Eroticamente arte: alla scoperta dell’erotismo, dal Giappone all’Italia, da Hokusai a Francesco Clemente / Erotically art: discovering eroticism, from Japan to Italy, from Hokusai to Francesco Clemente

29 Jul 2019

 

 

 

Per fortuna ci si può ancor stupire quando, leggendo, capita di imbattersi in spunti interessanti, tanto da poterne parlare. O scrivere. 

Il libro Un’eredità di avorio e ambra dell’artista Edmund De Waal (Bollati Boringhieri) narra le vicende della ricca famiglia Ephrussi, il loro rapporto con l’arte in generale e con le sculture in avorio giapponesi - i netsuke - ereditate dallo stesso autore, uno degli ultimi discendenti della potente dinastia, in particolare. De Wall, incuriosito dalla longevità di queste piccole creazioni nipponiche decide di ripercorre il percorso che dal lontanissimo zio Charles Ephrussi le ha portate fino alla sua dimora londinese, nella quale tutt’oggi vive e lavora. Ma tra le pagine, oltre a citare Monet, Degas e compagnia bella, lo scrittore cita un’altro mondo, quello legato alla Shunga. Si tratta dell’arte erotica giapponese per eccellenza. 

 

Fortunately, one can still be amazed when, reading, happen to come across interesting ideas, so that he or she can talk about them. Or write.

The book Un’eredità di avorio e ambra by the artist Edmund De Waal (Bollati Boringhieri) tells the story of the rich Ephrussi family, their relationship with art in general and with Japanese ivory sculptures - the netsuke - inherited from the same author, one of the last descendants of the powerful dynasty, in particular. De Wall, intrigued by the longevity of these small Japanese creations, decides to retrace the path that they took from his distant uncle Charles Ephrussi to his London home, where he still lives and works today. But among the pages, besides citing Monet, Degas and the others, the writer mentions another world, the one linked to Shunga. It is the Japanese erotic art par excellence.

Sogno della moglie del marinaio, pittura su legno di Hokusai, 1820

 

 

Scrive Wikipedia: «Shunga significa letteralmente pittura della primavera, un eufemismo dell'atto sessuale. La parola shunga sarebbe derivata dal termine cinese chungonghua (traslitterato in giapponese in shunkyūga), che significa immagini del palazzo di primavera, per rievocare la gioiosa vita del Kōtaishi, il principe ereditario.» L’età d’oro di quest’arte è nel periodo Edo, tra il 1600 e il 1868. 

Una dicotomia. È ciò che trasmettono le stampe in questione. Da un lato infatti è ben visibile l’atto sessuale - tra donne, uomini e donne, o tra umani, figure immaginarie e animali -, dall’altro il momento di passione sembra velato dal contesto, il quale non appare quasi mai astratto, erotico nel su senso ancestrale. Piuttosto, sono ben visibili oggetti d’uso quotidiano, oltre che vere e proprie stanze, in cui i soggetti godevano della loro primavera. Almeno che non si tratti di sogni, come accade nelle xilografie di Hokusai (1760-1849), tutto ciò che ruota intorno alla scena principale è chiaro e definito. 

 

From Wikipedia: «Shunga literally means painting of spring, a euphemism of the sexual act. The word shunga is derived from the Chinese word chungonghua (transliterated in Japanese is shunkyūga), which means images of the spring palace, to recall the joyful life of the Kōtaishi, the crown prince.» The golden age of this art is in Edo period, between 1600 and 1868.

A dichotomy. This is what the prints in question convey. On the one hand, in fact, the sexual act is clearly visible - between women, men and women, or between humans, imaginary figures and animals - on the other, the moment of passion seems veiled by the context, which almost never appears abstract, erotic in its ancestral sense. Rather, everyday objects are clearly visible, as well as real rooms, in which the subjects enjoyed their spring. At least that it is not a matter related to dreams, as happens in the woodcuts of Hokusai (1760-1849), everything that revolves around the main scene is clear and definite.

Testa de Cazi, Francesco Urbini, piatto in maiolica, 1536

 

 

 

L’Occidente affronta il tema senza definire una vera e propria arte. Piuttosto, pittori, scultori di ogni epoca trattano l’erotismo in modo spontaneo. Al Ashmolean Museum di Oxford è esposto un piatto in maiolica dipinto da Francesco Urbini nel 1536. Il titolo? Testa de casi (da Casteldurante).  Come Arcimboldo (1526-1593), anzi, Urbini era già attivo tempo prima dell’artista milanese, il ceramista era fedele al motto tutto che diventa uno. 

Molti conoscono L’origine del mondo di Courbet (1819-1877), dipinto dell’artista francese realizzato nel 1866, in cui ritrae il pube di Costance Quéniaux, ballerina. Ma non tutti sanno che un secolo prima, a Parigi in particolare, circolavano incisioni e stampe erotiche su una coppia reale. Non una caso, ma quella rappresentata da Maria Antonietta D’Austria e suo marito, il re Luigi XVI. La regina pare soffrisse di bulimia erotica, mentre il consorte esattamente l’opposto: era affetto da impotenza. E allora, i concepteurs dell’epoca li hanno rappresentati enfatizzando il loro momenti intimi, vissuti - a quanto pare - anche con altri ospiti. 

 

The West faces the theme without defining a real art. Rather, painters, sculptors of every age treat eroticism spontaneously. A majolica plate painted by Francesco Urbini in 1536 is exhibited at the Oxford Ashmolean Museum. The title? Testa de Cazi (da Casteldurante). Like Arcimboldo (1526-1593), indeed, Urbini was already active long before the Milanese artist, the ceramist was faithful to the motto all that becomes one.

Many know The Origin of the World by Courbet (1819-1877), a painting by the French artist created in 1866, where he portrays the pubis of Costance Quéniaux, a dancer. But not everyone knows that a century earlier, in Paris in particular, there were engravings and erotic prints on a royal couple. Not one unknown, but that represented by Marie Antoinette of Austria and her husband, King Louis XVI. The queen apparently suffered from erotic bulimia, while the consort exactly the opposite: he was suffering from impotence. And then, the concepteurs of the time represented them emphasizing their intimate moments, lived - apparently - even with other guests.

 

 

Jeff Koons, Made in heaven series, 1980

 

 

Francesco Clemente, No Mud, No Lotus series (2013-2014), watercolor and miniature on handmade paper.

 

 

Nel Novecento vi sono molti artisti noti che affrontano il tema. Il pittore italiano Giovanni Boldini (1842-1931) porta la magia tipica delle sue opere anche nei quadri e disegni in cui ritrae giovani e bellissime donne in atteggiamenti intimi. Tra i più interessanti c’è sicuramente La modella nuda nel letto, matita e carboncino su carta, in cui compare la figura dell’attrice e cantante lirica Lina Cavalieri. 

Masturbarsi è un atto erotico comune, tanto quanto lavarsi i denti. Eppure non è proprio un argomento facile da intavolare. Da rappresentare pare di sì, e tra i dipinti più famosi raffiguranti l’argomento c’è Il grande masturbatore di Salvador Dalì (1904-1989). Realizzato nel 1929 - in pieno Surrealismo -, il quadro è carico di simboli. Anche sessuali, ovviamente. In primo piano è possibile notare l’autoritratto dell’artista che subisce una metamorfosi fino a diventare il busto di una donna e le gambe di un uomo.  Per vederlo basta andare a Madrid, presso il museo Reina Sofia. 

Jeff Koons (1955) realizza Made in heaven verso la fine degli anni ’80. L'artista pop newyorkese si ritrae in una serie di amplessi con la pornostar Cicciolina, la quale poi diventa sua moglie. Particolarmente realistiche, le sculture vennero esposte anche alla Biennale di Venezia del 1990.

Francesco Clemente (1952), No mud, no lotus. Clemente è uno dei più importanti rappresentati della corrente artistica della Transavanguardia. Lo stile della figurazione, dipinta tra il 2013-2014, è lineare, volutamente piatto e non descrittivo, eppure l'eros del dipinto emerge ugualmente con forza.

 

In the twentieth century there are many well-known artists who address the theme. The Italian painter Giovanni Boldini (1842-1931) carries the magic typical of his works also in the paintings and drawings in which he portrays young and beautiful women in intimate attitudes. Among the most interesting is certainly La modella nuda nel letto, pencil and charcoal on paper, in which appears the figure of the opera actress and singer Lina Cavalieri.

Masturbating is a common erotic act, as much as brushing your teeth. Yet it is not really an easy topic to start. To be represented it seems so, and among the most famous paintings depicting the subject is Il grande masturbatore by Salvador Dalì (1904-1989). Made in 1929 - in full Surrealism -, the painting is laden with symbols. Even sexual, of course. In the foreground it is possible to notice the self-portrait of the artist who undergoes a metamorphosis to become a woman's bust and a man's legs. To see it just go to Madrid, at the Reina Sofia museum.

Jeff Koons (1955) realizes Made in heaven towards the end of the 1980s. The New York pop artist portrays himself in a series of embraces with the porn star Cicciolina, who then becomes his wife. Particularly realistic, the sculptures were exhibited at the 1990 Venice Biennale.

Francesco Clemente (1952), No mud, no lotus. Clemente is one of the most important representatives of the Transavanguardia art movement. The style of figuration, painted between 2013-2014, is linear, deliberately flat and not descriptive, yet the eros of the painting emerges equally forcefully.

 

Giovanni Boldini ritrae Lina Cavaleri

 

  

 

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