Atmosfere: Cuba / Atmosphers: Cuba

 

 

 

 

 

Mi è bastato aprire quella piccola scatola di legno grezzo acquistata qualche mese fa con l'inconfondibile bandiera a strisce blu e il triangolo rosso con al centro una stella, per essere invasa dai ricordi. I cubani la considerano magica, perché nessuno riesce ad aprirla al primo sguardo, dev'essere rivelato un trucco.

Proprio quella scatola, dal profumo inconfondibile di foglie di tabacco essiccate, mi riporta in un meraviglioso ristorante in stile liberty del paese di Santa Clara, con lampadari di cristallo, piante tropicali dalle foglie larghe e carnose, mobili di legno scuro tirato a lucido e aragoste al sugo di pomodoro portate continuamente ai tavoli.

Respiro.

 

It’s just enough to open that small rough wood, bought just a few months before, with that

unmistakable flag with blue stripes and the red triangle with a star in the centre, to be fulfilled with memories. Cubans consider it magical, because nobody can open it at the first look, a trick has to be revealed.

That exact box, with the unforgettable smell of dried tobacco leaf, takes me into a wonderful liberty stile restaurant in the village of Santa Clara, with crystal chandelier, tropical plant withn large and fleshy leaves, polished black wooden furniture and tomato soup lobster continuously brought to the tables.

I breathe.

 

 

 

Cuba portrayed by Eleonora Gargantini 

 

 

 

Mi sposto un po' più a sud e mi ritrovo a passeggiare per Trinidad: una piña colada in mano e il sapore di ananas e cocco sulle labbra, la leggerezza dei pensieri. Appoggiato ad una porta azzurra un uomo anziano, con un'iguana al guinzaglio.

Sorrido.

 

I move down south a bit and I find myself wondering around the streets of Trinidad: a pina

colada in my hand and the taste of coconut on my lips, the lightness of thoughts. Leaning on a blue door an old man stands, with an iguana on a leash.

I smile.

 

 

 

Cuba portrayed by Eleonora Gargantini 

 

 

Una strada lunga e polverosa mi porta a L'Havana. Qui è l'altra Cuba.

Quarantacinque gradi, che i cubani sembrano non percepire. Si vive in strada, le porte delle case sempre aperte lasciano intravedere muri spesso scrostati e poco arredamento. Ci si siede sui marciapiedi, ci si lascia cullare dalle sedie a dondolo poste agli ingressi, ci si parla e ci si abbraccia. Si sente, come se i cinque sensi fossero amplificati.

Le persone ti guardano negli occhi forse perché la connessione internet ce l'hanno solo nei bar e connettersi è così difficile che ci provi i primi giorni del viaggio, ma poi capisci che ne puoi far a meno. Le mail possono aspettare, ci sarà così tanto da raccontare una volta tornati.

La vita, la nuda vita, senza orpelli.

Un po' più in là un gruppo di ragazzini giocano a calcio e uno di loro deve aver segnato un goal, a giudicare dall'esaltazione. 

 

A long and dusty road brings me to L’Havana. Here is the other Cuba.

Forty-five degrees that Cubans seem not to feel. Life is lived on the streets, doors of the homes are always open and let you glimpse on few furniture and walls that are often incrusted. People sit on sidewalks, letting themselves lull in rocking chairs put in front of their home entrance, people are chatting and hugging. You can hear, as the five senses seem amplificated.

People look at you in the eyes, maybe because the internet connection is only in bars, and

linking to the net is so complicated that you try during the first days of your trip, but then you realize that you can go on without it. E mails can wait, there will be so much to tell once back.

Life, nude life, without trappings

Just a bit down the street a group of kids is playing football and one of them must have scored a goal, judging from the excitement.

 

 

 

Cuba portrayed by Eleonora Gargantini 

 

 

Passeggio un altro po' e mi lascio catturare da una scritta azzurra dipinta su un muro bianco, una poesia sull'amicizia del poeta cubano José Martí:

“Coltivo una rosa bianca
a giugno come a gennaio
per l’amico sincero
che mi tende la sua mano franca.

E per il crudele che mi strappa
il cuore con cui vivo,
né cardo né ortica coltivo;
coltivo la rosa bianca.”

 

La fotografo e la porto con me.

 

I walk around a bit more and get captured by a blue writing on a white wall, a poem on friendship by Cuban poet Josè Martì:

“I grow a white rose

In June as in January

For the true friend

Who holds out his honest hand.

And for the cruel who rips

The hearth with whom I live

Nor thistle neither nettle I grow;

I grow a white rose”

 

I take a picture and bring it with me.

 

 

 

Cuba portrayed by Eleonora Gargantini 

 

 

Con una piccola barca arrivo sulla minuscola isola Cayo Levisa, mi siedo all'ombra delle palme, mi gusto un mango maturo e succoso e poi assaporo un sigaro “puro”, come amano chiamarlo i cubani. Davanti a me l'oceano, sotto i miei piedi la sabbia fine e bianchissima.

Cuba ti esaspera un momento prima e ti fa rimanere a bocca aperta un attimo dopo.Le lunghe code date dall'eccessiva burocrazia lasciano presto spazio allo stupore dato da luoghi unici e magici. Non potrò scordare la luce che investe il Malecòn, il lungomare di l'Havana, al tramonto, quella della luna che rischiara la notte a Plaza de la Catedral o ancora quella del sole che rende l'oceano color giada.

 

Ho giusto il tempo per un tuffo nell'acqua calda tropicale e torno ad ammirare la mia piccola scatola di legno.

 

 

With a little boat I arrive on the tiny island of Cayo Levisa, I sit in the shade of the palm trees, taste a mature and juicy mango and after I taste a “pure” cigar, as the Cuban love to call cigars. In front of me the ocean, under my feet a very fine and white sand.

Cuba exasperates you a moment before and a moment later leaves you breathless.

Long queues caused by exaggerate bureaucracy soon leave space to the wonder of the unique and magical places. I could never forget the light that shines on the Malecon, L’Havana seafront, during sunset, the moonlight that brightens the night in Plaza de la Catedral or again that sunlight that makes the oceans coloured like jade.

 

I just have the time for a last dive into the warm tropical water and I’m back admiring my little wooden box.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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