital. al masch. – Umorismo, spirito arguto, come atteggiamento, comportamento ed espressione di chi è portato per natura a considerare sorridendo la condizione umana(…).

Siamo dunque noi esseri popolanti il mondo, su cui svolgiamo le nostre attività quotidiane e sogniamo realtà parallele, a essere attori passivi e attivi del sostantivo di importazione british. E quando si scrive noi, si vuole intendere proprio tutti, anche persone insospettabili poiché spesso associate ad altri temi, talvolta meno importanti, altre più seri. Come Mahatma Gandhi, ricordato per i suoi principi di non violenza, il quale usava affermare: “Il senso dell’umorismo è l’asta che da equilibrio ai nostri passi, mentre camminiamo sulla fune della vita.” Sarà mica una cosa seria, allora? Ritornando a Pirandello non è dato saperlo con certezza, in ogni caso è la letteratura il luogo artistico in cui il sense of humor citato da Bapu (soprannome dato a Gandhi, in italiano padre, ndr), si esprime al meglio, trovando, magari, anche una risposta al primo quesito. 

 

In fact, Luigi Pirandello wondered: “But, in short, what is humor?”. In high school they teach different degrees of it and if I am not mistaken, they leave from the lowest, irony, to the highest, the comic register. Our subject stands in the middle. This is more or less the way it works. However it does not seem easy to define it. Treccani's vocabulary does it like this: s. Engl. [item of Norman origin, equivalent to Italian. mood] (…) Humor, witty spirit, as attitude, behavior and expression of those who are led by nature to consider smiling the human condition (...).

We are therefore the world's populace, on which we perform our daily activities and dream parallel realities, to be passive and active actors of the British noun. And when I write we, I want to intend everyone, even unsuspecting people because often associated with other themes, sometimes less important, others more serious. Like Mahatma Gandhi, remembered for his principles of non-violence, which he used to say: “The sense of humor is the rod that gives balance to our steps, while we walk on the rope of life.” It will be a serious thing, then? Returning to Pirandello is not known with certainty, in any case it is literature the artistic place where the sense of humor mentioned by Bapu (nickname given to Gandhi, in English father, ed), is expressed at best, finding, perhaps, also an answer to the first question.

 

 

 

Maggie Smith in una scena del film "La signora nel furgone"

 

 

Se fosse un articolo sul cibo, magari contenente ricette sulla pizza o il cacciucco, probabilmente non verrebbero nemmeno presi in considerazione. Ovviamente si tratta degli inglesi, i quali se da un lato sono poco inclini a comprendere il solo significato di cuocere al dente la pasta, dall’altro sono dei veri maestri nel produrre romanzi o racconti umoristici, soprattutto nella contemporaneità. Tra i grandi autori del genere è da annoverare Alan Bennet (1934). Famoso per romanzi come La signora nel furgone (Adelphi) - dal quale nel 2015 è stato realizzato un film, la cui protagonista è interpretata da Maggie Smith -, è da ricercare in opere meno mainstream, tuttavia dello stesso tono umoristico, se non di più. Tra tutti quelli pubblicati dallo scrittore in Italia si segnala Nudi e Crudi, accompagnato da La cerimonia del massaggio (entrambi pubblicati da Adelphi). Il primo racconta le vicende di una coppia alto borghese conterranea di Bennet, la quale, tornando a casa dopo un concerto, si trova la casa completamente vuota, svaligiata anche dei mobili. Dall’evento tragicomico ne scaturiscono vicende e colpi di scena davvero divertenti. Lo stesso avviene per il secondo, dove si vive l’idea di mondanità data da un’occasione solitamente inaudita a proposito: il funerale. 

 

If it were an article about food, perhaps containing recipes on pizza or cacciucco, they probably would not even be taken into consideration. Obviously these are the English, which if on the one hand are not inclined to understand the sole meaning of cooking pasta al dente, on the other they are real masters in producing novels or humorous stories, especially in the contemporary. Among the great authors of the genre is Alan Bennet (1934). Famous for novels such as La signora nel furgone (Adelphi) - from which a film was made in 2015, whose protagonist is played by Maggie Smith -, is to be found in less mainstream works, however the same humorous tone, if not more . Among all those published by the writer in Italy Nudi and Crudi, accompanied by La cerimonia del massaggio (both published by Adelphi). The first tells the story of a high-class bourgeois couple Bennet’s compatriot, who, returning home after a concert, finds the house completely empty, buried even of furniture. From the tragicomic event, come true vicissitudes and twists. The same happens for the second, where it is lived the idea of ​​worldliness given by an occasion that is usually unheard of: the funeral.

 

 

Dall’altra parte dell’oceano sta avendo sempre più riscontri positivi la fatica letteraria portata avanti da Gary Shteyngart (1972), statunitense nato in URSS, a Leningrado. Come suggerisce il Treccani, anche lui estrapola elementi della quotidianità e li riversa in un locus amoenus personale e senza limiti. Tra le opere pubblicate, è Absurdistan (Guanda) a definire il suo stile. La trama vede il trentenne ebreo americano, malinconico e sofisticato, oltre che in imbarazzante sovrappeso Misa Vainberg, tentare la carriera di rapper con il nome d’arte Snack Daddy. Si fa chiamare così all’università. Tuttavia, sotto l’aura da ragazzo appartenente alla subcultura dell’hip-hop si cela la realtà di figlio di uno degli uomini più ricchi di Russia. Motivo per il quale, dopo una visita nella città di San Pietroburgo, gli viene negato il visto per tornare nel mondo libero, ospitante la sua amata Rouenna, abitante nel Bronx. Per tornare dalla sua Penelope, Vainberg è costretto a intraprendere un viaggio rocambolesco e ricco di colpi di scena. 

Il titolo dato al libro non è una coincidenza. Il termine satirico, ovviamente, absurdistan, è, secondo Wikipedia, “utilizzato per descrivere una nazione in cui l’assurdità è applicata normalmente dalle sue autorità pubbliche e di governo.” E la Russia pare essere maestra in questo campo. 

 

On the other side of the ocean the literary effort carried out by Gary Shteyngart (1972), an American born in the USSR, in Leningrad, is having more and more positive results. As Treccani suggests, he also extrapolates elements of everyday life and pours them into a personal and limitless locus amoenus. Among the published works, Absurdistan (Guanda) defines his style. The plot sees the thirty-year-old American Jew, melancholic and sophisticated, as well as embarrassingly overweight Misa Vainberg, groped the career of rapper under the stage name Snack Daddy. He calls himself like that at the university. However, under the allure as a boy belonging to the hip-hop subculture lies the reality of the son of one of Russia's richest men. Reason for which, after a visit to the city of St. Petersburg, he is denied a visa to return to the free world, hosting his beloved Rouenna, who lives in the Bronx. To return from his Penelope, Vainberg is forced to embark on a daring journey full of twists and turns.

The title given to the book is not a coincidence. The satirical term, of course, absurdistan, is, according to Wikipedia, "used to describe a nation in which absurdity is normally applied by its public authorities and government." And Russia seems to be a teacher in this field.

 

 

 

Philip Roth, source Pinterest

 

 

 

Philip Roth (1933-2018) non è un autore conosciuto per i suoi romanzi humor. Tuttavia, la sua capacità di comporre opere classiche come Pastorale americana (Einaudi), efficaci a indurre al dibattito su questioni di grande senso - ad esempio circa l’idea di abitare in una grande nazione, la quale non si rivela così nella realtà -, si rintraccia in scritti altrettanto significativi benché elaborati con un registro diverso, più leggero. Come nel caso del protagonista di Shteyngart, anche in Lamento di Portnoy (Einaudi) il protagonista è un ebreo degli Stati Uniti d’America, rispondente al nome di Alex Portnoy. Esilarante, soprattutto per l’epoca in cui viene pubblicato 1969, è il contesto, la scenografia: dall’inizio alla fine della storia umoristica, il soggetto è sdraiato sul lettino di uno psicoanalista. In quella posizione, anche lui ha trentatré anni e li vive con un malessere, stato d’animo che poi scopre essere provocato dalla stessa società in cui vive e lavora sotto lo status di commissario aggiunto della Commissione per lo sviluppo delle risorse umane del Comune di New York. Esilarante, nel caso del romanzo, non sono tanto le vicende, piuttosto il modo con cui vengono sviluppate. Un vero esercizio e modello di stile da parte dello scrittore americano.

 

Philip Roth (1933-2018) is not an author known for his humor novels. However, his ability to compose classical works such as Pastorale americana (Einaudi), effective in inducing debate on matters of great significance - for example about the idea of ​​living in a great nation, which does not reveal itself in reality -, it is traced back to equally significant writings although elaborated with a different, lighter register. As in the case of the protagonist of Shteyngart, also in Lamento di Portnoy (Einaudi) the protagonist is a Jew from the United States of America, answering to the name of Alex Portnoy. Exhilarating, especially for the era in which 1969 is published, is the context, the scenography: from the beginning to the end of the humorous story, the subject is lying on a psychoanalyst's couch. In that position, he too is thirty-three years old and lives them with a malaise, state of mind that he then discovers is caused by the same society in which he lives and works under the status of commissioner added by the Commission for the development of human resources of the Municipality of New York. Exhilarating, in the case of the novel, are not so much the stories, rather the way they are developed. A true exercise and model of style by the American writer.

 

 

 

Amélie Nothomb, source amelienothomb.com

 

 

 

Forse non è definibile proprio come una donna con un forte senso dell’umorismo, tuttavia nelle sue opere è unica nell’unire gli aspetti complessi, talvolta tragici della vita con una buona dose di ilarità, creando così una sorta di sotto-genere definibile cinico-umorista. Si definisce così la scrittrice belga, residente a Parigi, Amélie Nothomb (1966). Tra i suoi scritti, tradotti in tutto il mondo, dandole così un successo internazionale enfatizzato dal suo aspetto originale, sempre in compagnia di una bottiglia di champagne, quello che rappresenta al meglio la definizione datale è Stupori e tremori (Voland). A essere narrato è un frammento dell’esistenza stessa dell’autrice già adulta, durante un periodo di vita in Giappone (paese che la ospita sin dai primi anni di vita, per via del lavoro di suo padre come ambasciatore), trascorso come dipendente dell’azienda Yumimoto, una multinazionale in cui ella crede di poter vincere sulla concorrenza perché bilingue e per via della sua pertinenza. Tuttavia deve scontrarsi con l’invidia di Fubuki Mori, sua superiore, la quale è responsabile della retrocessione professionale della povera Amélie, fino a farla diventare “guardiana dei cessi”. Il romanzo autobiografico, vincitore nel 1999, anno in cui è uscito in libreria per la prima volta, è insignito del prestigioso Grand Prix du roman dell’Académie Française.

 

Perhaps she can not be defined like a woman with a strong sense of humor, but in her works she is unique in uniting the complex, sometimes tragic aspects of life with a good dose of hilarity, thus creating a kind of  sub-genre definable cynical-humorist. This is how the Belgian writer, who lives in Paris, Amélie Nothomb (1966) is. Among her writings, translated all over the world, thus giving it an international success emphasized by her original appearance, always in the company of a bottle of champagne, the one that best represents the dating definition is Stupori e tremori (Voland). To be narrated is a fragment of the existence of the already adult author, during a period of life in Japan (the country that hosts her since the first years of life, because of her father's job as ambassador), spent as an employee of the Yumimoto multinational company, in which she believes she can win on the competition because she is bilingual and because of her relevance. However, it must clash with the envy of Fubuki Mori, her superior, who is responsible for the professional retrocession of the poor Amélie, until she becomes "guardian of the bog”. The autobiographical novel, winner in 1999, when it was released in the bookstore for the first time, is awarded with the prestigious Grand Prix du roman of the Académie Française.

 

 

 

Margherita Dolcevita di Stefano Benni

 

 

 

Non è possibile stilare un breve excursus sulle penne dello zeitgeist umoristico senza citare l’italiano Stefano Benni (1947). La sua carriera letteraria lo porta nel tempo a essere apprezzato non solo dagli adulti ma anche dai giovani, da quei millennials a cui si critica la poca familiarità col pezzo di carta, con la rilegatura di un racconto. Anche a lui, infatti, va il merito di aver riavvicinato gli adolescenti alla lettura di un qualsiasi artefatto di stampo letterario. Specialmente i suoi, visto il successo di copie vendute: appena uscito, raccontano le cronache culturali, il suo ultimo libro Prendiluna (Feltrinelli) si posiziona al primo posto della classifica dei libri più venduti. Ma è Margherita Dolcevita (Feltrinelli) a scalfire il genere humor in maniera esemplare: attraverso gli occhi di una dolce e vispa bambina, un po’ in sovrappeso e con un difetto cardiaco, l’autore riflette sulla questione del consumismo e dei suoi creatori, attraverso l’immagine di “un cubo di vetro nero circondato da un asettico giardino sintetico e da una palizzata di siepi.” Da quel momento Margherita, spaventata dall’incertezza che quella novità ha portato nella sua vita, prima fatta di campi e fiori accompagnati da cieli incontaminati, muove una battaglia pacifica per affrontare e, se possibile, sconfiggere quello che si presenta sin da subito come il male. 

 

It is not possible to draw up a brief excursus on the pens of the humorous zeitgeist without mentioning the Italian Stefano Benni (1947). His literary career took him over time to be appreciated not only by adults but also by young people, from those millennials to which is criticized the unfamiliarity with the piece of paper, with the binding of a story. In fact, it is also thanks to him that he has brought adolescents closer to the reading of any literary artefact. Especially his, given the success of copies sold: just released, tell the cultural news, his latest book Prendiluna (Feltrinelli) is ranked first in the ranking of best-selling books. But it is Margherita Dolcevita (Feltrinelli) to scratch the humor genre in an exemplary way: through the eyes of a sweet and lively little girl, a bit overweight and with a heart defect, the author reflects on the issue of consumerism and its creators, through the image of “a cube of black glass surrounded by an aseptic synthetic garden and a fence of hedges.” From that moment Margherita, frightened by the uncertainty that the novelty brought in her life, first made of fields and flowers accompanied from pristine skies, it moves a peaceful battle to face and, if possible, to defeat what appears immediately as evil.

 

 

Non sarà che lo humor è il registro più adeguato per narrare i tempi in cui viviamo? Scorrendo le trame e rivivendo le sottolineature a matita, pare proprio che sotto la fabula di sofisticata frivolezza si staglino significati profondi, utili per comprendere in maniera diversa le situazioni quotidiane paventate nei diversi intrecci reali del nostro presente. Diversamente dai toni drammatici, i quali spesso hanno a onore del vero lo stesso fine, quello in argomento dà l’opportunità di riflettere con il sorriso, di raccontare uno spaccato senza perdere di vista l’anima dicotomica dell’esistere, difficile e facile. Dolorosa e felice. 

 

Will it not be that humor is the most adequate register to narrate the times in which we live? Scrolling through the plots and reliving the underlines in pencil, it seems that under the fabula of sophisticated frivolity deep meanings are curbed, useful for understanding in a different way the everyday situations feared in the different real intertwining of our present. Unlike the dramatic tones, which often have the same end to honor the true, the one in question gives the opportunity to reflect with a smile, to tell a split without losing sight of the dichotomous spirit of existence, difficult and easy. Painful and happy.

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on Google +
Please reload

  • Black Icon Instagram
  • Nero Twitter Icon
  • Nero Facebook Icon

WEB DESIGN by Annamaria Maisto

Copyright © Nouvelle Factory