Comprendersi attraverso la moda, l’arte e la psicologia: lo spiegano le fondatrici di Kubo / Understand yourself through fashion, art and psychology, as told by Kubo’s founders

24 Apr 2018

 

Kubo spaces photographed by Giulio Spagone

 

 

 

Intelligenza emotiva, empatia estetica e grammatica visiva: la moda come unione tra mondo intelligibile e sensibile. No, non è un’utopia, ma il trittico di concetti da cui muove Kubo, una proposta formativa tradotta nello spazio tutto italiano voluto da Andrijana Popović, psicologa e docente di moda e arte, con il prezioso contributo di Amalia di Lanno, esperta in comunicazione, inaugurato nel 2018 a Bari, Puglia. Tale data, però, è solo una tappa di un progetto nato prima, nel 2016, con il lancio di un libro e di una visione dell’industria dell’abbigliamento, non più come mera realizzatrice di prodotti, ma come qualcosa di più ricco in termini di valori e significati. E se il luogo fisico in cui si situa è l’aspetto aggregante e pratico, quello culturale si dimostra più ampio, globale, e si rivolge anche a quei paesi caratterizzati da una grande passione per il settore, ma con poche competenze tecniche per svilupparlo. 

Via Skype, tra Milano, Roma e Bari, le fondatrici raccontano le origini del progetto e di come esso si articola e definisce, tra i mondi dell’arte, del fashion system e del rapporto tra mente ed emozioni. 

 

Emotional intelligence, aesthetic empathy and visual grammar: fashion as a union between the intelligible and the sensitive world. No, it is not a utopia, but the triptych of concepts from which Kubo moves, a training proposal translated into the all-Italian space wanted by Andrijana Popović, psychologist and professor of fashion and art, with the precious contribution of Amalia di Lanno, expert in communication, inaugurated in 2018 in Bari, Puglia. This date, however, is only a stage of a project born before, in 2016, with the launch of a book and a vision of the clothing industry, no longer as a mere producer of garments, but as something richer in terms of values ​​and meanings. And if the physical place in which it is located is the aggregating and practical aspect, the cultural one is broader, more global, and is also aimed at those countries characterized by a great passion for the sector, but with few technical skills to develop it.

Via Skype, between Milan, Rome and Bari, the founders tell the origins of the project and how it is articulated and defines, between the worlds of art, the fashion system and the relationship between mind and emotions.

 

 

Kubo spaces photographed by Giulio Spagone

 

 

 

 

Andrijana, Amalia, con quali esigenze e su quali basi è nato Kubo?

 

Adrijana Popović: - Noi nasciamo da un progetto precedente chiamato Fashion Intelligence, un libro il cui tema principale è la moda interpretata in modo diverso rispetto a quello attuale, concentrandoci soprattutto sul concetto di consapevolezza, da assumere come atteggiamento nel momento in cui indossiamo un determinato capo di abbigliamento. Amalia ha curato l’immagine di copertina, la quale è studiata nei minimi dettagli: ha concepito il titolo con l’aggiunta di un occhio, simbolo di una precisa volontà di osservare questa industria in modo alternativo, senza trascurare la sua storia. Ecco perché l’occhio introduce a una sorta di viaggio in cui scienze divergenti si uniscono a formare un concetto di fashion all’avanguardia. Esse sono l’arte, la moda e la psicologia, le colonne portanti anche di Kubo, da cui poi si vanno a inserire trasversalmente, ad esempio, la semiotica, con l’intervento di Patrizia Calefato, oppure il cinema e la musica, grazie al supporto di Claudia Attimonelli. Questo percorso mi ha portata a far conoscere il progetto editoriale nelle università in Montenegro e Serbia, paesi in cui c’è molta passione per questo lavoro, ma poca conoscenza teorico-pratica. Kubo è quindi nato per offrire un punto di riferimento fermo e stabile a un’idea di cultura della moda che definisco “in azione”. Non a caso abbiamo istituito una partnership con il Museo Nazionale del Montenegro, il quale ospita le tecniche artigianali della regione, al fine di instaurare uno scambio tra quelle italiane e le loro, per ampliare il sapere manifatturiero, in un’ottica interculturale, a cui teniamo molto. -

 

Amalia di Lanno: - Il libro è un “book project” dotato di una visione ampia sull’argomento moda. Da esso c’è stata un’evoluzione che prende il nome di Kubo: una struttura che mette insieme il volere mio e di Adrijana di condividere le nostre visioni attraverso un’educazione e comunicazione visiva, ampliando una sorta di spazio virtuale a quello fisico tangibile, con l’intento di educare l’occhio a una nuova grammatica estetica, andando a connettere tutti gli aspetti e scienze, citate poco fa da Andrijana, cercando di unire le caratteristiche proprie di una persona a quelle professionali, dallo stilista a coloro interessati ad altri aspetti della moda. La nostra sede è un luogo in cui nascono relazioni, idee e progetti, per ciò il logo non simboleggia una figura geometrica chiusa in se stessa, ma ha i lati e gli angoli slegati tra di loro: siamo inclusivi. -

 

Andrijana, Amalia, with what needs and on what basis was Kubo born?

 

Adrijana Popović: - We are born from a previous project called Fashion Intelligence, a book whose main theme is fashion interpreted in a different way from the current one, focusing mainly on the concept of awareness, to be taken as an attitude when we wear a certain cloth. Amalia has edited the cover image, which is studied in every detail: she conceived the title with the addition of an eye, symbol of a precise desire to observe this industry in an alternative way, without neglecting its history. This is why the eye introduces a sort of journey in which divergent sciences unite to form a cutting-edge fashion concept. They are art, fashion and psychology, also the pillars of Kubo, from which they are then transversely inserted, for example, semiotics, with the intervention of Patrizia Calefato, or the cinema and music, thanks to the support of Claudia Attimonelli. This path led me to make known the editorial project in universities in Montenegro and Serbia, countries where there is a lot of passion for this work, but little theoretical-practical knowledge. Kubo was therefore born to offer a firm and stable point of reference to an idea of ​​fashion culture that I define "in action". It is no coincidence that we have established a partnership with the National Museum of Montenegro, which hosts the artisan techniques of the region, in order to establish an exchange between the Italian ones and theirs, to expand manufacturing knowledge, in an intercultural perspective, to which we keep a lot. -

 

Amalia di Lanno: - The book is a "book project" with a broad vision on the subject of fashion. From it there has been an evolution that takes the name of Kubo: a structure that brings together my and Adrijana's will to share our visions through an education and visual communication, expanding a sort of virtual space to the tangible physical one, with the aim of educating the eye to a new aesthetic grammar, going to connect all the aspects and sciences, just mentioned by Andrijana, trying to combine the characteristics of a person to those professional, from the designer to those interested in other aspects of fashion. Our office is a place where relationships, ideas and projects are born, for this reason the logo does not symbolize a geometrical figure closed in itself, but has the sides and the angles untied between them: we are inclusive. -

 

 

Kubo spaces phographed by Marcella Mele

 

 

Adrijana, torniamo all’aspetto psicologico del progetto: qual è il rapporto tra esso e la moda, dal tuo punto di vista di psicologa e di esperta del settore?

 

AP: - Più che un rapporto tra di loro, trovo che la psicologia sia uno dei modi di interpretare le cose, quindi anche la moda. E lo fa attraverso con un linguaggio “non verbale”, avvalendosi di simboli (che poi sarebbero gli indumenti) i quali ci vestono, e prima ancora di questo passaggio, con l’effetto visivo dato da essi. Questo vocabolario l’ho denominato con la collega Smiljana Grujic “linguaggio giraffa”, animale simbolo di mitezza e di riflessione, il quale collega le emozioni con la mente in modo equilibrato. La moda vista come intuito, a cui poi dare una forma. -

 

Adrijana, let's go back to the psychological aspect of the project: what is the relationship between it and fashion, from your point of view as a psychologist and expert in the field?

 

AP: - More than a relationship between them, I find that psychology is one way of interpreting things, therefore also fashion. And it does so through a "non-verbal" language, using symbols (which would then be the clothes) which dress us, and even before this passage, with the visual effect given by them. I called this vocabulary with my colleague Smiljana Grujic "giraffe language", an animal symbol of meekness and reflection, which connects emotions with the mind in a balanced way. Fashion seen as intuition, to which then give shape. -

 

 

Cosa significa assumere un approccio intelligente in tale contesto?

 

AP: - In senso generale l’intelligenza è “l’abilità di stare al mondo”. Se si impara a farlo, tale atteggiamento lo si riesce ad applicare in ogni ambito, anche a quello della moda. E viceversa: la moda può educare lo sguardo alla bellezza; è un modo di vivere, quindi, per noi, essa non è solo un prodotto, ma coscienza e pratica messe insieme. Del resto molti stilisti del passato applicavano un approccio simile, su tutti Gianfranco Ferré con le sue collezioni e, in particolare, con il suo modo di interpretare la camicia bianca, la quale conteneva fuori e dentro tutto quello che ti ho detto finora, e sulla quale è stata organizzata una mostra con la Fondazione Gianfranco Ferré, a Milano. L’istituzione è sostenitrice, guarda caso, di Fashion Intelligence. -

 

What does it mean to take an intelligent approach in this context?

 

AP: - In a general sense, intelligence is "the ability to be in the world". If you learn to do it, you can apply this attitude in every area, including that of fashion. And vice versa: fashion can educate the eye to beauty; it is a way of life, therefore, for us, it is not just a product, but conscience and practice put together. After all, many fashion designers of the past applied a similar approach, on all Gianfranco Ferré with his collections and, precisely, with his way of interpreting the white shirt, which contained everything inside and outside what I have told you so far, and on which an exhibition was organized with the Gianfranco Ferré Foundation in Milan. The institution, coincidentally, is a supporter of Fashion Intelligence. -

 

Kubo Open Day

 

 

Quanto ha contribuito la Puglia, con la sua storia e cultura, a dare vita alla vostra realtà?

 

AP: - Molto, sin dalla pubblicazione del libro, edito da Edizioni dal Sud. Nella mia vita ho viaggiato tanto, e quello che contraddistingue ogni partenza è il suo essere vissuta con grande apertura mentale e culturale. L’ho fatto anche e soprattutto per lavoro: sono sempre stata una ricercatrice di talenti, e ho raggiunto l’apice come corrispondente per l’Italia della fiera parigina Who’s Next. Trovo la Puglia un territorio fertile in tema di persone capaci a svolgere mestieri di questo tipo. Purtroppo, però, vuoi per educazione, vuoi perché non c’è abbastanza apertura mentale, si tratta di una terra che non riesce a imporsi. Io cerco di parlare con loro, li incontro e voglio portare avanti le loro visioni. Kubo può contribuire tantissimo a sciogliere le briglie e a dare la giusta visibilità, in modo autentico e unico. Così facendo, il desiderio è quello di vederli come creativi soddisfatti e consapevoli una volta usciti dalla nostra realtà formativa, fornita non solo da noi due, ma da tutti gli altri professionisti che collaborano con noi, ognuno con competenze specifiche. -

 

AdL: - Noi crediamo tantissimo in questa regione, nonostante nessuna di noi due sia pugliese: io sono napoletana ma mi ritegno cittadina del mondo, mentre lei è montenegrina. Ho vissuto comunque dieci anni lì, in veste di operatrice culturale ed esperta di comunicazione, e ho sempre avuto a che fare con gli artisti, i creativi. Confermo quello che dice Adrijana: la regione è una fucina di talenti, ma il punto è quello di convogliare quello che è il talento in una direzione mirata, responsabile e consapevole di quello che si vuole andare a realizzare, che sia la fondazione del proprio brand, o l’apertura di uno studio di pubbliche relazioni. Per avere successo non basta possedere una formazione accademica, infatti, dal nostro punto di vista, è utile saper comunicare se stessi, sia come individui che in veste di artisti. Vorremmo che i nostri valori e conoscenze aiutassero neodiplomati o i giovani imprenditori tessili a orientarsi nel sistema, il quale è sempre più articolato e di difficile interpretazione. Kubo non è solo formazione professionale ma anche umana. -

 

How much did Puglia, with its history and culture, contribute to giving life to your reality?

 

AP: - Much, since the publication of the book, published by Edizioni dal Sud. In my life I have traveled a lot, and what distinguishes every departure is its being lived with great mental and cultural openness. I did it also and above all for work: I have always been a researcher of talents, and I have reached the pinnacle as a correspondent for Italy of the Parisian fair Who's Next. I find Puglia a fertile territory in terms of people capable of doing jobs of this kind. Unfortunately, however, you want for education, or because there is not enough openness, it is a land that can not impose itself. I try to talk to them, I meet them and I want to carry on their visions. Kubo can contribute a lot to undo the bridle and give the right visibility, in an authentic and unique way. In doing so, the desire is to see them as satisfied and aware creatives once they have left our formative reality, provided not only by the two of us, but by all the other professionals who collaborate with us, each with specific skills. -

 

AdL: - We believe a lot in this region, although neither of us is from Puglia: I am Neapolitan but I retire myself as a citizen of the world, while she is Serbian. I have lived ten years there, as a cultural operator and communication expert, and I have always had to deal with artists, creators. I confirm what Adrijana says: the region is a breeding ground for talents, but the point is to convey what is talent in a targeted, responsible and conscious direction of what you want to achieve, that is the foundation of your brand, or the opening of a public relations study. To be successful, it is not enough to have an academic education, in fact, from our point of view, it is useful to know how to communicate oneself, both as individuals and as artists. We would like our values ​​and knowledge to help new graduates or young textile entrepreneurs to orient themselves in the system, which is increasingly complex and difficult to interpret. Kubo is not only professional but also human training. -

 

 

(Mentre si svolge l’intervista, Adrijana mi propone un viaggio virtuale all’interno dello spazio, tra le varie aule e angoli emozionali: i muri sono bianchi, lo stile è minimal. Tutto sembra pronto per accogliere l’energia e la creatività delle persone che di lì a poco saranno protagoniste delle attività in programma).

 

(While the interview takes place, Adrijana offers me a virtual journey inside the space, between the various classrooms and emotional corners: the walls are white, the style is minimal. Everything seems ready to welcome the energy and creativity of the people who shortly will be protagonists of the scheduled activities).

 

 

Kubo Emozioni 

 

 

 

Come interagiscono la moda, l’arte e la psicologia all’interno dei laboratori organizzati da voi?

 

AdL: - I nostri workshop seguono un tema preciso, ad esempio su come un talento potrebbe gestire le emozioni e i conflitti in ambito lavorativo e con se stesso. Le tre scienze che hai appena citato sono gli argomenti o, meglio, i corpi di ricerca a cui noi adattiamo l’oggetto dell’incontro. Inoltre, sul nostro sito, vi è un’apposita sezione in cui è possibile, per chiunque fosse interessato, inviare una proposta per creare con noi un laboratorio. Questa iniziativa dimostra ancora una volta come l’aspetto di inclusione sia fondamentale per Kubo. - 

 

How do fashion, art and psychology interact in the workshops organized by you?

 

AdL: - Our workshops follow a precise theme, for example on how a talent could manage emotions and conflicts in the workplace and with himself. The three sciences you just mentioned are the subjects or, better, the research bodies to which we adapt the object of the meeting. Moreover, on our site, there is a special section where it is possible, for anyone interested, to send a proposal to create a laboratory with us. This initiative demonstrates once again how the inclusion aspect is fundamental to Kubo. -

 

 

Book cover of Fashion Intelligence, Edizioni dal Sud

 

 

 

 

Quali programmi avete per il futuro?

 

AdL: - Molti, già a partire dal prossimo mese e sono consultabili sul nostro portale online. Imminente è la collaborazione con la Galerije di Niksic in Montenegro, che vedrà la presenza dell'artista italiana Sara Bonaventura da me selezionata per questo progetto. Il 15 maggio, arriva Patrizia Calefato e il titolo dell’incontro è: Guardare attraverso e con la Moda. Il 18 maggio Kubo partecipa a Be Innovation: pensieri innovativi e idee per di-venire, una giornata di studio sull’innovazione sociale. A settembre, è in agenda un workshop con Smiljana Grujic, psicologa-psicoterapeuta esperta della comunicazione nonviolenta. Inoltre, come appuntamento fisso ogni martedì di fine mese, abbiamo come ospite in collegamento Skype da Milano Francesca Interlenghi founder e writer del progetto editoriale The Dummy’s Tales e testimonial della stilista Elle Venturini. -

 

What programs do you have for the future?

 

AdL: - Many, starting from next month and are available on our online portal. Soon we' ll collaborate with Niksic in Montenegro with the presence of Italian artist Sara Bonaventura selected bz me. Galererije On the 15th May, Patrizia Calefato arrives and the title of the meeting is: Guardare attraverso e con la Moda. On May 18 Kubo participates in Be Innovation: pensieri innovativi e idee per di-venire, a study day on social innovation. In September, a workshop will be on the agenda with Smiljana Grujic, psychologist-psychotherapist expert in non-violent communication. In addition, as a fixture every Tuesday at the end of the month, we have as a guest in Skype connection from Milan Francesca Interlenghi founder and writer of the editorial project The Dummy's Tales and testimonials of the designer Elle Venturini. -

 

kubobari.it

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