Arte, distruggiti e riformati: da Banksy al tutto / Art, destroy and reshape yourself: from Banksy to everything

7 Oct 2018

 

 

Girl With The Red Balloon self destroying at Sotheby's

 

 

 

- The urge to destroy is also a creative urge. - La frase è di Picasso e Banksy l’ha fatta propria per giustificare il gesto più eloquente del fine settimana appena passato, assieme alla conferma di Kavanaugh e alla conseguente esultanza di Trump. Ma questa è un’altra (triste) storia. 

L’artista britannico ha auto-distrutto la sua opera d’arte più famosa, Girl with a balloon, appena battuta all’asta da Sotheby’s per novecentocinquantatremila sterline, partendo da una base minima di trecentomila. Attraverso il meccanismo del taglia carta che si è soliti usare in ufficio, inserito alla base della cornice dallo stesso autore, il dipinto - risalente al più iconico murales - si è infranto, fino a metà. Ne è sopravvissuto solo il cuore. 

 

- The urge to destroy is also a creative urge. - The phrase is by Picasso and Banksy has made it his own to justify the most eloquent gesture of the weekend just passed, along with the confirmation of Kavanaugh and the consequent exultation of Trump. But this is another (sad) story.

The British artist has destroyed his most famous work of art, Girl with a balloon, just auctioned at Sotheby's for nine hundred and fifty-three thousand pounds, starting from a minimum of three hundred thousand. Through the mechanism of the paper cutter that is usually used in the office, inserted at the base of the frame by the same author, the painting - dating back to the most iconic murals - has broken, up to half. Only the heart survived.

 

 

Panico. È questa la sensazione provata dai tanti presenti all’evento, la cui cronaca è ben nota ai più e non è il caso di raccontarla nuovamente. Inoltre, in molti sono a conoscenza della vena provocatoria dello street artist e questa è in effetti un’occasione troppo libidinosa per lasciarsela sfuggire. Al di là delle tante domande che i vari critici si pongono rispetto alla vicenda, del tipo: Che si sia trattato proprio del misterioso artista? Riferendosi al personaggio incappucciato che ha provato a fuggire dalla sala dove è stata battuta l’opera, oppure: Cosa accadrà ora tra la casa d’asta e il collezionista?. Nessuno, almeno finora, si è posto il quesito fondamentale: qual è il valore di questo atto all’interno del sistema dell’arte contemporanea? 

 

Panic. This is the feeling experienced by the many present at the event, whose chronicle is well known to most people and there is no need to tell it again. In addition, many are aware of the provocative vein of the street artist and this is indeed an occasion too libidinous to pass up. Beyond the many questions that the various critics are asked with respect to the story, such as: What was it about the mysterious artist? Referring to the hooded character who tried to escape from the room where the work was performed, or: What will happen now between the auction house and the collector ?. No one, at least until now, has asked himself the fundamental question: what is the value of this act within the contemporary art system?

 

 

 Girl With The Red Balloon There Is Always Hope, Banksy

 

 

 

Banksy ha svolto un’azione socialmente e artisticamente utile. Per se stesso, poiché si è fatto pubblicità e c’è da scommettere che i suoi followers su Instagram aumenteranno considerevolmente, tanto quanto le sue già alte quotazioni. E per coloro che scrivono, parlano, fanno o semplicemente respirano Arte: l’iniziativa dice chiaramente che esistono opere facilmente cestinabili. Artefatti sterili che si possono tranquillamente trattare come oggetti da riciclare, poiché la loro funzione non è più quella di far pensare coloro i quali le osservano, ma ben altro. Chissà quante mostre orribili si smetterebbe di imbastire se si applicasse questo modus operandi, se la scelta curatoriale fosse veramente mirata alla scoperta del talento, di quel creativo in grado veramente di scuotere qualcosa non solo nell’intimo dello spettatore, ma anche - e soprattutto - nel mercato; in quel tessuto sociale fatto di uomini e donne, i quali acquistano opere per sé o in favore della collettività. E a proposito dell’ultima, l’artista - le cui poche informazioni biografiche indicano essere originario di Bristol e nato nel 1974 - l’ha sempre rappresentata e stimata, tanto che non è mai stato, almeno all’inizio, un grande ammiratore dell’aspetto commerciale dell’arte. Non ci si limiti quindi a giudicare la vicenda solo come una trovata promozionale, ma anche come un continuum del suo concetto artistico. 

 

Banksy has carried out a socially and artistically useful action. For himself, since he has been advertised and it is wagered that its followers on Instagram will increase considerably, as much as its already high quotations. And for those who write, speak, do or simply breathe Art: the initiative clearly states that there are easily wasteable works. Sterile artifacts that can easily be treated as recyclable objects, since their function is no longer to make those who observe them think, but something else. Who knows how many horrible exhibitions we would stop bashing if we applied this modus operandi, if the curatorial choice was really aimed at the discovery of talent, that creative really able to shake something not only in the intimate of the viewer, but also - and above all - in the market; in that social tissue made up of men and women, who buy works for themselves or for the community. And speaking of the last one, the artist - whose little biographical information indicates that he is originally from Bristol and born in 1974 - has always represented and esteemed it, so much so that he was never, at least at the beginning, a great admirer of the commercial aspect of art. So we do not limit ourselves to judging the story only as a promotional gimmick, but also as a continuum of its artistic concept.

 

The making of by Bansky himself

 

 

- Se vuoi trasformare un uomo in una nullità non devi fare altro che ritenere inutile il suo lavoro. - Dostoevskij non ci va leggero. E nessuno dovrebbe farlo perché la cultura - in cui risiedono anche quadri, installazioni, sculture, il design, tra gli altri - è fondamentale per la libertà dell’individuo, il quale non può più contare sull’informazione, sul quotidiano acquistato ogni mattina, per conoscere. Perché egli, come tutti i suoi omologhi, vive su un Pianeta fuori controllo, e per tornare in asse ha bisogno della verità, di una guida, del punto di vista dell’arte. 

Se il bello di vivere ai nostri tempi è la possibilità di condividere i propri contenuti con il mondo in pochissimi secondi, l’aspetto negativo deriva dalla sua stessa positività: non si è più in grado di selezionare, di capire chi è in grado di scalfire qualcosa; nel caso dell’arte di segnare un momento importante nella storia quotidiana. Perché di quella con la S maiuscola è impossible anche solo pensarlo. Non viviamo nella liquidità ma nella concretezza di un presente incerto, che è ben altra cosa. 

 

- If you want to turn a man into a nothingness, you have to do nothing but consider his job useless. - Dostoevsky does not go light. And no one should do it because culture - which also includes paintings, installations, sculptures, design, among others - is fundamental for the freedom of the individual, who can no longer rely on information, on the daily bought every morning, to know. Because he, like all his counterparts, lives on a planet out of control, and to return to the axis needs the truth, a guide, the point of view of the art.

If the beauty of living in our time is the ability to share their contents with the world in a few seconds, the negative aspect comes from its own positivity: you are no longer able to select, to understand who is able to scratch something; in the case of the art of marking an important moment in everyday history. Because of that with a capital H it is impossible to even think about it. We do not live in liquidity but in the concreteness of an uncertain present, which is quite another thing.

 

 

Come ci sono chef che si spacciano per tali ma in realtà non lo sono, lo stesso vale per gli artisti. I primi sono frutto di un sogno: quello di aprire il proprio ristorante, aggiudicarsi una stella, e diventare i nuovi Carlo Cracco; i secondi lo stesso: vivono la condizione ma non lo pensano, perché non fa parte di loro: non conoscono la storia dell’arte, le tecniche, gli artisti del passato e nemmeno del presente. 

Il j’accuse non è contro di loro, vittime inconsapevoli del sistema; la critica è rivolta a chi ancora considera le frasi retoriche supportate da lampadine al led, che si vedono sempre più di frequente appese ai muri in cartongesso delle fiere del settore, opere all’avanguardia in grado di stupire, di scuotere le menti, di provocare uno shock culturale in grado di fare chissà cosa. A spostarsi invece sono solo i movimenti bancari. 

 

As there are chefs who pretend to be such, but in reality they are not, the same applies to artists. The first are the result of a dream: to open their own restaurant, win a star, and become the new Carlo Cracco; the latter the same: they live the condition but do not think it, because it is not part of them: they do not know the history of art, the techniques, the artists of the past or even of the present.

The j'accuse is not against them, unaware victims of the system; the criticism is aimed at those who still consider the rhetorical phrases supported by led bulbs, which are increasingly seen hanging on the plasterboard walls of the industry fairs, cutting-edge works able to astonish, to shake the minds, to provoke a cultural shock that can do something. Instead, the produce only bank movements.

 

 

 

Artissima 2016 – Photo Perottino/Alfero/Tardito

 

 

 

 

 

 

Gli artisti emergenti sono coloro che rischiano di più. Le loro produzioni non sono tutelate dai sistemi che dovrebbero aiutarli a crescere, a venire fuori dal loro scantinato dove con difficoltà cercano di farsi conoscere alla stampa, ai maestri, alle gallerie d’arte e, quindi, agli acquirenti. Ci vuole qualcuno in grado di collegare i primi con gli ultimi, attraverso un lavoro analitico, funzionale ai due scopi reali dell’arte: il sapere e vendere. Sono il futuro, e un domani vuoto, colmo solo di citazioni, non vale molto. 

A Banksy bisogna concedere il merito di aver rimesso in discussione il sistema, annientandolo. Distruggendosi. Che sia l’inizio per una visione della struttura, i cui attori sono tutti veri protagonisti? Che sia il momento giusto per un disegno più intelligente del rapporto tra istituzioni, curatori e collezionisti? 

 

Emerging artists are those who risk more. Their productions are not protected by systems that should help them grow, to come out of their basement where they try to make themselves known to the press, to the masters, to art galleries and, therefore, to buyers. It takes someone able to connect the former with the last, through an analytical work, functional to the two real purposes of art: knowledge and selling. They are the future, and an empty tomorrow, full of citations only, not worth much.

Banksy must be credited with having challenged the system, destroying it. Destroying himself. Was it the beginning for a vision of the structure, whose actors are all true protagonists? Was it the right time for a more intelligent design of the relationship between institutions, curators and collectors?

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