Il mare, conoscerlo attraverso la letteratura  / The sea, knowing it through literature

30 Jun 2019

 

 

 

Il mare. Un elemento della geografia della Terra dalle diverse facce. A volte fa paura, può diventare iracondo, implacabile; altre si rivela essere di una serenità sconvolgente. Ci sono popoli che lo amano, altri che lo ritengono un luogo misterioso, da cui è bene restare alla larga. Ma ve ne sono altrettanti che lo accettano così com’è, in tutte le sue sfaccettature. E allora lo si frequenta. I più romantici - vacanzieri o meno - lo vivono tutto l’anno, perché si rivela essere bello anche d’inverno, quando il cielo non è sempre azzurro e le giornate finiscono prima; i turisti della bella stagione bazzicano solo d’estate dalle sue parti, spesso alloggiati presso i bagni delle località balneari. 

 

The sea. An element of the geography of the Earth with different faces. Sometimes it's scary, it can become iracious, implacable; others turns out to be of a shocking serenity. There are people who love it, others who consider it a mysterious place, from which it is good to stay away. But there are as many who accept it as it is, in all its facets. And then it is frequented. The most romantic - vacationers or not - live it all year round, because it turns out to be beautiful even in winter, when the sky is not always blue and the days end sooner; summer tourists hang out in it during the good season only, often staying in the baths of the seaside resorts.

 

 

Goliarda Sapienza, autrice di Appuntamento a Positano (Einuadi)

 

 

 

La letteratura ambienta molte storie al mare. Che siano saggi, romanzi o poesie, sono moltissimi i libri ad averlo, se non addirittura come protagonista, come sfondo delle vicende raccontate. Alcuni scrittori spiegano che Nettuno è una vera e propria linfa vitale; una medicina in grado di placare l’ira del proprio spirito. La giapponese Banana Yoshimoto si chiede: «Nelle città senza mare, chissà a chi si rivolge la gente per ritrovare il proprio equilibrio. Forse alla luna…». Un’altra novellista, Irène Némirovsky, conosciuta per avere scritto romanzi come Suite francese (Adelphi), fa del mare una questione legata ai sensi: «Non si può essere infelice quando si ha questo: l’odore del mare, la sabbia sotto le dita, l’aria, il vento.» Del resto quel blu, in tutte le sue sfumature, è affascinante, epico nella sua profondità. Non è un caso che Omero abbia raccontato le vicende di Ulisse, nell’Odissea, molto più nelle acque della Grecia che sulla terra. Gli stessi avversari di Troia, nell’Iliade questa volta, sono giunti su delle barche presso le rive di re Priamo.  

 

Literature sets many stories at sea. Whether they are essays, novels or poems, there are very many books to have, if not even as a protagonist, as the background of the stories told. Some writers explain that Neptune is a real lifeblood; a medicine capable of calming the wrath of one's spirit. The Japanese Banana Yoshimoto asks: «In cities without the sea, who knows where people turn to find their own balance. Perhaps to the moon ... ». Another novelist, Irène Némirovsky, known for writing novels such as the Suite francese (Adelphi), makes the sea a question related to the senses: «You can't be unhappy when you have this: the smell of the sea, the sand under the fingers, air, wind.» After all, that blue, in all its nuances, is fascinating, epic in its depth. It is no coincidence that Homer told the story of Ulysses, in the Odissea, much more in the waters of Greece than on earth. The same adversaries of Troy, in the Iliade this time, arrived on boats at the shores of King Priam.

 

 

Ulisse e Calipso di Arnold Böcklin, 1883

 

 

 

Siamo in Sicilia, sull’isola di Castellamare. È il 1914 e su questo splendido fazzoletto di terra si intrecciano le vicende di una famiglia. In una notte d’inverno, due bambini nascono in due case distanti solo qualche centinaio di metri. Il primo è figlio di Amedeo, il medico condotto dell’isola, e di sua moglie Pina. Anche il secondo è figlio di Amedeo, ma la madre è la sua amante, Carmela, moglie del sindaco di Castellamare. Insidioso, lo scandalo si propaga nell’isola e distrugge la reputazione di Amedeo, che è costretto a lasciare il suo incarico e si ritrova a gestire un bar-pasticceria all’interno di una vecchia casa. La terrazza del bar diventa per lui – e per gli abitanti di Castellamare – un luogo da cui osservare e commentare un mondo che cambia vorticosamente e che porta sull’isola la tragedia di due guerre mondiali, lo slancio della ricostruzione, le tensioni sociali e politiche degli anni Settanta, la sfacciata abbondanza degli anni Ottanta e le luci e le ombre del nuovo millennio. Sebbene a Castellamare tutto sembri immutabile, i figli e i nipoti di Amedeo non soltanto vivranno tutti questi cambiamenti, ma v’intrecceranno anche le loro storie di amicizia e d’amore, di morte e di speranza. Perché la Grande Storia è sempre fatta di piccole storie. E s’illumina di una luce nuova se c’è qualcuno disposto a raccontarle. Magari da una casa su un’isola. È la traccia de La casa sull’isola (Tre60) di Catherine Banner.

 

We are in Sicily, on the island of Castellamare. It is 1914 and the story of a family is intertwined on this splendid piece of land. On a winter night, two children are born in two houses only a few hundred meters away. The first is the son of Amedeo, the island's medical doctor, and his wife Pina. The second is also Amedeo's son, but his mother is his lover, Carmela, wife of the mayor of Castellamare. Insidious, the scandal spreads on the island and destroys the reputation of Amedeo, who is forced to leave his post and finds himself managing a bar-pastry shop inside an old house. The terrace of the bar becomes for him - and for the inhabitants of Castellamare - a place from which to observe and comment on a world that changes rapidly and that brings on the island the tragedy of two world wars, the momentum of reconstruction, social and political tensions of the seventies, the bold abundance of the eighties and the lights and shadows of the new millennium. Although in Castellamare everything seems immutable, Amedeo's children and grandchildren will not only experience all these changes, but will also weave their stories of friendship and love, of death and hope. Because the Great History is always made up of little stories. And it lights up with a new light if there is someone willing to tell them. Maybe from a house on an island. This is Catherine Banner's La casa sull’isola (Tre60).

 

 

Copertina de La casa sull'isola di Catherine Banner (Tre60)

 

 

 

Amicizia e bagni in acque incontaminate. Due elementi distinti che si uniscono nell’opera che racconta uno spaccato della vita di Goliarda Sapienza, autrice di Appuntamento a Positano (Einaudi). Negli anni Cinquanta il lavoro cinematografico porta la scrittrice a Positano, rivelandole un angolo di mondo quasi intatto, popolato da un’umanità con una dolcezza sconosciuta. È la scoperta di una felicità senza aggettivi. La conca protetta dalle montagne e dai silenzi del mare diventa il suo rifugio e risveglia le emozioni del corpo, a lungo inaridite dagli orrori della guerra e dalla frenesia della città. E lí, tra l’oro e l’azzurro del mare, in un’atmosfera fuori dal tempo, una figura di donna si muove a passo di danza sulle scalinate del paese. La gente del posto la chiama principessa, ha una bellezza antica, gli occhi che cambiano colore. Quello tra Erica e Goliarda è un incontro felice, immerso in una pace che si avvicina all’ebbrezza: l’inizio di un rapporto che nel corso degli anni si fa sempre più intenso, tra i fantasmi del passato e le ombre imminenti. Conoscersi, svelarsi, cambiare, sono i pilastri di quella vicinanza. Una storia che la memoria non riesce a scolorire e anzi trasforma in romanzo: la rievocazione di un’amicizia perduta e l’affresco di un luogo che non esiste più, ma che rivive grazie a una scrittura sensoriale, vibrante di suggestioni, appena velata di malinconia, come al risveglio da un sogno d’infanzia che fatica a dissolversi. Un libro capace di raccontare la fugacità dell’incanto come se l’incanto non dovesse mai finire.

 

Friendship and bathing in pristine waters. Two distinct elements that come together in the work that tells a cross-section of the life of Goliarda Sapienza, author of Appuntamento a Positano (Einaudi). In the 1950s, cinematographic work brought the writer to Positano, revealing an almost intact corner of the world, populated by a humanity with an unknown sweetness. It is the discovery of a happiness without adjectives. The basin protected by the mountains and the silences of the sea becomes his refuge and awakens the emotions of the body, long dried up by the horrors of war and the frenzy of the city. And there, between the gold and the blue of the sea, in a timeless atmosphere, a figure of a woman moves step by step on the steps of the town. The locals call her a princess, she has an ancient beauty, her eyes change color. The relationship between Erica and Goliarda is a happy encounter, immersed in a peace that is close to intoxication: the beginning of a relationship that over the years has become increasingly intense, amidst the ghosts of the past and the imminent shadows. Knowing, revealing, changing, are the pillars of that closeness. A story that memory fails to discolor and indeed transforms into a novel: the re-enactment of a lost friendship and the fresco of a place that no longer exists, but that lives again thanks to a sensory writing, vibrant with suggestions, barely veiled by melancholy, like waking up from a childhood dream that struggles to dissolve. A book capable of telling the fleetingness of enchantment as if the enchantment never ends.

 

 

 

Edmondo De Amicis è conosciuto per il romanzo Cuore. Ma il giornalista e scrittore si rivela essere un reporter, anche quando naviga. In Sull’Oceano (Infilaindiana Edizioni), l’autore tratta il tema dell’emigrazione. Lo fa con la delicatezza della sua penna e con la lucidità di chi deve e vuole documentare ciò che vede. Anche noi italiani abbiamo vissuto questo fenomeno tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, ed è in questo contesto che De Amicis prende le mosse da un’esperienza vissuta in prima persona – il viaggio da Genova a Buenos Aires compiuto nel 1884 a bordo del piroscafo Nord-America (ribattezzato Galileo nel romanzo) – l’autore descrive, con fraterna partecipazione, la miseria e la tenacia del popolo dei migranti, costretti dalla fame e da condizioni disumane ad abbandonare la terra natale. A partire dal microcosmo della nave, miniatura del mondo col suo impasto di bene e di male, il romanzo ha l’ambizione di raccontare le violenze e le ingiustizie della vita. E la morale è tutta “deamicisiana”: «La maggior parte delle creature è più infelice che malvagia e soffre più di quello che faccia soffrire».

 

Edmondo De Amicis is known for the novel Cuore. But the journalist and writer turns out to be a reporter, even when he is surfing on a boat. In Sull'Oceano (Infilaindiana Edizioni), the author deals with the issue of emigration. He does it with the delicacy of his pen and with the lucidity of those who must and want to document what he sees. We Italians also experienced this phenomenon in the late nineteenth and early twentieth centuries, and it is in this context that De Amicis starts with a first-hand experience - the journey from Genoa to Buenos Aires in 1884 to board of the North-American steamer (renamed Galileo in the novel) - the author describes, with fraternal participation, the misery and tenacity of the migrant population, forced by hunger and inhuman conditions to leave the homeland. Starting from the microcosm of the ship, miniature of the world with its mixture of good and evil, the novel has the ambition to recount the violence and injustices of life. And the whole moral is deamicisiana: «Most creatures are more unhappy than evil and suffer more than what make them suffer.»

 

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