Il trentesimo anno di Ingeborg Bachmann: storie contemporanee dagli anni Sessanta / Ingeborg Bachmann's Il trentesimo anno: contemporary stories from the 1960s

4 Sep 2019

 

 

 

«Questo mondo indegno è il risultato di un ininterrotto rifiuto della libertà.» È una delle tante frasi epiche dei sette racconti contenuti nella raccolta Il trentesimo anno. L’opera in prosa, edita da Adelphi, della poetessa austriaca Ingeborg Bachmann (1926-1973). 

 

«This unworthy world is the result of an uninterrupted rejection of freedom.» It is one of the many epic phrases of the seven stories contained in the collection Il trentesimo anno. The prose work, published by Adelphi, by the Austrian poet Ingeborg Bachmann (1926-1973).

 

La prima edizione pubblicata in Austria è del 1961, mentre in Italia risale al 1985. Passano molti anni da quei momenti, eppure il libro è sempre attuale. Affronta tematiche come l’amore, eterosessuale e omosessuale, dinamiche familiari tipiche di tutti i giorni ma che non tutti, forse, riusciamo ad ammettere con noi stessi e chi ci circonda, tipo la fine di un matrimonio e la crisi che un figlio porta all’interno di una coppia, una volta venuto al mondo. La questione della violenza. Il protagonista del capitolo omonimo dell’opera - la prima non poetica per Bachmann - è un vero e proprio millennial, di molti anni fa. Spaesato e in continuo conflitto con se stesso, il concetto di libertà, vecchiaia e rapporti umani, si trova ad aver compiuto trent’anni e vaga, dentro e fuori di sé, come un vagabondo. Alla ricerca, si capisce, di una relativa stabilità. «Di uno che entra nel suo trentesimo anno non si smetterà di dire che è giovane. Ma lui, benché non riesca a scoprire in se stesso alcun mutamento, non ne è più così sicuro: gli sembra di non avere più diritto di farsi passare per giovane.» 

 

The first edition published in Austria dates back to 1961, while in Italy to 1985. Many years have passed since those moments, yet the book is still current. It deals with issues such as love, heterosexual and homosexual, typical family dynamics of every day but which not all, perhaps, we manage to admit to ourselves and those around us, such as the end of a marriage and the crisis that a child brings to inside of a couple, once in the world. The issue of violence. The protagonist of the eponymous chapter of the work - the first non-poetic for Bachmann - is a real millennial, from many years ago. Lost and in constant conflict with himself, the concept of freedom, getting older and human relationships, is found to have turned thirty and wanders, inside and outside of himself, like a vagabond. In search, of course, of relative stability. «Of one who enters his thirtieth year, we will not stop saying that he is young. But he, although he cannot discover any change in himself, is no longer so sure: he seems to have no more right to pass for young.»

 

E se Vienna e Roma, entrambe città in cui è vissuta e scomparsa l’autrice - a causa, pare, di un incendio all’interno della sua dimora in via Giulia, con la brace della propria sigaretta durante un attacco di torpore, dovuto ai barbiturici che stava assumendo come tranquillanti per superare un periodo di stress -, sono i luoghi geografici in cui si svelano le storie di Hanna, Moll, i Wildermuth e di molti altri, protagonisti delle vicende. 

 

And if Vienna and Rome, both cities where the author lived and died - apparently due to a fire inside her home in via Giulia, with the embers of her cigarette during a numbing attack, due to the barbiturates that she was taking as tranquilizers to overcome a period of stress -, are the geographical locations where the stories of Hanna, Moll, the Wildermuths many other, protagonists of the events, are revealed.

 

Una poetessa che scrive romanzi non è un fatto raro. Tuttavia è difficile mantenere la stessa eleganza propria di una certa poesia all’interno di uno stile come quello della prosa. Bachmann ci riesce, dalla prima all’ultima pagina. Soprattutto quando trascrive i moti interiori dei personaggi, i disagi che provano all’interno di una società, quella borghese, in piena crisi di valori. Uno su tutti la libertà. Del resto, oltre agli scrittori americani della beat generation, è una caratteristica secolare dei colleghi mitteleuropei mettere in discussione la classe media, sulla quale, da sempre, l’area attraversata dal Danubio gioca tutte le sue carte. Dopo i fratelli Mann, i quali con i loro romanzi hanno saputo mettere in luce il fallimento della middle class all’inizio del Novecento, la poetessa lo fa in un’altra epoca, anche se non lontanissima. Negli anni del secondo dopoguerra, quando il suo paese era in piena ricostruzione. 

 

A poet who writes novels is not uncommon. However it is difficult to maintain the same elegance of a certain poetry within a style like that of prose. Bachmann succeeds, from the first to the last page. Especially when she transcribes the inner motions of the characters, the hardships they experience within a society, the bourgeois one, in full crisis of values. One above all freedom. Moreover, besides the American writers of the beat generation, it is a secular characteristic of the Central European colleagues to question the middle class, on which, always, the area crossed by the Danube plays all its cards. After the Mann brothers, who with their novels have been able to highlight the failure of the bourgeoisie in the early twentieth century, the poet does it in another era, even if not very far away. In the years after the Second World War, when her country was in full reconstruction.

 

Nel 2019 nulla è cambiato. La classe borghese, quella che dovrebbe fare da traino, è ugualmente persa. Esiste, per carità, ma pare sia alienata dallo scorrere del tempo e dalle regole di una sovrastruttura che è incapace di gestire e sostenere. Si votano leggi e governi per dovere e per sentito dire. Non per legittimarsi. Ci si stringe nel dolore quando accadono eventi di massa e non quando un politico disegna decreti legge non solo anti-costituzionali ma contro ogni concetto di umanità. 

Il trentesimo anno di Ingeborg Bachmann diventa una lettura oggi fondamentale, seria e a tratti divertente. Profonda e al tempo stesso leggera come la poesia. 

 

In 2019 nothing has changed. The bourgeois class, the one that should be the driving force, is equally lost. It exists, for heaven's sake, but it seems to be alienated from the passing of time and from the rules of a superstructure that it is incapable of managing and sustaining. Laws and governments are voted for duty and hearsay. Not to legitimize. We gather in pain when mass events happen and not when a politician designs not only anti-constitutional laws but against every concept of humanity.

Ingeborg Bachmann's Il trentesimo anno becomes a fundamental, serious and at times amusing reading. Deep and at the same time as light as poetry.

 

adelphi.it

 

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