De-Brand, Marco Réa solo show @ The AB Factory

16 Jan 2020

De Brand MARCO REA @ The AB Gallery, Cagliari 

 

 

 

Corrompere l’epidermide del medium che ospita l’εἶδος per restituire una nuova idea-pensiero in un’altra dimensione formale. Così, Marco Réa interviene sul messaggio del Brand veicolato dall’immagine, e da tale intervento artistico, si genera un ulteriore livello espressivo nuovamente intepretato. 

Si potrebbe affermare che come conseguenza di tale scelta metodologica ne derivi non solo una nuova e autonoma realtà formale ma un successivo spazio semantico ed emozionale. Qui, sono le scelte cromatiche e materiche a determinare la percezione dello spettatore rispetto all’opera. A quest’ultimo, il ruolo di determinare il confine tra realtà originaria e realtà simulata, ovvero, la dimensione intellegibile che ospita il rinnovato binomio medium-soggetto. 

 

Corrupting the epidermis of the medium that hosts the εἶδος, in order to establish a new “idea-thought” on another formal dimension. Thus, Marco Réa constantly works on the Brand message supported by the image, and from this artistic intervention, it is possible to create and to interpret an extra expressive level. We can affirm that due to this methodological approach, it derives not only a new autonomous formal reality but also a subsequent semantic and emotional space. Here, cromatic and materic choices deeply determine the observer's perception of the work. Color plays an essential role in determining the line between original and simulated reality, that is, the intelligible dimension that concerns the renewed binomial subject and medium.

 

 

De Brand MARCO REA @ The AB Gallery, Cagliari 

 

 

“De-Brand” è il titolo della prima personale in Sardegna dell’artista Marco Réa, presentata nello spazio di AB Factory di Cagliari attraverso la scelta di opere inedite e visitabile fino al 19 gennaio. 

Réa interviene artisticamente nel momento in cui il messaggio del Brand giunge all'apice della sua espressività, per restituire un nuovo pensiero in forma di opera d’arte che coinvolge soggetto e identità. Sicuramente, il soggetto originario, apparso nelle riviste, diventa qui un nuovo io liberarato o espropriato dalla sua contingenza, ovvero del suo esistere come ente cronologico. Appartiene alla contemporaneità eppure se ne distacca: l’essenza dell’opera entra allora nel campo di una contemporanea rivelazione. 

 

“De –Brand” is the title of the first solo show in Sardinia by the artist Marco Réa, presented in the AB Factory space selecting unpublished works that can be visited until January 19th.

Réa artistically intervenes when the Brand's message reaches the peak of its expressiveness, to give back a new concept under the form of a work of art involving both subject and identity. Surely, the original subject, which appeared in the magazines, becomes a new ego freed or expropriated from its contingency, or of its existence as a chronological entity. Now it belongs to the contemporary world, however it deviates from it: the essence of the artwork overlooks the field of contemporary revelation.

 

 

Destrutturando stilemi e funzioni semantiche, Réa fa sì che l’opera pur appartenendo ab originis alla superficie della rivista, sia de-brandizzata. Da questa uscita di scena dal campo tradizionale di fruizione, nuove coordinate percettive manifestano ancor più la discrepanza identitaria, giacché nel nuovo livello di esistenza dell’opera, la percezione della materia emozionale è fondamentale. 

 

By destructing stylistic features and semantic functions, Réa ensures that the work, while belonging “ab originis” to the surface of the magazine, is “de-branded”. Beginning with this separation from the traditional context of fruition, new perceptual coordinates manifest the identity discrepancy because in the new level of existence of the work, the perception of emotional matter is fundamental.

 

De Brand MARCO REA @ The AB Gallery, Cagliari 

 

 

La possibilità di coesistenza di molteplici sé è alla base dell’annullamento del sé primigenio – almeno fisiognomicamente – che proprio nel medium fotografico trovava la sua ragion d’essere. Allora interviene, lo sguardo del nuovo spettatore ad assegnare significati perchè, in fondo, l’osservazione, è anche conoscere, perennemente, attraverso la scelta di una prospettiva unica e soggettiva che renda lo sguardo critico rivolto verso la materia disordinata del mondo iconico contemporaneo.

 

The possibility of coexistence of multiple selves is at the basis of the override of the primitive self - at least physiognomically - which exist in the photographic medium. Thus, the sight of the new observer intervenes assigning new meanings because, after all, observation is also a perennially “knowing” through the choice of single subjective perspective that allows to the eye to be critical and focused on the chaotic matter of the iconic contemporary world.

Non si tratta di una contestazione-rifiuto, semmai, di un intervento-riflessione sui lessemi della comunicazione visiva e di un’appropriazione della storicità delle immagini e del suo uso sociale. L’opera è allora una stratigrafia di segni e significati che si intersecano restituendo una conseguenza estetica interessante e unica. 

This is not a contestation-refusal, but at the contrary, an intervention-reflection on the lexemes of visual communication and an appropriation of the historicity of images and its social use. The artwork is a stratigraphy of signs and meanings intersected generating an interesting and unique aesthetic consequence.

 

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