• Ilaria Introzzi

Iconoclastia contemporanea, tra immagini e incapacità di giudizio / Contemporary iconoclasm, between

Attenzione. Prestare l’occhio a qualcosa di particolare, a un dettaglio, a un colore, alla forma di un viso o a quella di un corpo. Notare la luce e quindi scoprire a che ora un’immagine è stata realizzata, sotto forma di fotografia o dipinto. Notare le diversità, le unicità dei soggetti. Sono tutte azioni che tendono a scomparire. A prevalere, infatti, è un giudizio superficiale, dato non tanto dall’essere incapaci di leggere un’opera, piuttosto perché ve ne sono molte. Troppe. Ma a vincere sul resto è anche il concetto del seguire qualcuno, di osservare cosa fa. Una sorta di venerazione contemporanea. E non solo su Instagram e gli altri social. Accade anche in giro per strada. Tutto è immagine e copia della stessa, anche noi. Almeno la maggior parte.

Evidentemente non si tratta delle icone storiche, sacre o pagane, che deliziano le piazze, i luoghi di culto o, i luoghi della natura. Queste sono un patrimonio da preservare assolutamente. Qui si discute di altro, ovvero come le tante persone considerate delle icone sul web vengano lodate, senza che vengano messe in dubbio realmente da chi le segue.

Caution. Lend the eye to something particular, to a detail, to a color, to the shape of a face or to that of a body. Notice the light and then find out what time an image was created, in the form of a photograph or painting. Note the differences, the uniqueness of the subjects. These are all actions that tend to disappear. In fact, a superficial judgment prevails, given not so much by being unable to read a work, rather because there are many. Too many. But to win over the rest is also the concept of following someone, of observing what he does. A sort of contemporary veneration. And not just on Instagram and other social media. It also happens around the street. Everything is an image and a copy of it, we too. Most at least.

Obviously these are not historical icons, sacred or pagan, that delight the squares, places of worship or, places of nature. These are an asset to be preserved absolutely. Here we discuss something else, or how the many people considered icons on the web are praised, without really being questioned by those who follow them.

Donne del periodo bizantino

Il problema, però, non è quantitativo, anche se in apparenza potrebbe sembrarlo. Ma qualitativo: a vedere sempre le stesse cose - identiche pose, luoghi, e tipi di persone - si corre il rischio di abolire il pensiero minoritario, quello che, invece, sarebbe utilissimo ai fini di uno scambio intellettuale. Peccato che la stessa parola intellettuale oggi abbia assunto un significato negativo, snobistico. Anche le caratteristiche che ci rendono unici diventano dei difetti, dei problemi. Allora perché non pensare a una iconoclastia del ventunesimo secolo?

The problem, however, is not quantitative, although in appearance it might seem. But qualitative: to always see the same things - identical poses, places, and types of people - we run the risk of abolishing minority thinking, which, instead, would be very useful for an intellectual exchange. Too bad that the same intellectual word today has taken on a negative, snobbish meaning. Even the features that make us unique become defects, problems. So why not think of a twenty-first century iconoclasm?

«La dottrina e l’azione di coloro che nell’Impero bizantino, nel sec. 8° e 9°, avversarono il culto religioso e l’uso delle immagini sacre. La lotta contro le immagini cominciò con le disposizioni prese nel 726 dall’imperatore Leone III Isaurico, mosso sia da considerazioni di ordine pratico immediato (togliere un argomento all’incalzante propaganda musulmana che accusava di idolatria i cristiani) sia dalla preoccupazione della crescente influenza sulle masse popolari dei monasteri e dei monaci, presso i quali si trovavano immagini particolarmente e fanaticamente venerate.» È l’esordio che l’enciclopedia Treccani dedica al concetto dell’iconoclastia. L’ironia, nel 2019, è che solo l’idea di urlare un j’accuse, ritenendo che molte persone venerino qualcuno o qualcosa oggi, è considerato un’offesa. «Figurati se lo seguo; mi è utile per il mio mestiere; mi serve solo da ispirazione.» Siamo davvero così ingenui?

«The doctrine and action of those who in the byzantine Empire, in the century 8th and 9th, they opposed religious worship and the use of sacred images. The fight against images began with the provisions made in 726 by the Emperor Leo III Isaurian, motivated both by immediate practical considerations (removing an argument from the urgent Muslim propaganda that accused the Christians of idolatry) and the concern of the growing influence on the popular masses of monasteries and monks, with whom images were particularly and fanatically venerated.» This is the debut that the Treccani encyclopedia dedicates to the concept of iconoclasm. The irony, in 2019, is that only the idea of ​​shouting an accusation, believing that many people worship someone or something today, is considered an offense. «Imagine if I follow him; it is useful for my job; it’s just for inspire me.» Are we really so naive?

Leone III Isaurico raffigurato su una moneta di epoca bizantina

Condividere. È il verbo sul quale ruotano i manifesti dei social. Ma che cosa si condivide esattamente? Un’esperienza? Cos’altro?

La verità è che chiunque utilizzi frequentemente questi mezzi di comunicazione non ne potrebbe fare a meno. Solo che, a differenza di qualche anno fa, a essere idolatrati non sono più persone reali, la cui figura era al massimo stampata su dei poster inseriti nelle riviste per adolescenti. Oggi si venerano degli avatar, delle persone ibride, non certamente reali, tangibili, quando sono online. Non si chiedono più gli autografi, piuttosto i selfie.

To share. It is the verb on which the bases of social media revolve. But what exactly do you share? An experience? What else?

The truth is that anyone who frequently uses these media could not do without it. Except that, unlike a few years ago, it is no longer real people who are idolized, whose figure was at most printed on posters placed in teenage magazines. Today avatars are venerated, hybrid people, certainly not real, tangible, when they are online. Autographs are no longer asked, rather selfies.

Icona bizantina

Si usano tanto i filtri per modificare uno scatto ai fini di renderlo più gradevole. Sarebbe opportuno saper filtrare anche le immagini. Ma per farlo bisogna essere educati a leggerle, a prestare attenzione a cosa e a chi vale la pena seguire. È necessario avere dei punti di riferimento, qualcuno da osservare, da studiare nei dettagli. Purché si tragga qualcosa di valido e importante. On e off line. Nel mondo liquido e in quello vero, nel quale anche le icone contemporanee sono reali, con tutto quello che esserlo comporta.

Filters are often used to modify a shot to make it more enjoyable. It would be good to know how to filter the images too. But to do this you need to be educated to read them, to pay attention to what and who is worth following. It is necessary to have reference points, someone to observe, to study in detail. As long as something valid and important is drawn. On and off line. In the liquid world and in the real world, in which even contemporary icons are real, with all that it entails.

  • Black Icon Instagram
  • Nero Facebook Icon

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