"Imparate a vivere", Leonardo Caffo e la necessità di un cambiamento / "Learn how to live", Leonardo Caffo and the need of a change

27 Jul 2020

 

Leonardo Caffo

 

 

Filosofo, curatore e scrittore, Leonardo Caffo nasce a Catania nel 1988. Attualmente è curatore con delega al Public Program presso La Triennale di Milano (dal 2020) presieduta da Stefano Boeri. Sono freschi di stampa e già in libreria le sue ultime operei: Il cane e il filosofo (Mondadori, 2020), Dopo il Covid-19 (Nottetempo, 2020), Quattro capanne o della semplicità (Nottetempo, 2020), Intromettersi (Elèuthera, 2020) con Franco La Cecla. Fragile Umanità (Einaudi, 2017) è il suo testo più celebre, in cui conia il sostantivo Postumano.

 

Philosopher, curator and writer, Leonardo Caffo was born in Catania in 1988. He is currently curator with delegation to the Public Program at La Triennale di Milano (since 2020) chaired by Stefano Boeri. His latest works are fresh from the press and already in the library: Il cane e il filosofo (Mondadori, 2020), Dopo il Covid-19 (Nottetempo, 2020), Quattro capanne o della semplicità (Nottetempo, 2020), Intromettersi (Elèuthera, 2020) with Franco La Cecla. Fragile Umanità (Einaudi, 2017) is his most famous text, in which he coined the noun Posthuman.

 

 

Leonardo, prima di affrontare alcuni temi tratti dai tuoi libri,  racconti perché come frase introduttiva alla tua biografia hai scelto proprio quella di Miuccia Prada in cui dichiara di preferire di "fare tante cose male anziché una bene"?

 

- Miuccia Prada fa bene tutto, ma è umile. Io vorrei fare bene tutto, ma forse invece faccio tantissimo poco bene. Comunque è perché credo profondamente nella non-classificazione disciplinare. Sono laureato in filosofia, ma da tempo la mia attività spazia nel mondo creativo come posso: ho un'idea, gli do una forma - un locale, una rivista, un libro, un corso. È così oggi faccio tutto, si tratta di essere più direttori artistici che ingabbiati in vecchie categorie. -

 

Before tackling some of the themes taken from your books, Leonardo, why did you choose Miuccia Prada as the introductory phrase to your biography in which she declares that she prefers to "do many things wrong rather than a good thing"?

 

- Miuccia Prada does everything well, but she is humble. I would like to do everything well, but maybe instead I do a lot of little good. However, it is because I deeply believe in disciplinary non-classification. I have a degree in philosophy, but for some time now my activity has spanned the creative world as much as I can: I have an idea, I give it a shape - a place, a magazine, a book, a course. That's how I do everything today, it's about being more artistic directors than caged in old categories. -

Fragile Umanitá (Einaudi, 2017)

 

 

 

In effetti assieme al tuo lavoro di filosofo sei anche professore, scrittore e curatore di mostre ed eventi. L'ultimo, in ordine di tempo, riguarda il Public Program presso La Triennale di Milano. Come riesci a gestire tutti questi impegni? Mi viene da pensare che i tuoi studi siano in un certo senso responsabili nel averti dato una cera forma mentis.

 

- Si, la filosofia serve sicuramente a gestire flussi di dati e informazioni complesse, anche diverse tra loro. In realtà da poco sono padre, e molte delle cose che facevo e faccio risalgono a un periodo di libertà di gestire il mio tempo che ora non ho più e ne sono felice. Ognuno deve gestire il tempo come crede ma non c'è dubbio che la contemporaneità esige capacità multi-screen, o sai lavorare su più scrivanie contemporaneamente oppure difficilmente consiglierei a qualcuno di provare a fare il curatore, lo scrittore, il filosofo, l'artista, il designer, ecc. -

 

In fact, together with your work as a philosopher, you are also a professor, writer and curator of exhibitions and events. The last one, in chronological order, concerns the Public Program at La Triennale di Milano. How do you manage all these commitments? It makes me think that your studies are in a sense responsible for having given you a wax forma mentis.

 

- Yes, philosophy certainly serves to manage complex data flows and information, even different from each other. In reality I have recently been a father, and many of the things I did and do go back to a period of freedom to manage my time that I no longer have and I am happy about it. Everyone has to manage time as they wish, but there is no doubt that contemporaneity requires multi-screen capabilities, or you can work on multiple desks at the same time or I would hardly recommend someone to try to be a curator, writer, philosopher, artist,  designer, etc. -

 

 

A proposito di Triennale: Stefano Boeri è il Presidente dell'istituzione museale dal 2018 ma non solo. L'architetto ha realizzato uno dei grattacieli più noti di Milano: il Bosco Verticale. Venendo ai tuoi libri, in particolare a Fragile Umanità, vi sono diverse pagine in cui metti in relazione l'arte e l'architettura con la filosofia e, soprattutto, con la costituzione del cosiddetto Postumano. Per quanto riguarda l'arte ci arriviamo tra poco, ma vorrei approfondire ora il discorso architettura: come può quest'ultima contribuire alla costruzione di una Postumanità che è - cito dal saggio - "in grado di considerare unitaria la nostra sorte con quella degli altri viventi (...)."?

 

- Boeri è un grande. Guarda, non lo dico né per amicizia né per lavoro. È un grande perché ha saputo conciliare ricerca, politica, scrittura, attivismo, visione, lavoro. È la prova che l'architettura è una regia del mondo sociale, deve pensare all'ecologia come allo stare insieme. Le sue città foresta sono un prodotto molto diverso dalle mie teorie, che in quanto teorie hanno un lusso di una radicalità che sarebbe però sbagliato usare per dire che il Bosco Verticale non è abbastanza. Il Bosco Verticale è un capolavoro dove piante, uccelli, insetti e umani convivono in modo inedito, perché verticale, nel centro di una metropoli europea. -

 

Stefano Boeri has been the President of the museum institution since 2018 but not only. The architect built one of Milan's best-known skyscrapers: the Bosco Verticale. Coming to your books, in particular to Fragile Umanità (Einaudi), there are several pages in which you relate art and architecture with philosophy and, above all, with the constitution of the so-called Posthuman. As far as art is concerned, we will get there shortly, but I would now like to deepen the architecture discourse: how can the latter contribute to the construction of a Posthumanity which is - quoted by the essay - "capable of considering our fate as unified with that of others living (...). "?

 

- Boeri is a great man. Look, I'm not saying this either out of friendship or out of work. He is great because he has been able to combine research, politics, writing, activism, vision and work. It is proof that architecture is a direction of the social world, it must think of ecology as being together. His forest cities are a very different product from my theories, which as theories have a luxury of radicalism which would be wrong to use to say that the Vertical Forest is not enough. The Vertical Forest is a masterpiece where plants, birds, insects and humans coexist in an unusual, because vertical, way in the center of a European metropolis. -

 

 

Quattro capanne (Nottetempo 2020)

 

 

 

Arriviamo quindi all'arte. Sempre in Fragile Umanità citi opere di diversi artisti i quali attuano pratiche di recupero di territori abbandonati per esprimersi, unendo all'idea di arte quelle di agricoltura e campagna. Come fa, tra gli altri, nel 2005 Fernando García-Dory, con il progetto Rural Platform. Si tratta forse di una "Land Art Postumana"?

 

- Si tratta di, va bene anche come la chiami tu, di ibridare arte, educazione e filosofia con agricoltura, botanica, ecologia: l'idea di una nuova e definitiva alleanza tra la creatività e la capacità di lavorare, vivere, e usare senza consumare la terra. Io sono un curatore anomalo, perché resto un filosofo che usa l'arte per verificare e organizzare teorie: ma senza l'arte contemporanea oggi la filosofia perderebbe di senso. -

 

So let's get to art. Still in Fragile Umanità you mention works by different artists who implement recovery practices of abandoned territories to express themselves, combining the idea of ​​art with those of agriculture and countryside. How does Fernando García-Dory, among others, with the Rural Platform project in 2005. Is it a "Posthuman Land Art"?

 

- It's about, it's also okay as you call it, to hybridize art, education and philosophy with agriculture, botany, ecology: the idea of ​​a new and definitive alliance between creativity and the ability to work, live, and use without consume the earth. I am an anomalous curator, because I remain a philosopher who uses art to verify and organize theories: but without contemporary art today philosophy would lose its meaning. -

 

 

Durante il periodo di quarantena molti amici e conoscenti, soprattutto quelli che vivono in città, hanno manifestato il desiderio di trasferirsi in campagna o in qualsiasi luogo che fosse immerso nella natura. Oltre a chiederti un parere a riguardo, penso alla parola "animalità", ingrediente da recuperare assolutamente nella costruzione del Postumano. Quale relazione c'è tra questi elementi?

 

- Questa è una domanda complessa. Cosa vuol dire "essere animali"? Questa domanda, sembra apparentemente semplice, si manifesta invece, a una accurata analisi, in tutta la sua problematicità. L'umano si è pensato, da sempre, come in opposizione all'animale rimanendo, tuttavia, "innazitutto e perlopiù" un animale.  Cosa è successo agli animali mentre ci pensavamo come altro da loro? Quello che abbiamo fatto agli animali, non solo è gravissimo, ma è eterno. Creiamo la vita per distruggerla. Inoltre, il gesto che dipinge la più grave e ignorata delle sofferenze, è il "fondamento della miseria" e ciò che ricerchiamo quando, con altrettanta miseria, discriminiamo anche gli animali umani. Ebrei uccisi come ratti, e Tutsi uccisi come scarafaggi, sono solo la sentinella di un avvertimento: eventi storici isolati per l'umano hanno come paragone quel soggetto che, dopo il "come", continua a morire in eterno e senza attenzione alcuna. Se ci ripensiamo come animali capiamo anche alla loro paradossale libertà mentre eravamo in quarantena: dove era finita la natura? Si, penso che dovremo ripensare tutto e cambiare la vita nei borghi, nelle campagne... per la prima volta dal 2015 Milano perde residenti. -

 

During the quarantine period many friends and acquaintances, especially those who live in cities, expressed a desire to move to the countryside or to any place that was surrounded by nature. In addition to asking you for an opinion, I think of the word "animality", an ingredient to be absolutely recovered in the construction of the Posthuman. What relationship is there between these elements?

 

- This is a complex question. What does it mean to be an animal? This question, apparently simple, manifests itself, on careful analysis, in all its problems. The human has always thought of himself as in opposition to the animal, remaining, however, "first and foremost" an animal. What happened to the animals while we thought about it as other than them? What we have done to animals is not only very serious, but it is eternal. We create life to destroy it. Furthermore, the gesture that paints the most serious and ignored of suffering is the "foundation of misery" and what we look for when, with as much misery, we also discriminate against human animals. Jews killed as rats, and Tutsis killed as cockroaches, are just the sentinel of a warning: isolated historical events for the human have as comparison that subject who, after the "how", continues to die forever and without any attention. If we think about it as animals we also understand their paradoxical freedom while we were in quarantine: where had nature gone? Yes, I think we will have to rethink everything and change life in the villages, in the countryside... for the first time since 2015 Milan is losing residents. -

 

 

Pensi che l'esistenza del virus sia in stretta relazione con la crisi ambientale e gli usi e costumi di Homo Sapiens?

 

-Sì, questo purtroppo è ovvio. Interrogarsi su ciò verrà dopo l'emergenza Covid-19 è necessario, tanto quanto rimanere lucidi su ciò che accade nel pieno della pandemia e sulla "normalità" dalla quale ci siamo allontanati. Investire sulla biodiveristà ed evitare di sfruttare animali è unico modo per non avere più pandemie nel futuro. -

 

Do you think that the existence of the virus is closely related to the environmental crisis and the uses and customs of Homo Sapiens?

 

-Yes, this is unfortunately obvious. Wondering what will come after the Covid-19 emergency is necessary, as much as staying clear about what is going on in the midst of the pandemic and the "normality" from which we have moved away. Investing in biodiversity and avoiding animal exploitation is the only way to stop pandemics in the future. -

 

 

Durante la quarantena hai scritto per Nottetempo il saggio Dopo il Covid-19 (Nottetempo 2020). Non possiedo la televisione ma anche sui giornali si leggeva spesso frasi tipo "Ne usciremo migliori" oppure "Cambierà tutto in meglio". Eppure le cronache di queste settimane raccontano ben altro e fanno emergere sempre di più il potere dell'antropocentrismo, specialmente della "razza bianca occidentale". Qual è il tuo punto di vista?

 

- Che non è cambiato nulla, le cose peggioreranno e temo siamo destinati ad arrivare al punto massimo di rottura di un effetto soglia prima di poter cambiare davvero. -

 

During the quarantine you wrote the essay Dopo il Covid-19 (Nottetempo 2020). I don't have a television but even in the newspapers we often read phrases like "We will come out better" or "It will change everything for the better". Yet the chronicles of these weeks tell much more and bring out the power of anthropocentrism, especially of the "western white race". What is your point of view?

 

- That nothing has changed, things will get worse and I fear we are destined to reach the maximum breaking point of a threshold effect before we can really change. -

 

 

Quali sono le letture, i film e gli artisti che segnano il tuo percorso di vita?

 

- Tanti, come tutti. Libro preferito narrativa, Guido Morselli, Dissipatio H.G. Saggistica, Walden di Thoreau. Artista preferito non vivente, Picasso. Artista preferita vivente, Paloma Varga Weisz. Film, Otto e mezzo di Fellini ed Epidemic di Lars von Trier. -

 

What are the readings, films and artists that mark your life path?

 

- Many, like everyone. Favorite narrative book, Guido Morselli, Dissipatio H.G. Nonfiction, Walden by Thoreau. Favorite non-living artist, Picasso. Favorite living artist, Paloma Varga Weisz. Film, Otto e mezzo by Fellini and Epidemic by Lars von Trier. -

 

 

Infine, un pensiero per il futuro.

 

- Fate ciò che potete, finché potete. Poi, come provo a raccontare in Quattro capanne (Nottetempo 2020), appena possibile uscitene e imparate a vivere. -

 

Finally, a thought for the future.

 

- Do what you can, as long as you can. Then, as I try to tell in Quattro capanne (Nottetempo 2020), as soon as possible get out and learn to live. -

 

leonardocaffo.org

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