Impressioni in bianco e nero: Peter Lindberg e la fotografia / Black and white impressions: Peter Lindberg and photography

8 Sep 2019

 

Peter Lindberg

 

 

 

Esistono i fotografi. E poi esiste l’essere umano che utilizza la fotografia per esprimersi. Peter Lindberg appartiene al secondo gruppo. Le caratteristiche, a differenza del primo, sono diverse, difficili da decifrare in poche righe. Basta però sapere che per Lindberg & co. prima di tutto viene il soggetto da ritrarre e poi il resto, l’immagine fotografica. L’opera. 

Peter Lindberg muore il 3 settembre 2019. Molti giornali ne scrivono, omaggiando la sua carriera e le innumerevoli facce che ha incontrato e scattato. Nella sua vita ci sono copertine, mostre e tre calendari Pirelli, nel 1996, 2002 e 2017.

 

Photographers exist. And then there is the human being who uses photography to express himself. Peter Lindberg belongs to the second group. The characteristics, unlike the first, are different, difficult to decipher in a few lines. It is enough to know that for Lindberg & co. first of all comes the subject to be portrayed and then the rest, the photographic image. The work.

Peter Lindberg dies on September 3, 2019. Many newspapers write about it, honoring his career and the countless faces he has met and taken. In his life there are covers, exhibitions and three Pirelli calendars, in 1996, 2002 and 2017.

 

 

Kate Moss, Le Touquet, Vogue Italia, 2016. Peter Lindberg

 

 

Nato a Lissa nel 1944, Lindberg passa da Düsseldorf per poi arrivare a Parigi. Incontra Christy Turlington, Naomi Campbell e una giovanissima Kate Moss. Arriva la fama, le star del cinema vengono immortalate dal tedesco. Una biografia così pare normale, un po’ fiacca, forse, se paragonata a quella di fotografi che alla fine sono diventati i personaggi che ritraevano. Ma il punto (di vista) di Peter Lindberg era proprio umanizzare ogni soggetto che gli si parava di fronte. Su un set o in un ambiente diverso, come a Le Touquet. Una cittadina sul mare dove amava svolgere il suo lavoro. 

 

Born in Lissa in 1944, Lindberg moved from Düsseldorf then to Paris. Meet Christy Turlington, Naomi Campbell and a very young Kate Moss. Fame comes, the movie stars are immortalized by the German. A biography seems so normal, a little weak, perhaps, if compared to that of photographers who eventually became the characters they portrayed. But the point (of view) of Peter Lindberg was precisely to humanize every subject that appeared in front of him. On a set or in a different environment, like in Le Touquet. A seaside town where he loved to do his job.

 

 

Mads Mikkelsen by Peter Lindberg

 

 

Il bianco e nero è perfetto. Mentre i protagonisti delle sue fotografie no. Ed è proprio questo ad attirarlo. La natura dell’uomo enfatizzata dal colore-non colore. Sono rare le foto con delle tinte accese anzi, forse non esistono neppure. Il noir et blanc diventa la sua firma, inconfondibile. Le modelle o gli attori senza strati di trucco, le sue rappresentazioni. La natura, di nuovo, è l’obiettivo da tirare fuori da persone abituate a fingere, per mestiere o per proteggersi. Che indossino una camicia bianca o un vestito d’alta moda; che si vedano le rughe sul volto o uno sguardo malinconico, Peter Lindberg riesce, attraverso il mezzo della fotografia, ad avvicinarle di più a noi. Perché tanto alla fine tutti lì dobbiamo andare. Siamo uguali e diversi. 

 

Black and white is perfect. While the protagonists of his photographs no. And this is what attracts him. The nature of man emphasized by color-non-color. Photos with rare shades are rare indeed, perhaps they do not even exist. The noir et blanc becomes his signature, unmistakable. Models or actors without makeup layers, his representations. Nature, again, is the goal to get out of people used to pretend, to trade or to protect themselves. Whether they wear a white shirt or a high fashion dress; whether you see wrinkles on their face or a melancholy look, Peter Lindberg is able, through the medium of photography, to bring them closer to us. Because in the end we all have to go there. We are the same and different.

 

 

 

 Models by Peter Lindberg

 

 

Imprime, l’artista, un tipo di fotografia. Esiste la fotografia di Peter Lindberg non, al contrario, una figura. Come lui sono in pochi. Senza pensarci, così, alla svelta, vengono in mente Steven Meisel, Paolo Roversi, per la moda, e Gianni Berengo Gardin. Sensibilità diverse che negli anni riescono a farsi riconoscere per quello che realizzano e non per ciò che rappresentano. La differenza? Tenendo sempre presente che di arte si tratta, quindi c’è un passaggio che necessariamente toglie autenticità al risultato finale, nel primo caso significa riuscire a comunicare la propria estetica senza anteporre se stessi; nel secondo si tratta solo di pura immagine.

 

Impress, the artist, a type of photography. There is a photograph of Peter Lindberg, not a figure. Few are like him. Without thinking, so, in a hurry, Steven Meisel, Paolo Roversi, for fashion, and Gianni Berengo Gardin come to mind. Different sensitivities that over the years succeed in being recognized for what they realize and not for what they represent. The difference? Always bearing in mind that we are dealing with art, so there is a passage that necessarily takes away the authenticity of the final result, in the first case it means being able to communicate one's own aesthetics without putting oneself before oneself; in the second it is just pure image. 

 

 

Kristen McMenamy, Le Touquet, 2009. Peter Lindberg

 

 

E non è che non vada bene. Però c’è da chiedersi in un periodo come quello che stiamo vivendo se un approccio organico, elegantemente grezzo e tecnicamente perfetto, non sia preferibile a uno edulcorato da patine inutili. Parole come sobrio, poetico, sincero, originale, descrivono non solo il lavoro di Peter Lindberg ma anche la ricetta necessaria per fare rientrare la nostra umanità nei ranghi della sensibilità. Valore incredibilmente ridotto in favore di altri, più convenienti, sì, ma meno umani. 

 

And it's not that it's not good. But we have to ask ourselves in a period like the one we are experiencing if an organic approach, elegantly raw and technically perfect, is not preferable to one sweetened by useless patinas. Words like sober, poetic, sincere, original, describe not only the work of Peter Lindberg but also the recipe necessary to bring our humanity back into the ranks of sensitivity. Incredibly small value in favor of others, more convenient, yes, but less human.

 

Sull’uso del bianco nell’arte leggete qui

 

On the use of white in art read here.

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