Ironia critica: Marco Rambaldi primavera-estate 2019 / Critical irony: Marco Rambaldi spring-summer 2019

26 Sep 2018

Maco Rambaldi SS19

 

 

 

C’era un tempo in cui si usava nascondere tra le cuciture degli abiti dei messaggi. D’amore o delle preghiere. Dei pensieri indicibili. I sarti e le loro dame si servivano della moda per comunicare. Con l’evolversi della storia questa usanza è tramontata, mentre il punto di vista dello stilista si è fatto palese, incisivo. Basti pensare alla liberazione dal corpetto chez Coco Chanel nei primi anni del Novecento e dall’estetica borghese grazie a Yves Saint Laurent, nel secondo dopo guerra. Marco Rambaldi segue il medesimo filone, tuttavia non tanto perché propone nuovi stili o capi, quanto, piuttosto, nel volere esprimere un suo pensiero sul presente, in particolare quello nostrano. Nasce, quindi, la collezione primavera-estate 2019 intitolata Saluti dall’Italia, presentata a Milano durante la Settimana della Moda appena conclusa.

 

There was a time when messages, of love or prayers or untold thoughts, were used to be hidden between the seams of the clothes.  The tailors and their ladies used fashion to communicate. With the evolution of history this custom has set, while the designer's point of view has become clear, incisive. Suffice it to think of the liberation from the bustier chez Coco Chanel in the early twentieth century and bourgeois aesthetics thanks to Yves Saint Laurent, in the second period after war. Marco Rambaldi follows the same vein, but not so much because he proposes new styles or garments, but rather, in wanting to express a personal thought on the present, especially the local one. The spring-summer 2019 collection was born, entitled Saluti dall’Italia, presented in Milan during the Fashion Week just ended.

 

 

 

Maco Rambaldi SS19

 

 

Maco Rambaldi SS19

 

 

 

 

Nelle sale del Circolo Filologico, in via Clerici 10, donne di tutte le età e fisicità cantano al karaoke, ballano, bevono un bicchiere di vino rosso, leggono oppure si rilassano. Con ironia e leggerezza vestono alcuni degli ottanta abiti di Rambaldi e recitano il senso concettuale proposto dal designer. Quest’ultimo è ispirato da elementi della cultura italiana come l’opera teatrale Le smanie per la villeggiatura di Goldoni, scritta nel 1761, e le fotografie di Massimo Vitali, ritraenti le bianche spiagge di Rosignano Solvay, che sono in realtà una discarica chimica. Sì perché quello che lo stilista bolognese vuole mettere in scena, non è solo l’aspetto ludico, ricreativo e godereccio che si innesca durante le vacanze. Piuttosto egli utilizza questo atteggiamento come metafora: “L’idea di rappresentare la villeggiatura è in realtà un pretesto per decifrare cosa sta accadendo oggi nel nostro paese: siamo in un mood vacanziero costante e facciamo molta fatica a tornare con i piedi per terra, a prestare attenzione verso i problemi reali.” Inaugura così l’ingresso nel backstage per far conoscere il resto della collezione. E che cosa non vediamo? “Ciò che accade nel quotidiano. Dai diritti LGBT che stanno andando in frantumi alla questione migranti, per esempio.” 

 

In the rooms of the Circolo Filologico, in via Clerici 10, women of all ages and physicalities sing karaoke, dance, drink a glass of red wine, read or relax. With irony and lightness they wear some of the eighty clothes by Rambaldi and recite the conceptual meaning proposed by the designer. The latter is inspired by elements of Italian culture such as the theatrical work Le smanie per la villeggiatura, written by Goldoni in 1761, and the photographs of Massimo Vitali, depicting the white beaches of Rosignano Solvay, which are actually a chemical dump. Yes, because what the Bolognese designer wants to put on stage is not only the playful, recreational and enjoyable aspect that triggers during the holidays. Rather he uses this attitude as a metaphor: “The idea of ​​representing the holiday is actually a pretext to decipher what is happening today in our country: we are in a constant holiday mood and we struggle to get back down to earth, to pay attention to the real problems.” This is how the entrance to the backstage is inaugurated to make the rest of the collection known. And what do not we see? “What happens in everyday life. From LGBT rights that are shattering to the migrants issue, for example.”

 

 

 

Maco Rambaldi SS19 

 

 

 

 

Militanza estetica. Non è un caso che nella sala principale si senta risuonare la musica in voga negli Anni Sessanta e Settanta, mentre Rambaldi discute con la stampa del suo lavoro. Come mai la scelta di suonare canzoni di altri decenni se ci si concentra sugli attuali problemi politico-sociali? “Perché queste canzoni sono dei classici e in grado di manifestare in ogni momento un pensiero significativo.” Infatti il senso totale dei capi è quello di “scavare sotto la pelle screpolata dall’abbronzatura riminese per ritrovare la coscienza politica perduta, l’impegno personale e sociale rileggendo una lezione che storicamente non è lontana da noi e che si sta ripetendo, ogni giorno, davanti ai nostri occhi.” 

 

Aesthetic militancy. It is no coincidence that in the main hall can be heard the music in vogue during the Sixties and Seventies, while Rambaldi discusses with the press about his work. Why the choice to play songs of other decades if we focus on current social-political problems? “Because these songs are a classic and capable of expressing a meaningful thought at all times.” In fact, the total sense of the garments is “to dig under the chapped skin of Rimini tan to rediscover the lost political conscience, the personal commitment and social re-reading a lesson that is historically not far from us and that is being repeated every day in front of our eyes.”

 

 

 

Maco Rambaldi SS19

 

 

 

Nella moda un concetto lo si esprime attraverso camicie, top, abiti, capo-spalla, pantaloni e gonne. Ma anche, e soprattutto, con le stampe, nel caso di Rambaldi quelle propagandistiche. La loro forza viene ammortizzata dai materiali tipici della stagione estiva e dall’uncinetto, ormai una costante nelle collezioni dello stilista. E dell’Italia passata, ma non del tutto, poiché sempre rinchiusa nella sua gabbia dorata, la cui uscita sarebbe un gesto davvero troppo coraggioso. Allora, se si dovesse tentare una nuova definizione di contemporaneità nel mondo dell’arte si potrebbe dire che essa è una rappresentazione dell’oggi, non più obiettiva ma segnata dal gusto critico. E un po’ di ironia.

 

In fashion a concept is expressed through shirts, tops, dresses, coats, trousers and skirts. But also, and above all, with the prints, in the case of Rambaldi those typical of propaganda. Their strength is absorbed by the typical materials of the summer season and by crochet, now a constant in the designer's collections. And of the past, but not completely, of Italy, since it is always locked up in its golden cage, whose exit would be a gesture that is really too courageous. So, if we were to attempt a new definition of contemporaneity in the art world, we could say that it is a representation of today, no longer objective but marked by critical taste. And a little bit of irony.

 

 

 

Maco Rambaldi SS19

 

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