Lavoro a maglia, ergo sono: Ilana Blumberg racconta il suo processo creativo / I knit, ergo I am: Ilana Blumberg tells her creative process

26 Feb 2019

Ilana Blumberg by Milo Alexander-Travers

 

 

 

Mai avrei pensato di trovare una persona da intervistare attraverso Instagram. Nel caso di Ilana Blumberg é andata proprio così. Una rarità. E un’opportunità che non potevo mancare di cogliere.

Io, che diffido dei social, nonostante li sfrutti (e abusi, ogni tanto) come molti, non potevo credere ai miei occhi: una griglia di immagini e video, immortalanti le creazioni di una giovane donna inglese, Blumberg, la quale fa della moda, attraverso un modus operandi artistico. La maglieria è la materia prima che utilizza. Anche il pelo di cane, come spiega in questa conversazione, avvenuta qualche giorno fa. 

 

I would never have thought of finding a person to interview via Instagram. In the Ilana Blumberg’s case this is how it happened. A rarity. And an opportunity that I could not fail to grasp.

Me, who distrust social media, despite exploiting (and abuse, sometimes) them, like many, I could not believe my eyes: a grid of images and videos, immortalizing the creations of a young woman, Blumberg, which makes fashion, through an artistic modus operandi. Knitwear is the raw material she uses. Also the dog hair, as she explained in this conversation, happened a few days ago.

 

 

Ilana, cercando informazioni su di te online non ne ho trovate molte. Il tuo account di Instagram, dove ti ho trovata qualche tempo fa, è l'unica fonte disponibile. Che ne dici di iniziare l'intervista raccontandomi perché hai scelto la maglieria come modo di esprimerti?

 

- Ho sempre lavorato a maglia da quando ero piccola, ma ho imparato a usare una macchina la scorsa estate e mi ha aperto un milione di nuove strade. Il lavoro a maglia può essere totalmente bidimensionale, ma puoi anche modellare il tessuto mentre lo stai lavorando, ad esempio quando crei un berretto, che è una sfida, per via della sua geometria direi tridimensionale. Ho studiato architettura e ingegneria e amo la matematica: cerco sempre di usare questa conoscenza man mano che mi avvicino alla maglia. Penso al lavoro a maglia come a una forma di produzione additiva. Alla scuola di architettura, la stampa 3D ci è stata venduta come una forma additiva di costruzione, al contrario di ciò che avviene quando si deve scolpire un oggetto da un blocco, che è sottrattivo. Ciò significa che, in teoria, puoi costruire il tuo oggetto da zero, senza dover eliminare alcun materiale. Nel cucito e nell'intreccio, intagli quello che ti serve dal tessuto rettangolare e scarti l'eccesso. Nella maglieria, costruisci esattamente ciò di cui hai bisogno e lo spreco è minimo. Lanciare oggetti nel cestino non va bene, e quando lavori a maglia non devi quasi mai farlo. Inoltre, quando hai finito con un pezzo, puoi sbrogliarlo e usare di nuovo il filo. -

 

Ilana, looking for information about you online I have not found many. Your Instagram account, where I found you some time ago, is the only source available. How about starting the interview telling me why you chose knitwear as a way of expressing yourself?

 

- I've always knitted since I was young, but I learnt to use a machine last summer and it has opened up a million new channels for me to work in. Knitting can be totally two-dimensional, but you can also contour the fabric as you're making it, for example when knitting a beret, which is a challenge of geometry and 3D visualisation. I've studied architecture and engineering and I love maths: I try to use this knowledge more and more as I get further into knitting. I think of knitting as a form of additive manufacture. At architecture school, 3D printing was sold to us as an additive form of construction, as opposed to carving an object from a block, which is subtractive. This means, in theory, you can build your object from scratch, without having to discard any material. In sewing and wovenwear, you carve what you need from the rectangular fabric and discard the excess. In knitwear, you build exactly what you need, and the wastage is minimal. Throwing things in the bin doesn't feel good, and when you knit you almost never have to do that. Also, when you're done with a piece, you can unwind it and use the yarn again. -

 

 

 

Ilana Blumberg's massive trousers

 

 

 

Ti definirei come artista. Se proprio dovessi associarti a una creatrice d'abiti potrei pensare a nomi come Martin Margiela o il primo McQueen. Che rapporto hai con la moda?

 

- Per me, il mio lavoro non appare né lo “sento” come arte, ma il mio processo di lavoro sicuramente sì. È una pratica guidata dal desiderio impulsivo di sperimentare e produrre, continuare a lavorare e a costruire. Rispetto agli stilisti, penso che la mia mancanza di formazione professionale sia un vantaggio: mi consente di accumulare competenze in modo irregolare e impulsivo e di mettere insieme le cose in modo diverso. Il mio lavoro è in conversazione con il mondo della moda, ma quando si tratta di presentare i capi, penso che gli abiti traggano molto beneficio dall'essere trattati più come opere d’arte. -

 

I would define you as an artist. If I had to associate with a clothes designer, I could think of names like Martin Margiela or the first McQueen. What relationship do you have with fashion?

 

- To me, my work doesn't feel or look like 'art', but my working process definitely does. It's a practice led by impulsive desire to experiment and produce, keep working and keep building.

In comparison to fashion designers, I think my lack of professional training is an asset, it allows me to build up skills erratically and impulsively and put things together in a different way. My work is in conversation with the fashion world, but when it comes to presentation of garments, I think that clothing benefits greatly from being treated more like artworks. -

 

 

In effetti, i capi che realizzi sono concreti, hanno una forma definita: dai recenti massive trousers ai cappelli: come avviene la loro creazione? Segui un metodo di lavoro uguale per tutti i pezzi?

 

- Penso che a tutti vengano delle idee limitatamente alle proprie capacità. Non si può sapere sempre tutto, perciò devi continuare con quello che hai e sai. I massive trousers facevano parte di un progetto per realizzare vestiti perfettamente finiti partendo da una serie di rettangoli. Se sai come lavorare a maglia, allora puoi lavorare a maglia anche un rettangolo. Grazie a questo esercizio, ora sono in grado di fare più cose con la maglieria, ma quando ho iniziato a lavorare su quelli volevo solo creare interi outfit senza scusarmi per quello che non sapevo. Inoltre, adoro indossare abiti larghi, quindi mi piacciono molto quei pezzi. -

 

In fact, the leaders who realize are concrete, have a defined form: from the recent massive trousers to the hats: how is their creation? Do you follow an equal work method for all the pieces?

 

- I think everyone gets ideas from looking at the limits of their abilities. You're never going to know everything, you have to keep going with what you have. The massive trousers were part of an ongoing project to make perfectly finished clothes from a series of rectangles. If you know how to knit at all then you can knit a rectangle. I've got a much wider skill set in knitting now, but when I started working on those I just wanted to make entire outfits without apologising for what I didn't know. I love wearing baggy clothes, so I really like those pieces. -

 

 

Dog Hair Socks shot on DV Cam by Tom Wheatley

 

 

 

Hai frequentato delle scuole che ti hanno portata a creare il tuo concetto artistico oppure è tutto frutto della tua passione e voglia di sperimentare?

 

- Ho studiato Architettura, Ingegneria (per poco) e Belle arti. Tutti questi studi continuano ad essere un’importante fonte di ispirazione. Mi hanno anche dimostrato che sono in grado di districarmi tra le diverse discipline, e in questo modo non posso mai essere facilmente schierata contro qualcosa o qualcuno. -

 

Have you attended schools that have led you to create your artistic concept or is it all the result of your passion and desire to experiment?

 

- I've studied Architecture, Engineering (briefly) and Fine Art. They all continue to provide me with insights. They also all taught me that I prefer to sit in between disciplines, where you can't be so easily pitched against other people and things. -

 

 

 

Footage of OTO show by Milo Alexander-Travers

 

 

 

La performance che hai fatto presso il project space del Cafe OTO di Londra, assieme al musicista Tom Wheatley, lo scorso 9 di novembre, vede te muoverti in uno spazio ristretto, vestirti e svestirti con i sottofondo il ritmo creato da Wheatley: com'è nata la collaborazione e qual è stato lo scopo dell’evento?

 

- È normale nell'arte controllare il modo in cui le persone vengono a conoscenza del tuo lavoro, quindi è interessante farlo in un contesto di moda, che a mio avviso spesso manca di attenzione curatoriale. È stata sicuramente una risposta al tradizionale formato di una sfilata di moda. Ho pensato che fosse una buona idea mostrare gli abiti che venivano indossati e, poi, tolti, e che venivano maneggiati e indossati dal loro creatore. Mi è piaciuto che fosse breve e intenso e sentivo che tutti facevano parte di un gruppo, e che avevamo il controllo della stanza, piuttosto che essere semplicemente un appendiabiti umano. La musica di Tom Wheatley era essenziale per intrattenere il pubblico all’interno dello spazio. Tom Wheatley suonava con un contrabbasso da lui costruito, con il quale ha inserito delle registrazioni sonore dai macchinari che ho usato per realizzare i vestiti. Ha detto che i ritmi meccanizzati delle macchine erano in qualche modo in sintonia con i movimenti fisici degli altoparlanti del contrabbasso. -

 

The performance you did at the project space of Cafe OTO in London, together with the musician Tom Wheatley, on November 9th, sees you moving in a confined space, dressing and undressing with the background the rhythm created by Wheatley: how is it? born the collaboration and what was the purpose of the event?

 

- It's normal in art to control the way people come across your work; so it's interesting to do that in a fashion context, which I think often lacks curatorial attention. It was definitely a response to the traditional fashion show format. I thought it was a good idea to show the clothes being put on and taken off, and being handled and worn by their maker. I liked that it was short and intense and felt like everyone was part of one group, and we were in control of the room, rather than just being a human clothes hanger. Tom Wheatley's music was essential in holding the audience in the presence of the room. Tom Wheatley was working with a 'machine bass' he built, inputting sound recordings from the machinery I used to make the clothes. He said that the mechanised rhythms of the machines were somehow sympathetic with the physical movements of the speakers of the machine bass. -

 

 

 

Ilana Blumberg & Tom Wheatley - Cafe OTO Project Space - 9/11/18

 

 

 

Hai delle referenze culturali che fungono da ispirazione?

 

- Devo menzionare il libro Cradle to Cradle (2009) di Michael Braungart e William McDonough*. Definisce totalmente il modo in cui penso ai materiali ed è così importante per il processo di produzione di oggetti concreti. Tratta di come il riciclaggio e la sostenibilità siano aspirazioni fuorvianti e inutili e propone un sistema circolare alternativo riguardante il movimento dell’energia, dei materiali e delle "sostanze nutritive" in tutto il mondo. È difficile  dover pensare all'assunzione di responsabilità per l'intero ciclo di vita degli oggetti che stai usando, ma penso che faccia una grande differenza per quanto riguarda l’attribuzione di un valore all’oggetto stesso. Cerco di acquistare tutti i miei tessuti e filati presso degli charity shops. Quando compro nuovi materiali, utilizzo solo fibre al 100% naturali (perché sono biodegradabili). Queste scelte sono un buon inizio, ma non sono neanche lontanamente sufficienti per rivendicare un processo di produzione "etico". Il mio materiale preferito con cui lavorare è il pelo di cane: lo raccolgo dopo la toeletta del cane e lo infilo su ago. Ogni spreco può essere buttato fuori dalla finestra così che gli uccelli possano usarlo per i loro nidi. -

 

Do you have cultural references that serve as inspiration?

 

- I have to mention the book Cradle to Cradle (2009) by Michael Braungart and William McDonough. It completely defined how I think about materials and is so important to the process of producing physical objects. It talks about how recycling and sustainability are misleading and useless aspirations, and proposes an alternative, circular system of movement of energy, materials and 'nutrients' around the world. It's inconvenient to have to think about taking responsibility for the entire life cycle of the objects that you're using and making, but I think it makes a massive difference to the value of the object. I try to get all of my fabric and yarn in charity shops. When I buy materials new, I use only 100% natural fibers (because they're biodegradable). These choices are a good start, but it's nowhere near enough to claim an 'ethical' making process. My favourite material to work with is dog hair – picking it up from the dog groomer and felting or spinning it. Any waste can be thrown out the window for birds to use in their nests. -

 

 

Cafe OTO show poster

 

 

 

Quali progetti hai in mente per il futuro?

 

- Fare più cose. - 

 

 

What projects do you have in mind for the future?

 

- Make more things. -

 

 

 @ilanablumberg

 

*Dalla Culla alla Culla (2003, Blue Edizioni).

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on Google +
Please reload

  • Black Icon Instagram
  • Nero Twitter Icon
  • Nero Facebook Icon

WEB DESIGN by Annamaria Maisto

Copyright © Nouvelle Factory