Adidas e la lotta femminista, quando una campagna segna il declino di una società / Adidas and the feminist struggle, when a campaign marks the decline of a society

 

 

 

Adidas e lo scalpore della modella non depilata: quando il web si scatena e anche le menti becere hanno il diritto di commentare.

E forse Umberto Eco aveva perfettamente ragione a sostenere: “I social media danno diritto di parola a legione di imbecilli”.

Arvida Bystrom è stata oggetto di minacce di morte per aver posato per la campagna pubblicitaria #supestar di Adidas, senza aver avuto cura di depilare le sue gambe.

Quella di Arvida, giusto per puntualizzare, non è stata una trovata propagandistica per far parlare di sé. Basta visitare il suo profilo Instagram per capire che la fotografa svedese non adopera la ceretta da qualche tempo e non solo su gambe ma anche su ascelle, inguine e braccia.

 

Adidas and the scalpore of the not waxed model: when the web is triggered and even the coarses minds have the right to comment.

And perhaps Umberto Eco was perfectly right to argue: “Social media gives the right to speak to a legion of dumbs.”

Arvida Bystrom has been the subject of death threats for posing for Adidas's #supestar ad campaign, without worrying about wiping her legs.

That of Arvida, just to point out, was not a propaganda found to talk about it. Just check out her Instagram profile to understand that the Swedish photographer has not been using wax for some time, and not just on her legs, but also on her armpits, groin and arms.

 

Arvida è una femminista ma il suo manifesto “no alla depilazione” è stato condannato dalle donne stesse.

L’estetica è un fatto culturale? Quali canoni dobbiamo rispettare per mettere a tacere l’incontrollato odio di una massa di gregge che oggi ha diritto di parola? Non siamo abbastanza libere di essere ciò che desideriamo. Siamo come merce su uno scaffale: etichettata! 

 

Arvida is a feminist, but her “do not wax yourself” poster was condemned by several women.

Is beauty a cultural fact? What rules should we respect to silence the uncontrolled hatred of a flock of sheep who have the right to speak today? We are not free enough to be what we want. We are a commodity on a shelf: a label!

 

 

 

Adidas advertising model hairy legs.

 

 

 

Sul motore di ricerca google, Se provate a digitare la parola “femministe”, i risultati che compaiono sono alquanto esilaranti: “Le femministe su Instagram non le vedi”, “Le femministe hanno rotto”, “Le femministe sono brutte”.

Ma pensate a quante donne, nel passato, con forza e determinazione hanno lottato per avere i pari diritti degli uomini e siamo qui, secoli dopo, a discutere se sia giusto o sbagliato mettere in mostra la propria peluria. La società 2.0 dimostra una grave carenza culturale.

 

On the google search engine, If you try to type the word "feminist", the results that appear are somewhat hilarious: “You don’t see feminist on Instagram”, “Feminists are over“ ,”Feminists are ugly”.

But think about how many women, in the past, with strength and determination, have struggled to have the same rights as men and we are here, centuries later, to discuss whether it is right or wrong to show off their own hair. The 2.0 society shows a serious cultural shortage.

 

Sì, perché se solo si conoscessero gli immani sforzi di Virginia Woolf o di Simone de Beauvoir per portare avanti una lotta pro femminista, forse tutti, specialmente le donne, farebbero un passo indietro e chiederebbero scusa a queste signore che ogni giorno si battano per i loro diritti.

 

Yes, because if you only knew the immense efforts made by Virginia Woolf or Simone de Beauvoir to pursue a pro-feminist struggle, maybe everybody, especially women, would take a step back and apologize to these ladies that every day fight for their rights.

 

“Donna non si nasce, lo si diventa. Nessun destino biologico, psichico, economico definisce l’aspetto economico che riveste in seno della società la femmina dell’uomo: è l’insieme della storia e della civiltà ad elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna”, sosteneva l’esistenzialista de Beauvoir nel suo “Le deuxième sexe” del 1984.

E se basta una campagna pubblicitaria per scardinare anni e anni di duro lavoro c’è da scommettere che il declino della società ha avuto il suo compimento.

 

“You do not born as a woman, you become one. No biological, psychic, economic destiny defines the economic aspect that covers in the society the man’s woman: it is the whole of history and civilization to process that intermediate product between the male and the castrate we call woman”, she said the existentialist de Beauvoir in her 1984 "Le deuxième sexe".

And if it's just an advertising campaign to scrap years and years of hard work it's worth beting that the society’s decline has been fulfilled.

 

 

 

 

 

 

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