Confini ed arte contemporanea / Borders and contemporary art

 

 

Il confine, l’immagine metaforica che riguarda, oltre il territorio fisico, quello mentale dell’esperienza quotidiana, dove all’interno di questo termine si indica la possibilità o la necessità, di riconoscere il diaframma culturale che separa il sé dall’altro. Il confine può essere arbitrario, ma si giustifica con la necessità di marcare differenze che oggi appaiono come sfumature piuttosto che come separazioni nette. È la figura, non solo retorica, utile a rappresentare forme di rilevazione riguardanti il territorio, ma è soprattutto l’immagine, molto concreta, che meglio interpreta i processi di movimento migratorio, di separazione e di fusione etnica e i fenomeni di distinzione e omologazione nelle relazioni interpersonali e interculturali all’interno dei territori e degli Stati. 

 

The border, the metaphorical image that concerns, besides the physical territory, the mental one of the daily experience, where within this term indicates the possibility or the necessity, to recognize the cultural diaphragm that separates the self from the other. The border can be arbitrary, but it is justified by the need to mark differences that today appear as nuances rather than as clear separations. It is the figure, not only rhetorical, useful to represent forms of survey concerning the territory, but it is above all the very concrete image that best interprets the processes of migration, separation and ethnic fusion and the phenomena of distinction and homologation in the interpersonal and intercultural relationships within territories and states.

 

 

Frontera, Alfredo Jaar (2000)

 

 

 

 

Che cosa significa allora parlare di “confine” oggi? Viviamo in un’epoca in cui lo straordinario sviluppo della mobilità di persone e beni, la digitalizzazione dei mezzi di comunicazione e della conoscenza, flussi migratori e processi economici sempre più globali hanno radicalmente trasformato la percezione di territori, limiti e confini. Se pensiamo al linguaggio geografico, parlare di “confini” e di “limiti” va oltre il fenomeno territoriale e materiale e vanno considerati come indicazioni fluttuanti, che riguardano il rapporto tra lo spazio e le relazioni che in esso si instaurano.  L’idea di territorio  è  sempre più caratterizzata da un superamento di concetti come nazione o confine, ma anche da un ritorno a nuovi nazionalismi e a una riflessione sull’individuo in rapporto a un territorio o una comunità specifici. Nell’ambito dell’arte contemporanea, che ha messo in secondo piano la rappresentazione pittorica dello spazio, hanno assunto rilevanza i temi di natura politico-geografica e si sono fatte spazio operazioni che hanno avuto per oggetto concreto lo spazio, con pratiche connesse a fenomeni di territorializzazione. 

 

What does it mean then to talk about the "border" today? We live in an age in which the extraordinary development of the mobility of people and goods, the digitalization of the media and knowledge, migratory flows and increasingly global economic processes have radically transformed the perception of territories, limits and borders. If we think of geographic language, talking about "boundaries" and "limits" goes beyond the territorial and material phenomenon and should be considered as fluctuating indications, which concern the relationship between space and the relationships that are established in it. The idea of ​​territory is increasingly characterized by the overcoming of concepts such as nation or border, but also by a return to new nationalisms and a reflection on the individual in relation to a specific territory or community. In the field of contemporary art, which has put the pictorial representation of space in the background, political-geographical themes have become important and space has been set for operations that have the space as a concrete object, with practices connected to phenomena of territorialization.

 

 

Annual Rings, Dennis Oppenheim (1968)

 

 

Molte delle realizzazioni di Land Art hanno avuto a che fare con il problema o la concezione del limite e si sono avvalse di processi di demarcazione operati direttamente sul territorio, quasi come a voler riscattare la Terra, la natura, mettendola al centro, rispetta alla periferizzazione dell’umano. Il loro intervento è spesso concretizzato in tracce artificiali medianti le quali di creano immagini di confine, evidenziando percorsi, movimenti o segni nell’ambiente.

 

Many of the achievements of Land Art have had to do with the problem or the conception of the limit and have made use of demarcation processes operated directly on the territory, almost like wanting to redeem the Earth, nature, putting it at the center, respects the periphery human. Their intervention is often embodied in artificial traces through which they create border images, highlighting paths, movements or signs in the environment.

 

 

Tra gli esempi che possono essere richiamati a proposito di una riflessione critica sul ruolo e la concezione delle frontiere esistenti o riconosciute sono quelli attuati da Dennis Oppenheim, nel 1968, quando, operando al confine tra Stati Uniti e Canada ha effettuato alcuni interventi che servivano a rimarcare la presenza di un confine che trovava la prima manifestazione nel diverso fuso orario nelle due zone contigue. A tal proposito è necessario citare le opere “Time Line”, “Time Pocket” e i suoi celebri “Annual Rings” i cerchi concentrici creati sulla superfice ghiacciata. 

 

Among the examples that can be recalled about a critical reflection on the role and conception of existing or recognized borders are those implemented by Dennis Oppenheim, in 1968, when, operating on the border between the United States and Canada, he carried out some interventions that served to to point out the presence of a boundary that found the first manifestation in the different time zone in the two contiguous zones. In this regard it is necessary to mention the works "Time Line", "Time Pocket" and its famous "Annual Rings" the concentric circles created on the frozen surface.

 

 

Spiral Jetty, Robert Smithson (1970)

 

 

Lo scambio tra centro e periferia è la tematica presente in “Spiral Jetty”,di Robert Smithson, realizzata presso il Great Salt Lake, nella quale, la forma a spirale, allude al senso di dislocazione fra un punto centrale e la sua espansione ed è un concreto esempio del controllo dell’artista sul territorio. Il tema della percezione del confine è rilevabile anche in alcuni lavori di Christo, uno dei quali “Running Fence”, comportava la delimitazione di una valle con una cortina colorata che correva lungo il limite posto dalle suddivisioni amministrative. Un intervento concettuale che prendeva forma nel vivere quotidiano. Sophie Calle ha invece indagato il rapporto tra la vita privata dei due popoli che abitano Gerusalemme, ebrei e arabi, con l’operazione “Public Spaces- Private Spaces” , nella quale ha osservato la percezione del confine che separa le due aree. E ancora, un’altra iniziativa dal forte significato emotivo e simbolico è stata quella di Alfredo Jaar, il 14 ottobre 2000 nella Valle del Matador, situata al confine tra Tijuana e San Diego. In memoria degli oltre 3000 messicani morti negli anni Novanta nel tentativo di varcare il confine con gli Stati Uniti, ha liberato 3000 palloncini bianchi, accompagnati da musica e dalla lettura di un testo poetico. 

 

The exchange between center and periphery is the theme present in "Spiral Jetty", by Robert Smithson, realized at the Great Salt Lake, in which, the spiral form, alludes to the sense of dislocation between a central point and its expansion and is a concrete example of the artist's control over the territory. The theme of perception of the border is also detectable in some of Christo's works, one of which is "Running Fence", involving the delimitation of a valley with a colored curtain that ran along the limit set by the administrative subdivisions. A conceptual intervention that took shape in everyday life. Sophie Calle instead investigated the relationship between the two peoples who live in Jerusalem, Jews and Arabs, with the operation "Public Spaces- Private Spaces", in which she observed the perception of the border that separates the two areas. And yet, another initiative with a strong emotional and symbolic significance was that of Alfredo Jaar, on October 14, 2000 in the Matador Valley, located on the border between Tijuana and San Diego. In memory of the over 3,000 Mexicans who died in the 1990s in an attempt to cross the border with the United States, he released 3,000 white balloons, accompanied by music and the reading of a poetic text.

 

 

Running Fence, Christo (1972-1976)

 

 

Spiegatemi voi dunque,‎
in prosa od in versetti,‎
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.‎
(Gianni Rodari)

 

So explain to me,

in prose or in verses,

because the sky is one

and the earth is all in pieces.

(Gianni Rodari)

 

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