A Milano da Bacò: la moda bella perché fatta bene / In Milan at Bacò: beautiful fashion because done well

11 Dec 2018

Monica Baghetti e Chiara Vaccari ritratte da Ilaria Introzzi

 

 

Una nuova sede, dal 2012, lo stesso modo di concepire lo stile. È Bacò, il negozio di moda in Piazza Risorgimento 4 a Milano, nato nel 2006 da un’idea di Monica Baghetti e Chiara Vaccari. Nonostante si ormai aperto da più di dieci anni, il concetto di abbigliamento è più che mai contemporaneo: ogni creazione è made in Italy e, soprattutto, si definisce come classica, tanto che le clienti - molte delle quali delle vere e proprie fedelissime - continuano a farne richiesta; soprattutto per i pantaloni, riconoscibili per le strade della città. Presente anche su Instagram (@bacomilano), lo store è frutto della passione e del lavoro di Baghetti e Vaccari e colpisce per la sua purezza e semplicità, sia nell’estetica che per il concetto, come ci racconta Monica, mentre Chiara riceve le clienti appena entrate nello spazio.

 

A new location, since 2012, the same way of conceiving style. It is Bacò, the fashion store in Piazza Risorgimento 4 in Milan, born in 2006 from an idea by Monica Baghetti and Chiara Vaccari. Although it has been open for more than ten years, the concept of clothing is more contemporary than ever: every creation is made in Italy and, above all, it is defined as classic, so much so that customers - many of which are very loyal - continue to request it; especially for trousers, recognizable on the streets of the city. Also present on Instagram (@bacomilano), the store is the result of Baghetti and Vaccari’s passion and work and striking for its purity and simplicity, both in aesthetics and for the concept, as Monica tells us, while Chiara receives customers as soon as you enter the space.

 

 

Monica, come ‘è nato Bacò?

 

- Io e Chiara siamo vicine di casa e ci siamo conosciute in ascensore. Ho sempre lavorato nella moda, seguendo vari stilisti e partecipando alle loro campagne vendita. Questo iter mi ha portata a creare una società che produceva soltanto magliette, ma di un certo tipo, inoltre erano gli anni in cui spopolava Romeo Gigli e le persone adoravano abbinare le mie t-shirt con le sue collezioni. Poi ho cambiato strada, e ho iniziato a lavorare con mio padre, per la sua azienda metalmeccanica. Ed ero triste, nonostante lo stessi facendo con piacere. Il tarlo era di creare, soprattutto qualcosa relativo all’arredamento. Allora con Chiara - che all’epoca lavorava per la Saatchi & Saatchi - le ho confessato questo mio desiderio, che lei accolse. Nei ritagli di tempo, tra i nostri due lavori, abbiamo iniziato a produrre cuscini, trapuntine ecc. Abbiamo avuto un discreto successo, anche internazionale. Con l’11 settembre 2001 tutto è cambiato, anche per noi: vendevamo da Saks Fifth Avenue, un loro buyer è venuto in Italia dicendo che non avrebbero più acquistato nel nostro paese, quindi anche da noi, anche se eravamo una piccolissima realtà se confrontata con gli altri loro clienti. Sono stati deliziosi, davvero. Nel frattempo, facendo le fiere, avevamo iniziato a inserire qualche capo d’abbigliamento - parliamo di qualche t-shirt e golfini -, prendendo i primi clienti italiani. A un certo punto abbiamo capito che ci serviva un piccolo luogo dove vendere quello che producevamo. Abbiamo quindi inaugurato il nostro primo store Bacò in Via Maiocchi. Ora siamo qui, in Piazza Risorgimento, dopo una corte lunghissima, spostando tutta la nostra creazione sull’abbigliamento. -

 

Monica, how was born Bacò?

 

- Chiara and I are neighbors and we met in the elevator. I have always worked in fashion, following various designers and participating in their sales campaigns. This process led me to create a company that produced only t-shirts, but of a certain type, moreover, they were the years when Romeo Gigli was so popular and people loved to match my t-shirts with his collections. Then I changed my path, and I started working with my father, for his engineering company. And I was sad, despite doing it with pleasure. The goal was to create, above all something related to furniture. Then with Chiara - who at the time worked for Saatchi & Saatchi - I confessed my desire, which she received. In the spare time, between our two jobs, we started producing cushions, quilts, etc. We have had some success, even internationally. On September 11, 2001 everything changed, even for us: we were selling from Saks Fifth Avenue, one of their buyers came to Italy saying they would not buy in our country, so even from us, even if we were a small reality when compared with their other customers. They were delicious, really. In the meantime, by doing the fairs, we started to insert some items of clothing - we talk about some t-shirts and sweaters -, and taking the first Italian customers. At one point we understood that we needed a small place to sell what we produced. We have therefore inaugurated our first Bacò store in Via Maiocchi. Now we are here, in Piazza Risorgimento, after a very long court, moving all our creation on clothing. -

 

 

Bacò, foto di Ilaria Introzzi

 

 

 

Come definireste il vostro modo di concepire i capi che realizzate?

 

- Realizziamo un guardaroba volutamente molto facile, semplice. Molto casual. Difficilmente abbiamo cose da sera, però se un vuole creare un look divertente per certe occasioni possiamo farlo, senza problemi. Le nostre clienti sono state attirate moltissimo all’inizio dal fatto che noi usiamo molti colori, dei bei tessuti… la qualità è importantissima per noi. -

 

How would you define your way of conceiving the garments you make?

 

- We create a wardrobe deliberately very easy, simple. Very casual. We hardly have evening things, but if one wants to create a fun look for certain occasions we can do it, without problems. Our customers have been attracted a lot at the beginning by the fact that we use many colors, beautiful fabrics ... quality is very important for us. -

 

 

Per questo inverno qual è il colore che avete scelto?

 

- Il giallo e poi dalle diverse sfumature di rosa antica fino ai terracotta. Poi, vista la stagione, abbiamo inserito i blu, i bianchi, i grigi… i colori del momento. 

 

For this winter, what is the color you have chosen?

 

- The yellow and then from the different shades of ancient rose up to the terracotta. Then, given the season, we added the blues, whites, grays ... the colors of the moment.

 

 

Bacò, foto di Ilaria Introzzi

 

 

 

 

Da dove deriva la scelta?

 

- Ma sai che non lo so? Ecco, devo dire che non saprei spiegarlo bene. Diciamo che un po’ lo senti. Certamente sfogliamo riviste, osserviamo cosa c’è al di fuori della nostra realtà. Ma non cerchiamo la tendenza, anzi credo che siamo un po’ controcorrente. Va a sensazione. - 

 

Where does the choice come from?

 

- You know what? I do not know! Here, I must say that I could not explain it well. Let's say that you feel it a little bit. We certainly browse through magazines, observe what is outside of our reality. But we are not looking for the trend, in fact I think we are a bit against the current. It goes to feeling. -

 

 

In quali zone dell’Italia producete?

 

- Ogni capo è realizzato vicino a Milano: la nostra magliaia è vicina a Lecco, gli altri due laboratori con cui produciamo pantaloni, vestiti e camicie sono uno alle porte della città e l’altro non molto distante. Siamo sempre alla ricerca di produttori che sappiano fare quello che noi progettiamo. Grazie al cielo hanno capito la nostra vestiblità, all’inizio è stato molto difficile capire le proporzioni, le misure e tutti gli altri aspetti tecnici del mestiere. -

 

In which areas of Italy do you produce?

 

- Each garment is made near Milan: our knitter is near Lecco, the other two laboratories with which we produce trousers, clothes and shirts are one at the gates of the city and the other not far away. We are always looking for producers who can do what we design. Thank God they understood our silhouette, at the beginning it was very difficult to understand the proportions, the measurements and all the other technical aspects of the trade. -

 

 

Bacò, foto di Ilaria Introzzi

 

 

 

 

Che rapporto avete con loro?

 

- Ottimo. Sai, noi facciamo realizzare tra le sei e le settecento paia di pantaloni all’anno, che sono parecchie rispetto alla nostra realtà, che è piuttosto piccola, come del resto lo sono loro. Nel caso del pantalone il laboratorio conta appena la proprietaria, qualche dipendente e le figlie; sono degli artigiani fantastici, che sanno esattamente come vogliamo sia il prodotto finito, stagione dopo stagione. Siamo molto fortunate io e Chiara, perché riusciamo a creare le collezioni di Bacò grazie a queste persone. Ancora di più quando facciamo fare la maglieria… oggi è molto difficile trovare dei buoni laboratori italiani che sappiano realizzarla magistralmente e noi, con fatica, li abbiamo trovati. Molti marchi, per questo motivo e perché la manodopera nostra costa di più, decidono di andare all’estero. -

 

What relationship do you have with them?

 

- Great. You know, we make between six and seven hundred pairs of trousers a year, which are quite a few compared to our reality, which is quite small, as they are. In the case of trousers, the laboratory counts as soon as the owner, some employees and her daughters; they are fantastic craftsmen, who know exactly how we want the finished product, season after season. Chiara and I are very lucky, because we are able to create Bacò’s collections thanks to these people. Even more when we do knitting... today it is very difficult to find good Italian laboratories that know how to make it masterfully and we, with difficulty, have found them. Many brands, for this reason and because our labor costs more, decide to go abroad. -

 

 

Bacò, foto di Ilaria Introzzi

 

 

 

A questo proposito, voi proponente ogni stagione una nuova collezione: come la concepite, come avviene il processo creativo?

 

- Dunque, in generale sono io che mi occupo di scegliere i tessuti e di disegnare i bozzetti. Ma in realtà Chiara mi dà molti input: non potrei mai lavorare da sola, è veramente difficile. Diciamo che cominciamo con il colore, poi viene il tessuto. Una volta che ne abbiamo trovati di interessanti, allora penso al modello e questo avviene sempre nel modo in cui ti dicevo prima, ovvero la nostra regola di imbastire cose semplici, prive di inutili orpelli, in grado di vestire ogni fisicità. Ad esempio da anni abbiamo i pantaloni P2 - sempre richiestissimi - e li vendiamo dalla trentotto alla quarantotto. - 

 

In this regard, you propose a new collection every season: how do you conceive it, how does the creative process take place?

 

- So, in general it is me who take care of choosing fabrics and drawing sketches. But in reality Chiara gives me many inputs: I could never work alone, it's really difficult. Let's say we start with the color, then the fabric comes. Once we have found something interesting, then I think of the model and this always happens in the way I told you before, or our rule of basting simple things, without unnecessary frills, able to dress every physicality. For example, for years we have the P2 pants - always in demand - and we sell them from size thirty-eight to forty-eight.

 

 

Che tipo di clienti avete? Immagino ve ne siano di storiche.

 

- Sì assolutamente. Lei (Monica si riferisce a una signora che stava scegliendo dei capi, ndr), per esempio, la conosciamo da molto tempo. Abbiamo avuto un sacco di clienti che dal negozio vecchio ci hanno seguite fino a qua. Alcune, chiaramente, le abbiamo perse, ma ne sono venute anche di nuove. C’è comunque una base che vediamo sempre ogni stagione e collezione che facciamo. Con tante di loro siamo anche diventate amiche. Sono persone molto carine, anche le nuove, tra cui molte ragazze. Forse deriva dal fatto che da noi c’è una libertà d’azione molto morbida, lasciamo che siano le clienti a scegliere cosa vogliono provare. Noi consigliamo molto volentieri, ma se ce lo chiedono se vogliono cambiare look, non imponendo mai il nostro gusto personale. -

 

What kind of customers do you have? I imagine there are some historical ones.

 

- Yes, absolutely. She (Monica refers to a lady who was choosing clothes, ed), for example, we have known her for a long time. We had a lot of customers from the old shop who followed us up here. We have lost some, of course, but new ones have also come. There is however a basis that we always see every season and collection we make. With many of them we have also become friends. They are very nice people, even the new ones, including many girls. Maybe it comes from the fact that we give a very soft freedom of action, we let customers choose what they want to try. We highly recommend something, but if they ask us if they want to change their look, never imposing our personal taste. -

 

 

Bacò, foto di Ilaria Introzzi

 

 

Oltre ai vostri abiti proponete scarpe, borse e altri accessori provenienti da altre aziende, come Grevi, storico cappellaio di Firenze. Come li scegliete?

 

- La stessa attenzione che diamo a Bacò, la mettiamo nello scegliere gli altri brand presenti in negozio. Ad esempio le scarpe sono importantissime per noi: devono essere di qualità, realizzate a mano e in Italia, a un prezzo medio. Siamo un po’ maniacali in questo senso. Vogliamo qualcosa di bello, che non significa necessariamente costoso, ma fatto bene. - 

 

In addition to your clothes, you propose shoes, bags and other accessories from other companies, such as Grevi, the historic Florence hatter. How do you choose them?

 

- The same attention we give to Bacò, we put it in choosing the other brands in the store. For example, shoes are very important for us: they must be of quality, made by hand and in Italy, at an average price. We are a bit manic in this sense. We want something nice, which does not necessarily mean expensive, but done well. -

 

 

Diresti che il vostro negozio rassomiglia allo stile milanese?

 

- Bellissima domanda! Allora, alcuni lo identificano come un negozio più francese, a dirti la verità. Dicono che sembra di essere un po’ a Parigi. Non saprei… Anzi lo trovo molto milanese! Anche perché il fatto di togliere molto, di semplificare il più possibile le cose che facciamo, è caratteristica principale del gusto meneghino. Il nostro spazio non potrebbe mai stare in città altrettanto splendide ma avvolte da un’estetica diversa, come Bologna, Napoli o Roma. -

 

Would you say that your store resembles the Milanese style?

 

- Beautiful question! So, some identify it as a more French store, to tell you the truth. They say it seems to be a bit in Paris. I do not know... In fact I find it very Milanese! Also because the fact of removing a lot, of simplifying as much as possible the things we do, is the main characteristic of the Milanese taste. Our space could never be in city such as Bologna, Naples or Rome, that are beautiful but surrounded by a different aesthetic. -

 

bacoshop.it

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on Google +
Please reload

  • Black Icon Instagram
  • Nero Twitter Icon
  • Nero Facebook Icon

WEB DESIGN by Annamaria Maisto

Copyright © Nouvelle Factory