• Ilaria Introzzi

Le soluzioni immaginarie di John (Baldessari) e Jean-Paul (Gaultier) / The imaginary solutions of Jo

Jean-Paul Gaultier

John Baldessari e Jean-Paul Gaultier ci hanno lasciati. L’artista venendo a mancare a Los Angeles il 2 gennaio 2020, lo stilista abbandonando le passerelle d’alta moda parigina, con la sfilata del 22 gennaio, celebrando così ben 50 anni di carriera. Il primo mese dell’anno inaugura in questo modo il decennio ruggente del ventunesimo secolo.

John Baldessari and Jean-Paul Gaultier have left us. The artist passing away in Los Angeles on January 2, 2020, the designer abandoning the Parisian high fashion catwalks, with the show on January 22, thus celebrating 50 years of career. The first month of the year opens the roaring decade of the 21st century in this way.

John Baldessari

Azzardando un po’, si potrebbe dire che i due creativi ne abbiano di cose in comune. A cominciare dall’applicarsi nel rifiutare le convenzioni. I linguaggi universali. Il primo nell’arte e il secondo nella moda. Infatti, come non esiste l’estetica Baldessari non si legge nemmeno uno stile Gaultier. Soprattutto nell’ultimo caso: l’enfant prodige non ha dato vita a un propria firma quando si parla di look mantenendola nel tempo. Gaultier ha inventato, creato, e soprattutto giocato con la silhouette. Non è un intellettuale della moda, ma un creativo puro.

A little risky, but one could say that the two creatives have things in common. Starting from applying itself in rejecting the conventions. Universal languages. The first in art and the second in fashion. In fact, as there is no Baldessari aesthetic, not even a Gaultier style can be read. Especially in the last case: the enfant prodige has not given birth to its own signature when it comes to looks, keeping it over time. Gaultier invented, created, and above all played with the silhouette. He is not a fashion intellectual, but a pure creative.

Un look di Gaultier per la collezione Frida Kahlo primavera-estate 1998

Performance artist, architetto. John Baldessari lo si può incorniciare all’interno dell’arte concettuale. Lo statunitense ha creduto nel potere narrativo delle immagini, in cui le figure (spesso umane o tratte dalla natura) e le parole assieme, potevano in qualche maniera assumere un linguaggio proprio, a seconda di chi le osserva. Lo stesso avviene con il reggiseno a cono o il body nero (indossati entrambi da Madonna; l’ultimo per il brano Vogue): Gaultier distrugge due capi convenzionali, si diverte a provocare una reazione. E fa centro. Il mondo è ai suoi piedi e inizia a essere chiamato per realizzare costumi di cantanti come, oltre alla già citata Mme Ciccone, Marilyn Manson e Mylène Farmer. Disegna abiti per i film di Luc Besson e Pedro Almodóvar. La maison di moda di lusso per antonomasia Hermès, si accorge che però c’è dell’altro in questo uomo dagli occhi perennemente felici: la perfezione. E lo assume per 7 anni. Se infatti le uscite in passerella sembrano ogni volta casuali, ogni singolo dettaglio, anche quello meno visibile agli occhi, è curato alla perfezione. Gaultier è talento puro. Come Galliano, Ferrè, Albini e Saint Laurent.

Performance artist, architect. John Baldessari can be framed within the conceptual art. The American believed in the narrative power of images, in which the figures (often human or drawn from nature) and words together, could somehow take on their own language, depending on who is observing them. The same happens with the cone bra or the black body (both worn by Madonna; the last one for the Vogue song): Gaultier destroys two conventional garments, he enjoys provoking a reaction. And he won. The world is at his feet and begins to be called to create costumes for singers such as, in addition to the aforementioned Mme Ciccone, Marilyn Manson and Mylène Farmer. He designs clothes for the films of Luc Besson and Pedro Almodóvar. The quintessential luxury fashion house Hermès realizes that there is more to this man with everlastingly happy eyes: perfection. And takes him for 7 yearsIf. If in fact the exits on the catwalk seem random every time, every single detail, even the one less visible to the eyes, is taken care of to perfection. Gaultier is pure talent. Like Galliano, Ferrè, Albini and Saint Laurent.

Madonna con il bustier a cono creato da Jean-Paul Gaultier

Baldessari vince nel 1988 il Guggenheim Fellowship - premio concesso ogni anno dal 1925 dalla statunitense John Simon Guggenheim Memorial Foundation a chi ha dimostrato capacità eccezionali nella produzione culturale o eccezionali capacità creative nelle arti. Nel 2009 vince il Leone d’Oro alla 53esima Biennale di Venezia. Se le istituzioni più famose al mondo lo premiano lui distrugge i suoi lavori. È ben noto alle cronache d’arte, infatti, che nel 1970 decide di bruciare tutti i dipinti creati tra il 1953 e il 1966. Tuttavia, le ceneri rimaste, non vengono buttate via ma riutilizzate per un nuovo progetto The Cremation Project. Gaultier, non avvezzo come John al rispettare le convenzioni, si presenta ai premi Cesar in slip e reggicalze; è tra i primi a portare l’immagine di Frida Kahlo sulle passerelle, creando uno dei look più straordinari delle collezioni primavera-estate 2008. Si lega nuovamente all’arte nella collezione Haute Couture autunno-inverno 2006, dedicata al surrealismo, in cui cita l’artista tedesca Meret Oppenheim.

Baldessari won the Guggenheim Fellowship in 1988 - an award granted every year since 1925 by the American John Simon Guggenheim Memorial Foundation to those who have demonstrated exceptional skills in cultural production or exceptional creative skills in the arts. In 2009 he won the Leone d'Oro at the 53rd Venice Biennale. If the most famous institutions in the world reward him, he destroys his works. It is well known to the art news, in fact, that in 1970 he decided to burn all the paintings created between 1953 and 1966. However, the ashes remained, are not thrown away but reused for a new project The Cremation Project. Gaultier, not as accustomed as John to respecting the conventions, presents himself at the Cesar awards in briefs and suspenders; is among the first to bring the image of Frida Kahlo on the catwalks, creating one of the most extraordinary looks of the spring-summer 2008 collections. He binds art again in the Haute Couture autumn-winter 2006 collection, dedicated to surrealism, in which he quotes the German artist Meret Oppenheim.

John Baldessari, Junction Series, Landscape, Seascape, BodyBuilders, 2002

John Baldessari e Jean-Paul Gaultier, il quale promette di tornare con nuovi progetti, hanno condotto una vita rivolta verso l’istinto. A volte con successo, altre meno. Ma riuscendo sicuramente a rimanere nella memoria contemporanea. Oltrepassando la vita concreta, rimanendo là dove solo i sognatori possono stare e trovare quelle che un altro surrealista, André Breton, definiva le soluzioni immaginarie.

John Baldessari and Jean-Paul Gaultier, who promises to return with new projects, have led a life directed towards instinct. Sometimes successfully, sometimes less. But certainly managing to remain in contemporary memory. Going beyond concrete life, remaining where only dreamers can stay and find what another surrealist, André Breton, called imaginary solutions.

John Baldessari, Untitled, 1986

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