Cosa c’è nella mia valigia? La storia del costume da bagno / What’s in my suitcase? The swimsuit history

24 Jun 2019

 

 

 

Dopo i libri  vengono i costumi da bagno. Ecco i (veri) pezzi essenziali da mettere in valigia, anche quando si va in montagna o in campagna. Del resto, mica hanno bandito le piscine lì. Su YouTube, del resto, spopolano i vlogger che registrano dei video intitolati What’s in my suitcase?, tra marchette di prodotti, infradito Havaianas, vestiti in cotone sangallo e, infine, bikini, trikini. Ma qual è la storia di questa invenzione che ha permesso alle donne di poter fare il bagno senza doversi preoccupare di rovinare la propria biancheria? 

 

After the books come the swimsuits. Here are the (real) essential pieces to pack, even when you go to the mountains or in the countryside. After all, they haven't banned the pools there. After all, on YouTube the vloggers who record videos titled What’s in my suitcase?, among products brands, Havaianas flip-flops, dresses in sangallo cotton and, finally, bikinis, trikinis are very popular. But what is the history of this invention that allowed women to be able to take a bath without having to worry about ruining their underwear?

 

Models posing for American brand Jantzen

 

 

Gli anni Venti e Trenta sono rivoluzionari anche in materia di maillot de bain, nonché della moda in generale. È il ventennio in cui nasce l’abbigliamento sportivo - soprattutto per il tennis, grazie a René Lacoste (1904-1996) e alle sue polo -. L’abito da spiaggia, composto da pantaloni larghi in jersey, tessuto molto apprezzato da Mademoiselle Chanel, abbinati a leggeri cardigan o a camicie in cotone, diventa imprenscindibile nelle valigie delle turiste alla moda del tempo. Nello stesso contesto, negli Stati Uniti si creano i primi costumi da bagno aderenti ed elasticizzati, per lui e per lei. 

 

The Twenties and Thirties are also revolutionary in the field of maillot de bain, as well as in fashion, generally speaking. It is the twenty years in which sportswear is born - especially for tennis, thanks to René Lacoste (1904-1996) and his polo shirts -. The beach dress, made up of wide jersey trousers, a fabric much appreciated by Mademoiselle Chanel, combined with light cardigans or cotton shirts, becomes indispensable in the suitcases of the fashionable tourists of the time. In the same context, the first adherent and elasticized swimsuits, for him and her, are created in the United States.

 

 

Jantzen, Catalina e Cole sono le principali aziende a sviluppare i nuovi modelli. Per la verità, esistevano dei capi in grado di coprire il corpo durante un tuffo in mare. Tuttavia avevano un difetto: una volta fuori dall’acqua si deformavano. Non erano pratici, insomma. Dopo vari esperimenti, però, si scopre il Lastex, una seta sintetica in grado di ovviare il problema. 

A livello formale, il costume da donna, rigorosamente intero, è tagliato esattamente come un corsetto, ma senza la sensazione di costrizione provocata da quest’ultimo. E se davanti risulta troppo accollato, dietro gode di un ampia scollatura. 

 

Jantzen, Catalina and Cole are the main companies to develop the new models. In truth, there were pieces who could cover the body during a dive into the sea. However they had a defect: once they were out of the water they deformed. In short, they were not practical. However, after various experiments, Lastex is discovered, a synthetic silk able to overcome the problem.

On a formal level, the woman's swimsuit, strictly on piece, is cut exactly like a corset, but without the feeling of constriction caused by it. And if it was too high up front, it had a wide neckline behind it.

 

 

Dovima wearing the polka dot bikini by Carolyn Schnurer on Harper's Bazar in 1947

 

 

Il bikini. Non tutte possono permetterselo, la solita tiritera. Comunque, coloro che ne possiedo uno, di qualsiasi brand e foggia, sappiano che la sua invenzione è datata 1946, a opera di un sarto e un ingegnere francesi: Jacques Heim (1899-1967) e Louis Réard (1897-1984). Nello stesso anno la modella Micheline Bernardini lo indossa per la prima volta in passerella a Parigi.  Ma è nel 1947 che il capo in questione appare per la prima volta in una rivista patinata: l’edizione americana di Harper’s Bazaar. Tra le pagine del giornale si mostra in tutta la sua audacia - ovviamente per l’epoca - un modello a pois verde e bianco della stilista Carolyn Schnurer (1908-1988) indossato da una splendida Dovima. 

 

The bikini. Not everyone can wear it, the usual spiel. However, those who own one, of any brand and shape, should know that its invention is dated 1946, by a French tailor and an engineer: Jacques Heim (1899-1967) and Louis Réard (1897-1984). In the same year the model Micheline Bernardini wore it for the first time on the catwalk in Paris. But it is in 1947 that the item in question appears for the first time in a glossy magazine: the American edition of Harper's Bazaar. Among the pages of the newspaper it is shown in all its audacity - obviously for the time - a green and white polka dot model by the designer Carolyn Schnurer (1908-1988), worn by a beautiful Dovima.

L'Undici by UND Swimwear

 

 

L’evoluzione tecnologica è fondamentale quando si parla di costumi da bagno. Gli anni Duemila sono importanti perché permettono di realizzare pezzi in grado di ottimizzare le performance, in mare ma soprattutto in piscina: nascono i costumi biomimetici di Speedo. Realizzati in materiali leggerissimi e ricoperti di una sostanza idrorepellente, cercano di imitare la pelle dei pesci e promettono di essere i migliori alleati durante i campionati o le olimpiadi. 

E nella moda? Beh, c’è di che sbizzarrirsi. Che siano in cotone, come quelli di Isole & Vulcani, in tessuto sintetico o eco-sostenibili - in questo caso si veda alla voce UND Swimwear- : con strass, perline o tanto semplici da essere delle vere chicche di stile, oggi impazzano davvero ovunque e in qualunque valigia. Sceglierne uno è solo una questione di gusti; di capire la sensazione che dà al proprio corpo, indossarne uno. Perché alla fine, quello che conta, è essere a proprio agio, anche in spiaggia. 

 

Technological evolution is essential when it comes to swimwear. The 2000s are important because they allow the creation of pieces capable of optimizing performance, at the sea but above all in the swimming pool: Speedo's biomimetic swimsuit are born. Made of lightweight materials and covered with a water-repellent substance, they try to imitate the skin of fish and promise to be the best allies during championships or the Olympics.

And in fashion? Well, there's plenty. Whether in cotton, like those of Isole & Vulcani, synthetic or sustainable, - in this case, see UND Swimwear -; with rhinestones, beads or so simple as to be true gems of style, today they really go crazy everywhere and in any suitcase. Choosing one is just a matter of taste; to understand the sensation it gives to one's body, to wear one. Because in the end, what matters is being at ease, even on the beach.

 

Due Pezzi by Isole & Vulcani

 

 

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on Google +
Please reload

  • Black Icon Instagram
  • Nero Twitter Icon
  • Nero Facebook Icon

WEB DESIGN by Annamaria Maisto

Copyright © Nouvelle Factory