Letture intro-spettive  / intro-spective readings

17 Oct 2019

 

 

L’introspezione nasce dal bisogno di rispondere a domande relative all’esistenza e al modo stesso di viverla: ognuno di noi, col proprio bagaglio di conoscenza, tenta di dare delle risposte a queste domande, quindi se non sono i grandi filosofi, scienziati e pensatori a soddisfare la curiosità insita nell’essere umano, subentrano le emozioni a far luce sulle grandi questioni del sentire, del trascorre del tempo e della ricerca della felicità. Un estratto di Dietrich Bonhoeffer, teologo luterano tedesco, afferma che “le quantità si contendono lo spazio, le qualità si completano a vicenda”: è l’uomo stesso a concedere qualità al tempo, per intenderci è un po’ come parlare della bellezza, dell’amore. Concetti più o meno astratti che, però, sono più concreti di quello che pensiamo: il tempo è come l’amore… “Negli occhi di chi lo guarda”, quindi “nei gesti di chi lo vive”.

 

Introspection arises from the need to answer questions about existence and the way it is lived: each of us, with our knowledge, tries to give answers to these questions, so if they aren’t the great philosophers, scientists and thinkers to satisfy the curiosity inherent in the human being, the emotions take over to shed light on the great questions of feeling, of the passage of time and of the search for happiness. An excerpt from Dietrich Bonheffaer, a German Lutheran theologian, states that "quantities compete for space, qualities complement each other": it’s s man himself who grants quality over time, so it’s like talking about beauty and love. More or less abstract concepts that, however, are more concrete than we think: time is like love ... "In the eyes of the beholder", therefore "in the gestures of those who live it"

 

Lucio Anneo Seneca, La brevità della vita, ET

 

 

Tematiche eterne, che attanagliano l’esistenza dell’essere umano, possono quindi trovare un ottimo antidoto in diverse letture, in primis il retore Lucio Anneo Seneca, esattamente 1970 anni fa con il “De brevitate Vitae” offre un vero e proprio vademecum sul come vivere la vita nel modo più autentico possibile, sfuggendo alle vanità inutili, alle minacce tragiche o sciocche che distraggono l’uomo dal vivere in pienezza e felicità. Ogni pagina rivela attente e profonde riflessioni sull’esistenza, da leggere tutto ad un fiato con un po' di sano cinismo e prematura saggezza. È citato in numerosi estratti, un esempio per tutti lo troviamo in “Fattore 1% piccole abitudini per grandi risultati” di Luca Mazzucchelli, in cui si forniscono al lettore le regole fondamentali per vivere una vita non ancorata alle abitudini, ma alla capacità di disabituarsi, per poi far proprie nuove abitudini. Alla fugacità del tempo associa una frase efficace: “Memento Mori”, appunto “Ricordati che devi morire”, così scomodando Seneca, ribadisce il concetto secondo cui non si riceve in regalo una vita breve, ma molti di noi la rendono tale. Stoicamente Seneca sintetizza: “La felicità consiste nell’avere uno spirito libero, fiero intrepido e costante, lontano dal timore e dal desiderio, per il quale l’unico bene è l’onestà, l’unico male il disonore, e tutto il resto è un vile ammasso di cose che nulla toglie e nulla aggiunge alla felicità” (dialogo La vita felice 4.3).

 

Eternal themes that afflict the existence of the human being, therefore, can find an excellent antidote in different readings, in primis the rhetorician Lucio Anneo Seneca, exactly 1970 years ago with the "De brevitate Vitae" offers a sort of  vademecum on how to living life in the most authentic way possible, escaping useless vanities, the tragic or silly threats that distract man from living in fullness and happiness. Each page reveals careful and profound reflections on existence, to be read in one breath with a bit of healthy cynicism and premature wisdom. It’s mentioned in many excerpts, an example for all, we find it in "Factor 1%: small habits for great results" by Luca Mazzucchelli, in which provides to the reader with the basic rules to live a life not anchored to habits, but to the capacity of get used to make new habits. To the fleetingness of time he associates an effective phrase: Memento Mori", precisely "Remember that you must die", thus disturbing Seneca, reaffirms the concept that you do not receive a short life, but many of us make it short-lived. Stoically Seneca summarizes: "Happiness consists in having a free spirit, proud intrepid and constant, far from fear and desire, for which the only good is honesty, the only evil is dishonor, and all the rest it is a vile mass of things that takes nothing away and adds nothing to happiness "(dialogue Happy Life 4.3).: 

Lev Tolstoj, Pensieri per ogni giorno, Piano B

 

 

 

Le abitudini in quanto tali andrebbero, quindi, calendarizzate e, in realtà, Tolstoj in “Pensieri per ogni giorno un calendario di saggezza” non fa altro che associare ad ogni giorno un aforisma, un pensiero o una citazione, con il chiaro intento di proporsi come guida spirituale, così da fornire ai lettori stessi gli strumenti per poter vivere un’esistenza degna di essere vissuta. In merito alla qualità ribadisce: “Meglio sapere poche cose, ma buone e necessarie, che moltissime di poco conto e inutili”. Edito da Piano B “Pensieri per ogni giorno, un calendario di saggezza” è definita dallo stesso Tolstoj come l’opera più importante e decisiva della sua vita, egli dedicò il suo ultimo decennio a raccogliere e passare in rassegna testi di ogni letteratura, cultura e religione per poi stilare un vero e proprio “Calendario”. Tra le personalità citate troviamo Marco Aurelio, Pascal, Talmud, Epitteto e Lao Tze, di quest’ultimo degno di nota un pensiero associato al I Agosto: “Chi cerca di essere dotto , cresce ogni giorno agli occhi del mondo. Chi cerca di vivere secondo ragione, ogni giorno diminuisce. Diminuisce sempre più, finché non giunge all’umiltà perfetta. Quando è giunto all’umiltà perfetta, non c’è cosa che egli non possa compiere.”

 

 The habits as such should therefore be scheduled and in reality Tolstoj in "Thoughts for each day a calendar of wisdom" does nothing but associate an aphorism, a thought or a quote to each day, with the clear intention of proposing itself as a spiritual guide, so as to provide the readers with the tools to be able to live an existence worth living. With regard to quality, he says that: "Better to know few things, good and necessary, rather than very few very little and useless" published by Plan B "Thoughts for every day, a calendar of wisdom" is defined by Tolstoy himself as the work more important and decisive of his life, he devoted his last decade to collect and review texts of every literature, culture and religion to then draw up a real "Calendar". Among the mentioned personalities we find Marcus Aurelius, Pascal, Talmud, Epictetus and Lao Tze, whom we have a thought related to August 1st: “Who tries to be learned, grows every day in the eyes of the world. Anyone who tries to live to follow reason decreases every day. It decreases more and more, until it reaches perfect humility. When he has reached perfect humility, there is nothing he cannot accomplish. "

 

Paul Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici, Feltrinelli

 

 

 

A questa visione pienamente stoica della vita, c’è chi, di contro, non ha la pretesa di fornire gli strumenti per la ricerca della felicità, piuttosto di renderci infelicemente consapevoli del fatto che l’uomo ha bisogno di rendersi infelice. Paul Watzlawick, filosofo, sociologo, psicologo austriaco in “Istruzione per rendersi infelici” dissacra i manuali che per secoli hanno dispensato consigli sul come vivere la vita “in pienezza e felicità”, attraverso un tono pieno di intelligente umorismo e sottile ironia, ci mostra come rendersi infelicemente infelici e come evitare il modo di procurarci infelicità in eccesso. Quindi, come ci suggerisce già dalle prime pagine citando una massima degli antichi romani: “Ducunt fata volentem, nolentem trahunt”- il fato conduce dolcemente chi lo segue, trascina chi gli resiste”, l’uomo non deve far altro che smetterla di preoccuparsi di seguire i propri principi, poiché finirà per rifiutare ogni cosa, in quanto non rifiutare varrebbe a dire tradire se stesso.

 

 To this fully stoic view of life, there is who, on the other hand, does not claim to provide the tools for the pursuit of happiness, but to make us unhappily aware of the fact that man needs to make himself unhappy. Paul Watzlawick, philosopher, sociologist, Austrian psychologist in "Instructions to make himself unhappy" desecrates with subtle irony the manuals that for centuries have advised men on how to make life worth living "in fullness and happiness", through a tone full of black humor, irony and healthy cynicism, shows us how to make ourselves unhappily unhappy and how to avoid the way of getting ourselves into unhappiness in excess. So, as he suggests to us from the first pages by quoting a maxim of the ancient Romans: "Ducunt fata volentem, nolentem trahunt" - fate softly leads those who follow it, drags those who resist it, man must do nothing but stop worrying to follow his own principles, because he will end up rejecting everything and refusing would be to betray himself. 

 

 

Luca Mazzucchelli, Fattore 1%, Giunti

 

 

 

 

In realtà non esistono linee guida, vademecum o “istruzioni” in grado di rispondere alle domande che l’uomo si pone: si tratta di un processo più profondo, un percorso intimo, delineato dall’esperienza del singolo. Il tempo, in termini puramente idealistici e non empirici, non è assoluto, ma relativo al vissuto di ciascun essere umano; la felicità è vana se concepita solo come qualcosa di realizzabile hic et nunc, nel concreto delle azioni, piuttosto può essere qualcosa di più autentico e duraturo se interpretata nella sua più profonda e semplice accezione: “L’uomo è infelice perché non sa di essere felice. Soltanto per questo. Questo è tutto, tutto! Chi lo comprende sarà subito felice, immediatamente, nello stesso istante”. (Dostoevskij)

 

So there aren’t guidelines, vademecum or "instructions" that can answer the questions that man ask himself, it is a deeper process: an intimate path, outlined by the experience of the individual. Time, in purely idealistic and not-empirical terms, is not absolute, but relative to the experience of each human being; happiness is in vain if conceived only as something achievable, hic et nunc, in the concrete of actions, rather it must to be something more authentic and lasting, conceived in its most profound and simple meaning: "Man is unhappy, because he doesn't know that he is happy. Just for that. That's it, everything! Who understands it will be immediately happy, immediately, at the same time“. (Dostoevsky)

 

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