Chi è Aphra Behn? Alla scoperta del modello di Virginia Woolf Who is Aphra Behn? Discovering Virginia Woolf's model

28 Oct 2019

 

Aphra Behn by Sir Peter Lely, 1670

 

 

 

Un nome complesso quello di Aphra Behn. Persino da scrivere, oltre che da pronunciare. Non è melodico come può essere un Jane, Mary, Kate. O altri nomi tipici del mondo anglosassone. È particolare. E non c’è da stupirsi che la donna a cui è stato attribuito alla nascita sia stata, attraverso le sue azioni, rivoluzionaria. Almeno per il mondo della scrittura al femminile. Tanto da essere presa come modello da una delle più grandi autrici del novecento: Virginia Woolf. Infatti, l’inglese Behn viene decantata dalla sua conterranea nel ben noto saggio Una Stanza Tutta per Sé (Assonanze), pubblicato per la prima volta nel 1928. 

 

A complex name that of Aphra Behn. Even to write, as well as to pronounce. It's not as melodic as a Jane, Mary, Kate can be. Or other typical names of the Anglo-Saxon world. It's particular. And it is not surprising that the woman to whom it was attributed at birth was, through her actions, revolutionary. At least for the world of female writing. So much to be taken as a model by one of the greatest authors of the twentieth century: Virginia Woolf. In fact, the English Behn is praised by her neighbor in the well-known essay A Room of One's Own, published for the first time in 1928.

 

 

Il secolo scorso è delle donne intellettuali. Senza alcun dubbio. Oltre alla Woolf, infatti, vengono alla ribalta le opere di Simone de Beauvoir, Elsa Morante, Isabel Allende, Marguerite Duras. E molte altre. I motivi sono molteplici e si intersecano tra loro alla perfezione. Forse troppi per essere analizzati accuratamente. Basta allora citarne due: lo sviluppo economico e l’emancipazione femminile. Quindi il voto esteso a tutti, l’aumento dei salari e la possibilità di accedere alle università assieme agli uomini. Tutto ciò ovviamente non nell’immediato, ma con lo scorre dei decenni. Si capisce, allora, perché a Virginia Woolf viene chiesto di tenere due conferenze presso due college femminili (Arts Society di Newnham e Odtaa di Griton), circa il rapporto tra la donna e il romanzo. I due discorsi sono i protagonisti del volume Una Stanza Tutta per Sé.

 

The last century is about intellectual women. Without any doubt. In addition to Woolf, in fact, the works of Simone de Beauvoir, Elsa Morante, Isabel Allende, Marguerite Duras come to the fore. And many others. The reasons are multiple and intersect with each other perfectly. Perhaps too many to be analyzed carefully. It is enough then to name two: economic development and women's emancipation. So the vote extended to everybody, the increase in wages and the possibility of accessing universities together with men. All this obviously not immediately, but with the passing of decades. We understand, then, why Virginia Woolf is asked to give two lectures at two women's colleges (Arts Society of Newnham and Odtaa of Griton), about the relationship between the woman and the novel. The two discourses are the protagonists of the volume A Room of One's Own.

 

Una Stanza Tutta per Sé, Virginia Woolf, Assonanze

 

 

 

Tra le pagine del saggio, si diceva, emerge la figura della scrittrice Aphra Behn. Dalla Woolf viene dipinta come «una donna di classe media, che possedeva le plebee virtù dell’umorismo, della vitalità e del coraggio; una donna costretta dalla morte del marito, e da certe proprie sfortunate avventure, a guadagnarsi la vita a forza di ingegno. Doveva lavorare sullo stesso piano degli uomini. (…) Poiché Behn ce l’aveva fatta, le ragazze potevano andare a trovare i loro genitori e dire: Non c’è più bisogno che mi passiate il mensile, posso guadagnarmi la vita scrivendo.»  Il contesto in cui agisce non è quello fortunato del novecento, bensì quello più complesso del seicento. Nasce in fatti a Canterbury nel 1640 e vi morirà nel 1689. 

 

Among the pages of the essay, it was said, the figure of the writer Aphra Behn emerges. From Woolf is depicted as «a middle-class woman, who possessed the plebeian virtues of humor, vitality and courage; a woman forced by her husband's death, and by some of her own unfortunate adventures, to earn a living by dint of ingenuity. She had to work on the same level as men. (...) Since Behn had made it, the girls could go and visit their parents and say: I don't need you to pass the monthly, I can make a living by writing.» The context in which she acts is not the lucky one of the twentieth century, but the more complex one of the seventeenth century. She was born in fact in Canterbury in 1640 and died there in 1689.

 

 

 

Virginia Woolf by George Charles Beresford, 1902

 

 

Il secolo di Aphra Behn simbolicamente rappresenta la rottura di una tendenza, secondo la Woolf: il passaggio da una scrittura femminile fatta da nobildonne ricche e annoiate, costrette a stare ai dettami del marito e a vivere esclusivamente nella loro bicocca di campagna, scrivendo romanzetti «che tra dieci anni non verranno più pubblicati»; a un modo di pensare, prima ancora di scrivere, più concreto perché mosso da «qualcosa che contribuirà al vostro bene e a quello del mondo.» Dice Virginia Woolf alle conferenze e nel libro. E aggiunge che la Behn dimostra «che si poteva guadagnare del denaro con la penna, benché questo significasse forse il sacrificio di qualche piacevole qualità; e così, a poco a poco, invece di essere la prova di follia e di infermità mentale, l’attività letteraria divenne praticamente importante.»

 

The century of Aphra Behn symbolically represents the breaking of a trend, according to Woolf: the passage from a feminine writing made by rich and bored noblewomen, forced to stay to the dictates of her husband and to live exclusively in their country hovel, writing novels «that in ten years they will no longer be published»; to a more concrete way of thinking, even before writing, because it is moved by «something that will contribute to your good and to that of the world.» Says Virginia Woolf at conferences and in the book. And she adds that Behn demonstrates «that money could be earned with the pen, although this perhaps meant the sacrifice of some pleasant quality; and so, little by little, instead of being the proof of madness and insanity, literary activity became practically important.»

 

Oroonoko by Aphra Behn alla National Library

 

 

Aphra Behn scrive opere come Oroonoko e The Forc'd Marriage, in cui molto spesso emergono temi come l’omosessualità, la ribellione. Viene accusata di oscenità e libertinaggio. Diventa un agente segreto per il re Carlo II e per svolgere questa attività si trasferisce ad Anversa.

Una voce fuori dal coro in un’orchestra composta prevalentemente da uomini. La Behn agisce, diversamente dal modus operandi contemporaneo: non è femminista, una suffragetta, un’attivista. È semplicemente una donna che nel suo tempo decide (ed è costretta a farlo) di essere se stessa. Forse è veramente quest’ultimo aspetto a valere come soluzione circa la disparità tra i sessi tutt’oggi evidente. La Woolf lo esprime in poche righe, riferendosi alla scrittura; ma il concetto può benissimo essere interpretato in tutti gli ambiti della vita: «il coraggio di scrivere esattamente ciò che pensiamo. (…) Dobbiamo fare la nostra strada da sole e dobbiamo essere in relazione con il mondo della realtà e non soltanto con il mondo degli uomini e delle donne, allora si presenterà finalmente l’opportunità.» Di cosa? Della libertà.

 

Aphra Behn writes works such as Oroonoko and The Forc'd Marriage, in which themes such as homosexuality, rebellion often emerge. She is accused of obscenity and libertinism. She became a secret agent for King Charles II and moved to Antwerp to carry out this activity.

A voice out of the chorus in an orchestra composed mainly of men. Behn acts, unlike the contemporary modus operandi: she is not a feminist, a suffragette, an activist. She is simply a woman who in her time decides (and is forced to do so) to be herself. Perhaps it is really this last aspect that counts as a solution about the disparity between the sexes that is still evident today. Woolf expresses it in a few lines, referring to writing; but the concept can very well be interpreted in all areas of life: «the courage to write exactly what we think. (...) We must go our own way and we must be connected with the world of reality and not only with the world of men and women, then the opportunity will finally present itself.» Opportunity of what? Freedom.

 

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