Lo spavento della terra alla Clima Gallery / Lo spavento della terra at Clima Gallery

17 Oct 2018

 

 

 

Siamo in pericolo e dobbiamo spaventarci. Lo dicono i giornali, i social media. Lo dice Shakespeare nel King Lear (1606): «Farò cose, non so ancora quali, ma saranno lo spavento della terra». Le ultime parole - tanto incisive quanto retoriche - sono il titolo della collettiva in scena alla galleria Clima di Milano, inaugurata ieri, mercoledì 17 ottobre. 

 

We are in danger and we must be scared. The newspapers, social media say so. Shakespeare says it in the King Lear (1606): «I will do such things,– What they are, yet I know not: but they shall be the terrors of the earth.» The last words - as incisive as rhetorical - are the title of the collective staged at Clima Gallery in Milan, inaugurated yesterday, Wednesday 17 October.

 

 

Lo spavento della terra, Jonatah Manno The rocks of the hag, 2018 Pastelli policromi su carta 68 x 51 cm Photo: Marco Davolio 

 

 

 

Le questioni del presente sembrano non toccarci. Viviamo in modo passivo la quotidianità, senza considerare la gravità - ma anche la bellezza - di quello che ci circonda. La situazione è così portata all’estremo che l’avere paura è da ritenersi un fattore positivo. «Continua ad essere fondamentale la questione del movimento, della creazione di oggetti che forzano il dinamismo della percezione, scardinando la contemplazione passiva. Tutto nasce da un desiderio di esplorazione, di tuffarsi nell’ignoto: il desiderio di spaventarsi.» Spiega Andrea Kvas, curatore e artista presente in mostra insieme a Jonatah Manno e Isao M’onma

 

The issues of the present do not seem to touch us. We live daily life passively, without considering the gravity - but also the beauty - of what surrounds us. The situation is so carried to the extreme that being afraid is to be considered a positive factor. «The matter of the movement, of creating objects forcing the perception’s dynamic, undermining the passive contemplation, is still fundamental. All this origins from a desire for exploring, diving in the unknown: the desire of being scared.» Explains Andrea Kvas, curator and artist on show with Jonatah Manno and Isao M'onma.

 

 

Lo spavento della terra, Andrea Kvas Rolango I (rme-langs), 2018 Tecnica mista su tela 60 x 80 cm Photo: Marco Davolio

 

 

 

Le opere selezionate, che accompagnano il pubblico e i collezionisti tra gli spazi dedicati, sono «accomunate dalle molteplici possibilità di inoltrarsi in dimensioni profonde, in cui i contorni netti delle immagini lasciano spazio a zone ‘grigie’, di dubbio, di introspezione e di viaggi solitari», prosegue Kvas. 

 

The selected works, which accompany the public and collectors among the dedicated spaces, «all have multiple possibilities of going in deep dimensions, where the images’ neat outlines leave room for grey areas of doubt, introspection and solitary journeys», continues Kvas.

 

Stupirsi per poi reagire. Sfruttare la paura per trovare nuovi modi di esprimersi, nell’arte come nella vita. È il fine ultimo de Lo spavento della terra, ma non il pensiero che l’ha generata. Piuttosto, la citazione dal Bardo «rimanda a quell’emozione viscerale che amplifica la percezione sensoriale di ciò che ci accade intorno in un momento di presunto pericolo, rendendoci più vigili e ricettivi.» Ecco allora che «dallo spavento emergono dei gesti che nella loro reiterazione generano, come fossero dei mantra, infinite strade da seguire.»

 

 

 

Lo spavento della terra, Jonatah Manno The rocks of the hag, 2018 Pastelli policromi su carta 68 x 51 cm Photo: Marco Davolio 

 

 

 

 

Be amazed and then react. Use fear to find new ways of expressing yourself, both in art and in life. It is the ultimate end of the Lo spavento della terra, but not the thought that generated it. Rather, the quote from the Bard «reminds to the gut emotion amplifying the sensory perception of what happens around us in a moment of apparent risk, making us more alert and receptive.» Here then is that «from the scare arise gestures that, in their recurrence, generate, as mantras, infinite paths to follow.»

 

Lo spavento della terra è in mostra fino all’8 novembre 2018, presso la Clima Gallery in via Alessandro Stradella 5, Milano.  

 

Lo spavento della terra is on show until 8 november 2018, at Clima Gallery in via Alessandro Stradella 5, Milan.

 

climagallery.com

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