I talenti della Milano Fashion Week autunno-inverno 2019, una recensione / The talents at Milano Fashion Week fall-winter 2019, a review

28 Feb 2019

 

 

 

Stupire e far riflettere. Viaggiare e creare. È il leitmotiv dei talenti che hanno partecipato alla Milano Fashion Week autunno-inverno 2019. Alcuni hanno puntato sull’attualità, altri si sono spinti nell’iperspazio, cercando delle risposte che il nostro pianeta, evidentemente, non è in grado di fornire. Molti si sono concentrati sullo studio delle forme, sul prodotto. 

Già si delinea un desiderio sempre più concreto di unicità, gli uni rispetto agli altri. E se tra i grandi nomi sono solo in pochi a poter vantare di essere un unicum, si veda alla voce Missoni e Prada - i quali portano avanti la loro estetica in perfetto equilibrio tra necessità commerciali ed estro creativo -, nel mercato delle giovani imprese in ascesa, pare esserci l’imbarazzo della scelta. 

 

Amaze and make people think. Travel and create. It is the leitmotiv of the talents who participated at the Milan Fashion Week fall-winter 2019. Some have focused on current events, others have gone into hyperspace, looking for answers that our planet, obviously, is not able to provide. Many have focused on the study of forms, on the product.

Already there is an ever more concrete desire for uniqueness, one with respect to others. And if among the big names are only a few to be able to boast of being a unicum, see Missoni and Prada - who carry on their aesthetics in perfect balance between business needs and creative inspiration -, in the market of young companies in ascent, there seems to be an embarrassment of choice.

 

 

 Marco Rambaldi FW 2019

 

 

 

Maria Luisa Frisa era in prima fila da Marco Rambaldi, suo ex allievo presso lo Iuav di Venezia e nuova promessa del ready-to-wear italiano. Hanno calcato la passerella donne di tutte le età, condotte dallo spirito guida del lavoro concepito dall’artista e femminista Marcella Campagnano, in particolare il designer trae spunto dal libro Ruoli, pubblicato nel 1976, in cui indaga la dicotomia tra soggetto e oggetto in veste di donna. Il risultato è un infinito numero di prototipi scelti da Rambaldi per enfatizzare il suo punto di vista su un tema scottante. Dalla manager all’amante, passando per la prostituta e la transessuale, lo stilista le va a inserire visivamente nella contemporaneità. Negli abiti, in cui spiccano i cappotti e le giacche, dall’impeccabile linea sartoriale. Per il resto è lo jacquard a dominare, assieme alle scritte dei ruoli femminili, come tracce verbali. Rispetto alle precedenti, molto personali e pas sérieux, le uscite si sono rivelate una dopo l’altra una vera e propria analisi di un tema attuale, fatto poi proprio, secondo un unico punto di vista, fatto di colori, ricerca e qualche provocazione. Come fece Pasolini, la cui voce in sottofondo risuonava evocativa nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, nel suo viaggio in Italia. Peccato che siano in troppi (sopratutto le maison più importanti) a farlo, penalizzando così coloro i quali iniziano a farsi strada. Oggi, più che mai, piena di ostacoli. 

 

Maria Luisa Frisa was in the front row at Marco Rambaldi, his former student at the Iuav in Venice and new promise of Italian ready-to-wear. Women of all ages have walked the catwalk, led by the guiding spirit of the work conceived by the artist and feminist Marcella Campagnano, in particular the designer is inspired by the book Ruoli, published in 1976, in which she investigates the dichotomy between subject and object in appearance of a woman. The result is an infinite number of prototypes chosen by Rambaldi to emphasize his point of view on a hot topic. From the manager to the lover, through the prostitute and the transsexual, the designer goes to visually insert it into the contemporary. In clothes, in which coats and jackets stand out, with an impeccable sartorial line. For the rest, the jacquard dominates, together with the writing of the female roles, as verbal traces. Compared to the previous ones, very personal and pas sérieux, the outputs proved to be, one after the other, a real analysis of a current theme, done right, according to a single point of view, made of colors, research and some provocation. As did Pasolini, whose voice in the background echoed evocatively in the Sala delle Cariatidi of Palazzo Reale, on his trip through Italy. Too bad they are too many (especially the most important maison) to do so, thus penalizing those who start to make their way. Today, more than ever, full of obstacles.

 

 

 

 

Francesca Liberatore FW 2019

 

 

 

Il cinema è un’arte estremamente raffinata. Anche i recenti premi Oscar 2019 lo hanno confermato. È tale poiché permette di indirizzare lo sguardo dello spettatore attraverso diversi punti di vista, da quello del regista, del protagonista o di coloro i quali sono seduti in sala. Ogni posizionamento della telecamera porta con sé un significato preciso. Lo sa Francesca Liberatore, la quale, per celebrare il cinquantesimo anniversario dello sbarco sulla Luna, (avvenuto il 20 luglio 1969), ha scelto gli occhi del cane Laika come osservatori della Terra, da un mondo diverso. 

Dal satellite, Liberatore ci vede incompleti, privi di concetti a cui aggrapparci. Mentre la Luna è uno spazio in cui rifugiarci, oltre che una possibilità per un futuro migliore. Ed è proprio la differenza tra il nostro pianete e quello che vi è fuori a determinare una collezione anch’essa suddivisa in due: da una parte vi è l’eccellenza a cui ci ha abituati sin dagli esordi la stilista romana. Spiccano, in particolare, i capi-spalla, messi in risalto da lussuose pellicce. Vengono meno, invece, alcuni accostamenti, sopratutto riguardo i colori. Ma del resto, si è nello spazio e le tinte aliene sono permesse. Un altro pezzo forte, senza dimenticare i jacquard e le sete stampate, è il casco da astronauta tempestato di swarovski. Un pezzo da collezione. 

 

Cinema is an extremely refined art. The recent Oscar 2019 awards have also confirmed this. It is such as it allows to direct the viewer's gaze through different points of view, from that of the director, the protagonist or those who are sitting in the room. Each positioning of the camera carries with it a precise meaning. Francesca Liberatore knows that, to celebrate the fiftieth anniversary of the moon landing, (which took place on July 20, 1969), she chose the eyes of the Laika dog as observers of the Earth, from a different world.

From the satellite, Liberatore sees us as incomplete, devoid of concepts to cling to. While the Moon is a space in which to take refuge, as well as a chance for a better future. And it is precisely the difference between our planet and what is outside that determines a collection that is also divided into two: on the one hand there is the excellence to which the Roman creators has accustomed us since the beginning. In particular, the shoulder-pieces stand out for their luxurious furs. On the contrary, not so lucky are few combinations, especially regarding the colors. But then, the collection is in the space and the alien colors are allowed. Another strong piece, without forgetting the jacquards and silks printed, is the astronaut helmet studded with swarovski. A collector's item.

 

 

 

COMEFORBREAKFAST FW 2019

 

 

 

Moda e arte come connubio. Si tratta del lavoro portato avanti recentemente da COMEFORBREAKFAST, marchio fondato da Francesco Alagna e Antonio Romano, il quale giunge alla sua terza interpretazione, intitolata Close to Comeforbreakfast, sotto lo sguardo della stylist Alessia Vanini e del fotografo Andy Massaccesi. Dopo Unsuitable e con Would you Comeforbreakfast?, viene presentata una collezione per il prossimo inverno determinata da un’attenzione ai materiali e ai dettagli, in cui emerge un equilibrio estetico impeccabile tra strutture sottile e volumi over. Vi è un altro elemento vincente, quello non solo di scegliere persone comuni, ma anche vicine al mondo di Alagna e Romano, gente ben conosciuta, appartenente al loro quotidiano: dall’avvocato al mentore, passando per la modellista fino alla responsabile del maglificio. 

 

Fashion and art as a marriage. This is the work carried out recently by COMEFORBREAKFAST, a brand founded by Francesco Alagna and Antonio Romano, which comes to its third interpretation, titled Close to Comeforbreakfast, under the gaze of the stylist Alessia Vanini and the photographer Andy Massaccesi. After Unsuitable and with Would you Comeforbreakfast?, a collection for next winter is presented, determined by an attention to materials and details, in which an impeccable aesthetic balance emerges between subtle structures and oversized volumes. There is another winning element, not only to choose ordinary people, but also close to the world of Alagna and Romano, well known people, belonging to their daily life: from the lawyer to the mentor, through the modeller to the knitwear manager.

 

 

 

Cancellato FW 19

 

 

White, nel Tortona Fashion District, tra le tante aziende più o meno valide presenti, ha rivelato qualche nome interessante nel panorama della moda, soprattutto per quanto riguarda il made in Italy. 

Un po’ defilato, situato in un angolo dell’area dedicata alla maglieria, emerge su tutti Cancellato, fondato da Diletta Cancellato, con sede a Milano. Il concetto su cui ruota intorno, e dentro le fibre dei filati, il brand è quello di sculptural softness: un knitwear realizzato con i tessuti italiani più pregiati, «in particolare la lana, più strutturata rispetto al cashmere», spiega Diletta, e progettato proprio come se fosse una scultura. Il risultato è una collezione elegante e all’avanguardia allo stesso tempo. Una chicca? I biglietti da visita realizzati con la polaroid. 

 

White, in the Tortona Fashion District, among the many more or less valid companies present, has revealed some interesting name in the fashion scene, especially as regards the made in Italy.

A little sheltered, located in a corner of the area dedicated to knitwear, emerges on all Cancellato, founded by Diletta Cancellato, based in Milan. The concept on which revolves around, and inside the fibers of the yarns, the brand is that of sculptural softness: a knitwear made with the finest Italian fabrics, «in particular wool, more structured than cashmere», explains Diletta, and designed just like a sculpture. The result is an elegant and avant-garde collection at the same time. A gem? Business cards made with polaroid.

 

 

 

marco-rambaldi-f3dl.squarespace.com

francescaliberatore.it

comeforbreakfast.com

dilettacancellato.com 

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