I cento pozzi di Salaga di Ayesha Harruna Attah / The hundred wells of Salaga by Ayesha Harruna Attah

14 Feb 2019

 

 

I cento pozzi di Salaga di Ayesha Harruna Attah, Marcos y Marcos

 

 

Da mercoledì 13 febbraio è in libreria il romanzo I cento pozzi di Salaga (Marcos y Marcos), scritto dall’autrice africana Ayesha Harruna Attah. Inserito in un contesto storico e sociale del Ghana precoloniale, l’opera si sviluppa attorno ai temi riguardanti le differenze religiose di status e di linguaggio tra le varie tribù dello Stato dell’Africa centrale. 

 

From Wednesday, February 13th, the novel I cento pozzi di Salaga (The hundred wells of Salaga) published in Italy by Marcos y Marcos, written by the African author Ayesha Harruna Attah is available in library. Inserted in a historical and social context of pre-colonial Ghana, the work develops around the themes concerning the religious differences of status and language among the various tribes of the Central African State.

 

 

Chi attribuisce la libertà esclusivamente ai ricchi e la schiavitù ai poveri, dovrebbe leggere la storia delle protagoniste del libro per ricredersi. Le vicende narranti l’incontro tra Wurche e Aminah, infatti, riescono a indagare il tema del libero arbitrio sotto un’ottica diversa: la prima è figlia di un re, una guerriera; sogna di governare insieme al padre e ai fratelli, per risolvere i conflitti interni e contrastare la rapacità degli europei, i quali stavano avanzando in terra africana. Non immagina che le chiedano invece di sposarsi, per cementare un’alleanza. Aminah vive in un villaggio sulla pista delle carovane, le piace cucinare e creare cose con le mani; sogna di cucire scarpe come suo padre e viaggiare per venderle. Il viaggio che l’aspetta è ben diverso, ma rivela il suo coraggio e la sua capacità di resistenza. Ed è proprio il lungo tragitto, il filo che congiungerà i destini delle due donne. Assieme a Moro, uno tra i tanti mercanti di schiavi che portano il loro bottino a Salaga,  la città dei cento pozzi. Ma nonostante egli sia corresponsabile di quel traffico osceno - che, per inciso, ha segnato realmente il continente in questione - rivela un animo sensibile, oltre che un aspetto niente male, in grado di affascinare entrambe. Una principessa e una schiava che devono conquistarsi il proprio diritto di esistere. 

 

Who attributes freedom exclusively to the rich and slavery to the poor, should read the story of the protagonists of the book to change his mind. The vicissitudes narrating the encounter between Wurche and Aminah, in fact, manage to investigate the subject of free will from a different point of view: the first is the daughter of a king, a warrior; she dreams of governing with his father and brothers, to resolve internal conflicts and to counteract the rapacity of Europeans, who were advancing on African soil. She does not imagine that they are asking her to get married, to cement an alliance. Aminah lives in a village on the trail of caravans, she likes cooking and creating things with her hands; she dreams of sewing shoes like his father and traveling to sell them. The journey that awaits her is very different, but reveals her courage and her ability to resist. And it is precisely the long journey, the thread that will link the destinies of the two women. Together with Moro, one of the many slave traders who bring their booty to Salaga, the city of one hundred wells. But although he is co-responsible for that obscene traffic - which, incidentally, has really marked the continent in question - he reveals a sensitive soul, as well as a not bad aspect, able to fascinate both. A princess and a slave who must conquer their right to exist.

 

 

Un ritratto di Ayesha Harruna Attah

 

 

Scritto in uno stile scorrevole, privo di frasi ridondanti e retoriche, I cento pozzi di Salaga è tratto da una storia vera, quella della trisavola della scrittrice, venduta come schiava proprio sul mercato di Salaga, cittadina che oggi è presa d’assalto dai turisti per via del suo passato. Un altro elemento in grado di fare apprezzare il terzo romanzo di Attah (i suoi primi due libri sono stati finalisti di premi prestigiosi come il Commonwealth Writer’s Prize e il Kwani Manuscript Project) è in grado di tenere la memoria personale, quella storica e la fiction in equilibrio, senza far prevalere l’una sulle altre. 

 

Written in a flowing style, devoid of redundant and rhetorical phrases, I cento pozzi di Salaga is taken from a true story, that of the writer's great-great-grandmother, sold as a slave on the market of Salaga, a town that today is stormed by tourists because of its past. Another element that can appreciate Attah's third novel (her first two books were finalists of prestigious awards such as the Commonwealth Writer's Prize and the Kwani Manuscript Project) is able to keep personal, historical memory and fiction in balance, without making one prevail over the others.

 

 

Tradotto da Monica Pareschi, il romanzo di Attah - classe 1983, nata ad Accra (Ghana) sotto il regime militare, ma in una famiglia di giornalisti molto aperta, la quale le ha permesso di studiare negli Stati Uniti, presso la Columbia University e alla New York University - si inserisce in quella che si potrebbe definire la nuova letteratura africana, la cui voce - composta, tra le altre, anche da quella di Yaa Gyasi uscita l’anno scorso per Garzanti con l’opera Non dimenticare chi sei - è sempre più influente, come le donne in letteratura.

 

Translated by Monica Pareschi, Attah’s novel - born in Accra (Ghana) in 1983 under the military regime, but in a very open family of journalists, who allowed her to study in the United States, at Columbia University and at the New York University - fits into what could be called the new African literature, whose voice - composed, among others, also that of Yaa Gyasi released last year for Garzanti with the opera Non dimenticare chi sei  - is increasingly influential, as women in literature.

 

marcosymarcos.com

 

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