Arte per esprimersi, nostalgia per ricordare: Gaia Bernasconi racconta Isoì, il suo spazio milanese / Art to express, nostalgia to remember: Gaia Bernasconi tells Isoì, her Milanese space

9 Sep 2019

 

Gaia Bernasconi

 

 

Un laboratorio, uno spazio artistico. È Iosì ed è anche Gaia Bernasconi, artista e illustratrice, custode dello luogo, il quale ha aperto i battenti nel 2014, sul Naviglio Pavese a Milano. Ed è proprio passando di lì che l’abbiamo scoperto, qualche settimana fa, quando ancora la città era deserta. Gaia racconta com’è nato Isoì, i progetti e, soprattutto, spiega come mai il valore e il sentimento della nostalgia sono così importanti.

 

A laboratory, an artistic space. It is Iosì and it is also Gaia Bernasconi, artist and illustrator, custodian of the place, who opened its doors in 2014, on the Naviglio Pavese in Milan. And it is just passing by that we discovered it, a few weeks ago, when the city was still deserted. Gaia tells how Isoì was born, the projects and, above all, explains why the value and the feeling of nostalgia is so important.

 

 

Gaia, aprire Isoì, un laboratorio e un progetto artistico non è un po' rischioso di questi tempi in cui le piccole realtà fanno molta fatica ad affermarsi?

 

- Aprire Isoì è stata una bella avventura in tutti i sensi e ancora oggi è un grosso impegno e responsabilità. Diciamo che nel corso degli anni Isoì è mutato molto e non finirà mai di farlo perché bisogna essere capaci di navigare le situazioni senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà che sono all’ordine del giorno. Lavorare a partita iva oggi, nutrendo un progetto proprio con tutti i costi e imprevisti del lavoro autonomo, non è affatto semplice e lascia molto poco tempo per sé e per la vita fuori “dall’antro”; ma lavorare con le mani è tutto ciò che mi rende felice perciò non potrò mai smettere. -

 

Gaia, to open Isoì, a laboratory and an art project isn’t it a bit risky in these times when small businesses struggle to succeed?

 

- Opening Isoì was a great adventure in every sense and still today is a big commitment and responsibility. Let's say that over the years Isoì has changed a lot and will never cease to do so because you need to be able to navigate situations without being discouraged by the difficulties that are on the agenda. Working as a freelancer today, feeding a project of its own with all the costs and unforeseen consequences of self-employment, is not at all simple and leaves very little time for yourself and for life outside the cage; but working with your hands is all that makes me happy therefore i will never stop. -

 

 

Maschera-scultura di Isoì, Gaia Bernasconi

 

 

L'idea è nata a Ithaca. In quali aspetti del progetto c'è il senso di nostos che tanto è legato all'isola?

 

- Il nostos è qualcosa che è radicato in ogni orlo di Isoì ( in greco ή ζωή che significa “la vita” ) poiché ad Ithaca ho ritrovato la voglia di vivere, l’energia e la linfa creativa che mi investe ogni volta che torno in quel luogo che sento più che una casa. È il grembo che genera idee; ogni luce è potenza e nutre i miei occhi e le mie ispirazioni. Soffro nel starle lontana, ma vivo l’attesa del ritorno tutte le volte come se fosse la prima da 20 anni a questa parte. -

 

The idea was born in Ithaca. In what aspects of the project is there a sense of nostos that is so tied to the island?

 

- Nostos is something that is rooted in every edge of Isoì (in Greek ή ζωή which means "life") since I found the will to live in Ithaca, the energy and the creative lymph that invests me every time I come back that place that I feel more than a home. It is the womb that generates ideas; every light is power and nourishes my eyes and my inspirations. I suffer in staying away from it, but I live the expectation of return all the time as if it were the first for 20 years now. -

 

 

Isoì apre nel 2014, quali evoluzioni ha visto attraversare?

 

- isoì nasce nel 2014 come società e viene fondato da me e Daniele Desperati, eravamo compagni e soci ed è stato molto difficile ingranare e riuscire a stare dietro a tutte le complicazioni fiscali e burocratiche che questo stato ci chiedeva facendo piccole produzioni e artigianato artistico. Abbiamo fatto tante fiere, mercati, eventi, performance, collaborazioni e sacrifici ma purtroppo tutto ciò non è bastato a mantenere viva Isoi e a dicembre 2018 abbiamo chiuso la società e ci siamo divisi. Ora sono sola in Isoì e sto cercando di far capire alle persone e al pubblico che ci ha seguito e conosciuto in un modo che il progetto prenderà sempre più una strada vicina all’arte contemporanea e alle commissioni private e personali rispetto alle piccole produzioni passate. -

 

Isoì opens in 2014, what evolutions have you seen through?

 

- isoì was born in 2014 as a company and was founded by me and Daniele Desperati, we were partners and it was very difficult to get going and be able to keep up with all the fiscal and bureaucratic complications that this state asked us doing small productions and artistic craftsmanship. We did so many fairs, markets, events, performances, collaborations and sacrifices but unfortunately all this was not enough to keep Isoi alive and in December 2018 we closed the company and we split up. Now I am alone in Isoì and I am trying to make people and the public understand that they have followed and known us in a way that the project will increasingly take a path closer to contemporary art and to private and personal commissions than past small productions. -

 

 

Work in progress

 

 

 

Abbigliamento e arte sono i pilastri del progetto. Come sono sviluppati?

 

- Abbigliamento e arte erano i pilastri fondamentali del progetto perché a Milano (purtroppo o per fortuna) la moda è una forza economica non da poco e noi dovevano far tornare i conti e poter rinvestire in nuovi progetti. Essendo una piccola realtà Daniele ebbe questa idea di serigrafare le mie illustrazioni su magliette ricamate a mano, è così partimmo. in realtà ho sempre sofferto negli anni della società il dover pensare, disegnare, progettare e realizzare oggetti, magliette, capi che non sentivo molto miei o in cui mi sentivo estremamente limitata dal creare un prodotto che potesse essere anche commerciale. Io sono sempre stata forse troppo libera, molto più vicina al mondo dell’arte, della scultura, della performance, dei murales e dalla materialità dal bisogno di plasmare creare vedere prendere forma i pensieri. -

 

Clothing and art are the pillars of the project. How are they developed?

 

- Clothing and art were the fundamental pillars of the project because in Milan (unfortunately or fortunately) fashion is an economic strength and we had to bring the accounts back and be able to reinvest in new projects. Being a small reality let Daniele getting engaged with the idea to screen my illustrations on hand-embroidered shirts, that's how we started. in reality I have always suffered in the years of society having to think, draw, design and make objects, t-shirts, garments that I didn't feel very mine or where I felt extremely limited from creating a product that could also be commercial. I have always been perhaps too free, much closer to the world of art, sculpture, performance, murals and from materiality to the need to shape to create, to see thoughts take shape. -

 

 

Sul sito c'è scritto che il laboratorio è ricco di storie da raccontare. Ce ne dici qualcuna?

 

- Beh, la prima storia sicuramente è il nome di Isoì e il significato del logo. Avevo una nonna di origine slave che è stata ed è molto importante e formante per me. Un’estate trovò a Ithaca questo gattino di poche settimane, cieco e abbandonato dalla mamma gatta perché molto malato. Lei lo prese, lo scaldò, lo nutri e lo curo’ per tutta l’estate per cercare di regalargli una vita e riuscì anche a guarire gli occhi malati e a dargli la vista. Da qui l’occhio del logo con la goccia di collirio che vi cade dentro. Isoì, così lei chiamo questo gattino, che non ce la fece e ora nemmeno la mia nonna c’è più ma quando ho deciso di aprire il mio progetto volevo che fosse dedicato a loro due e alla forza immensa della vita. -

 

On the website it says that the laboratory is full of stories to tell. Can you tell us any?

 

- Well, the first story is surely the name of Isoì and the meaning of the logo. I had a grandmother of Slavic descent who was and is very important and a trained person for me. One summer she found in Ithaca this kitten of few weeks, blind and abandoned by his mother cat because he was very sick. She took it, heated it, nourished it and took care of it all summer to try to give it a life and also managed to heal the sick eyes and give it sight. Hence the eye of the logo with the drop of eye drops falling into it. Isoì, so she called this kitten, who didn't make it and now not even my grandmother is here anymore but when I decided to open my project I wanted it to be dedicated to them and to the immense strength of life. -

 

 

Una t-shirt di Isoì

 

 

 

Cosa c'è scritto, invece, nel futuro di Isoì?

 

- Anche se per qualcuno sono un po’ maga ancora non ho la palla di cristallo per predire il futuro. Diciamo che ci sono tanti sogni desideri e progetti che spero di riuscire a realizzare e che il più recente sarebbe nel 2020 con l’ultima maschera/scultura “Luci-fero” che ho appena finito di realizzare. E andare a girare una performance a Stromboli… e poi da sempre Penelope (Gaia) sogna di potersi trasferire un giorno definitivamente sulla magica isola che l’ha allevata è cresciuta interiormente. -

 

What’s written, instead, in the future of Isoì?

 

- Even if for some I'm a bit of a magician I still don't have the crystal ball to predict the future. Let's say that there are so many dreams, desires and projects that I hope to be able to achieve and that the most recent would be in 2020 with the latest "Luci-fero" mask/sculpture that I just finished making. And going to shoot a performance in Stromboli... and then Penelope (Gaia) has always dreamed of being able to move one day permanently to the magical island that raised her. -

 

isoi.co 

 

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