Giulia Currà racconta Casa Cicca, tra opere, artisti e libri d'arte / Giulia Currà tells Casa Cicca, between artwork, artists and books

18 Jun 2019

 

 

 

 

Casa Cicca, foto di Cristina Ceglie

 

 

 

 

Giulia Currà mi accoglie nuovamente dentro gli spazi di Casa Cicca, in zona Navigli. La sua casa, che poi è un po’ anche la nostra. Perché, su appuntamento, è visitabile. Non solo. Artisti e non solo possono soggiornarvi, per creare, pensare. E donare un oggetto. Ogni mese, poi, c’è un evento in programma, organizzato da Giulia e da creativi con la voglia di stimolare le menti, anche fino all’alba. Ed è in uno di questi che l’ho incontrata la prima volta, durante una Cena d’Artista, organizzata con la galleria Twenty14 Contemporary di Milano . Come molti prima di me, ho preso a cuore il progetto di Currà e le ho chiesto di raccontarmelo, dagli esordi fino a oggi. 

 

 Giulia Currà welcomes me back into the spaces of Casa Cicca, in the Navigli area. Her house, which is also ours. Because, by appointment, it can be visited. Not only. Artists and visitors can stay there, to create, to think. And donate an object. Every month, then, there is an event scheduled, organized by Giulia and by creatives with the desire to stimulate the minds, even until dawn. And it was in one of these that I met her for the first time, during aCena d’Artista, organized with the Twenty14 Contemporary gallery in Milan. Like many before me, I took Currà's project to heart and asked her to tell me about it, from the beginning to today.

 

 

 

Giulia, ma non ti ha mai dato fastidio avere gente che dissemina oggetti e vive a Casa Cicca, dove anche tu risiedi?

 

- Domanda perfetta! Questo è il destino di Casa Cicca, di Giulia Currà e di tutte le identità che creo! La mia vita, i miei luoghi e i miei spazi sono sempre stati invasi, da quando sono nata. Sono figlia del trasloco. La mia camera era una sorta di fortezza dove custodivo tutto quello che trovavo nei magazzini di mio padre. Era un appuntamento fisso l’andare ad aprire le centinaia di cartoni che arrivavano e scovarci gli oggetti più assurdi. Questa invasione l’ho “iniziata” io stessa. Ad un certo punto tutto è diventato troppo e ho iniziato a rigettarlo. Poi, grazie all’arte ho trovato un compromesso. All’inizio Casa Cicca doveva essere solo casa mia. Poi, sai, invitando diversi ospiti, a poco a poco ognuno di loro lasciava un ricordo di sé, sotto forma di oggetto o opera d’arte. Il magazzino ha iniziato a venire da me! E la storia continua a ripetersi! -

 

Giulia, did it ever bother you to have people spreading objects and living in Casa Cicca, where you also live?

 

- Perfect question! This is the destiny of Casa Cicca, Giulia Currà and all the identities I create! My life, my places and my spaces have always been invaded, since I was born. I'm a daughter of moving. My room was a sort of fortress where I kept everything I found in my father's storages. Going to open the hundreds of boxes that arrived and find the most absurd objects was a fixture. This invasion I "started" myself. At one point everything became too much and I started to reject it. Then, thanks to art, I found a compromise. At the beginning Casa Cicca had to be just my home. Then, you know, by inviting several guests, little by little each of them left a memory of themselves, in the form of an object or a work of art. The warehouse started coming to me! And the story keeps repeating itself! -

 

 

Concerto live di Perfect Volume Trio, foto di Cristina Ceglie

 

 

 

Quindi l’invasione è una condizione costante per te.

 

- Totale. Sai, è anche una questione di amore. Io mi innamoro spesso, amore è cura. Amo gli oggetti quasi come le persone, perché in quelle scatole c’è sempre stato un mondo che mi parlava, e tutt’ora in questa casa raccolgo storie e tracce che sono eco di chi mi attraversa ogni giorno. Noi siamo fatti di questo, no? -

 

So the invasion is a constant condition for you.

 

- Total. You know, it's also a matter of love. I fall in love often, love is care. I love objects almost like people, because in those boxes there has always been a world that spoke to me, and still in this house I collect stories and traces that are echoes of those who cross me every day. We are made of this, aren't we? -

 

 

Allora scegli un’opera e raccontane la storia, se vuoi.

 

-  Beh (si gira verso il muro, ndr), Come puoi aver notato nella casa sono presenti alcuni disegni di Lisa Ponti, preziosi doni che ho ricevuto in questi anni. Ecco lei è una delle madrine di questa idea di Casa Cicca. L’ho prima conosciuta grazie ai racconti di Pasquale Leccese, le cene e avventure della casa di via Randaccio, il suo amore per gli artisti... tutti elementi che mi avevano fatto sognare. E pensavo: lo voglio fare anche io! Ho così realizzato il sogno di incontrarla e creare il mio libro Titolo del Libro. Con lei decisi il colore della prima Casa Cicca per cui lei tifava molto. Un grazie speciale va proprio a Pasquale che posso dire sia sempre stato il mio grande alleato in questa avventura e dispensatore di rarità e pensieri preziosi. Questo, invece, è un disegno di Tony Kaye, regista di American History X, che arrivò ad una festa che organizzai nella prima Casa Cicca, grazie alla dj Stefania Pia. Lei mi disse che sarebbe venuto anche un suo amico che da New York arrivava a Milano. Inizialmente non sapevo chi fosse… immaginati poi vederlo arrivare con delle valigie enormi, a mezzanotte. Gli dico di mettere tutto in casa. Entra, e non capisce più niente. Ha tirato fuori fogli e iniziato a disegnare, mi ha chiesto di rimanere solo, e mi donò questo suo momento del quale vedi una testimonianza lì in alto. -

 

Then choose a work and tell its story, if you want.

 

Well (she turns to the wall, ed) I'll choose two! As you may have noticed in the house there are some drawings by Lisa Ponti, precious gifts I received over the years. Here she is one of the godmothers of this idea of ​​Casa Cicca. I first knew her thanks to Pasquale Leccese's stories, the dinners and adventures of the house in Via Randaccio, her love for artists... all the elements that had made me to dream. And I thought I want to do it too! I thus realized the dream of meeting her and creating my book Titolo del Libro. With her I decided the color of the first Casa Cicca for which she was very supportive! A special thanks goes to Pasquale who can say he has always been my great ally in this adventure and dispenser of rarities and precious thoughts! Instead, this is a drawing by Tony Kaye, director of American History X, who arrived at a party that I organized in the first Casa Cicca, thanks to DJ Stefania Pia. She told me that a friend of hers would also come from New York to Milan. Initially I didn't know who he was... imagine then seeing him arrive with huge suitcases, at midnight. I tell him to put everything in. He came in, and you didn't understand anything anymore. He pulled out papers and started drawing, he asked me to be alone, and he gave me his moment of which you see a testimony up there. -

 

Evento a Casa Cicca, foto di Cristina Ceglie

 

 

 

Il progetto è nato nel 2012, vero?

 

- Scrivo 2012 perché ho firmato il contratto con la prima Casa Cicca il 12.12.12, il giorno in cui si prospettava la fine del mondo. A me faceva molto ridere: il giorno in cui finalmente avrei avuto una casa tutta mia, avrei avuto anche pochissimo tempo per godermela! In realtà esistono tante date significative e ognuna scandisce la crescita di questo luogo. -

 

The project was born in 2012, right?

 

- I write 2012 because I signed the contract with the first Casa Cicca on 12.12.12, the day when the end of the world was ahead. It made me laugh a lot: the day I finally had my own house, I would have had very little time to enjoy it! In reality there are so many significant dates and each one marks the growth of this place. -

 

 

Gli obiettivi sono rimasti gli stessi oppure hanno preso un’altra direzione?

 

- Sin da subito ho cercato di capire quali eventi e situazioni creare. Diciamo che i primi erano più legati all’aprire la casa e far vedere la collezione.Erano dei pretesti per far vedere questo luogo, anche solo perché lo consideravo un tesoro e volevo condividerlo con gli altri. Ho iniziato a invitare musicisti, per lo più amici e da lì ha iniziato a delinearsi una sorta di agenda, che oggi è ben definita, tanto che ricevo richieste di collaborazione anche da artisti, band e scrittori che non conosco. L’idea continuativa è quella di realizzare dei progetti che siano sempre più connessi al concetto di questo luogo, a com’è nato e perché. -

 

Have the goals remained the same or have they taken another direction?

 

- From the beginning I tried to understand which events and situations to create. Let's say that the former were more connected to opening the house and showing the collection. They were pretexts to show this place, even if I considered it a treasure and I wanted to share it with others. I started inviting musicians, mostly friends, and from there began a sort of agenda, which today is well defined, so much so that I get requests for collaboration even from artists, bands and writers I don't know. The ongoing idea is to create projects that are increasingly connected to the concept of this place, how it was born and why. -

 

 

Esterno di Casa Cicca, foto di Cristina Ceglie

 

 

 

Potevi limitarti a ospitare turisti o artisti e poi mostrare il loro lavoro al pubblico. Perché hai scelto di andare e oltre e di creare serate come Le ragazze della porta accanto, Shari DeLorian, Lavorazioni Carni Rosse o la Cena d’Artista?

 

- Semplicemente perché sono una nostalgica dei caffè letterari e perché volevo invasioni barbariche vere! Quindi, rispettando il concetto su cui si forma questo luogo, avevo bisogno di invitare filosofi, musicisti e ricercatori che potessero essere rappresentanti di ciò che amo. Casa Cicca è diventato per alcuni luogo segreto, dove incontrare nuove persone, scambiarsi idee, critiche o novità, un punto di riferimento, semplicemente libero, dove bere un bicchiere di vino e scoprire cosa accade, quindi la ricerca continua! -

 

You could limit yourself to hosting tourists or artists and then show their work to the public. Why did you choose to go beyond and create evenings like Le ragazze della porta accanto, Shari DeLorian, Lavorazioni Carni Rosse or the Cena d’Artista?

 

- Simply because I am a nostalgic of literary cafes and because I wanted real barbarian invasions! Therefore, respecting the concept on which this place is formed, I needed to invite philosophers, musicians and researchers who could be representatives of what I love. Casa Cicca has become for some a secret place, where to meet new people, exchange ideas, criticisms or news, a point of reference, simply free, where to drink a glass of wine and find out what happens, so the search continues! -

 

 

Tanto per chiarire: gli artisti che passano in queste stanze, cosa possono fare?

 

- Viverle! Gli artisti che vengono devono cercare di adattarsi al luogo. Ovviamente se hanno chiesto di essere ospitati significa che sono al corrente di tutto ciò che è possibile e non fare in un luogo di questo tipo. Ho sempre avuto artisti che usavano Casa Cicca come luogo di ricerca, per studiare, avere tempo per sé, finire un album, o un libro. Tutto ciò che invece nasce in loco è partito da questi pochi metri quadrati, i quali in un certo senso ti costringono a mettere in discussione il tuo punto di vista. - 

 

Just to clarify: what can artists do in these rooms?

 

- Live them! The artists who come must try to adapt to the place. Obviously if they have asked to be hosted it means that they are aware of everything that is possible and not to do in such a place. I've always had artists who used Casa Cicca as a place to research, study, have time for themselves, finish a music album, or a book. Everything that is born on the spot has started from these few square meters, which in a certain sense force you to question your point of view. -

 

 

Casa Cicca, foto di Max Pescio

 

 

La seconda Casa Cicca dista pochissimi metri dalla prima: come hai concepito i nuovi spazi della casa?

 

- Con i falegnami di Studio Yema abbia concepito una casa che non desse mai l’idea di definitivo, piuttosto di un work in progress. Una palafitta sull’acqua, che si sviluppa verso l’alto fino ad arrivare alla tana del letto soppalcata. Tutto il legno utilizzato arriva dalla vecchia Casa Cicca ed è stato riadattato. Il pavimento è stato creato con una vecchia azienda di piastrelle di Lucca e l’artista Michele Chiossi che ha omaggiato i vecchi pavimenti milanesi e Carlo Scarpa. Abbiamo trasformato il vecchio camino in una cucina, e ora è apparsa anche la biblioteca con libri rari e in edizione d’artista. -

 

The second Casa Cicca is just a few meters from the first: how did you conceive the new spaces of the house?

 

- With the carpenters of Studio Yema we conceived a house that never gave the idea of ​​definitive, rather a work in progress. A pile on the water, which develops upwards until reaching the den of the loft bed. All the wood used comes from the old Casa Cicca and has been adapted. The floor was created with an old tile company from Lucca and the artist Michele Chiossi who honored the old Milanese floors and Carlo Scarpa. We have transformed the old fireplace into a kitchen, and now the library with rare books and an artist edition has also appeared. -

 

Cicca è il vecchio nome della zona dei Navigli, ma porta con sé altre associazioni: dalla cicca di sigaretta alla prostituta. Rispetto al mondo dell’arte contemporanea, per certi versi più borghese e per bene, come si accosta la scelta di questo nome?

 

- Quando stavo cercando casa, non mi sono limitata ai Navigli. Sono solo molto affezionata alle “felici coincidenze”. Un giorno camminavo in zona e vidi un cartello rosso su strada. Qualcosa mi ipnotizzò e dopo un minuto ero dentro questa magnifica casa di ringhiera. La signora Lorenza mi lancia le chiavi dalla finestra per entrare, mi innamoro del cortile, due porte su una stanza di 15 mq ed è mia. Quando tutto si sincronizza bisogna ascoltare ! In un luogo apparentemente per bene, ecco le storie della mala Milanese che mi stavano aspettando. Come dice Lea Vergine “l’arte non è faccenda di persone perbene”, quindi anche se ci si ostina a renderla popolare, o accessibile a tutti, io vedo l’arte come una cosa sacra, a cui bisogna accedervi solo se veramente si sente la necessità di volerla conoscere e scoprire. In altri paesi la domenica si portano i bambini nei musei e non a messa, vorrei immaginare che sia l’arte il corrispettivo di una libertà di anime che vogliono riconoscere alcune loro caratteristiche in essa, senza colpe, senza peccati, ma con il bene e con il male sentirsi e ascoltarsi davvero. L’arte è preziosa! Ci rende schiavi, liberi, amanti, furiosi, folli, apollinei o dionisiaci, ma con una crudele ed esaltante verità, dove si possono trovare nuove regole, nuovi modi di esistere e di relazionarsi agli altri. Quindi è tutto sacro, è tutto sacrilego, tutto eresia e cura, rispetto a ciò che la società ha incasellato e pregiudicato. Casa Cicca raccoglie l’incoerenza di questo stato. -

 

Cicca is the old name of the Navigli area, but it brings with it other associations: from the cigarette butt to the prostitute. Compared to the world of contemporary art, in some ways more bourgeois and glossy, how do you approach the choice of this name?

 

- When I was looking for a house, I didn't limit myself to the Navigli. I'm just very fond of "happy coincidences". One day I was walking in the area and saw a red sign on the road. Something hypnotized me and after a minute I was inside this magnificent banister house. Signora Lorenza throws me the keys from the window to enter, I fall in love with the courtyard, two doors onto a room of 15 square meters and it is mine. When everything is synchronized you have to listen! In a place that is apparently for good, here are the stories of the Milanese mala who were waiting for me. As Lea Vergine says "art is not a matter of decent people", so even if we insist on making it popular, or accessible to all, I see art as a sacred thing, to which we must access only if we really feel it the need to want to know it and discover it. In other countries, children are brought to museums on Sundays and not to religious serivces, I would like to imagine that art is the equivalent of a freedom of souls who want to recognize some of their characteristics in it, without faults, without sins, but with good and with evil, really feeling and listening to each other. Art is precious! It makes us slaves, free, lovers, furious, crazy, Apollonian or Dionysian, but with a cruel and exciting truth, where we can find new rules, new ways to exist and to relate to others. So it's all sacred, it's all sacrilege, all heresy and care, compared to what society has pigeonholed and prejudiced. Casa Cicca collects the inconsistency of this state. -

 

 

Warhol ha creato The Factory, tu?

 

- Sebbene l’invasione di campo ci sia sempre stata, nasco lupo solitario. Mi considero piuttosto “attraversamento”, ponte, soglia. Una nuova factory nomade, che si de-costruisce costantemente, un cargo! Un import-export! Sono tanti gli aggettivi che vorrei dare a questa mia ricerca, così frammentata in continua ricerca di adozioni. Alla Factory mi sono ispirata certo, ma penso che si stia parlando di un modello più liquido, invisibile, di cui si vedono solo le testimonianze di chi ci lavora, niente icone, solo entità di passaggio. -

 

Warhol created The Factory, you?

 

- Although the field invasion has always been there, I was born as a lone wolf. I consider myself rather "crossing", bridge, threshold. A new nomad factory, which constantly de-builds, a cargo ship! An import-export! There are many adjectives that I would like to give to this research of mine, so fragmented in a continuous search for adoptions. I was certainly inspired by The Factory, but I think we are talking about a more liquid, invisible model, of which we only see the testimonies of those who work there, no icons, just entities of passage. -

 

 

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