Iconiche emozioni: la moda in pezzi cult / Iconic emotions: fashion in cult pieces

7 Jun 2020

Miuccia Prada, courtesy Prada

 

 

 

 

Al di là delle accezioni consumistiche legate alla moda di cui, peraltro, siamo tutti al corrente, l’idea che nel nostro armadio vi sia un pezzo iconico realizzato da una maison ha un che di lussurioso. Non per il prezzo, piuttosto a livello di sensazioni fisiche e - perché no - psicologiche. Fa stare bene sapere che dopo una giornata difficile si possono aprire le ante dell’armadio e lì trovare la propria coperta di linus: possedere un paio di Manolo Blahnik è come concedersi di tanto in tanto un tiramisù o un drink e del buon sesso. Dipende dai gusti e dalle passioni, certamente. Quindi lasciando perdere gli aspetti legati all’acquisto, allo spreco di risorse (talvolta anche di denaro) e al marketing retrostante le quinte del fashion business, il capo cult è certamente una medicina in tempi bui. Una certezza, come il cane il quale aspetta con ansia il padrone che torna a casa dopo il lavoro.

 

Beyond the consumerist meanings related to fashion, of which, however, we are all aware, the idea that in our wardrobe there is an iconic piece made by a maison has something luxurious about it. Not for the price, but rather for the physical and - why not - psychological sensations. It makes you feel good to know that after a difficult day you can open the closet doors and find your linus blanket there: owning a pair of Manolo Blahnik is like indulging in a tiramisu or a drink and good sex from time to time. It depends on your tastes and passions, of course. So leaving aside the aspects related to the purchase, the waste of resources (sometimes even money) and the marketing behind the scenes of the fashion business, the cult garment is certainly a medicine in dark times. A certainty, like the dog who anxiously awaits the owner who returns home after work.

 

 

 

Una Mary Jane di Manolo Blahnik

 

 

 

Cult, iconico, must-have. Sono parecchie le parole in grado di identificare una creazione di moda che fa la storia di quest’ultima. E se ne traccia il percorso, allora vuol dire che è sempre contemporanea. Come lo zaino in nylon di Prada datato 1984 o, sempre in tema di accessori, la  più recente Japanese Bag di Margiela del 2009. Oggi come all’ora fanno parte del guardaroba di tutti gli amanti del genere. Lo stretto legame tra fattore spazio-tempo e moda viene indagato anche da sociologi e intellettuali, ben prima che nascessero i marchi a noi noti. Si parla di mondi lontani in cui tutti, ricchi e poveri, per farsi fare un vestito devono ricorrere a un sarto. George Simmel scrive nel suo saggio sulla moda: “La moda è contemporaneamente essere e non essere, si trova sempre sullo spartiacque fra passato e futuro e ci dà, finché è fiorente, un senso del presente così forte da superare in questo senso ogni altro presente.” Riuscirà dunque il settore a superare la crisi dovuta al Covid-19? Vedremo. E speriamo, perché in Italia il settore è la seconda voce nel bilancio. È sempre bene ricordarlo. 

 

Cult, iconic, must-have. There are several words that can identify a fashion creation that makes its history. And if you trace the path, then it means that it is always contemporary. Like the Prada nylon backpack dated 1984 or, again in terms of accessories, the most recent Margiela Japanese Bag of 2009. Today, as now, they are part of the wardrobe of all lovers of the genre. The close link between space-time factor and fashion is also investigated by sociologists and intellectuals, well before the brands known to us were born. There is talk of distant worlds in which everyone, rich and poor, to have a dress made must resort to a tailor. George Simmel writes in his essay on fashion: “Fashion is simultaneously being and not being, it is always on the watershed between past and future and gives us, as long as it is flourishing, a sense of the present so strong that in this sense it surpasses any other present . " Will the sector then be able to overcome the crisis caused by Covid-19? We'll see. And hopefully, because in Italy the sector is the second item in the balance sheet. It is always good to remember it.

 

 

Maison Margiela Japanese Bag

 

 

Torniamo al guardaroba. La varietà dei capi-icona è pari alla moltitudine di personalità di chi li possiede. Ovvero, un blazer di Saint Laurent, magari vintage, può possederlo sia chi ha un gusto minimalista sia chi ama giocare con stampe e proporzioni. I classici sono tali proprio perché non incontrano ostacoli sulla via del gusto. E delle scelte. Diventano una sorta di passe par tout. Stanno bene con tutto, come il nero con il bianco, il fucsia con il verde, il rosso con il blu. Senza dimenticare il noir accostato al blu, proprio come voleva Monsieur Yves; scelta sposta poi da altri stilisti come Giorgio Armani

Il vero pregio di un couturier è quello di creare collezioni in grado essere apprezzate da una clientela più vasta possibile senza scadere nell’ordinario, mantenendo perciò il proprio stile. Un passo indietro verso le Manolo: collezioniste à la Carrie Bradshaw a parte, le scarpe del creativo sono dei veri e propri pezzi d’arte. Possederne già solo una fa sentire regine di stile. E le si possono indossare con pantaloni e camicia o con splendidi abiti d’alta moda. 

 

Let's go back to the wardrobe. The variety of iconic garments is equal to the multitude of personalities of those who own them. That is, a Saint Laurent blazer, perhaps vintage, can be owned by both those who have a minimalist taste and those who love to play with prints and proportions. The classics are such precisely because they do not meet obstacles on the way to taste. And choices. They become a sort of passe par tout. They go well with everything, like black with white, fuchsia with green, red with blue. Without forgetting the noir next to blue, just as Monsieur Yves wanted; the choice then moves to other designers such as Giorgio Armani.

The true merit of a couturier is to create collections that can be appreciated by as large a clientele as possible without falling into the ordinary, thus maintaining their own style. A step back towards the Manolo's: collectors à la Carrie Bradshaw aside, the creative's shoes are real pieces of art. Having just one already makes you feel like a queen of style. And you can wear them with pants and a shirt or with splendid high fashion clothes.

 

Il blazer di Saint Laurent

 

 

Molte cose nella moda vengono dimenticate, cadono nell’oblio come le boyband degli anni ’90 poco in grado di emulare il successo di teen idol, come le Spice Girls o i Take That, piacciano o meno. Poche, invece, riescono a tenere saldo il loro potere emotivo-psicologico negli anni, decenni e, come il tubino nero di Coco Chanel, addirittura secoli (viene realizzato negli anni ’20). E allora concediamoci un piccolo gesto di lussuria, vogliamoci bene e apriamo, finalmente, le ante dei nostri armadi. 

 

Many things in fashion are forgotten, they fall into oblivion like the boybands of the 90s who are unable to emulate the success of teen idols, like the Spice Girls or Take That, like it or not. Few, however, manage to hold their emotional-psychological power steady over the years, decades and, like Coco Chanel's little black dress, even centuries (it was made in the 1920s). So let's allow ourselves a little gesture of lust, let's love each other and finally open the doors of our wardrobes.

 

Zaino in nylon di Prada

 

 

 

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