• Ilaria Introzzi

Le ragazze stanno (molto) bene: le fondatrici del podcast “Senza rossetto” si raccontano / The girls

Giulia Cuter e Giulia Perona fondano il podcast Senza rossetto nel 2016. Attraverso le loro parole e riflessioni sul mondo della donna e il suo ruolo all’interno della società creano piacevoli dibattiti da cui trarre importanti riflessioni. Cuter e Perona non si limitano ai talk, in onda su Querty. Infatti è in libreria dal 5 marzo il loro primo libro Le Ragazze Stanno Bene (HarperCollins). Su queste pagine liquide le due donne si raccontano.

Giulia Cuter and Giulia Perona founded the podcast Senza rossetto in 2016. Through their words and reflections on the world of women and their role within society, they create pleasant debates from which to draw important reflections. Cuter and Perona are not limited to talks, broadcast on Querty. In fact, their first book Le Ragazze Stanno Bene (HarperCollins) is in bookstores from March 5th. On these liquid pages the two women tell each other.

Ragazze, come vi siete conosciute?

- Ci siamo conosciute nel 2013 alla Scuola Holden di Torino, dove abbiamo frequentato insieme un corso biennale di narrazione del reale. -

Girls, how did you meet?

- We met in 2013 at the Scuola Holden in Turin, where we attended a two-year course of narration of reality together. -

Quanto tempo ci è voluto, poi, per creare il vostro seguitissimo podcast "Senza rossetto"?

- Nel 2016 ricorreva il 70esimo anniversario del primo voto politico delle donne in Italia e sapevamo di voler fare qualcosa insieme per celebrare questa data. L’idea di fare un podcast letterario, che coinvolgesse delle scrittrici è nata intorno a febbraio/marzo di quell’anno. La prima stagione l’abbiamo prodotta in pochissimo tempo e con pochissimi mezzi, per fortuna sulla nostra strada abbiamo incontrato il network di podcast Querty i cui membri ci hanno dato una grandissima mano nella produzione e nella distribuzione. Il 2 giugno 2016 siamo riuscite ad andare online con il primo episodio; da lì nel corso degli anni abbiamo affinato l’esperienza in tutti i campi: dalla fase produttiva a quella tecnica, dalla scrittura alla lettura. E oggi siamo orgogliose di poter dire che le nostre puntate hanno raggiunto gli oltre 150 mila ascolti. -

How long did it take to create your very popular “Senza rossetto" podcast?

- In 2016 it was the 70th anniversary of the first political vote of women in Italy and we knew we wanted to do something together to celebrate this date. The idea of ​​making a literary podcast involving writers was born around february/march of that year. We produced the first season in no time and with very few means, luckily on our way we met the Querty podcast network whose members gave us a great hand in production and distribution. On June 2, 2016 we managed to go online with the first episode; from there over the years we have refined the experience in all fields: from the production phase to the technical one, from writing to reading. And today we are proud to say that our episodes have reached over 150 thousand plays. -

Il tema della donna è centrale nel vostro progetto. In quale maniera vi ponete nei confronti di casi mediatici come il "me too"?

- Quello che cerchiamo di raccontare nel podcast (e anche nella newsletter che mandiamo ogni due settimane ai nostri abbonati) sono le questioni di genere in tutte le sue sfumature: dagli aspetti più privati e individuali nella vita di una donna a quelli più collettivi e pubblici. Quello che è successo con il #metoo è qualcosa di unico perché per la prima volta si è iniziato a capire che il tema delle molestie e delle violenze non è solo qualcosa di personale, una sfortuna che può capitare nella vita a seconda di chi incontriamo sul nostro percorso, ma è qualcosa di pubblico, collettivo, qualcosa di sistematico che succede in modo diffuso alla stragrande maggioranza delle donne. È stato un momento di dialogo collettivo molto importante e collettivo, che deve continuare, per ridefinire le questioni di potere. Poi, per come noi intendiamo il nostro progetto, non ci è mai interessata la notizia flash o la diatriba sulla singola accusa: noi cerchiamo di avere sempre una visione d’insieme e una maggiore attenzione all’analisi e all’approfondimento. -

The women topic is central in your project. How do you deal with media cases like "me too"?

- What we try to tell in the podcast (and also in the newsletter that we send every two weeks to our subscribers) are gender issues in all its nuances: from the most private and individual aspects in a woman's life to the most collective and public ones. What happened with the #metoo is something unique because for the first time it has been understood that the subject of harassment and violence is not just something personal, a bad luck that can happen in life depending on who we meet on our path, but it is something public, collective, something systematic that happens in a widespread way to the vast majority of women. It was a very important and collective moment of collective dialogue, which must continue, to redefine the issues of power. Then, as we understand our project, we have never been interested in the news flash or the dispute over the individual accusation: we always try to have an overview and a greater attention to analysis and deepening. -

La copertine di "Le Ragazze Stanno Bene"

Dal digitale all'analogico. Infatti siete in libreria dal 5 marzo con "Le ragazze stanno bene", la vostra prima avventura editoriale. Descrivete il libro come una sorta di prequel del vostro podcast. Usando la metafora del puzzle: come avete fatto a far combaciare i pezzi giusti, le tappe, gli incontri, le vicende, che hanno dato vita alla giovane donna contemporanea?

- Per scrivere questo libro siamo partite innanzitutto da noi. Ci interessava raccontare come noi ci siamo avvicinate al femminismo e alle questioni di genere. Per farlo abbiamo scelto delle tappe che ci sono sembrate fondamentali nella nostra vita (le prime mestruazioni, il primo bacio, il primo lavoro, il primo test di gravidanza) e che hanno sollevato in noi dei dubbi sul fatto che la parità tra sessi fosse effettivamente raggiunta. Nel libro raccontiamo questi episodi in prima persona singolare, abbiamo scelto di creare un’unica voce che racchiudesse le nostre due, ma anche quella delle nostre mamme, amiche, nonne, colleghe e speriamo anche quella delle ragazze che ci leggeranno. Questa parte più narrativa è un espediente che utilizziamo per andare a fondo e fare un punto su dove siamo arrivati oggi per i diritti delle donne: dati e analisi alla mano cerchiamo poi di spiegare cosa è stato fatto fino a ora e cosa si può fare per migliorare la nostra condizione. -

From digital to analog. In fact, you are in the bookstore from March 5th with “Le Ragazze Stanno Bene", your first editorial adventure. Describe the book as a kind of prequel to your podcast. Using the metaphor of the puzzle: how did you manage to match the right pieces, the stages, the encounters, the events that gave birth to the young contemporary woman?

- To write this book we started first with us. We were interested in telling how we approached feminism and gender issues. To do this, we chose some stages that seemed fundamental to us in our life (the first menstruation, the first kiss, the first job, the first pregnancy test) and which raised doubts in us about whether gender equality was actually reached. In the book we recount these singular first-person episodes, we chose to create a single voice that enclosed our two, but also that of our mothers, friends, grandmothers, colleagues and we also hope that of the girls who will read us. This more narrative part is an expedient that we use to get to the bottom and make a point on where we arrived today for women's rights: data and analysis in hand we then try to explain what has been done so far and what can be done to improve our condition. -

Cosa volete dire con questo libro?

- Il messaggio che vogliamo trasmettere con questo libro è un messaggio positivo: la parità di genere è tutt’altro che raggiunta, ma cambiare si può, e abbiamo tutti gli strumenti per farlo. Ecco perché “le ragazze stanno bene”. -

What do you mean with this book?

- The message we want to convey with this book is a positive message: gender equality is far from achieved, but we can change, and we have all the tools to do it. That's why "girls are fine". -

Quale valore assume la parola "femminismo" oggi rispetto agli anni in cui veniva usata per le prime volte? Intendo sia per voi che all'interno della società.

- Il femminismo contemporaneo ha perso molto dell’aspetto di lotta e politica che aveva negli anni Sessanta/Settanta, e questo non sempre è un bene perché scendere in piazza è ancora uno strumento importante per cambiare le cose. Ma sicuramente al giorno d’oggi abbiamo molti altri mezzi per farlo: si può immaginare un altro mondo raccontandolo (come facciamo noi), insistendo soprattutto sull’educazione dei cittadini di domani. Noi siamo certamente debitrici alle femministe del passato per molti dei diritti di cui oggi godiamo (e che a volte diamo un po’ troppo per scontati), ma oggi il Femminismo si fa in altri luoghi e con altri strumenti, e sicuramente è necessario che si apra ad altre minoranze per l’estensione dei diritti al maggior numero di persone possibile, e soprattutto che si apra anche agli uomini che sono vittime di stereotipi e pregiudizi patriarcali quanto noi. -

What value does the word "feminism" take today compared to the years in which it was first used? I mean both for you and within the society.

- Contemporary feminism has lost much of the aspect of struggle and politics it had in the sixties/seventies, and this is not always a good thing because taking to the streets is still an important tool for changing things. But surely nowadays we have many other means to do it: you can imagine another world by telling it (as we do), insisting above all on the education of tomorrow's citizens. We are certainly indebted to the feminists of the past for many of the rights we enjoy today (and which we sometimes take a little too much for granted), but today Feminism is done in other places and with other tools, and surely it is necessary that open to other minorities for the extension of rights to as many people as possible, and above all that it should also open to men who are victims of stereotypes and patriarchal prejudices as much as we are. -

Ne "Il secondo sesso" Simone De Beauvoir scrive che nella stragrande maggioranza dei casi noi donne non diciamo mai "noi" e che usiamo sempre la terza persona, singolare o plurale che sia. Condividete il suo pensiero e, se sì, secondo voi perché ci comportiamo così?

- In certi casi è così, perché per molto tempo noi donne non siamo state abituate a pensarci in termini collettivi. La nostra impressione e la nostra speranza è che questo sia sempre meno vero, che si inizi a instaurare una sorellanza tra donne, che si sviluppi una coscienza collettiva necessaria per cambiare veramente prospettiva sul rapporto tra generi. -

In "The Second Sex" Simone De Beauvoir writes that in the vast majority of cases we women never say "we" and that we always use the third person, singular or plural. Do you agree with her thoughts and, if so, why do you think we do this?

- In some cases it is so, because for a long time we women have not been used to thinking in collective terms. Our impression and our hope is that this is less and less true, that a sisterhood between women begins to develop, that a collective awareness is needed to truly change perspective on the relationship between genders. -

Giulia Cuter e Giulia Perona

Quali sono i vostri riferimenti culturali e quali sono gli "immancabili" affinché davvero le ragazze possano "stare bene"?

- Questa domanda è sempre difficile perché leggiamo di tutto, vediamo di tutto, ascoltiamo di tutto. Se dovessimo scegliere una cosa che in questi anni è stata fondamentale per noi e che quindi consiglieremmo a tutte le ragazze sono sicuramente i libri di De Beauvoir. Uno tra tutti “Memorie di una ragazza perbene”. -

What are your cultural references and what are the “must have" so that girls really can "feel good"?

- This question is always difficult because we read everything, we see everything, we listen to everything. If we had to choose something that in these years has been fundamental for us and that we would therefore recommend to all the girls, it is surely the books of De Beauvoir. One of all "Memoirs of a respectable girl". -

Partirete con un tour nelle librerie?

- Noi viviamo in Lombardia, quindi in questo preciso momento la situazione è un po’ delicata, ma non appena si sarà sistemato tutto sicuramente cercheremo di portare questo libro in giro il più possibile. Per ora qualche data confermata c’è: nel mese di Marzo saremo a Biella, Brescia, Milano e Novara. -

Are you going on a tour?

- We live in Lombardy, so at this precise moment the situation is a bit delicate, but as soon as everything is settled we will certainly try to carry this book around as much as possible. For now there are some confirmed dates: in march we will be in Biella, Brescia, Milan and Novara. -

Gli anni '20 del Novecento sono stati fondamentali per l'emancipazione femminile. Si sono compiuti i primi passi verso la conquista di diritti fondamentali, come il voto, ad esempio. Qualche previsione per gli "anni ruggenti" dei Duemila?

- Una cosa che speriamo si avveri presto è una cosa piccola, ma che potrebbe risultare rivoluzionaria: l’abbassamento (o addirittura l’abbattimento) dell’iva sui presidi igienici femminili. E poi chissà, magari finalmente si riuscirà a mettere a punto dei metodi contraccettivi per gli uomini, o estendere il congedo parentale anche ai papà. Queste cose sì che cambierebbero radicalmente la vita delle donne! -

The 1920s were fundamental for women's emancipation. The first steps have been taken towards the conquest of fundamental rights, such as voting, for example. Any predictions for the "roaring years" of the 2000s?

- One thing that we hope will come true soon is a small thing, but that could be revolutionary: the lowering (or even the lowering) of the VAT on the female toilet facilities. And who knows, maybe finally it will be possible to develop contraceptive methods for men, or extend parental leave to fathers too. These things would radically change women's lives! -

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