Illustrazione totalizzante: l’arte come passione secondo Giulia Caliò / Totalizing illustration: art as passion according to Giulia Caliò

24 Sep 2019

 

 

Giulia Caliò

 

 

Chi dice che le illustrazioni non sono opere d’arte? Sono tali, ad esempio, quelle di Giulia Caliò, artista siciliana, nata a Siracusa nel 1988. Figlia di un padre pittore che le ha trasmesso la passione, non si accontenta dell’eredità artistica familiare e si diploma al Liceo Artistico della sua città in Rilievo e Catalogazione dei Beni Culturali. Nel 2007, invece, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Bologna presso l’indirizzo di Illustrazione e Fumetto. Qui si completa e dà il via alla sua carriera di illustratrice, tra pesci, piante, colibrì, ricordi d’infanzia e una moleskine. 

 

Who says illustrations are not works of art? Such are, for example, those of Giulia Caliò, a Sicilian artist born in Syracuse in 1988. The daughter of a painter father who passed on her passion, doesn’t relay on her artistic family heritage and graduates from the Art School of her city in Survey and cataloging of cultural heritage. In 2007, instead, she attended the Academy of Fine Arts of Bologna at the address of Illustration and Comics. Here she forms herself and starts her career as an illustrator, among fish, pants, birds, childhood memories and a moleskine.

 

 

Giulia, la tua biografia non può essere fraintesa: respiri l'arte da sempre. Ma quando e perché hai deciso di metterti in gioco e farla tua?

 

- Tutto è iniziato in maniera molto naturale e spontanea. Penso che se le cose devono accadere accadono e viceversa. Per me dipingere è stato così, una serie di eventi che nella mia vita mi hanno fatto capire che la mia strada sarebbe stata questa. Io non potrei fare altro, per me dipingere è una sorta di dipendenza, è come respirare, mangiare, non ne posso fare a meno. Le persone che mi conoscono bene lo sanno; passo la mia vita seduta a disegnare. Penso che la mia fortuna stia nel fatto che quello che faccio piace e quindi riesco a vendere, altrimenti, se non fosse così avrei una casa stracolma di quadri. Un ricordo che ho da bambina è quello delle maestre che chiamarono preoccupate i miei genitori per il mio “comportamento inappropriato”. Scoprirono infatti che durante la ricreazione vendevo i miei disegni ai bambini o li barattavo con delle merendine. Ripensandoci oggi devo dire che riscuotevo un notevole successo. Ovviamente non lo facevo per il guadagno in sé, ma per il semplice gusto di vendere i miei disegni a quei bambini che erano così felici e disposti a pagare o barattare le loro merendine più buone pur di possederne uno. È su questo concetto che ancora oggi si basa la mia etica, per me l’arte è condivisione altrimenti non ha alcun senso. -

 

Giulia, your biography cannot be misunderstood: you have always breathed art. But when and why did you decide to get involved and make it your own?

 

- It all started very naturally and spontaneously. I think that if things have to happen they happen and vice versa. For me painting was like this, a series of events that in my life made me realize that this was my way. I could not do anything else, for me painting is a kind of addiction, it's like breathing, eating, I can't do without it. People who know me well know this; I spend my life sitting and drawing. I think my luck lies in the fact that what I do like and therefore I can sell, otherwise, if it were not so I would have a house packed with paintings. A memory I have as a child is that of the teachers who called my parents worried about my "inappropriate behavior". In fact, they discovered that during the recreation I sold my drawings to children or traded them for snacks. Looking back today I have to say that I was very successful. Obviously I didn't do it for the gain in itself, but for the simple pleasure of selling my drawings to those children who were so happy and willing to pay or barter their best snacks to own one. It is on this concept that my ethics is still based today, for me art is sharing otherwise it makes no sense. -

 

 

Colibrì Topazio. Tecnica mista (acquerelli, matite colorate, inchiostri, tempere e penna nera, su carta rosa spina avorio)

 

 

 

Nello specifico ti occupi di illustrazione scientifica. Quando ho letto questo termine ho dovuto poi vedere le tue opere per capire il significato. Come sei venuta a conoscenza di questa tecnica?

 

- Mi ha sempre affascinato la natura. Penso che non mi sia mai interessato disegnare altro, come macchine o case. Da bambina passavo le mie estati insieme a mio fratello in Veneto dai miei nonni. Avevano una casa in campagna circondata da grandi campi di granturco e animali di ogni tipo. Passavo le mie giornate seduta sul prato a disegnare, osservando in maniera minuziosa le piante e gli insetti che abitavano, inventando così delle storie su di loro e interrogandomi su quanto potesse essere fantastico vivere in un mondo dove tutto sembra gigantesco. Ricordo in particolare cha all’epoca ci fu un film che colpì la mia immaginazione, si intitolava “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi” della Disney. È la storia di questo padre che inventa una macchina in grado di rimpicciolire le cose. I suoi figli, insieme ad altri due ragazzi, per una serie di sfortunati eventi ne sono vittime. Il resto del film si basa sulle loro avventure nel prato di casa che, date le loro nuove minuscole dimensioni, era grande come una città, con fiori alti come palazzi e formiche grandi come elefanti. La cosa che più mi affascinava di questo film era il pensare alla grande fortuna che per un giorno potevano vivere questi ragazzi che osservavano il mondo da una diversa prospettiva. Crescendo la mia curiosità diventava sempre più grande. Iniziai così a cercare libri di botanica e di zoologia creandomi, pian piano, una piccola collezione, dall’erbario medievale fino ai meravigliosi libri, dei giorni nostri, di Katie Scott. Imparai così a capire la composizione di una tavola botanica, che è fatta di regole ferree che non possono essere infrante. L’illustrazione botanica ha il compito di mostrare in maniera fedele l’anatomia vegetale. I dettagli, come semi, petali o frutto, devono essere rigorosamente al loro posto. È inesistente la rappresentazione di ombra o di penombra; il tutto deve essere illuminato da un’unica luce che mette in risalto i più piccoli dettagli del soggetto. Basta una foglia in più per stelo, o una forma un po’ più allungata di un petalo e inconsapevolmente si disegna un altro tipo di pianta o una che in natura non esiste, concetti e regole che qualche anno dopo mi sono stati ribaditi durante i miei mesi di tirocinio presso l’Orto Botanico di Bologna. Crescendo cominciai a distaccarmi dall’illustrazione classica, per creare un mondo tutto mio dove non ci sono regole, dove non esiste una composizione perfetta, la fantasia diventa l’unica protagonista. Nei miei disegni non esistono prospettive giuste o proporzioni sbagliate, tutto può accadere e tutto è consentito. Nonostante questa mia “ribellione” non mi sono mai staccata totalmente da quella che è l’illustrazione classica, anche se in realtà di classico non ha nulla, a partire dalla tecnica. Si tratta di una tecnica mista che comprende: colori a tempera, acrilici, acquerelli, matite colorate, inchiostri e penna nera. Il tutto è messo insieme da vari passaggi e strati. Per via di tutti questi strati utilizzo un tipo di carta molto resistente, la rosa spina avorio a grana pesante; l’unica carta che riesce a sostenere tutte queste varie tecniche messe insieme. Penso di raggiungere il mio più alto sfogo creativo quando dipingo ad olio; mi diverto a giocare con i vari colori e con le varie sfumature. Fu mio padre ad insegnarmi la tecnica dei colori ad olio. Uno dei ricordi più belli della mia infanzia è quello di quando insieme a lui dipingevamo una tela a quattro mani. -

 

Specifically, you deal with scientific illustration. When I read this term I then had to see your works to understand the meaning. How did you hear about this technique?

 

- Nature has always fascinated me. I think I've never been interested in drawing anything else, like cars or houses. As a child I spent my summers with my grandparents in Veneto. They had a house in the countryside surrounded by large cornfields and animals of all kinds. I spent my days sitting on the lawn drawing, observing in minute detail the plants and insects that lived, thus inventing stories about them and wondering how fantastic it could be to live in a world where everything seems gigantic. I remember in particular that at the time there was a film that struck my imagination, it was called “Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi” by Disney. It is the story of this father who invents a machine that can make things smaller. His sons, along with two other boys, are victims of a series of unfortunate events. The rest of the film is based on their adventures in the backyard which, given their tiny new size, was as big as a city, with tall flowers like palaces and elephant-like ants. The thing that fascinated me most about this film was thinking about the great fortune that these guys who were observing the world from a different perspective could live for a day. Growing my curiosity grew bigger and bigger. So I started looking for books on botany and zoology, slowly creating a small collection, from the medieval herbarium to the wonderful books, of our days, by Katie Scott. I thus learned to understand the composition of a botanical table, which is made up of strict rules that cannot be broken. The botanical illustration has the task of faithfully showing plant anatomy. Details, such as seeds, petals or fruit, must be strictly in place. The representation of shadow or shadow is non-existent; everything must be illuminated by a single light that highlights the smallest details of the subject. Just one more leaf per stem, or a bit more elongated than a petal and unknowingly you draw another type of plant or one that does not exist in nature, concepts and rules that a few years later I was reiterated during my months of training at the Botanical Garden of Bologna. Growing up, I began to detach myself from classical illustration, to create a world of my own where there are no rules, where there is no perfect composition, fantasy becomes the only protagonist. In my drawings there are no right perspectives or wrong proportions, anything can happen and everything is allowed. Despite this "rebellion" of mine, I have never totally detached myself from what is classic illustration, even though in reality it has nothing to do with classical art, starting from the technique. It is a mixed technique that includes: tempera colors, acrylics, watercolors, colored pencils, inks and black pen. Everything is put together by various passages and layers. Because of all these layers I use a very resistant type of paper, the heavy grained ivory rose; the only card that can support all these various techniques put together. I think I reach my highest creative outlet when I paint with oil; I enjoy playing with various colors and shades. It was my father who taught me the technique of oil colors. One of the best memories of my childhood is when we painted a four-handed canvas together with him. -

 

 

Pesce palla. Olio su compensato con foglia oro

 

 

 

Perché proprio la natura, la botanica, gli animali?

 

- I personaggi dei miei disegni sono a me molto cari, alcuni di loro mi accompagnano da sempre, sono i cosiddetti “intoccabili” ovvero quelli dai quali non mi voglio distaccare mai. Il soggetto al quale sono più legata è, senza alcun dubbio, “la balena primordiale”. Si tratta della mia prima balena. Avevo 15 anni quando, un po’ per gioco un po’ per noia, durante un pomeriggio d’estate disegnai questa balena. Da quel giorno non smisi mai più di disegnarla. Attraverso i miei disegni cerco di comunicare il mio immaginario e la concezione che ho di esso. Un mondo onirico, popolato da rane prepotenti e balene giganti dallo sguardo dolce. La speranza è di trasmettere a chi le guarda quelle stesse sensazioni che hanno invaso me nel crearle. I miei personaggi sono in continuo mutamento: penso che l’evoluzione del mio lavoro vada di pari passo con la crescita della mia persona. I miei disegni, infatti, non sono simili a quelli di dieci anni fa e sono sicura che tra dieci anni saranno diversi da quelli di adesso. -

 

Why, precisely, nature, botany, animals?

 

- The characters of my drawings are very dear to me, some of them have always accompanied me, they are the so-called "untouchables" or those I never want to leave behind. The subject to which I am most attached is, without any doubt, "the primordial whale". This is my first whale. I was 15 when, a little bit like a little out of boredom, during a summer afternoon I drew this whale. From that day on, I never stopped drawing it. Through my drawings I try to communicate my imagination and my conception of it. A dreamlike world, populated by overbearing frogs and sweet-looking giant whales. The hope is to convey to those who see them the same feelings that have invaded me in creating them. My characters are constantly changing: I think the evolution of my work goes hand in hand with the growth of my person. My drawings, in fact, are not similar to those of ten years ago and I am sure that in ten years they will be different from those of today. -

 

 

Descrivi il tuo mondo «surreale e onirico». Beatrix Potter (illustratrice britannica e creatrice di Peter Rabbit) aveva come migliori amici e confidenti proprio i suoi personaggi che disegnava. Succede lo stesso anche a te?

 

- Quando inizio a disegnare non ho mai un’idea esatta di quello che farò o di come sarà una volta finito. Mi preoccupo soltanto di seguire il mio istinto cercando di restare il più fedele possibile a quella che è la mia natura. Quando inizio una nuova opera cerco di isolarmi il più possibile dal resto del mondo. Disegno e dipingo per diverse ore tutti i giorni. Mi capita spesso di realizzare degli schizzi nel mio moleskine che poi successivamente riporto sulla carta o sulla tela. Alla fine di ogni mio lavoro ho una sensazione di benessere ed appagamento. Dipingere mi rende felice. Penso che l’arte abbia la funzione di fare stare bene le persone, di dare senso alla propria vita e di dare risposte alle proprie domande. -

 

You describe your world "surreal and dreamlike". Beatrix Potter (British illustrator and creator of Peter Rabbit) had her own characters she drew as best friends and confidants. Does the same thing happen to you too?

 

- When I start drawing I never have an exact idea of ​​what I will do or how it will be once it is finished. I am only concerned with following my instinct, trying to remain as faithful as possible to what is my nature. When I start a new work I try to isolate myself as much as possible from the rest of the world. I draw and paint for several hours every day. I often make sketches in my moleskine which I then later carry on paper or canvas. At the end of my work I have a feeling of well-being and fulfillment. Painting makes me happy. I think that art has the function of making people feel good, of giving meaning to their lives and of giving answers to their questions. -

 

 

Coleottero e Falena viola. Tecnica mista (acquerelli, matite colorate, inchiostri, tempere e penna nera, su carta rosa spina avorio)

 

 

 

Ci sono degli illustratori del passato a cui fai riferimento?

 

- I più grandi artisti di botanica e zoologia mi hanno fatto da maestri. Nella mia piccola collezione gli artisti del passato che più mi hanno dato aspirazione sono Pierre-Joseph Redoutè, soprannominato “il Raffaello dei fiori”, Sydney Parkinson e Maria Sibylla Merian. Tra gli illustratori che più mi hanno affascinato per la particolarità dei suoi personaggi, un maestro unico nel suo genere, Grandville, con i suoi animali in frac e le donne fiore. Grandville grazie alla sua arte è stato fonte di ispirazione anche per un altro grande artista tra i miei preferiti, John Tenniel, illustratore di “Alice nel paese delle meraviglie”. -

 

Are there any illustrators from the past you refer to?

 

- The greatest botanical and zoological artists have been my masters. In my small collection the artists of the past who gave me the most aspiration are Pierre-Joseph Redoutè, nicknamed "the Raphael of flowers", Sydney Parkinson and Maria Sibylla Merian. Among the illustrators that most fascinated me for the peculiarity of his characters, a unique master of its kind, Grandville, with its tails and the flower women. Grandville thanks to his art has been a source of inspiration also for another great artist among my favorites, John Tenniel, illustrator of "Alice in Wonderland". -

 

 

Pesce maculato. Tecnica grafite e penna nera

 

 

 

Che tipo di supporti utilizzi quando dipingi? Da quello che vedo mi sembrano diversi ogni volta.

 

- Il supporto cambia in base alla tecnica. Quando uso i colori ad olio e la foglio oro come supporto utilizzo la tela o del compensato. Su entrambi, prima di dipingere, passo uno strato di gesso bianco in modo da crearmi una base sulla quale mettere il colore. Per le illustrazioni botaniche utilizzo la rosa spina avorio con grana pesante. -

 

What kind of media do you use when you paint? From what I see, they seem different to me every time.

 

- The support changes according to the technique. When I use oil paints and gold foil as a support I use canvas or plywood. On both, before painting, I pass a layer of white chalk so as to create a base on which to put the color. For botanical illustrations I use ivory thorn rose with heavy grain. -

Fiori di loto. Acquerelli, matite colorate, inchiostri, tempere e penna nera, su carta rosa spina avorio

 

 

 

Progetti per il futuro?

 

- Essere felice e continuare a fare quello che amo nel miglior modo possibile. -

 

Plans for the future?

 

- Being happy and continuing to do what I love in the best possible way. -

 

giuliacalioillustratrice.it 

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