Emilio Lonardo: lo spazio dell’attesa (e della riscoperta) / Emilio Lonardo: the waiting space (and rediscovery)

 Emilio Lonardo

 

 

 

 

Dove posi lo sguardo alla ricerca di risposte? Dove trovi tracce di poesia nella quotidianità? Il designer e poeta Emilio Lonardo ci propone di risolvere questi quesiti esperendo la realtà con mezzi inediti, con l’aiuto di sensi trascurati. Un tempo sospeso, ma con l’intento di ricerca, in cui l’interiorità e l’esteriorità si uniscono e l’unità prende forma.

 

Where do you look for answers? Where do you find traces of poetry in everyday life? The designer and poet Emilio Lonardo proposes to solve these quests for reality with new means, with the help of neglected senses. A time suspended, but with the intent of research, in which interiority and exteriority come together and unity takes shape.

 

 

Qual è stato il tuo Percorso Artistico? Quali sono state le tappe fondamentali della tua formazione?

 

- Il mio percorso artistico è iniziato all’età di tre anni, quando un pomeriggio ho deciso di arricchire con la mia firma tutte le mattonelle della sala da pranzo della casa dei miei nonni materni. Quando mio nonno se ne accorse mi diede del creativo; in realtà ho sempre saputo che l’impulso inviato dal cervello alle sue labbra fosse la pronuncia della parola “cretino”, ma il mio profondo ego ha sempre voluto continuare a credere a quella raf¬finata bugia. Ufficialmente sono un interior designer laureato alla Scuola del Design del Politecnico di Milano, nato ad Avellino. Questo mi ha portato ad imparare a guardare il mondo chiedendomi il perché delle cose e come queste possano essere migliorate. Per cui ho sempre provato ad allargare i confini di espressione, cercando di partire da cosa per poi trovare il come. Così il mio lavoro di designer (lavoro su spazi interni ma anche su altre scale e mezzi) mi permette di utilizzare il progetto come strumento di conoscenza del mondo esterno. Parallelamente, la necessità di conoscere, nel tempo, si è estesa anche al mondo interiore, trovando nella parola scritta il metodo di analisi ed esplorazione. Considero il mondo esteriore ed interiore interconnessi, come un sistema le cui parti si influenzano reciprocamente. Non credo di poter individuare delle tappe fondamentali nella mia formazione; certo, ci sono i grandi momenti, potrei dirti il momento in cui ho deciso di trasferirmi a Milano, la Laurea Triennale e quella Magistrale, il primo libro pubblicato, ma queste sono solo punte emerse di corpi più profondi, fatti di momenti quotidiani; ecco forse le tappe fondamentali sono proprio quelle che dimentichiamo, di cui non ci accorgiamo ma che nel tempo tracciano la nostra strada, la nostra identità, lasciano il segno di quello che siamo e danno la direzione a ciò che saremo. Spesso diamo importanza a momenti iconici, festeggiamo i grandi traguardi dimenticandoci di come lì ci siamo arrivati; le mie tappe fondamentali sono i momenti dimenticati, sospesi, in attesa. -

 

What has been your artistic path? What were the fundamental stages of your training?

 

- My artistic career began at the age of three, when one afternoon I decided to enrich with my signature all the tiles in the dining room of my maternal grandparents' house. When my grandfather sees my creative subscription; in fact I have always written that the impulse sent by the brain to his lips was the pronunciation of the word "idiot", but my deep ego has always wanted to continue believing in that refined lie. Officially I am an interior designer graduated from the School of Design of the Milan Polytechnic, born in Avellino. This led me to learn to look at the world by asking myself why things have been improved. So I have always tried to widen the boundaries of expression, trying to start from the what and then find the how. So my work as a designer (I work on interior spaces but also on other scales and means) allows me to use the project as a tool for understanding the outside world. In parallel, the need to know, over time, is also extended to the inner world, finding in the written word the method of analysis and exploration. I consider the external world and internal interconnected, as a system whose parts influence each other. I don't think I can identify the fundamental stages in my training; sure, there are great moments, I could tell you the moment when I decided to move to Milan, the Bachelor's and Master's Degrees, the first published book, but these are only tips emerged from deeper bodies, made up of marked moments; here perhaps the fundamental stages are precisely those we forget, which we do not notice but which over time trace our path, our identity, leave the mark of what we are and give direction to what we will be. Often we give importance to iconic moments, we celebrate the great goals forgetting how we got there; my milestones are the forgotten, suspended, waiting moments. -

 

 

 

 

 

Cosa ti ispira maggiormente? Dove trovi fonti d’ispirazione?

 

- Sono una persona molto curiosa, non ho qualcosa in particolare che mi ispira, ma cerco di raccogliere informazione da tutto ciò che incontro e poi di rielaborarlo, reimpastarlo e restituirlo in forma creativa, che si tratti di uno scatto, un testo, un progetto, un disegno. Ho dei modelli e delle ritualità, quello si. Ad esempio per l’architetto Oscar Niemeyer la vita era “donne, sigari ed architettura”, tre entità perfette che permettono di avvicinarsi alla felicità. E una delle mie ritualità è proprio il sigaro, mi aiuta a focalizzare le idee: quando scrivo o quando progetto è come se portasse via nella sua coltre tutto ciò che c’è di superfluo, lasciando solo il necessario. Quando feci la mia prima lezione in università spiegai la differenza che esiste tra fumare una sigaretta, un sigaro o una pipa; dissi che fumare una sigaretta è come una sveltina, dura 5 minuti e lascia solo l’amaro in bocca; fumare la pipa è come un matrimonio, la pipa la devi scegliere e una volta che lo hai fatto te ne devi prendere cura; mentre per fumare il sigaro devi saperlo accendere, devi trovare il ritmo giusto per non farlo spegnere o non farlo diventare amaro, lo devi assaporare, annusare, quindi è come fare l’amore. -

 

What inspires you the most? Where do you find sources of inspiration?

 

- I am a very curious person, I do not have something in particular that inspires me, but I try to collect information from everything I meet and then rework it, knead it and return it in creative form, whether it is a shot, a text, a project, a drawing. I have models and rituals, that’s for sure. For example, for the architect Oscar Niemeyer, life was "women, cigars and architecture", three perfect entities that allow you to get closer to happiness. And one of my rituals is precisely the cigar, it helps me to focus ideas: when I write or when I design it is as if it takes away everything that is superfluous in its blanket, leaving only what is necessary. When I took my first lesson in university I explained the difference between smoking a cigarette, a cigar or a pipe; I said that smoking a cigarette is like a quickie, it lasts 5 minutes and leaves only a bad taste in the mouth; smoking a pipe is like a wedding, you have to choose the pipe and once you have done it you have to take care of it; while to smoke the cigar you have to know how to light it, you have to find the right rhythm to not let it go out or make it bitter, you have to taste it, smell it, so it's like making love. -

 

 

Gravitá

 

 

 

 

Parlaci del tuo modus operandi, del processo che porta alla realizzazione dei tuoi scatti.

 

- Le immagini che pubblico sono una vetrina, e sono a supporto delle cose che scrivo, infatti a volte le prendo in prestito da altri. Per me viene prima la parola; una delle cose che ci distingue dagli animali è proprio l’aver sviluppato il linguaggio verbale, ma ultimamente lo stiamo facendo impoverire, utilizziamo parole che hanno significati anche completamente diversi, come sinonimi. Tra i temi che più mi affascinano c’è il tema del tempo, ho iniziato una collezione di clessidre e tutto quello che scrivo ha come filo conduttore il tema dell’attesa. L’attesa molto spesso ci spaventa, siamo a disagio in sua compagnia e spesso utilizziamo indistintamente i verbi attendere e aspettare, ma questi rientrano proprio tra le parole di cui parlavo prima: aspettare ha un’attitudine passiva, si aspetta che qualcosa arrivi, mentre attendere è un verbo attivo, è “tendere a”, è la condizione che ci porta a raggiungere le cose che desideriamo. -

 

Tell us about your modus operandi, the process that leads to the realization of your shots.

 

- The images I publish are a showcase, and they support the things I write, in fact I sometimes borrow them from others. For me the word comes first; one of the things that distinguishes us from animals is precisely having developed the verbal language, but lately we are making it poorer, we use words that also have completely different meanings, like synonyms. Among the themes that fascinate me the most is the theme of time, I started a collection of hourglasses and everything I write has as a main theme the theme of waiting. Waiting very often frightens us, we are uncomfortable in his company and we often use the verbs wait and wait indiscriminately, but these fall precisely among the words I spoke of before: waiting has a passive attitude, expects something to arrive, while waiting is an active verb, it is "tending to", it is the condition that leads us to reach the things we desire. -

 

 

 

Ti consideri più istintivo o razionale? Che effetto ha su ciò che scrivi?

 

- Quando progetto sono molto razionale, ho bisogno di crearmi delle regole per poi infrangerle in maniera creativa, mentre quando scrivo sono molto istintivo, spesso non rileggo nemmeno, quindi il primo effetto sono sicuramente gli errori di battitura. Scherzo. Come dicevo la scrittura per me è innanzitutto un modo per viaggiare dentro di me, per conoscermi meglio; ho bisogno di conoscermi per poter conoscere quello che mi sta attorno e per stare bene e far star bene gli altri. Molte persone pensano di conoscersi e non si conoscono affatto e soprattutto, molto spesso, non ci accorgiamo di come possiamo cambiare nel tempo, quindi la scrittura per me è come un corso di aggiornamento su me stesso. L’istinto e la razionalità comunque sono due parti presenti contemporaneamente, sono come due muscoli dello stesso arto, come un muscolo agonista e uno antagonista che grazie al loro “conflitto”, agendo con forza uguale e contraria permettono il movimento. -

 

Do you consider yourself more instinctive or rational? What effect does it have on what you write?

 

- When I am designing I am very rational, I need to create rules and then break them creatively, while when I write I am very instinctive, I often don't even re-read, so the first effect is definitely typing errors. Joke. As I said, writing is first of all a way to travel within me, to get to know me better; I need to know myself in order to know what is around me and to feel good and make others feel good. Many people think they know each other and don't know each other at all and above all, very often, we don't notice how we can change over time, so writing for me is like a refresher course on myself. Instinct and rationality, however, are two parts present at the same time, they are like two muscles of the same limb, like an agonist and an antagonist muscle that thanks to their "conflict", acting with equal and opposite force allow movement. -

 

  Crepe

 

 

Quali emozioni vuoi trasmettere a chi osserva le tue fotografie e legge le tue poesie?

 

- Spero sempre di poter muovere qualcosa nelle persone che legge le mie poesie, che possano essere fonte di ispirazione, che possano trovare un momento di conforto, un appiglio, un’idea; anche per-ché credo che ogni idea non sia mai una proprietà di qualcuno. Molto spesso le idee e le concretiz-zazioni di esse (che si tratti di foto, poesie, disegni, progetti, ecc) sono mosse dalle emozioni, che sono e-mozioni dove la e è il simbolo universale dell’energia, sono quindi energia in movimento. Il mio primo libro, edito dalla casa editrice Il Papavero si apre con questa poesia:

 

Il poeta

È uno scopritore,

Lui non inventa versi,

Ma li va a cercare

Dentro l'aria;

Li annusa

E poi scava

Per mezzo dei sentimenti;

Diffidate

Da chi rivendica rime,

Perché è solo un mentitore,

Uno che ha trovato

Un pensiero abbandonato -

 

 

What emotions do you want to convey to those who observe your photographs and read your poems?

 

- I always hope to be able to move something in people who read my poems, who can be a source of inspiration, who can find a moment of comfort, a foothold, an idea; also because I believe that every idea is never someone's property. Very often the ideas and concretizations of them (be it photos, poems, drawings, projects, etc.) are moved by emotions, which are e-motions where “e” stand for the universal symbol of energy, therefore they are energy in movement . My first book, published by Il Papavero publishing house opens with this poem:

 

The poet

He is a discoverer,

He does not invent verses,

But go find them

Inside the air;

He sniffs them

And then dig

By means of feelings;

Beware

From who claim rhymes,

Because he's just a liar,

One who has found

An abandoned thought -

 

 

Quali difficoltà hai incontrato nel tuo lavoro fino ad oggi? Come le hai superate?

 

- Devo essere sincero, di difficoltà ne ho incontrate molte nel mio lavoro ma mi sento anche di essere fortunato. Viviamo in una parte del mondo dove possiamo avere tutto e penso che le vere difficoltà tocchino una percentuale limitata di persone. Sicuramente tutte le difficoltà che ho incontrato sono legate alla pulsione umana di prevaricare a tutti i costi e a discapito degli altri, innescando meccanismi di gelosia, di invidia. Mi sono spesso trovato in situazioni dove un lavoro, apparentemente di squadra, si sia trasformato in un “ti frego così mi prendo tutta la torta”; così come, soprattutto nel primo periodo in cui mi sono traferito a Milano dal sud, venivo visto come “terrone”. Però non si deve fare mai di tutta l’erba un fascio e nel mio percorso ho anche incontrato tantissime persone con cui condividere idee, progetti e con cui, assieme, siamo arrivati a creare bei progetti; quando si parla di difficoltà per me bisogna parlare anche delle cose belle. Gli ostacoli fanno parte del normale corso delle cose ed il modo in cui le affrontiamo da forma al nostro tempo personale, alla nostra identità. Spesso, proprio grazie a persone che hanno ancora un animo puro che spesso ho superato le difficoltà, anche se ho imparato a contare molto su me stesso. -

 

What difficulties have you encountered in your work up until now? How did you overcome them?

 

- I have to be honest, I have encountered many difficulties in my job but I also feel lucky. We live in a part of the world where we can have everything and I think that the real difficulties affect a limited percentage of people. Surely all the difficulties I have encountered are linked to the human drive to prevail at all costs and to the detriment of others, triggering mechanisms of jealousy and envy. I have often found myself in situations where an apparently team work has turned into a "I don't care so I take all the cake"; just as, especially in the first period when I moved to Milan from the south, I was seen as a "terrone". But you must never make a bundle of all the grass and in my path I have also met many people with whom I have been able to to share ideas, projects and with whom, together, we have come to create beautiful projects; when we talk about difficulties for me we must also talk about beautiful things. Obstacles are part of the normal course of things and how we deal with them shape our personal time, our identity. Often, thanks to people who still have a pure soul that I have often overcome the difficulties, even if I have learned to count a lot on myself. -

 

 

Le Nuvole

 

 

 

 

Quale colore pensi ti si addica?

 

- Non so quale colore mi si addica, però mi vesto spesso di blu e di beige, e poi ho un colore preferito, l’ottanio. -

 

What color do you think suits you?

 

I don't know what color suits me, but I often wear blue and beige, and then I have a favorite color, teal.

 

 

Ci riveli qualcosa che nessuno sa di te?

 

- Tutte le persone che mi conoscono più da vicino sanno qualcosa che gli altri non sanno di me, ma nessuno sa la stessa cosa, quindi probabilmente nessuno mi conosce del tutto, forse nemmeno io. Mi piace mettere in relazione le persone, e per ciò che ho detto prima è come mettere assieme dei pezzi di un puzzle. -

 

Can you tell us something that nobody knows about you?

 

- All the people who know me the most know something that others don't know about me, but nobody knows the same thing, so probably nobody knows me completely, maybe not even me. I like to connect people, and for what I've said before, it's like putting together pieces of a puzzle. -

 

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

 

- Conquistare il mondo… Scherzo! Però cercare di lasciarci sopra una traccia per averlo migliorato anche solo un po’, quello si. I miei progetti per il futuro sono orme. -

 

What are your plans for the future?

 

- Conquer the world… I'm joking! But try to leave on it a track to have improved it even a little, that is. My plans for the future are footsteps. -

 

emiliolonardo.com

 

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