Letteratura estiva: quando i romanzi thriller, rosa e le biografie diventano interessanti / Summer readings: when thrillers, romance and biographies become interesting

16 Jun 2019

 

 

 

È risaputo, durante l’estate si legge di più. Il primo motivo è abbastanza ovvio: ci sono le vacanze, sia hanno giornate libere in cui fare il bagno in mare, una camminata in montagna o sulla spiaggia, un buon pranzo, seguito da qualche ora di shopping compulsivo. Dopo, e solo dopo, aver fatto tutte queste cose - senza dimenticarsi di amare ogni tanto - si va in libreria. Oppure si leggono libri acquistati in inverno, tanto per rifugiarsi dal freddo, ormai pieni di polvere. Ma potrebbe essere positivo: «Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni.» Scriveva Ugo Ojetti.

 

It is well known, during summer one reads more. The first reason is quite obvious: there are holidays, whether you have free days where having a bath on in the sea, a walk in the mountains or on the beach, a good lunch, followed by a few hours of compulsive shopping. After, and only after, having done all these things - without forgetting to make love every now and then - one goes to the bookstore. Or reads books purchased in winter, just to take refuge from the cold, now full of dust. But it could be positive: «Those who accumulate books accumulate desires; and those who have many desires are very young, even at the age of eighty.» Ugo Ojetti wrote.

 

 

You-Jeong Jeong,  Le origini del male, Feltrinelli

 

 

 

 

Thriller, romance, e le biografie di qualche personaggio famoso dei nostri tempi, sono i generi che vanno di più. Facili e scorrevoli, si rivelano un ottimo modo di distrarsi dalla calura estiva o dalla noia data dal tempo libero. Sono generi che intrattengono e va bene così. Però c’è da dire che culturalmente non insegnano molto; non aprono la mente a qualche possibilità di riflessione. Una volta finiti e chiusi, cosa ne rimane? Tuttavia c’è da scommettere che anche il più ossessionato dalla letteratura impegnata (e impegnativa) durante la bella stagione preferisce sfogliare delle pagine diverse. Ma come si può rispettare il valore di paideia della letteratura anche con quaranta gradi? Andiamo con ordine. 

 

Thriller, romance, and biographies of some famous people of our times, are the genres that go the most. Easy and smooth, they are a great way to get away from the summer heat or the boredom of leisure time. They are genres that entertain and that's okay. But it must be said that culturally they do not teach much; do not open the mind to some possibility of reflection. Once finished and closed, what remains? However, you can bet that even the most obsessed with committed (and challenging) literature prefers to browse through different pages during the summer. But how can the value of literature be respected even with forty degrees? Let's go with order.

 

 

Garry Disher, Senza campo, Marcos y Marcos

 

 

Se c’è un autore che spopola sotto l’ombrellone è Andrea Camilleri, il re del thriller italiano. Ma non esiste solo la sua penna per scrivere storie accattivanti. Per esempio, il romanzo della scrittrice sud-coreana You-jeong Jeong Le origini del male (Feltrinelli). La storia parte già bene (o male, dipende dai punti di vista): il protagonista Hyu-min si sveglia una mattina nel proprio letto e scopre di essere ricoperto di sangue. Non solo il suo corpo, ma tutta la stanza ne è imbrattata. Il problema è che non ricorda nulla. O meglio, di essere sgattaiolato fuori di casa visto che sua madre è meglio non sappia delle sue scappatelle notturne. Hyu-min ha ventisei anni e vive con lei e il fratello adottivo Hae-jin in un appartamento all’ultimo piano di un residence di Gundo, nella moderna periferia di Seul. Da quando sono morti in un incidente d’auto il padre e il fratello maggiore, Hyu-min è sottoposto a una terapia di psicofarmaci che tiene a bada l’epilessia di cui soffre, ma provoca terribili effetti collaterali: emicranie atroci, acufene, attacchi di rabbia. E vuoti di memoria. Ecco perché non ricorda cosa sia successo per essere ricoperto di sangue. Hyu-min esplora l’appartamento e trova in salotto il cadavere della madre, con la gola tagliata. A questo punto, comincia a ricostruire gli eventi della notte precedente e, quando un orecchino di perla mai visto prima scivola fuori dalla tuta indossata per correre, Hyu-min è terrorizzato. E probabilmente anche il lettore, che difficilmente alzerà lo sguardo dalle 288 pagine. Nota aggiuntiva all’edizione italiana: la splendida illustrazione in copertina realizzata da Virginia Mori. 

Senza campo di Garry Disher (Marcos y Marcos) è ambientato in Australia e racconta tre indagini,  portate avanti da altrettanti detective, ognuno con il proprio stile. L’unicum è rappresentato dalla sfida. Sì perché nelle pagine scorrono le vicende, tutte da svelare, di due killer intrappolati in un incendio; una bambina data in pegno a cuochi di meth; uno stupratore che aspetta le vittime in casa loro. 

 

If there is an author who depopulates under the umbrella is Andrea Camilleri, the king of the Italian thriller. But there is not only his pen to write captivating stories. For example, the novel by the South Korean writer You-jeong Jeong Le origini del male (Feltrinelli). The story starts well (or badly, depending on your point of view): the protagonist Hyu-min wakes up one morning in his bed and discovers he is covered in blood. Not just his body, but the whole room is smeared with it. The problem is that he does not remember anything. Or rather, to have slipped out of the house because his mother is better not to know about his nightly escapades. Hyu-min is twenty-six and lives with his and his adopted brother Hae-jin in a top-floor apartment in a residence in Gundo, on the modern outskirts of Seoul. Since his father and older brother died in a car accident, Hyu-min has undergone psychopharmacological therapy that keeps the epilepsy he suffers at bay, but causes terrible side effects: atrocious headaches, tinnitus, attacks of anger. And memory lapses. That's why he doesn't remember what happened to be covered in blood. Hyu-min explores the apartment and finds her mother's body in the living room, with her throat cut. At this point, he begins to reconstruct the events of the previous night and, when a pearl earring never seen before slips out of the suit worn to run, Hyu-min is terrified. And probably also the reader, who will hardly look up from 288 pages. Additional note to the Italian edition: the beautiful illustration on the cover by Virginia Mori.

Senza campo by Garry Disher (Marcos y Marcos) is set in Australia and tells three investigations, carried out by as many detectives, each with their own style. The unicum is the challenge. Yes because in the pages flow the stories, all to be revealed, of two killers trapped in a fire; a little girl pledged to meth cooks; a rapist waiting for victims in their home.

 

 

 

 

 

È veramente difficile trovare un racconto rosa interessante. Acquistarne uno equivale dire averli comprati tutti, tanto si somigliano. Quindi ci si può spostare sulla narrativa erotica, ma non alla cinquanta sfumature, piuttosto quella concepita dai grandi della letteratura: Le undicimila verge di Guillaume Apollinaire (ES) e Venere in pelliccia scritto da Leopold von Sacher Masoch (Oscar Mondadori). Il primo viene pubblicato clandestinamente nel 1906. Stilisticamente, Apollinaire si ispira a De Sade per narrare un viaggio erotico, il quale porta il lettore a Parigi, Budapest e sull’Orient Express, che risulta tanto sconvolgente (ancora oggi) quanto parodistico dei romanzi erotici della sua epoca. Masoch consegna alle stampe nell’Ottocento delle vicende - si dice autobiografiche - vissute anche qui in un viaggio, a Firenze. Città d’arte per eccellenza diventa la scenografia perfetta di frustini, legami ambigui e rapporti di dominazione. Tra chi? Il narratore e della sua amante, una vedova giovane, ricca e bella, una dominatrice con la quale il protagonista stila un vero e proprio contratto: sarà il suo schiavo, e lei la sua dea, con potere di vita e di morte, purché indossi quanto più spesso una pelliccia, ispirandosi alla Venere allo specchio di Tiziano. 

 

It's really hard to find an interesting pink story. To buy one is tantamount to having them all bought, so they look alike. So we can move on to erotic narrative, but not to the fifty shades, rather that conceived by the greats of literature: Le undicimila verge by Guillaume Apollinaire (ES) and Venere in pelliccia by Leopold von Sacher Masoch (Oscar Mondadori). The first is published clandestinely in 1906. Stylistically, Apollinaire is inspired by De Sade to narrate an erotic journey, which takes the reader to Paris, Budapest and on the Orient Express, which is as shocking (even today) as parody of erotic novels of his age. Masoch delivers to the press in the nineteenth century the events - it is said autobiographical - lived also here in a trip, but in Florence. City of art par excellence becomes the perfect scenography of whips, ambiguous bonds and relationships of domination. Between whom? The narrator and his lover, a young widow, rich and beautiful, a dominatrix with whom the protagonist draws up a real contract: he will be her slave, and she her goddess, with power of life and death, provided she wears how thicker a fur coat is, inspired by Tiziano's Venere allo specchio.

 

 

Tiziano, Venere allo specchio, 1555

 

 

Stanley Kubrick, Il genio del cinema si racconta, Minimum Fax

 

 

 

Il loro rapporto era straordinario. Non solo perché nato fortuitamente, ma anche perché riguarda due persone provenienti da mondi culturalmente e geograficamente lontani. Eppure si sono incontrati e mai lasciati. Lo facevano in giro per il mondo, anche a Cuba, dove uno dei due amava bere cocktail, tanto che usa dire: «My mojito in La Bodeguita, my daiquiri in El Floridita.» Lui è uno tra i più grandi scrittori del Novecento, Ernest Hemingway. Lei è Fernanda Pivano, giornalista, scrittrice e traduttrice di più o meno tutti gli autori americani dello stesso secolo. Bompiani pubblica, postuma, nel 2017 la biografia scritta dalla Nanda sull’autore de Il vecchio e il mare. Il titolo? Hemingway. 

Chi ama i film non può privarsi di Non ho risposte semplici di Stanley Kubrick (Minimum Fax). Il cui sottotitolo è il genio del cinema si racconta. Giunta alla terza edizione, l’opera ripercorre la vita del cineasta ed è introdotta dalla prefazione di Emiliano Morreale, molto interessante e utile, soprattutto per i neofiti. «Queste interviste permettono di seguire l'evoluzione del rapporto di Kubrick con la macchina-cinema e la formazione parallela di una sua pratica di cinema e di comunicazione sempre più peculiare. È curioso vedere come, nella penna dei vari giornalisti, l'oggetto Kubrick si formi poco a poco, per approssimazioni successive. Man mano, questo regista eccentrico viene visto sempre meno come appartenente a una "nuova generazione" di registi americani del dopoguerra, e trovare termini di paragone per lui si farà sempre più difficile.»

 

Their relationship was extraordinary. Not only because it was born fortuitously, but also because it concerns two people from culturally and geographically distant worlds. Yet they met and never left. They did it around the world, even in Cuba, where one of them loved to drink cocktails, so he used to say: «My mojito in La Bodeguita, my daiquiri in El Floridita.» He is one of the greatest writers of the twentieth century, Ernest Hemingway. She is Fernanda Pivano, journalist, writer and translator of more or less all the American authors of the same century. Posthumously, Bompiani publishes in 2017 the biography written by Nanda on the author of Il vecchio e il mare. The title? Hemingway.

Those who love movies cannot deprive themselves of Non ho risposte semplici from Stanley Kubrick (Minimum Fax). Whose subtitle is il genio del cinema si racconta. Now in its third edition, the work traces the life of the filmmaker and is introduced by the preface by Emiliano Morreale, very interesting and useful, especially for beginners. «These interviews allow us to follow the evolution of Kubrick's relationship with the cinema machine and the parallel formation of his increasingly peculiar cinema and communication practice. It is curious to see how, in the pen of the various journalists, the Kubrick object is formed little by little, by successive approximations. As this eccentric director is seen less and less as belonging to a "new generation" of American post-war filmmakers, finding terms of comparison for him will become increasingly difficult.»

 

 

 

Ernest Hemingway e Fernanda Pivano

 

 

 

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